{"id":142667,"date":"2018-10-13T17:35:28","date_gmt":"2018-10-13T15:35:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brundisium.net\/?p=142667"},"modified":"2018-10-13T17:35:28","modified_gmt":"2018-10-13T15:35:28","slug":"grotta-santuario-di-santa-maria-di-agnano-frequentazioni-culturali-anche-in-epoca-messapica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/grotta-santuario-di-santa-maria-di-agnano-frequentazioni-culturali-anche-in-epoca-messapica\/","title":{"rendered":"Grotta santuario di Santa Maria di Agnano: frequentazioni culturali anche in epoca messapica"},"content":{"rendered":"<p>Era l\u00ec da duemilatrecento anni, a vegliare sui doni che gli antichi messapi dedicavano agli dei, il cane rinvenuto negli ultimi scavi archeologici diretti dal professor Donato Coppola coadiuvato dai dottori Nicola de Pinto e Martine Dewailly.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dopo aver riportato alla luce, nelle precedenti indagini, un\u2019importante frequentazione rituale mesolitica caratterizzata da circoli di pietre contenenti pietre e ossa incise, simboli della perorazione alla caccia e alla dea madre, le ultime ricerche (nella grotta santuario di Santa Maria di Agnano) si sono concentrate sulla frequentazione cultuale dell\u2019area in epoca messapica (VI-III secolo a.C.).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>I risultati della campagna scavi 2018 sono stati presentati nel corso di una conferenza che si \u00e8 svolta venerd\u00ec scorso presso la Chiesa di San Vito Martire ad Ostuni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Alla presenza dell\u2019Arch. Maria Piccarreta, soprintendente archeologica per le province di Brindisi \u2013 Lecce e Taranto, si sono succeduti gli interventi del Prof. Donato Coppola, direttore scientifico del Museo di Ostuni e dei suoi collaboratori Nicola De Pinto e Martine Dewailly.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dopo i saluti del vice-sindaco di Ostuni, Guglielmo Cavallo, il presidente dell\u2019Istituzione, Michele Conte, ha ringraziato il direttore scientifico e tutti i ragazzi dell\u2019Universit\u00e0 di Bari che hanno partecipato allo scavo, confermando il grande interesse del consiglio di amministrazione per le operazioni di scavo. \u201cSiamo soddisfatti del lavoro svolto dal prof. Coppola in collaborazione con l\u2019Universit\u00e0 di Bari\u201d spiega il presidente dell\u2019Istituzione, Michele Conte \u201cnegli ultimi anni abbiamo raddoppiato gli investimenti sulla campagna scavi ed i risultati si sono visti; la risposta del pubblico ci conferma che la strada intrapresa \u00e8 quella giusta. Il 2018 segner\u00e0 un ulteriore aumento di presenze nei nostri siti nonostante gi\u00e0 il 2017 fosse stato un anno record. L\u2019idea di puntare sulla promozione e sulla fruizione dei siti museali ha funzionato\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il soprintendente, Arch. Piccarreta ha sottolineato come i risultati si possono raggiungere solo con la sinergia tra istituzioni (Musei, Comuni e Soprintenza) e Universit\u00e0, ciascuno con il suo compito. \u201cSono molto contenta di quello che \u00e8 stato realizzato qui ad Ostuni\u201d ha detto l\u2019arch. Piccarreta \u201cun modello da esportare e far conoscere per i risultati che ha ottenuto in termini scientifici, ma anche di visitatori\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Al termine della conferenza sono stati consegnati gli attestati agli studenti dell\u2019Universit\u00e0 di Bari che hanno partecipato alla Campagna scavi.<br \/>\nSono stati portati alla luce una serie di bothro (piccole fosse sacre) contenenti una serie di vasi rituali quasi integri tra i quali spicca, per dimensione, una enorme anfora panatenaica apula a tempera rossa decorata con palmette sovraddipinte in nero e databile agli inizi del III secolo a.C.<br \/>\nNegli stessi strati delle fosse sacre sono stati rinvenuti anche frammenti di antefisse templari decorate con il volto di una Gorgone, punte di lance e giavellotti, pedine da gioco in pasta vitrea e, per la prima volta, frammenti di grosse iscrizioni su pietra.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Proprio sopra questi reperti sono state rinvenute due deposizioni di cani di media taglia e di sesso maschile. La presenza di queste due evidenze \u00e8 legata a consuetudini di carattere magico e sacrale che vedevano la deposizione e, talvolta, il sacrificio di essi al fine di purificare e proteggere l\u2019area. L\u2019importanza di tali ritrovamenti ha spinto gli archeologi a rimuovere subito gli scheletri per evitarne il danneggiamento, a portarli in laboratorio per le dovute ricerche e a prepararne la futura musealizzazione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sempre la stessa \u00e9quipe ha iniziato le indagini all\u2019interno della cavit\u00e0 occidentale del santuario, riportando subito a galla una serie di lucerne databili al IV-III secolo a.C. e che rimandano chiaramente ad un rituale di carattere notturno in onore di divinit\u00e0 ctonie come Persefone e Demetra.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Negli ultimi giorni di scavo \u00e8 anche venuto alla luce un blocco lavorato e riccamente decorato la cui funzione e datazione, tuttavia, verr\u00e0 chiarita con le future ricerche.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Era l\u00ec da duemilatrecento anni, a vegliare sui doni che gli antichi messapi dedicavano agli dei, il cane rinvenuto negli ultimi scavi archeologici diretti dal professor Donato Coppola coadiuvato dai dottori Nicola de Pinto e Martine Dewailly. &nbsp; Dopo aver riportato alla luce, nelle precedenti indagini, un\u2019importante frequentazione rituale mesolitica caratterizzata da circoli di pietre contenenti pietre e ossa incise, simboli della perorazione alla caccia e alla dea madre, le ultime ricerche (nella grotta santuario di Santa Maria di Agnano) si sono concentrate sulla frequentazione cultuale dell\u2019area in epoca messapica (VI-III secolo a.C.). &nbsp; I risultati della campagna scavi 2018 sono stati presentati nel corso di una conferenza che si \u00e8 svolta venerd\u00ec scorso presso la Chiesa di San Vito Martire ad Ostuni. &nbsp; Alla presenza dell\u2019Arch. 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