{"id":1383,"date":"2013-12-15T13:01:45","date_gmt":"2013-12-15T12:01:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.seltest.info\/brun\/?p=1383"},"modified":"2013-12-15T23:03:30","modified_gmt":"2013-12-15T22:03:30","slug":"iurlaro-fi-presenta-interrogazione-sugli-orti-terrazzati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/iurlaro-fi-presenta-interrogazione-sugli-orti-terrazzati\/","title":{"rendered":"Iurlaro (FI) presenta interrogazione sugli orti terrazzati di Ostuni"},"content":{"rendered":"<p>Che gli orti terrazzati di Ostuni costituiscano, per importanza storica e architettonica, un patrimonio tanto per la Citt\u00e0 Bianca quanto per l\u2019intero Salento e per la Regione Puglia, \u00e8 un dato di fatto.<br \/>\n\u00c8 altrettanto assodato, purtroppo, che l\u2019attuale amministrazione non abbia in alcun modo puntato a rivalutare tale patrimonio, mostrando invece lacuna gravi e non pi\u00f9 tollerabili e perpetrando un vero e proprio scempio.\u00a0 Per questo, insieme al collega Vittorio Zizza, ho presentato un\u2019interrogazione al Ministero dei Beni Culturali, finalizzata a comprendere se, alla luce degli errori amministrativi del passato recente, si ritenga opportuno disporre un\u2019indagine approfondita, da condurre con l\u2019ausilio di specialisti esterni alla\u00a0 Soprintendenza archeologica, al fine di chiarire tali comportamenti sia da parte dell\u2019Ente di Tutela che da parte dell\u2019Amministrazione comunale in relazione alla reiterazione di progressive azioni di distruzione di aree archeologiche senza\u00a0 una capacit\u00e0 reale di valutazione responsabile dell\u2019importanza di tale patrimonio, a danno della comunit\u00e0 di Ostuni e della sua Storia.<br \/>\nAl Ministero ho anche chiesto se la\u00a0 Soprintendenza ai Beni Architettonici abbia effettuato opera di controllo su tale scempio, in quanto le prescrizioni operative nei riguardi dell\u2019intervento erano abbastanza\u00a0 chiare e non prevedevano, se non in casi particolari, piccoli movimenti di terreno nel corso della reintegrazione dei muri esistenti, mentre in quarantacinque giorni hanno operato ininterrottamente quattro pale meccaniche.<br \/>\nGiova ricordare che l\u2019area in questione \u00e8 sottoposta a vincolo. Per questo, resta difficile comprendere le politiche operate a margine dell\u2019ottenimento del finanziamento di un milione di euro per un \u201cprogetto di recupero e riqualificazione degli Orti posizionati a valle delle mura del centro storico\u201d.<br \/>\nE\u2019 evidente che l\u2019Amministrazione comunale di Ostuni, prima dell\u2019inizio dei lavori in un\u2019area cos\u00ec importante dal punto di vista archeologico e storico-paesaggistico (paesaggio non solo fisico ma come dice l\u2019Unesco risultante di tutti gli aspetti, comprese le testimonianze della storia dell\u2019uomo),\u00a0 doveva sottoporre\u00a0 il progetto delle opere alle valutazioni delle rispettive Soprintendenze; tale parere \u00e8 stato richiesto solo alla Soprintendenza per i beni architettonici mentre, come risulta dalla lettera del 22.11.2013 a firma del Soprintendente Luigi\u00a0 La Rocca (prot.n.13993), l\u2019Amministrazione comunale non ha assolutamente richiesto il parere preventivo alla Soprintendenza archeologica\u00a0 ai sensi degli\u00a0 articoli 95 e 96 del decreto legislativo n. 163 del 2006 (&#8220;Verifica preventiva dell&#8217;interesse archeologico&#8221;); gi\u00e0 in passato tali comportamenti da parte del Comune di Ostuni (inizio lavori senza la richiesta del parere preventivo della Soprintendenza archeologica) erano stati oggetto di riprovazione da parte della Magistratura che ha addirittura comminato una condanna penale per un intervento senza autorizzazione preventiva in un\u2019area degli orti (Spirito Santo)\u00a0 sottoposta a vincolo archeologico; se il vincolo esisteva sull\u2019area in questione, non si capisce perch\u00e9 l\u2019Amministrazione comunale non abbia ottemperato alle prescrizioni di legge (i citati articoli 95 e 96 del decreto legislativo n. 163 del 2006) anche per le aree soprastanti, interessate dagli sbancamenti compiuti.