{"id":143462,"date":"2018-10-29T19:11:12","date_gmt":"2018-10-29T18:11:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brundisium.net\/?p=143462"},"modified":"2018-10-29T17:13:48","modified_gmt":"2018-10-29T16:13:48","slug":"e-di-un-francavillese-il-particolare-powerbank-ideato-e-prodotto-con-linnovativa-modalita-open-furniture","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/e-di-un-francavillese-il-particolare-powerbank-ideato-e-prodotto-con-linnovativa-modalita-open-furniture\/","title":{"rendered":"\u00c8 di un Francavillese il particolare powerbank ideato e prodotto con l&#8217;innovativa modalit\u00e0 &#8216;open furniture&#8217;"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/andriulo-tommaso-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-143463\" src=\"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/andriulo-tommaso-1-297x300.jpg\" alt=\"\" width=\"297\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/andriulo-tommaso-1-297x300.jpg 297w, https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/andriulo-tommaso-1-768x776.jpg 768w, https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/andriulo-tommaso-1-1013x1024.jpg 1013w, https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/andriulo-tommaso-1-60x60.jpg 60w, https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/andriulo-tommaso-1.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 297px) 100vw, 297px\" \/><\/a>C\u2019\u00e8 una categoria che pi\u00f9 delle altre \u00e8 l\u2019emblema dell\u2019Italia, con tutte le sue bellezze e contraddizioni: gli artigiani.<br \/>\nOvvero coloro che coniugano ancora la bellezza delle cose fatte a mano con la necessit\u00e0 di essere anche imprenditori completi. In uno scenario continuamente in evoluzione, un lungimirante francavillese ha intravisto una nuova opportunit\u00e0: l&#8217;open furniture.<br \/>\nQuando si parla di Open Source si pensa generalmente a quel tipo di software libero da licenze, utilizzabile gratuitamente sui nostri computer. Pu\u00f2 questo concetto evolversi dall&#8217;immateriale al materiale? Pu\u00f2 questo permettere di creare valore e soluzioni di business?<\/p>\n<p>Tommaso Andriulo, un lungimirante imprenditore di origini francavillesi, ci ha provato e sembrerebbe proprio di s\u00ec.<\/p>\n<p>Siamo di fronte ad un nuovo modo di concepire la manifattura, che in Italia non trova ancora una letteratura consolidata, che ha invece contorni pi\u00f9 definiti all&#8217;estero, in particolare nel nord Europa. \u00c8 una visione alternativa di intendere le arti e i mestieri, rivisti in chiave evolutiva. Parole come &#8216;maker&#8217; e &#8216;artigiano digitale&#8217; sono la nuova versione dei falegnami e dei fabbri di una volta.<\/p>\n<p>L&#8217;open furniture \u00e8 una sorta di &#8216;condivisione della propriet\u00e0 intellettuale&#8217; &#8211; spiega Andriulo, designer di Power on the table, un curioso &#8216;dressing box&#8217;, (come lo definisce lui) una strana custodia per potenti batterie che permette di ricaricare tablet e smartphone in mobilit\u00e0, ovunque, senza prese di corrente e che offre anche la possibilit\u00e0 di farsi pubblicit\u00e0 sfruttando gli spazi delle sue superfici esterne-.<br \/>\nSi tratta di un funzionale oggetto di arredo, oltre che un elegante gadget tecnologico, proposto come oggetto &#8216;open design&#8217;, ovvero in grado di poter essere autoprodotto da chiunque (a patto di avere determinate attrezzature e una buona dose di capacit\u00e0 manuali).<br \/>\nPer avviare una attivit\u00e0 artigiana in ottica open source non sono necessarie competenze specifiche o alta formazione manageriale, \u00e8 necessario per\u00f2 avere dimestichezza con il mondo social e sapere usare le nuove tecnologie.<br \/>\n&#8216;Innanzi tutto, \u201copen\u201d non vuol dire solo rendere disponibile on line, gratuitamente e per tutti, i progetti, gli schemi e i dettagli di produzione di un oggetto che sarebbero, in genere, gelosamente protetti, &#8211; spiega Andriulo &#8211; gli investimenti fatti, anche in termini di prototipazione e ingegnerizzazione su un prodotto di questo tipo vengono quasi sempre tutelati attraverso l&#8217;uso di brevetti industriali sulla propriet\u00e0 intellettuale.<br \/>\nQuesto \u00e8 un passaggio oneroso, sufficiente ad annichilire i piani di molte brillanti startup piene di idee o di potenziali giovani imprenditori.<br \/>\nL&#8217;open furniture (e le common library) devono essere intesi, invece, come un nuovo modo, pi\u00f9 accessibile (e non necessariamente meno remunerativo) con il quale proporre se stessi e le proprie idee artigianali ed industriali al mondo intero come fossero progetti culturali pi\u00f9 che imprenditoriali.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/andriulo-tommaso-1.