{"id":139854,"date":"2018-08-30T09:11:06","date_gmt":"2018-08-30T07:11:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brundisium.net\/?p=139854"},"modified":"2018-09-03T10:12:47","modified_gmt":"2018-09-03T08:12:47","slug":"in-vino-brindisi-di-paolo-perrino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/in-vino-brindisi-di-paolo-perrino\/","title":{"rendered":"In vino Brindisi. Di Paolo Perrino"},"content":{"rendered":"<p>E\u2019 tempo che penso alle possibilit\u00e0 di rilancio della nostra citt\u00e0. Bisogna trovare qualcosa che valorizzi il territorio, preservi l\u2019ambiente e crei ricchezza. Bisogna allontanarsi da un passato fatto da solo industria e inquinamento. Non \u00e8 facile, una vera sfida.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La Puglia vive da molti anni un boom turistico notevole ma la nostra citt\u00e0 ne ha beneficiato sempre in maniera molto marginale. Tanti tentativi a spot, senza una effettiva rete non hanno portato a grandi risultati.<br \/>\nPiccoli successi puntuali ma nulla che abbia creato valore aggiunto duraturo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ho sempre fatto il vino in casa. Era il mestiere di mio nonno e quasi per devozione, vivendo in campagna, siamo sempre riusciti a farci la nostra provvista di vino annuale. Vendemmia fermentazione e imbottigliamento. Pochissime quantit\u00e0. Da qualche anno grazie al mio amico Carmine Dipietrangelo mi sono avvicinato al mondo del vino e dell\u2019agricoltura in maniera pi\u00f9 professionale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>E\u2019 uno dei mondi che come pochi conserva un fascino antico. C\u2019\u00e8 sudore, sapienza, maestria che viene tramandata, dalla coltivazione della vite, alla spremitura dell\u2019uva fino alla vendita. Ho conosciuto la cura dell\u2019agronomo, ho avuto la possibilit\u00e0 di veder lavorare da vicino un enologo, un rituale magico, silenzioso che inebria senza nemmeno bere un goccio di vino.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Bisogna trovare il modo di condividere questa magia con tutta la citt\u00e0 e coniugarla con una offerta turistica. Potrebbe essere la chiave di volta per un futuro diverso.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La scintilla per innescare un ciclo virtuoso che non si \u00e8 mai riusciti a realizzare fino ad ora. Sono rimasto molto colpito quando ho visto dei ceppi di vite nelle aiuole di Via Del Mare. Non so di chi \u00e8 stata l\u2019idea ma penso che sia una meraviglia. E\u2019 l\u2019icona del nostro territorio quella dei vitigni vicino al mare.<br \/>\nAnticamente Brindisi era conosciuta per essere un grande porto commerciale. La presenza di argilla nel sottosuolo rese naturale l\u2019impianto di diverse fabbriche di anfore per vino ed olio.<br \/>\nEravamo uno dei principali produttori dell\u2019antichit\u00e0. Si costruivano le anfore e si produceva vino ed olio in grande quantit\u00e0 che dal porto partivano per tutto il Mediterraneo. Avevamo la terra buona, il mare ed un grande porto. All\u2019epoca sapevano valorizzare meglio di oggi tutto questo ben di Dio.<br \/>\nSulle anfore c\u2019era inciso il nome del produttore e tanti resti di anfore brindisine si sono ritrovati sia in Africa che in Medio Oriente. Forse per questo motivo la nostra tradizione nei secoli \u00e8 stata di matrice prevalentemente agricola, pur essendo una citt\u00e0 di mare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Oggi, con l\u2019avvio delle operazioni di vendemmia che mi coinvolgono, mi sono imbattuto in un post dell\u2019assessore Covolo che raccontava della sua giornata al quartiere Perrino. Non conosco personalmente Roberto Covolo ma \u00e8 una persona che stimo da tempo perch\u00e9 conosco tutto quello che di buono ha realizzato negli ultimi anni e la sua grande capacit\u00e0 innovativa legata al territorio ed alla partecipazione.<\/p>\n<p>\u2018\u2019 Rigenerare e gestire suoli di propriet\u00e0 pubblica attraverso la creazione di vigneti urbani con scopi produttivi, educativi e culturali\u2019\u2019 ha scritto l\u2019assessore.<br \/>\nLeggendo ho avuto la conferma che pu\u00f2 essere una strada importante da imbroccare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Negli ultimi anni si sono organizzati eventi di successo intorno al vino. Sul territorio ci sono tanti grandi e ottimi produttori di vino.<br \/>\nAbbiamo fornito uva e vino da taglio a mezzo mondo nel passato, da un po\u2019 di tempo abbiamo imparato a farlo buono anche noi. Cantine di grande esperienza e qualit\u00e0 che producono da molto e nuove che si affacciano ora con la stessa passione a questa attivit\u00e0 preziosa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sviluppare l\u2019offerta turistica intorno a questa produzione pu\u00f2 dare dei vantaggi notevoli.<br \/>\nIl vino \u00e8 l\u2019emblema del turismo lento, quello buono che arricchisce, non deturpa e non vandalizza il territorio.<br \/>\nPu\u00f2 essere occasione di lavoro buono per tanti giovani, sia nelle aziende produttive che possono crescere con questa valorizzazione sia in tutto l\u2019indotto che pu\u00f2 formarsi.<br \/>\nIn citt\u00e0 abbiamo tante eccellenze in campo gastronomico che possono caratterizzarsi sempre di pi\u00f9, offrendo ai clienti in vacanza le bont\u00e0 del territorio accompagnate da un buon bicchiere locale.