{"id":138198,"date":"2018-07-27T08:16:56","date_gmt":"2018-07-27T06:16:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brundisium.net\/?p=138198"},"modified":"2018-07-27T08:16:56","modified_gmt":"2018-07-27T06:16:56","slug":"uccise-connazionale-con-un-cacciavite-39enne-albanese-estradato-dalla-spagna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/uccise-connazionale-con-un-cacciavite-39enne-albanese-estradato-dalla-spagna\/","title":{"rendered":"Uccise connazionale con un cacciavite: 39enne albanese estradato dalla Spagna"},"content":{"rendered":"<p>Presso lo scalo aereo di Roma Fiumicino, con volo proveniente dalla Spagna luogo dell\u2019estradizione, \u00e8 giunto Gazmend Nure, 39enne albanese, al quale i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Brindisi hanno notificato un \u201cordine di esecuzione per la carcerazione\u201d emesso dalla Procura Generale presso la Corte d\u2019Appello di Lecce, in quanto dovr\u00e0 espiare la pena di 22 anni di reclusione per l\u2019omicidio di un connazionale avvenuto in Fasano. All\u2019epoca il grave fatto di sangue, per l\u2019efferatezza con cui venne commesso, suscit\u00f2 sgomento e viva preoccupazione nella comunit\u00e0 fasanese. Fra 4 giorni saranno trascorsi esattamente 20 anni da quel 1\u00b0 agosto 1998 quando alle 20.30 giunse una telefonata ai Carabinieri di Fasano da parte dei sanitari del locale ospedale che comunicavano che era stato l\u00ec condotto un cittadino extracomunitario, probabilmente albanese, in stato di coma, in conseguenza di un \u201ctrauma cranico encefalico commotivo\u201d provocato da un cacciavite.<\/p>\n<p>Il ferito venne subito trasferito nell\u2019ospedale \u201cDi Venere\u201d di Bari, a causa della gravit\u00e0 delle lesioni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Le indagini, avviate dai Carabinieri della Compagnia di Fasano, si orientarono sin da subito verso la comunit\u00e0 degli albanesi del luogo al fine di identificare il ferito e ricostruire la vicenda. Infatti, portarono all\u2019identificazione di un amico della vittima, che con l\u2019ausilio di un interprete rilasci\u00f2 le prime dichiarazioni grazie alle quali fu possibile localizzare un casolare abbandonato in contrada Gravinella in agro di Fasano, dove furono recuperati documenti che dimostravano il passaggio della vittima da quel luogo. Si trattava di un ricovero di fortuna perch\u00e9 all\u2019interno i Carabinieri rinvennero un giaciglio e un borsone contenente indumenti personali e documenti che risultarono essere quelli della vittima identificata per Luan Kaja, deceduto a seguito delle lesioni dopo 18 giorni dall\u2019aggressione precisamente il 19 agosto 1998.<\/p>\n<p>L\u2019autopsia consent\u00ec di rilevare la presenza a livello della regione temporale sinistra di un foro penetrante di piccole dimensioni, di caratteristiche analoghe a quelle rilevate a livello cervicale destro, fori compatibili con quelli provocati da un punteruolo o una punta da trapano o da un cacciavite.<\/p>\n<p>L\u2019amico della vittima testimone oculare dell\u2019evento venne minacciato con una pistola dall\u2019omicida poich\u00e9 aveva tentato di fermarlo per impedirgli di continuare l\u2019aggressione all\u2019amico. Grazie alle sue indicazioni fu possibile ricostruire tutte le fasi della vicenda e, soprattutto, il movente e le circostanze in cui era maturato il grave delitto che sconvolse l\u2019opinione pubblica fasanese per la brutalit\u00e0 con cui era stato commesso.<\/p>\n<p>Dal racconto del teste emerse cos\u00ec che il 1\u00b0 agosto, verso le ore 13.00, giunsero nell\u2019abitazione di questi in Fasano, la vittima e colui che di l\u00ec a breve sarebbe diventato il suo omicida, che gi\u00e0 stavano litigando in maniera violenta in quanto si contendevano l\u2019utilizzo di un piccolo casolare rurale.<\/p>\n<p>Dopo alcune ore, nel pomeriggio dello stesso giorno,la vittima, usciva dall\u2019abitazione dell\u2019amico per effettuare una telefonata ai parenti in Albania dalla cabina telefonica posta nella zona, seguito a brevissimo intervallo da Gazmend. Il padrone di casa, testimone degli eventi, preoccupato che il litigio tra i due potesse continuare per strada dopo pochi minuti, decideva di raggiungere la cabina telefonica dove Luan stava facendo vari tentativi di contattare i congiunti. Poi quando questi era riuscito a prendere la linea, per consentire all\u2019amico di parlare liberamente coi parenti, decideva di allontanarsi di qualche metro. Non tanti, tuttavia, per non accorgersi che nel frattempo, l\u2019omicida, che stava sull\u2019altro lato della strada, impugnando un cacciavite lungo e sottile, si avvicinava alle spalle della vittima conficcandolo violentemente nella tempia. Il testimone si produceva anche in un vano tentativo di fermare l\u2019omicida, che per\u00f2 estraeva una pistola puntandogliela contro e, minacciandolo, si dileguava portando via l\u2019arma del delitto. Sulla scorta delle informazioni fornite dal teste venne poi individuato il piccolo fabbricato rurale oggetto della contesa ed elemento scatenante del delitto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il 28 aprile 2003, Nure latitante da subito e contumace ai processi, \u00e8 stato condannato all\u2019ergastolo dalla Corte d\u2019Assise di Brindisi. La pena \u00e8 stata poi riformata dalla Corte d\u2019Assise d\u2019Appello di Lecce in 22 anni di reclusione per il reato di omicidio, minaccia nei confronti del testimone e per porto illegale di arma comune da sparo. L\u2019omicida dall\u2019indole violenta non era nuovo ad eventi del genere, l\u2019anno prima nel 1997, con l\u2019alias di SHEPETIM Hasani, a Frosinone, era stato indagato per tentato omicidio e porto e detenzione di arma atta ad offendere. Nel 1999, da latitante, aveva richiesto asilo nel Regno Unito, fornendo false generalit\u00e0. Scoperto dalle autorit\u00e0 britanniche, faceva perdere le proprie tracce. Successivamente con l\u2019alias di Lorenzo Backa \u00e8 stato arrestato in Spagna e condannato dal Tribunale di Barcellona alla pena di 18 anni di reclusione per un altro tentato omicidio e possesso illegale di armi, e ristretto nel penitenziario \u201cBrians 1\u201d di quella citt\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Con l\u2019estradizione dalla Spagna e la notifica, negli uffici dell\u2019Aeroporto di Roma Fiumicino, al condannato NURE Gazmend del provvedimento restrittivo emesso dalla Procura Generale della Repubblica presso la Corte d\u2019Appello di Lecce, da parte dei Carabinieri del Nucleo Investigativo di Brindisi, si mette la parola fine su un grave ed efferato fatto di sangue, perpetrato con inaudita violenza per futili motivi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Presso lo scalo aereo di Roma Fiumicino, con volo proveniente dalla Spagna luogo dell\u2019estradizione, \u00e8 giunto Gazmend Nure, 39enne albanese, al quale i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Brindisi hanno notificato un \u201cordine di esecuzione per la carcerazione\u201d emesso dalla Procura Generale presso la Corte d\u2019Appello di Lecce, in quanto dovr\u00e0 espiare la pena di 22 anni di reclusione per l\u2019omicidio di un connazionale avvenuto in Fasano. 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