{"id":146866,"date":"2018-12-22T18:59:23","date_gmt":"2018-12-22T17:59:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brundisium.net\/?p=146866"},"modified":"2018-12-22T17:52:19","modified_gmt":"2018-12-22T16:52:19","slug":"jesce-sole-il-presepe-napoletano-canta-e-si-racconta-ad-ostuni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/jesce-sole-il-presepe-napoletano-canta-e-si-racconta-ad-ostuni\/","title":{"rendered":"Jesce, sole! Il presepe napoletano canta e si racconta ad Ostuni"},"content":{"rendered":"<p>Dopo il successo registrato l\u2019anno scorso, torna ad esibirsi nella Chiesa di San Vito Martire ad Ostuni l\u2019ensemble Resonare Fibris che proporr\u00e0 lo spettacolo \u201cJesce, Sole\u201d Il presepe napoletano canta e si racconta. Il Concerto-presentazione si svolger\u00e0 domani domenica 23 dicembre alle 19,30.<br \/>\nL\u2019enseble \u00e8 composta da Graziano Andriani (voce), Michele Saracino (Violino), Antonella Parisi (Viola da gamba), Angela Lacalamita (salterio), Edward Szost (Tiorba), Domenico Andriani (Voce narrante).<br \/>\nL\u2019organico strumentale si arricchisce, quindi, di un altro elemento, il salterio, strumento antico di origine orientale, a corde tese, dalle suggestive sonorita\u0300.<br \/>\nUna voce narrante, raccontando aneddoti e leggende, guida lo spettatore all\u2019interno di questo viaggio originale, e per certi versi labirintico, attraverso luoghi e personaggi che rimandano a un vero e proprio codice onirico della tradizione popolare.<br \/>\nGli spettatori ascolteranno Musiche di anonimi napoletani del XVI, XVII e XVIII secolo; anonimi spagnoli del XVI secolo; Giraut de Borneil (1138-1215), Alfonso X El Sabio (1221-1284), Adrian Willaert (1490- 1562), Gian Leonardo dell\u2019Arpa (1525-1602), Filippo Azzaiolo (XVI sec.), Athanasius Kircher (1602-1680), Alfonso Maria de\u2019 Liguori (1696-1787) e altri; canti popolari profani e devozionali (di area campana) di autori ignoti e datazione incerta; danze tradizionali turche raccolte da Dimitri Cantemir (1673-1723).<br \/>\nNonostante oggi sfugga ai pi\u00f9, il presepe napoletano e\u0300 impregnato di una simbologia che ci porta indietro di millenni.<br \/>\nSi sa, la festa del Natale e\u0300 molto piu\u0300 antica del Natale cristiano, essendo comune a diversi popoli il mito solare di un divino Bambino partorito in una grotta da una Madre vergine. Nel corso di due millenni il nostro Natale ha aggregato significati e rimandi, accogliendo dentro di se\u0301 un tessuto simbolico di notevole complessita\u0300 storica e religiosa. Il segno piu\u0300 evidente di questo sincretismo e\u0300 proprio il presepe.<br \/>\nPurtroppo oggi e\u0300 diventato arduo, se non impossibile, leggere compiutamente le immagini e i simboli correlati alla tradizione piu\u0300 autentica del Natale, dal momento che la maggior parte di essi appare degradata a sbiadito retaggio di una cultura alla quale, nello scorrere inesorabile del tempo, si e\u0300 sostituito un immaginario e un sistema di valori lontani dal Natale cosi\u0300 come era sentito e vissuto una volta.<br \/>\nIl nuovo spettacolo musicale, dal titolo \u201cJesce, sole! Il presepe napoletano canta e si racconta\u201d, si propone come un secondo capitolo dell\u2019esplorazione \u201csonora\u201d dell\u2019immaginario del presepe napoletano iniziata lo scorso anno, un\u2019ulteriore tappa di quel viaggio, fatto di parole e musica, alla ricerca del cuore piu\u0300 autentico della tradizione del Natale, la\u0300 dove si aggregano antiche superstizioni e leggende (spesso retaggio di tradizioni pagane preesistenti al Cristianesimo) e residui di sacre rappresentazioni e processioni medievali scomparse da secoli ma sopravvissute nella coscienza del popolo. Ma in qualsiasi viaggio che si rispetti, ogni nuovo approdo non cancella quanto vissuto in precedenza, al contrario su questo si fonda per andare avanti, annodando al filo della memoria i fili delle nuove esplorazioni e delle nuove conquiste. Si intreccia cosi\u0300 una corda ogni volta piu\u0300 robusta, e tuttavia sempre aperta ai nuovi acquisti e alle nuove esperienze nell\u2019unico grande viaggio, in continuo divenire, della vita.<br \/>\n\u201cJesce, sole!\u201d e\u0300 dunque la seconda tappa di un itinerario aperto, che conserva dentro di se\u0301 la memoria dell\u2019approdo precedente, ma si proietta nel futuro alla ricerca incessante di nuovi suoni e nuove storie, nuovi significati e nuove rivelazioni. In cio\u0300 rispecchia la natura stessa del presepe napoletano piu\u0300 autentico, che altro non e\u0300 se non un percorso in piu\u0300 stadi, un viaggio misterico, ciclico e sempre aperto e modificabile, al termine del quale, \u00absuperate le angosce del buio, sara\u0300 possibile partecipare all\u2019epifania della nuova luce che determinera\u0300 il capovolgimento della morte e il ritorno del ciclo vitale\u00bb (R. De Simone).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo il successo registrato l\u2019anno scorso, torna ad esibirsi nella Chiesa di San Vito Martire ad Ostuni l\u2019ensemble Resonare Fibris che proporr\u00e0 lo spettacolo \u201cJesce, Sole\u201d Il presepe napoletano canta e si racconta. Il Concerto-presentazione si svolger\u00e0 domani domenica 23 dicembre alle 19,30. L\u2019enseble \u00e8 composta da Graziano Andriani (voce), Michele Saracino (Violino), Antonella Parisi (Viola da gamba), Angela Lacalamita (salterio), Edward Szost (Tiorba), Domenico Andriani (Voce narrante). L\u2019organico strumentale si arricchisce, quindi, di un altro elemento, il salterio, strumento antico di origine orientale, a corde tese, dalle suggestive sonorita\u0300. Una voce narrante, raccontando aneddoti e leggende, guida lo spettatore all\u2019interno di questo viaggio originale, e per certi versi labirintico, attraverso luoghi e personaggi che rimandano a un vero e proprio codice onirico della tradizione popolare. Gli spettatori ascolteranno Musiche di anonimi napoletani del XVI, XVII e XVIII secolo; anonimi spagnoli del XVI secolo; Giraut de Borneil (1138-1215), Alfonso X El Sabio (1221-1284), Adrian Willaert (1490- 1562), Gian Leonardo dell\u2019Arpa (1525-1602), Filippo Azzaiolo (XVI sec.), Athanasius Kircher (1602-1680), Alfonso Maria&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":146867,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[7],"tags":[],"class_list":["post-146866","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-news"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/146866","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=146866"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/146866\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":146868,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/146866\/revisions\/146868"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/146867"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=146866"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=146866"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=146866"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}