<br \/>\nNe godrebbero le attivit\u00e0 ricettive, quelle artigianali e commerciali in parallelo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il vino ha il suo momento clou nei mesi di settembre ottobre e novembre e potrebbe essere una occasione per prolungare la stagione turistica che si interrompe ai primi di settembre.<br \/>\nCantine aperte deve diventare cantine permanenti.<br \/>\nVisite alle cantine, degustazioni in enoteche e in ristoranti che possono sempre di pi\u00f9 caratterizzarsi come tipici del territorio. E\u2019 questo che cerca il turista.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il vino per il nostro territorio \u00e8 storia, possono essere messi alla luce e valorizzati siti archeologici nella zona di Apani dove c\u2019erano le maggiori fornaci. Pu\u00f2 essere l\u2019occasione per incuriosire i turisti scesi dalle navi crociera senza farli scappare ad Alberobello, Ostuni o Lecce.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il vino \u00e8 il prodotto che meglio si abbina alla cultura. Oggi non si vende pi\u00f9 la bottiglia, ci sono tanti produttori e la concorrenza \u00e8 spietata, si vende la storia che c\u2019\u00e8 dietro a tanta passione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Pu\u00f2 crearsi offerta formativa, perch\u00e9 se si crea il giusto volano questa attivit\u00e0 pu\u00f2 aver bisogno di conoscenze specifiche ed approfondite che potremmo esportare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 bisogno di innovazione. Nulla come la attivit\u00e0 vitivinicola ha necessit\u00e0 di combinare innovazione e tradizione. Storia, geografia, meccanica, chimica, biologia e marketing.<\/p>\n<p>Naturalmente occorrerebbe coinvolgere ed indirizzare molte attivit\u00e0 cittadine in tal senso.<br \/>\nE\u2019 una idea che lancio a tutti i nostri assessori ed a Riccardo Rossi, il nostro Sindaco.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Una operazione di questo tipo necessita dell\u2019apporto di tutti i settori.<br \/>\nC\u2019\u00e8 gente specializzata in questo e molto pi\u00f9 fantasiosa di me per sviluppare questi discorsi. Mi vengono in mente asfalti pigmentati color vinaccia nelle strade del vino, orti cittadini, street-art e murales sui fabbricati a tema, barrique seminate in citt\u00e0. La vite dovrebbe inglobare la citt\u00e0 e renderla ceppo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Col tempo si pu\u00f2 pensare a rilanciare anche la attivit\u00e0 fieristica o eventi come il Negroamaro Wine Festival nei mesi successivi, terminate le operazioni di vendemmia e primo imbottigliamento.<br \/>\nSono convinto che per spuntarla nella offerta turistica nel territorio occorre caratterizzarsi e distinguersi. L\u2019offerta non pu\u00f2 essere a 360 gradi perch\u00e9 diventa dispersiva e poco attraente.<br \/>\nUn esempio in tal senso \u00e8 il Barocco Leccese, i trulli di Alberobello, le ceramiche di Grottaglie, il bianco della citt\u00e0 vecchia di Ostuni. Intorno si pu\u00f2 sviluppare qualsiasi cosa, ma vince la specificit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Possiamo provare a non vivere di sola industria. Ci sono tanti strumenti a sostegno dello sviluppo rurale e costiero come i nuovi GAL, occorre una parola che noi Brindisini conosciamo poco\u2026 sinergia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Abbiamo al governo della citt\u00e0 le persone per provarci e come dice Covolo nel suo post, Brindisi il vino lo ha nel nome. Non a caso \u00e8 l\u2019unico capoluogo di provincia che ha un vino doc col suo nome. Brindisi doc \u00e8 una etichetta che d\u00e0 valore aggiunto alla produzione.<br \/>\nUna denominazione utilizzata in enologia che certifica la zona di origine e delimitata della raccolta delle uve utilizzate, certifica un prodotto di qualit\u00e0 e rinomato. Lavoro ce ne pu\u00f2 essere tanto, ci vogliono le idee di tutti e volont\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>Paolo Perrino<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong>Leu Brindisi<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E\u2019 tempo che penso alle possibilit\u00e0 di rilancio della nostra citt\u00e0. Bisogna trovare qualcosa che valorizzi il territorio, preservi l\u2019ambiente e crei ricchezza. Bisogna allontanarsi da un passato fatto da solo industria e inquinamento. Non \u00e8 facile, una vera sfida. &nbsp; La Puglia vive da molti anni un boom turistico notevole ma la nostra citt\u00e0 ne ha beneficiato sempre in maniera molto marginale. Tanti tentativi a spot, senza una effettiva rete non hanno portato a grandi risultati. Piccoli successi puntuali ma nulla che abbia creato valore aggiunto duraturo. &nbsp; Ho sempre fatto il vino in casa. Era il mestiere di mio nonno e quasi per devozione, vivendo in campagna, siamo sempre riusciti a farci la nostra provvista di vino annuale. Vendemmia fermentazione e imbottigliamento. Pochissime quantit\u00e0. Da qualche anno grazie al mio amico Carmine Dipietrangelo mi sono avvicinato al mondo del vino e dell\u2019agricoltura in maniera pi\u00f9 professionale. &nbsp; E\u2019 uno dei mondi che come pochi conserva un fascino antico. 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