{"id":141918,"date":"2018-10-02T18:10:08","date_gmt":"2018-10-02T16:10:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brundisium.net\/?p=141918"},"modified":"2018-10-02T18:10:08","modified_gmt":"2018-10-02T16:10:08","slug":"allarme-per-palazzo-carafa-potrebbe-essere-trasformato-in-un-albergo-per-migranti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/allarme-per-palazzo-carafa-potrebbe-essere-trasformato-in-un-albergo-per-migranti\/","title":{"rendered":"Allarme per Palazzo Carafa: potrebbe essere trasformato in un albergo per migranti"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019Associazione Brindisi e le Antiche Strade, presieduta da Rosy Barretta, ha segnalato al Comune di Brindisi, alla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Brindisi, Lecce e Taranto, nonch\u00e9 alla Prefettura di Brindisi, preoccupazione in merito all\u2019antico Monastero Benedettino gi\u00e0 Caserma Carafa D\u2019Andria, dell\u2019XI sec., sito nel centro storico di Brindisi, in relazione all\u2019utilizzo cui potrebbe a breve essere sottoposto l\u2019immobile.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Come noto, trattasi di bene coevo della Chiesa e Chiostro di San Benedetto, dell\u2019XI sec., un tempo ad essi annesso quale Monastero delle Monache di Santa Maria Veterana, o Monache Nere di San Benedetto, sorto laddove \u00e8 probabile fosse ubicato un Monastero dei Monaci Basiliani dell\u2019VIII \u2013 IX sec., distrutto dai Saraceni nel IX sec. Il bene, divenuto demaniale nel 1866 a seguito della soppressione degli Ordini monastici avvenuta con l\u2019Unit\u00e0 d\u2019Italia, \u00e8 stato utilizzato quale caserma nel secolo scorso, con alterazioni varie e realizzazione di superfetazioni, quindi abbandonato. Tuttavia esso mantiene nella sua configurazione complessiva i tratti salienti dell\u2019edificio medievale, evidenti anche in facciata, con stemmi ed arcate e con la presenza dell\u2019antico Arco del Parlatorio in drammatico stato di degrado.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il complesso, inoltre, abbraccia su tre lati anche il Chiostro di San Benedetto, con volumi di primo piano che comprendono pregiati ambienti voltati posti al di sopra della Sagrestia e ad altri spazi medioevali in utilizzo da<br \/>\nparte della Chiesa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il bene \u00e8 vincolato con Decreto del MIBACT del 14 settembre 2006, in quanto \u201cdichiarato di interesse storicoartistico ai sensi dell\u2019art. 10 comma 1 del D.Lgs. 22 gennaio 2004 n. 42\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nel 2011 il Comune di Brindisi, in attuazione dell\u2019art. 5, comma 5, del D.Lgs. 28 maggio 2010 n. 85.<\/p>\n<p>Trasferimento agli Enti, chiedeva l&#8217;acquisizione dell\u2019intero complesso, adducendo che \u201c\u2026. Data la contiguit\u00e0 con un bene di interesse nazionale, quale la Chiesa di San Benedetto, il recupero e la rifunzionalizzazione del monastero costituirebbe un intervento strategico per la costruzione di un nuovo polo museale, con finalit\u00e0 anche di accoglienza e sosta per i tanti turisti e visitatori&#8230;&#8221;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Vale la pena sottolineare che la ex Caserma Carafa D\u2019Andria, gi\u00e0 Monastero delle Monache Nere di San Benedetto, si articola su una superficie fondiaria di mq 2.900, comprensiva di chiostro e cortili, sviluppando complessivamente mq 4.300 sui vari livelli, per una cubatura di mc 19.300.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Voci bene informate riportano che il bene in oggetto si appresti a divenire un albergo &#8211; o comunque un luogo di ospitalit\u00e0 &#8211; per i migranti e, considerate le importanti dimensioni del complesso, si presuppone potrebbe ospitare un numero molto consistente di persone. Ci\u00f2 desta enorme preoccupazione tra i cittadini, in relazione a una duplice considerazione:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&#8211; La prima \u00e8 inerente la natura del bene vincolato, certamente manomesso nel corso del XX secolo, ma tale da contenere le tracce dell\u2019edificio medioevale; voci qualificate affermano, una tra tutte, che le antiche colonne del chiostro principale siano inglobate nei pilastri attualmente visibili; si ritiene, pertanto, che un simile complesso architettonico medioevale, oggi, debba essere prima di tutto restituito alla sua leggibilit\u00e0 storica attraverso un accurato progetto di restauro, recupero e valorizzazione, non escludendo le opportune valutazioni di carattere archeologico; d\u2019altra parte<br \/>\nl\u2019utilizzo tal quale ai fini sopra detti sarebbe causa di danni gravi ed irreparabili, come facilmente immaginabile;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&#8211; La seconda \u00e8 di carattere urbano, in quanto una struttura di cos\u00ec importanti dimensioni adibita ad usi diversi da quelli tradizionali &#8211; residenziale\/commerciale\/terziario &#8211; sarebbe tale da modificare l\u2019assetto ed il funzionamento non solo del quartiere, ma dell\u2019intero centro storico e conseguentemente della citt\u00e0 in generale, senza che questo passi da una attenta valutazione di carattere urbanistico. Del resto la progettualit\u00e0 in essere non \u00e8 mai stata portata all\u2019attenzione della cittadinanza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019ex Monastero delle Monache Nere di San Benedetto, di origine medioevale e soggetto a vincolo, si ritiene debba essere adibito ad usi tali da non alterare ulteriormente la natura dell\u2019edificio storico ed il carattere a vocazione turistica dell\u2019area, considerata la quotidiana presenza di numerosi gruppi di turisti, inclusi i croceristi, che si recano presso la Chiesa ed il Chiostro di San Benedetto, tra i pi\u00f9 visitati dell\u2019intera citt\u00e0, complessi monumentali adiacenti e addirittura fisicamente sottoposti al bene in oggetto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019Associazione Brindisi e le Antiche Strade, presieduta da Rosy Barretta, ha segnalato al Comune di Brindisi, alla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Brindisi, Lecce e Taranto, nonch\u00e9 alla Prefettura di Brindisi, preoccupazione in merito all\u2019antico Monastero Benedettino gi\u00e0 Caserma Carafa D\u2019Andria, dell\u2019XI sec., sito nel centro storico di Brindisi, in relazione all\u2019utilizzo cui potrebbe a breve essere sottoposto l\u2019immobile. &nbsp; Come noto, trattasi di bene coevo della Chiesa e Chiostro di San Benedetto, dell\u2019XI sec., un tempo ad essi annesso quale Monastero delle Monache di Santa Maria Veterana, o Monache Nere di San Benedetto, sorto laddove \u00e8 probabile fosse ubicato un Monastero dei Monaci Basiliani dell\u2019VIII \u2013 IX sec., distrutto dai Saraceni nel IX sec. 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