{"id":140810,"date":"2018-09-16T10:24:05","date_gmt":"2018-09-16T08:24:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brundisium.net\/?p=140810"},"modified":"2018-09-16T10:24:05","modified_gmt":"2018-09-16T08:24:05","slug":"e-arrivato-il-momento-di-ripensare-il-futuro-economico-e-produttivo-a-brindisi-ce-anche-lagricoltura-di-carmine-dipietrangelo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/e-arrivato-il-momento-di-ripensare-il-futuro-economico-e-produttivo-a-brindisi-ce-anche-lagricoltura-di-carmine-dipietrangelo\/","title":{"rendered":"E&#8217; arrivato il momento di ripensare il futuro economico e produttivo. A Brindisi c\u2019\u00e8 anche l\u2019agricoltura. Di Carmine Dipietrangelo"},"content":{"rendered":"<p>La ripresa post feriale ancora una volta \u00e8 caratterizzata da un dibattito vecchio e rituale: l\u2019apparato industriale, la sua crisi e il suo futuro. Sindacati e Confindustria legittimamente dettano l\u2019agenda anche sugli organi di informazione. L\u2019industria e la sua crisi fa notizia. Dibattito vecchio e rituale soprattutto quando qualche autorevole rappresentante di quel mondo fa una maldestra operazione di legare le crisi industriali o i dati della disoccupazione alla cosiddetta \u201cpolitica dei no\u201d praticata nel territorio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Che a Brindisi sia rilevante l\u2019assetto produttivo industriale per la presenza di medi e grandi, nazionali e internazionali, \u00e8 fuor di dubbio. Rimuoverne l\u2019importanza o sottovalutarne il ruolo, \u00e8 da incoscienti, cos\u00ec come affidare solo ad essi le sorti e il futuro dello sviluppo \u00e8 da colpevoli \u201cignoranti\u201d.<\/p>\n<p>\u00c8 arrivato, per\u00f2, il momento per un ripensamento sul futuro economico e produttivo della citt\u00e0. Alla sua definizione pu\u00f2 e deve contribuire un altro tipo di industria, meno pesante e non inquinante e a cui pu\u00f2 dare il suo contributo l&#8217;agricoltura del territorio. La nuova e giovane classe dirigente che amministra la citt\u00e0 ha questo compito.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>So di ripetermi ma ritorno a sottolineare come la citt\u00e0 di Brindisi, per superficie agraria,\u00a0\u00e8 la citt\u00e0 pugliese, dopo Foggia, con l&#8217;agro pi\u00f9 esteso. Arriva fino ai confini di Mesagne, Sandonaci, San Pancrazio, San Pietro, Cellino, Carovigno, San Vito.<\/p>\n<p>In provincia di Brindisi il peso dell\u2019agricoltura sul valore aggiunto \u00e8 passato dal 3,9% del 2005 al 6,5% del 2015 mentre l\u2019industria, nello stesso periodo, dal 19% al 17%. Gli addetti nell\u2019industria sono 20.000, in agricoltura sono 13.000 (e a questi andrebbero aggiunti quelli dell\u2019indotto e della trasformazione alimentare, calcolati tra gli addetti nell\u2019industria).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In citt\u00e0, in proporzione, i rapporti sono pi\u00f9 o meno gli stessi. Ma il settore agricolo rimane privo di considerazioni e di attenzione.<\/p>\n<p>Lo si vede anche in questi giorni: i sindacati intervengono e omettono sempre di parlare di agricoltura se non per un suo presunto legame con il caporalato, si parla di sviluppo e l\u2019agricoltura non \u00e8 presa in considerazione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Brindisi non \u00e8 solo industria, porto, zona industriale. \u00c8 l&#8217;unica citt\u00e0 capoluogo che ha, a suo nome, una DOC e che fece del vino una delle sue principali ragioni e condizioni di sviluppo produttivo e urbanistico. Anche qui mi ripeto.<br \/>\nLe fornaci per la costruzione in epoca romana di anfore vinarie, i tantissimi stabilimenti vinicoli, tutti distrutti o dati alla rendita e alla speculazione edilizia, l&#8217;utilizzo, in varie epoche, del porto per il trasporto del vino che si produceva nel territorio, sono, forse la testimonianza pi\u00f9 significativa della storia vitivinicola della citt\u00e0. La superficie agraria destinata alla viticoltura fino agli anni ottanta, prima degli svellimenti incentivati dei vigneti era a Brindisi, quasi quattro volte superiore a quella attuale. Altre realt\u00e0 con le vigne hanno fatto le loro fortune, a Brindisi sono prevalsi, invece, prematuramente sfiducia e abbandono.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Brindisi attraverso i suoi carciofeti si \u00e8 fatta apprezzare per il cultivar del carciofo, oggi IGP. Era famosa per la quantit\u00e0 e la qualit\u00e0 della produzione di angurie e melloni gialli.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Non si \u00e8 stati capaci di valorizzare il saper fare dei nostri contadini, la qualit\u00e0 dei nostri terreni, introducendo le innovazioni necessarie. Anzi molte delle nostre produzioni (le sue abbondanti uve d\u00ec negroamaro, d\u00ec susumaniello, di malvasia) sono state valorizzate, trasformate e utilizzate in altri contesti anche vicini, in un rapporto positivo tra produzioni agricole, cibo, territorio, cultura.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Si possono valorizzare e utilizzare a Brindisi le sue tradizionali produzioni, il suo saper fare agricolo, i suoi terreni, la sua pianura, il paesaggio delle campagne, per ripensare anche cos\u00ec il suo futuro?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019agricoltura brindisina a partire dalla sua vitivinicoltura pu\u00f2 essere modernit\u00e0 e futuro e che, con il suo vino DOC, pu\u00f2 contribuire a far conoscere e a costruire una NUOVA BRINDISI DOC (intesa come citt\u00e0 e come comunit\u00e0 che si ripensa)!