{"id":140236,"date":"2018-09-06T16:45:04","date_gmt":"2018-09-06T14:45:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brundisium.net\/?p=140236"},"modified":"2018-09-06T14:46:35","modified_gmt":"2018-09-06T12:46:35","slug":"rifiuti-sulle-spiagge-lo-studio-del-consorzio-rivela-che-provengono-dal-mare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/rifiuti-sulle-spiagge-lo-studio-del-consorzio-rivela-che-provengono-dal-mare\/","title":{"rendered":"Rifiuti sulle spiagge: lo studio del Consorzio rivela che provengono dal mare"},"content":{"rendered":"<p>Il mare \u00e8 un patrimonio prezioso che deve essere protetto e salvaguardato. Nonostante ci\u00f2, la pressione esercitata dall\u2019uomo sulle risorse marine naturali \u00e8 spesso troppo elevata e a pagarne le conseguenze sono la biodiversit\u00e0 e la produttivit\u00e0 marina.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per far fronte all\u2019esigenza di una riduzione dell\u2019impatto antropico, nel 2008 il Parlamento ed il Consiglio europei hanno emanato la Direttiva quadro 2008\/56\/CE sulla strategia per l\u2019ambiente marino, successivamente recepita in Italia con il Decreto legislativo 190 del 13 ottobre 2010. Questa individua le azioni di tutela da realizzare nell\u2019ambito delle acque europee. Nell\u2019ambito di tale normativa, il Ministero dell\u2019Ambiente elabora ed attua programmi di monitoraggio coordinati per la valutazione continua dello stato ambientale delle acque marine, in funzione di traguardi ambientali previsti. Tra le diverse attivit\u00e0 previste, c\u2019\u00e8 l\u2019analisi dei rifiuti spiaggiati.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il Consorzio di Gestione di Torre Guaceto gi\u00e0 da un paio di anni conduce varie attivit\u00e0 di monitoraggio per la Strategia Marina nell\u2019Area Marina Protetta.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dal 2017, l\u2019ente ha aderito anche al sottoprogramma relativo all\u2019analisi dei rifiuti spiaggiati. L\u2019attivit\u00e0 \u00e8 stata svolta nei mesi di novembre-dicembre 2017 ed a maggio 2018 in tre tratti di costa sabbiosa dell\u2019AMP, due ricadenti in zona B ed uno in zona A.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sono stati censiti e raccolti manualmente tutti i rifiuti di dimensioni superiori ai 2,5 cm e i mozziconi di sigarette presenti sulla superficie di 300 metri lineari complessivi di spiaggia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>I risultati: complessivamente sono stati contati 9.585 oggetti classificati come rifiuti. Il 94% di questi \u00e8 fatto di plastica, il 2% di gomma e carta, 1% di legno, vetro e ceramica. La plastica \u00e8, quindi, il rifiuto pi\u00f9 abbondante. Con riferimento alla tipologia degli oggetti raccolti, la ricerca del Consorzio ha rivelato che la categoria pi\u00f9 abbondante \u00e8 costituita da frammenti di plastica non classificabili arrivando al 29% del totale, in ordine decrescente seguono i bastoncini di cotton-fioc con il 24%, i contenitori e gli utensili per alimenti di vario uso come posate, piatti, bicchieri, bottiglie, tappi, cannucce e stecchi di leccalecca con 19%, gli oggetti in corda per la pesca per l\u201911%, le reti impiegate per l\u2019allevamento di mitili con il 5%, frammenti di polistirolo e mozziconi di sigaretta 2%, buste e sacchetti di vario utilizzo e rifiuti medici, come flaconi e siringhe l\u20191%.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Si osserva, quindi, i rifiuti per l\u2019igiene personale, principalmente rappresentati dai cotton-fioc, costituiscono complessivamente un quarto del numero totale di quelli censiti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>A porre rimedio al fenomeno, l\u2019emendamento dello scorso dicembre alla legge di Bilancio, che sancisce dal 2019 lo stop ai cotton-fioc non biodegradabili e introduce dal 2020 il divieto di utilizzare microplastiche nei cosmetici.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Lo studio svolto a Torre Guaceto, ha, inoltre, chiarito l\u2019origine dei rifiuti raccolti in spiaggia. Il 70% di questi \u00e8 materiale spiaggiato, la restante parte \u00e8 stata deposta da terra o ha un\u2019origine incerta.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dunque, a causa dell\u2019impatto antropico sul mare, le correnti marine portano sulla costa i rifiuti e ci\u00f2 non pu\u00f2 essere evitato dalla gestione dell\u2019AMP.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per acquisire un esempio pratico di quanto illustrato basta guardare agli isolotti prospicenti la torre aragonese. Questi sono localizzati nella zona A dell\u2019AMP di Torre Guaceto, area non raggiungibile dagli utenti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nella stagione estiva, il Consorzio ha organizzato 2 giornate di pulizia specifica. Una a luglio, l\u2019altra esattamente un mese dopo. In entrambi i casi i volontari prima della Lega navale di San Vito dei Normanni, poi quelli del WWF Brindisi, hanno raccolto oltre 15 sacchi di rifiuti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Questo dato ci da ulteriore conferma di quanto rilevato dallo studio svolto nella AMP: la maggior parte dei rifiuti presenti a Torre Guaceto arriva dal mare e in acqua ci finisce non solo per dispersione negli altri Paesi costieri e in acque internazionali, ma anche a causa di comportamenti poco sostenibili messi in atto dalle comunit\u00e0 locali nella vita di tutti i giorni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Si invita, perci\u00f2, quanti amano la Riserva a vivere sostenibile. La plastica sta minando seriamente la vita marina. La maggior parte delle tartarughe recuperate dal Consorzio e ricoverate presso il Centro dell\u2019area protetta rilascia in vasca frammenti di plastica. Quindi, se non per la natura in senso lato, bisognerebbe fare uno sforzo in pi\u00f9 nella vita di tutti i giorni proprio per le tartarughe che tutti apprezzano ed emozionano quando dopo le cure a Torre Guaceto rese necessarie dall\u2019impatto antropico sul mare, tornano libere, in acqua.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il mare \u00e8 un patrimonio prezioso che deve essere protetto e salvaguardato. Nonostante ci\u00f2, la pressione esercitata dall\u2019uomo sulle risorse marine naturali \u00e8 spesso troppo elevata e a pagarne le conseguenze sono la biodiversit\u00e0 e la produttivit\u00e0 marina. &nbsp; Per far fronte all\u2019esigenza di una riduzione dell\u2019impatto antropico, nel 2008 il Parlamento ed il Consiglio europei hanno emanato la Direttiva quadro 2008\/56\/CE sulla strategia per l\u2019ambiente marino, successivamente recepita in Italia con il Decreto legislativo 190 del 13 ottobre 2010. Questa individua le azioni di tutela da realizzare nell\u2019ambito delle acque europee. Nell\u2019ambito di tale normativa, il Ministero dell\u2019Ambiente elabora ed attua programmi di monitoraggio coordinati per la valutazione continua dello stato ambientale delle acque marine, in funzione di traguardi ambientali previsti. 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