{"id":141610,"date":"2018-10-01T14:55:00","date_gmt":"2018-10-01T12:55:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brundisium.net\/?p=141610"},"modified":"2018-10-01T14:55:00","modified_gmt":"2018-10-01T12:55:00","slug":"torre-guaceto-e-tra-le-4-riserve-meglio-gestite-ditalia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/torre-guaceto-e-tra-le-4-riserve-meglio-gestite-ditalia\/","title":{"rendered":"Torre Guaceto \u00e8 tra le 4 Riserve meglio gestite d&#8217;Italia"},"content":{"rendered":"<p>Allo scopo di valutare l\u2019efficacia del sistema di Aree Marine Protette italiane, in particolare per quanto riguarda la tutela della biodiversit\u00e0, nel corso del 2018 il WWF Italia ha condotto un\u2019indagine secondo la metodologia RAPPAM (Valutazione e Prioritizzazione Rapida della Gestione delle Aree Protette).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Le AMP sono state categorizzate in base alla loro dimensione, collocazione geografica e tipologia di ente gestore.<br \/>\nDai risultati emerge che rifiuti spiaggiati, plastiche in mare, turismo e traffico marittimo sono ritenute le pressioni che attualmente affliggono con maggiore intensit\u00e0 la biodiversit\u00e0 delle AMP italiane. Bracconaggio e pesca illegale costituiscono, invece, la pressione pi\u00f9 diffusa come numero di AMP interessate e con trend in aumento in molte aree. Per quanto riguarda le minacce future, si ritiene che i pericoli maggiori provengano da cambiamenti climatici, rifiuti spiaggiati e plastiche o reti fantasma in mare, e in misura minore dalle specie aliene invasive.<br \/>\nPer quanto riguarda strategie e strumenti di gestione, quasi il 70% delle AMP ha un Piano di gestione approvato in via definitiva e quasi l\u201980% degli enti gestori ha approvato il proprio Regolamento.<br \/>\nValori positivi sono stati registrati per quanto riguarda la definizione di specifici obiettivi di conservazione e relative strategie.<br \/>\nA livello territoriale, i confini delle AMP e la loro zonazione interna sono ritenuti sufficientemente adeguati agli obiettivi di conservazione, mentre la connettivit\u00e0 ecologica con altre aree protette \u00e8 ritenuta pi\u00f9 scarsa.<\/p>\n<p>Il contesto di legalit\u00e0 in cui le AMP si trovano ad operare viene considerato tendenzialmente negativo.<br \/>\nA livello di biodiversit\u00e0, le AMP riportano un buon punteggio nella realizzazione di check-list, mappe di distribuzione e attivit\u00e0 di monitoraggio di specie ed habitat prioritari (in primis cernia bruna, Pinna nobilis e tartaruga comune; praterie di posidonia e scogliere) su cui basare gli interventi di conservazione, con valori migliori nelle AMP pi\u00f9 grandi.<\/p>\n<p>Tuttavia, le risorse economiche impiegate in queste attivit\u00e0 sono ritenute del tutto insufficienti, nonostante circa la met\u00e0 delle AMP investa almeno il 15% del proprio budget nel monitoraggio della biodiversit\u00e0 e altrettanto in progetti di conservazione.<\/p>\n<p>In un quadro generale non del tutto positivo, \u00e8 stata, comunque, rilevata la buona gestione di alcune aree protette. Tra queste, la AMP di Torre Guaceto \u00e8 risultata essere tra le 4 in Italia che hanno i pi\u00f9 adeguati strumenti di gestione e pianificazione, la migliore governance, ed ottengono i pi\u00f9 fruttuosi risultati. Da qui, il podio anche per quanto concerne la classifica inerente l\u2019impatto antropico esercitato sugli ecosistemi: Torre Guaceto \u00e8 tra le 4 aree marine protette che subiscono meno l\u2019azione dell\u2019uomo, questo grazie alla gestione oculata portata avanti dal Consorzio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Partendo dall\u2019assunto che la maggiore pressione sulle aree marine protette siano esercitate sia dalla pesca, sia dalla fruizione turistica prettamente estiva, i risultati dello studio condotto dal WWF Italia dimostrano come il modello di pesca sostenibile ideato dal Consorzio e la gestione dei flussi di utenti all\u2019interno dell\u2019AMP di Torre Guaceto sia positiva.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Attraverso lo strumento del piano di gestione della Riserva, il Consorzio, infatti, vieta la realizzazione di strutture private sulla costa, anche in forma precaria; ogni anno allestisce il lido di Punta Penna Grossa seguendo il criterio della sostenibilit\u00e0 ambientale, quindi ad una distanza di sicurezza dalla duna, occupando un\u2019area pari all\u20191% della superficie di costa protetta e libera e provvedendo allo smantellamento dello stesso a conclusione di ogni stagione estiva; protegge le dune sabbiose attraverso le staccionate che costeggiano la linea di costa ed ha ricostituito quelle danneggiate con diversi interventi di ingegneria naturalistica realizzati nel corso degli anni; a coadiuvare questa serie di interventi, la contingentazione dei posti auto riservati agli utenti della Riserva, che permette di limitare e regolare il flusso dei fruitori.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>COMUNICAZIONE CONSORZIO DI GESTIONE DI TORRE GUACETO<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Allo scopo di valutare l\u2019efficacia del sistema di Aree Marine Protette italiane, in particolare per quanto riguarda la tutela della biodiversit\u00e0, nel corso del 2018 il WWF Italia ha condotto un\u2019indagine secondo la metodologia RAPPAM (Valutazione e Prioritizzazione Rapida della Gestione delle Aree Protette). &nbsp; Le AMP sono state categorizzate in base alla loro dimensione, collocazione geografica e tipologia di ente gestore. Dai risultati emerge che rifiuti spiaggiati, plastiche in mare, turismo e traffico marittimo sono ritenute le pressioni che attualmente affliggono con maggiore intensit\u00e0 la biodiversit\u00e0 delle AMP italiane. Bracconaggio e pesca illegale costituiscono, invece, la pressione pi\u00f9 diffusa come numero di AMP interessate e con trend in aumento in molte aree. Per quanto riguarda le minacce future, si ritiene che i pericoli maggiori provengano da cambiamenti climatici, rifiuti spiaggiati e plastiche o reti fantasma in mare, e in misura minore dalle specie aliene invasive. 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