{"id":146309,"date":"2018-12-15T07:00:21","date_gmt":"2018-12-15T06:00:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brundisium.net\/?p=146309"},"modified":"2018-12-15T12:02:01","modified_gmt":"2018-12-15T11:02:01","slug":"dai-nac-un-nuovo-esposto-in-procura-su-punta-delle-terrare-santapollinare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/dai-nac-un-nuovo-esposto-in-procura-su-punta-delle-terrare-santapollinare\/","title":{"rendered":"Dai NAC un nuovo esposto in Procura su Punta delle Terrare\/Sant&#8217;Apollinare"},"content":{"rendered":"<p>Pochi giorni fa abbiamo presentato in Procura un nuovo esposto a sostegno ed integrazione di quello depositato il 7 gennaio 2016 dopo la sospensione dei lavori della Security avviati dall\u2019Autorit\u00e0 Portuale disposta dalla Soprintendenza. <\/p>\n<p>Le opere in questione, infatti, ricadono in aree \u201cpaesaggisticamente\u201d vincolate per legge (ai sensi dell\u2019art.142 comma 1 lettera a) e c) D.Lgs N.42\/2004), pertanto \u201ci proprietari, possessori o detentori a qualsiasi titolo di immobili ed aree di interesse paesaggistico tutelati dalla legge, non possono distruggerli n\u00e9 modificarli\u201d.<\/p>\n<p>Ma cerchiamo di riprendere il filo del discorso.<br \/>\nIl 28 luglio 2018 a seguito del sequestro dell\u2019area di Punta delle Terrare\/S. Apollinare e di richiesta di dissequestro da parte di Patroni Griffi, abbiamo scritto un comunicato stampa denunciando l\u2019arroganza dell\u2019Autorit\u00e0 Portuale chiedendo contestualmente al Sindaco l\u2019apertura di un tavolo affinch\u00e8 si potesse delineare la revoca di quel progetto e definire la restituzione di quell\u2019area alla citt\u00e0.<\/p>\n<p>Cosa \u00e8 accaduto nel frattempo?<\/p>\n<p>Il sequestro viene revocato dal Tribunale del riesame dopo qualche settimana ritenendo che non vi fossero i necessari elementi per tale atto. Passano due mesi, e il 30 ottobre proprio durante il tanto atteso (almeno da parte nostra) incontro con il Sindaco, a cui chiedevamo sostegno alla nostra proposta ma senza ricevere particolare interesse, viene diffusa dalla stampa la bocciatura da parte del Provveditorato interregionale per le opere pubbliche dell\u2019intero piano di security realizzato dall\u2019Autorit\u00e0 Portuale in quanto non conforme dal punto di vista urbanistico. Il tutto viene messo sotto sequestro.<\/p>\n<p>Ed eccoci ai giorni nostri.<br \/>\nil nuovo sequestro, non solo dell\u2019area di punta delle Terrare e Sant\u2019Apollinare, ma anche del muro, dei varchi dell\u2019intera security, mettono finalmente in discussione gli ultimi tre anni di opere sul porto eseguite, da quanto emerge, in difformit\u00e0 del piano regolatore portuale ed in violazione di vincoli idrogeologici, paesaggistici, archeologici ed urbanistici. C\u2019\u00e8 di tutto, quindi. <\/p>\n<p>E se gi\u00e0 tale spregiudicata gestione ed utilizzo di aree pubbliche, per di pi\u00f9 vincolate, da parte di un ente pubblico induce allo sdegno i semplici cittadini (soggetti invece a controlli e sanzioni per ogni infrazione o inosservanza delle regole), la rabbia \u00e8 inevitabile quando a ci\u00f2 si unisce lo spreco di denaro pubblico utilizzato per opere che oltre ad essere irregolari stanno distruggendo una delle zone pi\u00f9 care ai brindisini con la storica spiaggia di S. Apollinare, Villa Skirmunt e l\u2019area archeologica di Punta delle Terrare (primo insediamento abitato dell\u2019et\u00e0 del bronzo).<\/p>\n<p>Ci \u00e8 sembrato assurdo ed offensivo leggere le dichiarazioni di Ugo Patroni Griffi che minimizzavano quanto avvenuto, affermando che si tratta solo di \u201ccarte\u201d. Un\u2019intera porzione di porto completamente recintato, una zona di valore archeologico, paesaggistico ed affettivo totalmente preclusa ai brindisini ed ai turisti. Ed \u00e8 assurdo ed offensivo che si continui a considerare indispensabili opere progettate decine di anni fa per adeguamenti e nuovi accosti basati su ipotesi di aumento di traffico navale non supportate da alcuno studio realistico. Tanto pi\u00f9 se si considera che attualmente esistono gi\u00e0 ampi spazi portuali non utilizzati e quelli che a breve verranno liberati dalle navi carboniere con la fine dell\u2019uso del carbone nella centrale di Cerano.