{"id":143306,"date":"2018-10-27T10:15:51","date_gmt":"2018-10-27T08:15:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brundisium.net\/?p=143306"},"modified":"2018-10-27T10:15:51","modified_gmt":"2018-10-27T08:15:51","slug":"ludopatia-adoc-necessario-regolamento-che-disciplini-il-fenomeno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/ludopatia-adoc-necessario-regolamento-che-disciplini-il-fenomeno\/","title":{"rendered":"Ludopatia, Adoc: &#8220;necessario regolamento che disciplini il fenomeno&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>Sono stati resi noti i dati relativi alla prima indagine epidemiologica condotta dall\u2019Istituto superiore della sanit\u00e0 sulle dipendenze da gioco d\u2019azzardo.<br \/>\nUn fenomeno che nel nostro Paese coinvolge 18 milioni di adulti di cui 1,5 milioni i problematici. Una dipendenza legata pi\u00f9 a slot e VLT associata ad abitudini che minano la salute come l\u2019abuso di alcol e fumo. Ma l\u2019azzardo ha risvolti economici sulle famiglie: il 5,8% dei giocatori problematici ha ottenuto la cessione del quinto dello stipendio, il 27,7% ha ottenuto prestiti da finanziarie mentre il 14,2% ha chiesto prestiti a privati.<br \/>\n Il 36,4% degli Italiani, circa 18,4 milioni di persone, ha giocato almeno una volta nei 12 mesi antecedenti l\u2019indagine. Un fenomeno in crescita che non finisce d mietere vittime sulla scia della crisi economica, della diffusa presenza di attivit\u00e0 legate al gioco d\u2019azzardo sul territorio senza trascurare l\u2019on line in uno scenario che vede forti interessi in gioco da quelli dell\u2019erario ai concessionari supportati da una politica non sappiamo se definire \u201cdisattenta\u201d o \u201cinteressata\u201d.<br \/>\nNell\u2019ultimo anno, secondo il rapporto dell\u2019Istituto Superiore di Sanit\u00e0 il gioco ha interessato quasi un uomo su due, il 43,7%, e una donna su tre, il 28,7%. Si gioca d\u2019azzardo soprattutto tra i 40 ed i 64 anni. Si inizia a giocare soprattutto tra i 18 e 25 anni nel 51,8% dei casi. E\u2019 il tabaccaio, il luogo preferito dagli italiani per giocare, nell\u201982,6% dei casi seguono il bar con il 71,8% e le ricevitorie con il 26,9%, poi sale scommesse (12,5%) e sale bingo (8,2%). Un italiano su due (il 47,3%) sceglie il luogo dove giocare perch\u00e9 preferibilmente vicino a casa. I giocatori a basso rischio sono il 4,1% (circa 2 milioni) e i giocatori a rischio moderato sono il 2,8% (circa 1,4 milioni).<\/p>\n<p> I giocatori problematici sono circa il 3% (circa 1,5 milioni) tra questi ultimi la fascia di et\u00e0 pi\u00f9 rappresentativa \u00e8 quella 55-64 anni. \u200eIl 26,5% (circa 13.450.000 italiani) si \u00e8 dedicata al gioco in modo sociale, con differenze significative tra maschi e femmine (rispettivamente il 30,2 e il 23,1%). Nel Sud il tasso di giocatori \u00e8 inferiore alla media nazionale (33,8%), ma quello di giocatori problematici \u00e8 superiore (4,6%). Il comportamento problematico si associa a slot (51,9%), alle Vlt (33,6%). Un\u2019ulteriore indagine di ISS ha inoltre rilevato che quasi 700mila minorenni hanno giocato almeno una volta nell\u2019ultimo anno: di questi quasi 70mila sarebbero problematici. L\u2019offerta illegale del gioco piace ai giocatori problematici, hanno ammesso di essersi rivolti  a tale offerta il 5.1%. Dati preoccupanti a tratti drammatici di cui si fa fatica a prenderne coscienza ed a determinare le opportune azioni di prevenzione e di contrasto. Le recenti disposizioni legislative nazionali sulla regolamentazione della pubblicit\u00e0 sul gioco sono spesso trascurate mentre le misure in vigore previste dalla legge regionale n.43\/2013 sono ampiamente disattese dalle amministrazioni comunali. Ma \u00e8 un\u2019altra la partita che si sta \u201cgiocando\u201d in Puglia in queste settimane alla vigilia dell\u2019entrata in vigore di quanto previsto all\u2019art. 7 comma 3 della legge regionale n. 43 del 13 dicembre 2013 in materia di \u201cContrasto alla diffusione del gioco d\u2019azzardo patologico (GAP)\u201d vale a dire la decadenza di tutte le licenze di pubblica sicurezza rilasciate prima della legge. Con la decadenza le nuove licenze dovranno sottostare ai nuovi vincoli nel rispetto dell\u2019art. 7 comma 2, quindi rispettare la distanza prevista di 500 metri dai luoghi sensibili quali istituti scolastici di qualsiasi grado, luoghi di culto, oratori, impianti sportivi e centri giovanili, centri sociali e altri istituti frequentati principalmente da giovani o strutture residenziali o semiresidenziali operanti in ambito sanitario o socio-assistenziale e, inoltre, strutture ricettive per categorie protette. Su questo si \u00e8 scatenata la \u201clobby del Gioco d\u2019azzardo\u201d in Puglia con una proposta di legge approvata in commissione sanit\u00e0 che mira a prorogare di ulteriori due anni l\u2019entrata in vigore delle norme vincolanti. Un provvedimento che rischia di essere approvato dall\u2019assise regionale pi\u00f9 per garantire gli equilibri politici che per le opportune  valutazioni di merito. L\u2019ADOC ritiene che la salute dei cittadini ed il benessere sociale ed economico  delle famiglie pugliesi non possono essere oggetto di contrattazione politica e che tali tentativi vadano rigettati con fermezza. <\/p>\n<p>Per quanto sopra facciamo appello alla sensibilit\u00e0 istituzionale del Presidente Emiliano che ha gi\u00e0 dimostrato di porre al centro dell\u2019azione amministrativa la salute dei cittadini a dispetto degli interessi economici, vedi il caso ILVA.  A livello locale l\u2019ADOC, in attesa di incontri di approfondimento con l\u2019amministrazione comunale di Brindisi, in sede di presentazione della bozza del documento strategico per il commercio rende noto di aver chiesto l\u2019inserimento nel documento di un esplicito riferimento alla legge regionale per il contrasto al gioco patologico oltre l\u2019adozione di provvedimenti ed un regolamento che disciplini il fenomeno attraverso lo stop alle giocate in orari critici e che stabilisca il parere negativo relativamente alle aperture di sale nei quartieri a rischio sociale, economico e criminalit\u00e0.<\/p>\n<p><strong><br \/>\nADOC BRINDISI<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono stati resi noti i dati relativi alla prima indagine epidemiologica condotta dall\u2019Istituto superiore della sanit\u00e0 sulle dipendenze da gioco d\u2019azzardo. Un fenomeno che nel nostro Paese coinvolge 18 milioni di adulti di cui 1,5 milioni i problematici. Una dipendenza legata pi\u00f9 a slot e VLT associata ad abitudini che minano la salute come l\u2019abuso di alcol e fumo. Ma l\u2019azzardo ha risvolti economici sulle famiglie: il 5,8% dei giocatori problematici ha ottenuto la cessione del quinto dello stipendio, il 27,7% ha ottenuto prestiti da finanziarie mentre il 14,2% ha chiesto prestiti a privati. Il 36,4% degli Italiani, circa 18,4 milioni di persone, ha giocato almeno una volta nei 12 mesi antecedenti l\u2019indagine. Un fenomeno in crescita che non finisce d mietere vittime sulla scia della crisi economica, della diffusa presenza di attivit\u00e0 legate al gioco d\u2019azzardo sul territorio senza trascurare l\u2019on line in uno scenario che vede forti interessi in gioco da quelli dell\u2019erario ai concessionari supportati da una politica non sappiamo se definire \u201cdisattenta\u201d o \u201cinteressata\u201d. 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