<br \/>\nPurtroppo, poich\u00e9 i lavori di sbancamento sono iniziati gi\u00e0 nel mese di agosto e sono continuati senza alcun controllo per tutta la prima met\u00e0 di settembre, con l\u2019intervento simultaneo di numerose pale meccaniche, i danni archeologici e storici sono stati di enorme entit\u00e0, anche se dalla fine di settembre, su sollecitazione di petizioni firmate dalle opposizioni e per le sollecitazioni del Prof. Coppola, la Soprintendenza provvedeva ad una vigilanza continuativa degli scavi in corso, trovando dei reperti archeologici che attualmente risultano depositati al Museo Nazionale di Egnazia; lo sbancamento operato nei periodi di agosto-settembre\u00a0 fino al piano di roccia ha distrutto integralmente i vecchi orti per ricrearne dei nuovi, secondo una geometria che non corrisponde alla situazione originaria storicizzatasi nel tempo.<br \/>\nI nuovi muri costruiti per sostituire quelli distrutti non rispettano assolutamente la situazione pregressa con\u00a0 fondazioni a roccia ricoperte da gettate di moderno cemento che hanno cancellato i resti delle abitazioni messapiche collocate sui terrazzi in piano, come ci documentano alcune strutture in negativo (aree subcircolari, forse cisterne o altro); per creare le\u00a0 situazioni di agibilit\u00e0 operativa su un progetto che sicuramente non corrisponde assolutamente a quello approvato con precise riserve solo dalla Soprintendenza architettonica, sono state completamente distrutte tutte le emergenze di carattere storico ed archeologico presenti nelle fasi di realizzazione dei terrazzamenti, dall\u2019abitato dell\u2019et\u00e0 del Ferro (VIII secolo a.C.) sino ai nostri giorni; anche lo stesso terreno della parte superficiale degli orti, che sembra essere stato setacciato da secoli di lavoro umano per la mancanza totale di pietre, risulta sconvolto dai lavori di sbancamento e niente potr\u00e0 pi\u00f9 restituire le situazioni originarie. Sembra insomma evidente che la mancata ottemperanza degli obblighi di legge da parte dell\u2019Amministrazione Comunale di Ostuni in relazione al parere preventivo della Soprintendenza archeologica sia un meccanismo abitudinario utilizzato per non avere problemi di salvaguardia preventiva, peraltro mai denunciato alle Autorit\u00e0 competenti dalla stessa Soprintendenza se non nel caso dell\u2019area sottoposta a vincolo archeologico di Spirito Santo. Tale inadempienza ha causato la distruzione irreversibile di un enorme patrimonio storico ed archeologico, di cui ora si chiede conto al Ministero.<\/p>\n<p>COMUNICATO STAMPA PIETRO IURLARO &#8211; SENATORE FORZA ITALIA<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Che gli orti terrazzati di Ostuni costituiscano, per importanza storica e architettonica, un patrimonio tanto per la Citt\u00e0 Bianca quanto per l\u2019intero Salento e per la Regione Puglia, \u00e8 un dato di fatto. \u00c8 altrettanto assodato, purtroppo, che l\u2019attuale amministrazione non abbia in alcun modo puntato a rivalutare tale patrimonio, mostrando invece lacuna gravi e non pi\u00f9 tollerabili e perpetrando un vero e proprio scempio.\u00a0 Per questo, insieme al collega Vittorio Zizza, ho presentato un\u2019interrogazione al Ministero dei Beni Culturali, finalizzata a comprendere se, alla luce degli errori amministrativi del passato recente, si ritenga opportuno disporre un\u2019indagine approfondita, da condurre con l\u2019ausilio di specialisti esterni alla\u00a0 Soprintendenza archeologica, al fine di chiarire tali comportamenti sia da parte dell\u2019Ente di Tutela che da parte dell\u2019Amministrazione comunale in relazione alla reiterazione di progressive azioni di distruzione di aree archeologiche senza\u00a0 una capacit\u00e0 reale di valutazione responsabile dell\u2019importanza di tale patrimonio, a danno della comunit\u00e0 di Ostuni e della sua Storia. 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