{"id":144561,"date":"2018-11-17T08:15:17","date_gmt":"2018-11-17T07:15:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brundisium.net\/?p=144561"},"modified":"2018-11-17T15:28:30","modified_gmt":"2018-11-17T14:28:30","slug":"la-puglia-il-salento-brindisi-e-la-grande-guerra-se-ne-parla-il-20-novembre-al-palumbo-e-al-grande-albergo-internazionale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/la-puglia-il-salento-brindisi-e-la-grande-guerra-se-ne-parla-il-20-novembre-al-palumbo-e-al-grande-albergo-internazionale\/","title":{"rendered":"La Puglia, il Salento, Brindisi e la Grande Guerra: se ne parla il 20 Novembre al Palumbo e al Grande Albergo Internazionale"},"content":{"rendered":"<p>Nell\u2019immaginario collettivo la Grande Guerra si identifica solitamente con trincee, fango e montagne. Sono stati ben 6 milioni, infatti, i soldati del Regio Esercito mobilitati durante il conflitto e circa 600 mila i caduti. Il ruolo della Regia Marina \u00e8 spesso correlato alla rievocazione di singoli episodi come l\u2019affondamento delle corazzate Wien e Santo Stefanoa opera di Luigi Rizzo, l\u2019affondamento della corazzata Viribus Unitis, il salvataggio dell\u2019esercito serbo condotto dal duca degli Abruzzi, la beffa di Buccari o le imprese di Nazario Sauro. Questa percezione \u00e8 assai diffusa ma oscura il fatto essenziale che la prima guerra mondiale sia stata combattuta anche sul mare e che, grazie alla Marina e ai suoi 3 mila marinai caduti, la vittoria sia stata alla fine conseguita. Nel corso della Grande Guerra Brindisi ha svolto un ruolo rilevantissimo. Spesso s\u2019\u00e8 dimenticato chele operazioni del giugno 1918, culminate con la battaglia del Solstizio, ebbero anche una parte navale. In quel mese il comandante della flotta imperial-regia in Adriatico, l\u2019ungherese conte Miklos Horthy von Nagyb\u00e0nya, aveva preparato un piano dettagliato per mettere fuori combattimento la flotta italiana quasi contemporaneamente all\u2019offensiva terrestre e coordinata con essa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019azione aveva uno scopo strategico assai importante: mettendo fuori combattimento la Regia Marina si sarebbero effettuati sbarchi a tergo dello schieramento italiano, che in caso di successo dell\u2019offensiva terrestre sarebbe dovuto essere arretrato alla linea Mincio-Po-Delta del Po. L\u2019unica base navale italiana nell\u2019alto Adriatico era Venezia; in caso di crollo del fronte la Regia Marina avrebbe potuto contare solo sulla base di Brindisi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Secondo i piani di Horthy un gruppo d\u2019assalto composto da due esploratori e quattro cacciatorpediniere avrebbe assalito di sorpresa lo sbarramento di Otranto; altri due esploratori e quattro torpediniere avrebbero bombardato Otranto. Si sarebbe cos\u00ec attirata la flotta italiana fuori dal porto di Brindisi, rendendo possibile l\u2019intercettarla e farla affondare dalle corazzate imperiali. L\u20198 giugno le corazzate fecero rotta da Pola su Cattaro per poi procedere verso il basso Adriatico. Davanti a Premuda le navi imperiali furono intercettate dal MAS 15, comandato da Luigi Rizzo, col sezionario MAS 21 del guardiamarina Giuseppe Aonzo. Rizzo aspett\u00f2 che la capofila la Szent Istvan arrivasse a trecento metri, e sganci\u00f2 due siluri dalle tenaglie laterali; il siluro di destra colp\u00ec la nave tra la prima e la seconda ciminiera, quello di sinistra tra la seconda ciminiera e la poppa. La Szent Istvan affond\u00f2 