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il vecchio saper fare, per\u00f2, non basta pi\u00f9. Gli elementi che non possono mancare sono oggi anche il saper raccontare(comunicazione, marketing, brand), il saper vendere (internazionalizzazione, e commerce, cercare e creare nuovi mercati), il saper innovare (tecnologie di conduzione e di buona e sana coltivazione dei processi produttivi),il saper ricavare nuovi prodotti dalle vecchie produzioni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Che sia cultura o storia, biologia o chimica, e&#8217; il sapere l&#8217;elemento di maggiore valore anche per l&#8217;agricoltura.<br \/>\nE poi tutto e&#8217; collegato. Una sana agricoltura fondata sui saperi fa bene alla salute. Una buona agricoltura tutela il territorio e il paesaggio. Un paesaggio e un territorio ben tutelato attira il turismo, soprattutto quello di qualit\u00e0. Il turismo di qualit\u00e0 va alla ricerca di benessere e di cibo sano, crea nuova occupazione, incentiva l&#8217;artigianato di territorio. L\u2019agricoltura \u00e8 il settore dell\u2019economia il pi\u00f9 orizzontale e circolare possibile.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Anche questo \u00e8 un messaggio utile per il nostro futuro, per i giovani e la loro formazione, per il futuro di questo territorio che pu\u00f2 riscoprire tutte le sue potenzialit\u00e0, ridando alla terra e alla agricoltura il ruolo perso o abbandonato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u00c8 giusto pensare da qui in avanti al settore anche attraverso una visione pi\u00f9 ampia dove gli aspetti innovativi offrono spunti interessanti di reale cambiamento.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Si pu\u00f2 dare cos\u00ec una prospettiva alle nuove generazioni interessate e attratte dalla campagna e dalla agricoltura. E si darebbe anche un po&#8217; di fiducia e di considerazione ai nostri agricoltori ancora disperati, per i costi di produzione o per le varie crisi agricole e di mercato che subiscono.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sarebbe gi\u00e0 un ottimo segnale per la citt\u00e0 e per l&#8217;agricoltura brindisina se l&#8217;amministrazione comunale (per anni disinteressata a questa parte importante della sua economia) riuscisse a imporre l\u2019attenzione dovuta e ricostruendo un rapporto di reciproco ascolto con i protagonisti, le associazioni del settore, cos\u00ec come avviene con i bisogni, i protagonisti dell\u2019industria, del commercio, del turismo, del porto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>E&#8217; anche questo un modo per ripensare allo sviluppo della citt\u00e0 e per guardare al futuro dei nostri territori senza rimanere impigliati ancora nelle polemiche sulla vecchia industrializzazione, una parte della quale ha ormai fatto il suo tempo(e non \u00e8 la cosiddetta politica dei no a dirlo o a volerlo).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Insomma \u00e8 maturo il tempo che anche a Brindisi l&#8217;agricoltura ritorni ad essere considerata in maniera diversa per farla diventare una componente forte dello sviluppo del territorio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sarebbe necessario \u201cun patto verde&#8221; per una buona agricoltura e per cibi sani, contro l&#8217;abbandono dei terreni, recuperando quelli incolti per far crescere cos\u00ec, attraverso incentivi, associazionismo, formazione, una nuova passione e una imprenditorialit\u00e0 giovanile radicata nel territorio e del territorio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L&#8217;agricoltura \u00e8 un settore pieno di opportunit\u00e0 e pu\u00f2 avere un elevato valore aggiunto a condizione che si sappia generare quel circolo virtuoso del sapere fatto di tradizione, qualit\u00e0, innovazione e capacit\u00e0 di racconto.<\/p>\n<p>E Brindisi dai tempi dei messapi e dei romani, per la fertilit\u00e0 del suo agro, per la bont\u00e0 delle sue produzioni agricole (il suo vino soprattutto) pu\u00f2 fare e raccontare tanto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>Carmine Dipietrangelo<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong>Presidente Leftbrindisi<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La ripresa post feriale ancora una volta \u00e8 caratterizzata da un dibattito vecchio e rituale: l\u2019apparato industriale, la sua crisi e il suo futuro. Sindacati e Confindustria legittimamente dettano l\u2019agenda anche sugli organi di informazione. L\u2019industria e la sua crisi fa notizia. Dibattito vecchio e rituale soprattutto quando qualche autorevole rappresentante di quel mondo fa una maldestra operazione di legare le crisi industriali o i dati della disoccupazione alla cosiddetta \u201cpolitica dei no\u201d praticata nel territorio. &nbsp; Che a Brindisi sia rilevante l\u2019assetto produttivo industriale per la presenza di medi e grandi, nazionali e internazionali, \u00e8 fuor di dubbio. Rimuoverne l\u2019importanza o sottovalutarne il ruolo, \u00e8 da incoscienti, cos\u00ec come affidare solo ad essi le sorti e il futuro dello sviluppo \u00e8 da colpevoli \u201cignoranti\u201d. \u00c8 arrivato, per\u00f2, il momento per un ripensamento sul futuro economico e produttivo della citt\u00e0. Alla sua definizione pu\u00f2 e deve contribuire un altro tipo di industria, meno pesante e non inquinante e a cui pu\u00f2 dare il suo contributo l&#8217;agricoltura del territorio. 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