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-143464 alignright\" src=\"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/andriulo-tommaso-1-225x300.jpeg\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/andriulo-tommaso-1-225x300.jpeg 225w, https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/andriulo-tommaso-1-768x1024.jpeg 768w, https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/andriulo-tommaso-1-300x400.jpeg 300w, https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/andriulo-tommaso-1.jpeg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><br \/>\n<\/a>La condivisione libera e gratuita delle istruzioni, del design e dei processi di produzione, applicate agli oggetti, permettono a tutti i makers e i designer emergenti di proporsi e farsi conoscere, offrendo le loro intuizioni e le le loro soluzioni su scala globale. Per avviare una produzione anche a costo zero si pu\u00f2 partire anche da semplici concept il cui sviluppo pu\u00f2 essere finanziato su piattaforme consolidate come kickstarter o indiegogo. Se l&#8217;idea \u00e8 buona e viene proposta bene \u00e8 possibile realizzare qualsiasi prodotto e venderlo online, sfidando colossi come Amazon che di fatto detengono il monopolio nell&#8217;e-commerce nel mare magno della rete&#8217;.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 quanto ci suggerisce Tommaso Andriulo.<br \/>\n\u00c8 evidente che questa filosofia aperta e estremamente social \u00e8 trasversale e non riguarda solo il mondo dell&#8217;artigianato ma impatta anche sui principi culturali a cui siamo abituati.<br \/>\n\u00c9 interessante scoprire di pi\u00f9 \u00e8 verificare come questo sia possibile sul sito www.poweronthetable.com.<br \/>\nDa qui si pu\u00f2 acquistare il prodotto originale o scaricare le istruzioni dettagliate per autoprodurlo, a patto di avere a disposizione una serie di moderne attrezzature come, ad esempio, una stampante 3d e un pantografo a controllo numerico.<br \/>\nMa come \u00e8 nato power on the table? Andriulo ci svela anche questo.<br \/>\n&#8216;Semplicemente \u00e8 bastato osservare il mercato e le richieste dei clienti nei ristoranti o nelle varie sale di attesa. La prima cosa che facciamo in quei momenti \u00e8 usare il nostro telefono. Sono dispositivi sempre pi\u00f9 avari di energia e spesso siamo costretti invano alla ricerca di prese di corrente alle quali collegarci. Pensiamo ad esempio di essere al tavolo di un ristorante o nella sala d&#8217;aspetto di uno studio. Ci sono gi\u00e0 proposte di questo tipo in giro, ma nessuna che riuscisse a coniugare praticit\u00e0, un design gradevole e la possibilit\u00e0 di inserire degli spazi su cui applicare facilmente della pubblicit\u00e0. \u00c8 bastato unire i puntini per creare qualcosa di bello che avesse tutte queste caratteristiche e che potesse essere proposto come soluzione per la comunicazione e la promozione turistica. Questo \u00e8 solo il primo di una serie di prodotti che sono gi\u00e0 in cantiere da offrire sotto licenza open furniture.&#8217;<\/p>\n<p>Il prodotto e l\u2019idea verranno presentate al prossimo salone \u201copen factory\u201d il pi\u00f9 importante opening di cultura industriale e manifatturiera, in programma a Padova il prossimo 25 novembre, con l\u2019obbiettivo di essere di ispirazione a tanti giovani futuri designer e imprenditori.<br \/>\nQuesto nuovo modo di intendere l&#8217;artigianato, applicabile in ogni settore merceologico, \u00e8 di fatto un paradigma imprenditoriale tutto nuovo, nel quale si \u00e8 cimentato con successo l&#8217;imprenditore francavillese.<br \/>\nSiamo di fronte alla ennesima dimostrazione che in questa economia, spesso confusionaria, per affrontare con successo il mondo del lavoro, pu\u00f2 bastare una semplice (ma buona) idea.<br \/>\nNiente altro.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C\u2019\u00e8 una categoria che pi\u00f9 delle altre \u00e8 l\u2019emblema dell\u2019Italia, con tutte le sue bellezze e contraddizioni: gli artigiani. Ovvero coloro che coniugano ancora la bellezza delle cose fatte a mano con la necessit\u00e0 di essere anche imprenditori completi. In uno scenario continuamente in evoluzione, un lungimirante francavillese ha intravisto una nuova opportunit\u00e0: l&#8217;open furniture. Quando si parla di Open Source si pensa generalmente a quel tipo di software libero da licenze, utilizzabile gratuitamente sui nostri computer. Pu\u00f2 questo concetto evolversi dall&#8217;immateriale al materiale? Pu\u00f2 questo permettere di creare valore e soluzioni di business? Tommaso Andriulo, un lungimirante imprenditore di origini francavillesi, ci ha provato e sembrerebbe proprio di s\u00ec. Siamo di fronte ad un nuovo modo di concepire la manifattura, che in Italia non trova ancora una letteratura consolidata, che ha invece contorni pi\u00f9 definiti all&#8217;estero, in particolare nel nord Europa. \u00c8 una visione alternativa di intendere le arti e i mestieri, rivisti in chiave evolutiva. 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