rapidamente, e l\u2019ammiraglio Horthy decise di abbandonare l\u2019operazione partita tanto ambiziosamente; la squadra imperiale ritorn\u00f2 nei porti di partenza per non riprendere mai pi\u00f9 il mare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nella Grande Guerra, le ostilit\u00e0 terminarono in Italia il 4 novembre 1918. Quella data oggi s\u2019identifica con lafesta dell&#8217;unit\u00e0 nazionale e giornata delle Forze armate. Opinione prevalente all&#8217;estero era che lo sforzo militare italiano fosse stato non essenziale ai fini della vittoria finale. Di ci\u00f2 il Comando supremo italiano era consapevole gi\u00e0 nei giorni stessi dell&#8217;armistizio, come risulta dal messaggio che il generale Armando Diaz invi\u00f2 il 4 novembre 1918 al presidente del Consiglio Vittorio Emanuele Orlando: \u00abVi sono tentativi di svalutazione dei risultati della nostra vittoria\u00bb. Anche per l&#8217;ignoranza delle opere in lingua italiana, tale pregiudizio \u00e8 rimasto poi in gran parte della storiografia straniera, compresa la migliore, che ricorda pi\u00f9 facilmente la sconfitta di Caporetto della vittoria di Vittorio Veneto. La battaglia di Vittorio Veneto fu combattuta tra il 24 ottobre e il 4 novembre 1918. Dall&#8217;estate gli alleati sollecitavano un&#8217;offensiva sul nostro fronte e il presidente del Consiglio Orlando incalz\u00f2 Diaz perch\u00e9 attaccasse, dichiarando di preferire \u00aball&#8217;inazione la sconfitta\u00bb e ventilandone la sostituzione con il generale Gaetano Giardino. L&#8217;ordine definitivo delle operazioni fu comunicato il 21 ottobre. Si fronteggiavano circa un milione di uomini da entrambe le parti: 58 divisioni di fanteria austro-ungariche con 7.000 pezzi d&#8217;artiglieria, contro 4 divisioni di cavalleria e 57 di fanteria dell&#8217;Intesa con 7.700 pezzi di artiglieria. Prima ad attaccare nella zona del Monte Grappa, all&#8217;alba del 24 ottobre, fu la 4a Armata del generale Giardino che incontr\u00f2 la tenace resistenza del nemico. Nel frattempo da Vienna l&#8217;imperatore Carlo aveva chiesto al presidente americano Wilson un armistizio e una pace separata. Mentre le truppe di prima linea si battevano ancora tenacemente, nelle retrovie si registravano defezioni e ammutinamenti dei reparti non austriaci. Un ufficiale italiano descrisse la difesa austriaca come \u00abun budino con crosta\u00bb (una cr\u00e8me br\u00fbl\u00e9e), rotta la quale si incontrava poca resistenza. A met\u00e0 del 30 ottobre gli italiani entrarono a Vittorio Veneto. Il 1\u00b0 novembre tra i generali Viktor Weber von Webenau e Pietro Badoglio, Sottocapo di Stato Maggiore, iniziarono le trattative di armistizio, fu firmato a Padova nella villa Giusti del Giardinoalle 18.20 del 3, con effetto dalle 15 del giorno successivo. Il 3 erano state conquistate le citt\u00e0 \u00abirredente\u00bb, Trento e Trieste, senza incontrare resistenza. Si pu\u00f2 senz&#8217;altro ammettere che il cedimento austriaco fu dovuto pi\u00f9 a cause interne politiche, la crisi dello stato multinazionale, ed economiche, la grave penuria di generi alimentari, che a una brillante strategia militare italiana. Tuttavia ci\u00f2 non pu\u00f2 portare a sminuire la vittoria; il regno d&#8217;Italia dimostr\u00f2 di saper risorgere da una grave sconfitta, resistere e passare al contrattacco fino alla vittoria.