<\/p>\n<p>Ora che siamo arrivati a questo punto la POLITICA deve avere il coraggio di affrontare la questione e tener conto di un contesto denunciato nel tempo dai cittadini e su cui la magistratura sta facendo luce. <\/p>\n<p>Oggi il quadro \u00e8 chiaro: una Autorit\u00e0 Portuale che dispone del porto di Brindisi come fosse completamente avulso dalla citt\u00e0. Quindi prima il petrolio, poi il carbone, il gas, la spazzatura. Scelte fossili e industrialiste che oltre ad avere i tragici effetti sulla salute e l\u2019ambiente, hanno asservito anche il nostro storico porto naturale unico al mondo e tra i pi\u00f9 antichi del mediterraneo, immaginato solo come infrastruttura funzionale a scopi mai legati alla citt\u00e0. E anche quando si vogliono spacciare alcune scelte come necessarie allo sviluppo turistico, non si fa altro che alimentare lo stesso inganno. <\/p>\n<p>Una citt\u00e0 e un porto cos\u00ec svilito da decenni di presenza industriale, di gasiere e carboniere non pu\u00f2 che rimanere un mero transito e ormeggio con destinazione dei turisti verso le limitrofe localit\u00e0 turistiche. Quindi si liberino gli attracchi dal carbone e dal gas senza sacrificare altri spazi di valore con la logica della cementificazione selvaggia, si utilizzino i moli carboniferi, avviando da subito i lavori per adeguarli al traffico passeggeri, si liberi la citt\u00e0 dalle catene di un industrialismo che tanto poco ha dato e tantissimo ha tolto e continua a togliere al suo sviluppo armonioso. Solo cos\u00ec si sveler\u00e0 la bellezza di questo territorio, solo cos\u00ec avr\u00e0 senso parlare di turismo e di accoglienza. Diversamente saremo ancora di fronte ad una classe politica che inganna e poi condanna, anche solo col proprio silenzio e disinteresse.<\/p>\n<p>Ad enti pubblici che dovrebbero coordinarsi per tutelare e valorizzare i beni comuni ma che invece guardano solo ai propri singoli obiettivi, alle premialit\u00e0 da dividere, ai fondi da ottenere e spendere a tutti i costi, poco importa se quelle opere restano inutilizzate, o se \u00e8 stato sprecato ulteriore denaro pubblico che poteva essere destinato ad altro.<\/p>\n<p>Sono anni che, nel rispetto dei vari ruoli istituzionali, abbiamo portato la voce di tanti brindisini nelle sedi istituzionali (Comune, Provincia, Regione), abbiamo spiegato tutti i motivi della nostra contrariet\u00e0 alle opere in fase di avvio e ancor pi\u00f9 a quelle relative al progetto dei nuovi accosti che distruggerebbero definitivamente quei luoghi. Nonostante la dichiarata condivisione delle nostre rimostranze nessun atto formale \u00e8 stato posto in essere.<br \/>\nMa noi andiamo avanti! <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pochi giorni fa abbiamo presentato in Procura un nuovo esposto a sostegno ed integrazione di quello depositato il 7 gennaio 2016 dopo la sospensione dei lavori della Security avviati dall\u2019Autorit\u00e0 Portuale disposta dalla Soprintendenza. Le opere in questione, infatti, ricadono in aree \u201cpaesaggisticamente\u201d vincolate per legge (ai sensi dell\u2019art.142 comma 1 lettera a) e c) D.Lgs N.42\/2004), pertanto \u201ci proprietari, possessori o detentori a qualsiasi titolo di immobili ed aree di interesse paesaggistico tutelati dalla legge, non possono distruggerli n\u00e9 modificarli\u201d. Ma cerchiamo di riprendere il filo del discorso. Il 28 luglio 2018 a seguito del sequestro dell\u2019area di Punta delle Terrare\/S. 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