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Organizzazione: Rotary Club Brindisi, Brigata Amatori Storia e Arte. Sezione di Brindisi della Societ\u00e0 di Storia Patria per la Puglia, Societ\u00e0 Storica di Terra d&#8217;Otranto. Lecce, Istituto \u201cEttore Palumbo\u201d. Brindisi<\/p>\n<p>Patrocinio: Prefettura di Brindisi, Marina Militare Italiana (Brigata MarinaSan Marco)<\/p>\n<p>Adesione: AssoArma, Brindisi<\/p>\n<p>Sponsor: Grande Internazionale, Brindisi<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Marted\u00ec 20 novembre. Inizio ore 11.00<br \/>\nAuditorium del liceo \u201cEttore Palumbo\u201d<\/p>\n<p>Indirizzi di saluto: Dr. Serena Oliva &#8211; Dirigente scolastica istituto \u201cEttore Palumbo\u201d<\/p>\n<p>Coordina e introduce i lavori: Prof. Antonio Mario Caputo &#8211; Societ\u00e0 di Storia Patria per la Puglia<\/p>\n<p>Interventi:<\/p>\n<p>Prof. Giacomo Carito &#8211; Presidente della sezione di Brindisi della Societ\u00e0 di Storia Patria per la Puglia<br \/>\nBrindisi alla vigilia della Grande Guerra<\/p>\n<p>Prof. Domenico Urgesi\u00a0&#8211; Presidente della Societ\u00e0 Storica di Terra d\u2019Otranto<br \/>\nBrindisi nella Grande Guerra<\/p>\n<p>Prof. Bianca Tragni\u00a0 &#8211; Societ\u00e0 di Storia Patria per la Puglia<br \/>\nNicolino va alla guerra<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Marted\u00ec 20 novembre. Inizio ore 18.00<br \/>\nSala Regia del Grande Albergo Internazionale<\/p>\n<p>Indirizzi di saluto: Dr. Salvatore Munaf\u00f2 &#8211; Presidente Rotary Club Brindisi<\/p>\n<p>S.E. Dr. Valerio Valenti\u00a0 Prefetto di Brindisi<\/p>\n<p>S. E. Mons. Domenico Caliandro\u00a0 -Arcivescovo di Brindisi-Ostuni<\/p>\n<p>Ing. Riccardo Rossi &#8211; Sindaco di Brindisi<\/p>\n<p>Prof. Domenico Urgesi &#8211; Presidente della Societ\u00e0 Storica di Terra d\u2019Otranto<\/p>\n<p>Coordina e introduce i lavori: Prof. Antonio Mario Caputo &#8211; Societ\u00e0 di Storia Patria per la Puglia<\/p>\n<p>Interventi:<\/p>\n<p>Prof. Maria Giuliana Iurlano &#8211; Gi\u00e0 docente di Storia delle Relazioni internazionali presso l\u2019Universit\u00e0 del Salento. Presidente del Cesram (Centro Studi Relazioni Atlantico-Mediterranee)<br \/>\nLa Puglia nella Grande Guerra<\/p>\n<p>C. F. Claudio Rizza &#8211; Capo sezione Archivi. Ufficio Storico Marina Militare Italiana &#8211; Roma<br \/>\nLe ragioni della vittoria sul mare<\/p>\n<p>Prof. Giacomo Carito &#8211; Presidente della sezione di Brindisi della Societ\u00e0 di Storia Patria per la Puglia<\/p>\n<p>Conclusioni<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nell\u2019immaginario collettivo la Grande Guerra si identifica solitamente con trincee, fango e montagne. Sono stati ben 6 milioni, infatti, i soldati del Regio Esercito mobilitati durante il conflitto e circa 600 mila i caduti. Il ruolo della Regia Marina \u00e8 spesso correlato alla rievocazione di singoli episodi come l\u2019affondamento delle corazzate Wien e Santo Stefanoa opera di Luigi Rizzo, l\u2019affondamento della corazzata Viribus Unitis, il salvataggio dell\u2019esercito serbo condotto dal duca degli Abruzzi, la beffa di Buccari o le imprese di Nazario Sauro. Questa percezione \u00e8 assai diffusa ma oscura il fatto essenziale che la prima guerra mondiale sia stata combattuta anche sul mare e che, grazie alla Marina e ai suoi 3 mila marinai caduti, la vittoria sia stata alla fine conseguita. Nel corso della Grande Guerra Brindisi ha svolto un ruolo rilevantissimo. Spesso s\u2019\u00e8 dimenticato chele operazioni del giugno 1918, culminate con la battaglia del Solstizio, ebbero anche una parte navale. 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