{"id":147864,"date":"2019-01-12T19:10:12","date_gmt":"2019-01-12T18:10:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brundisium.net\/?p=147864"},"modified":"2019-01-12T19:10:12","modified_gmt":"2019-01-12T18:10:12","slug":"tempus-fugit-di-francesco-daprile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/tempus-fugit-di-francesco-daprile\/","title":{"rendered":"Tempus fugit. Di Francesco D&#8217;Aprile"},"content":{"rendered":"<p>In un discorso pronunciato nel gennaio del 1922, don Luigi Sturzo, fondatore del Partito Popolare Italiano, denunci\u00f2, tra l\u2019altro, che la politica in quel particolare momento storico era divenuta \u201cun\u2019arte senza pensiero lasciata alla merc\u00e9 dei pi\u00f9 audaci e degli avventurieri\u201d. La nazione, risvegliandosi da un lungo torpore, scopr\u00ec che il Parlamento non c\u2019era, che gli uomini politici non c\u2019erano, che i partiti non c\u2019erano. Lo stato, dissolvendosi totalmente, cadde in mano ad un regime totalitario delle cui nefaste conseguenze sono piene le pagine della nostra storia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Tale denuncia e tali conseguenze tornano terribilmente utili per capire dove rischiamo di finire oggi, epoca in cui il \u201cpopolarismo\u201d sturziano, nato con la diffusione del celeberrimo \u201cAppello a tutti gli uomini liberi e forti\u201d, viene confuso e artatamente sbolognato con il termine \u201cpopulismo\u201d, dal quale \u00e8 separato da un vero e proprio abisso ideologico.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Critica aperta allo statalismo centralizzatore; riconoscimento del nesso democrazia &#8211; religione, pur nel contesto di una visione laica e secolare della politica; centralit\u00e0 attribuita alle classi medie al fine di costruire una societ\u00e0 ordinata e progressista; libert\u00e0 (di fede, di propaganda, di opinione, di insegnamento) come valore costituzionale supremo; rilievo attribuito alle autonomie locali e ai corpi sociali intermedi; equilibrio necessario tra difesa dell\u2019interesse nazionale e partecipazione attiva e fattiva alla vita comunitaria internazionale. Questi, in estrema sintesi, i principi fondanti dello \u201cstorico\u201d popolarismo sturziano, in netta antitesi con il populismo oggi al governo del paese, movimento quest\u2019ultimo che ha fatto del popolo, tra i concetti pi\u00f9 nobili della tradizione politica occidentale, un feticcio polemico-retorico tanto assoluto quanto vuoto di senso. Attraverso \u201cun avanguardismo digitale\u201d o \u201csquadrismo del web\u201d sono stati posti, quali fattori trainanti per l\u2019instaurazione di questa nuova \u201ctendenza\u201d politologica, temi quali il timore per l\u2019islam, la competizione economica dei migranti, la paura di perdere l\u2019identit\u00e0 nazionale, l\u2019indifferenza e il disamore per l\u2019Europa, ancorch\u00e9 e non per ultimo, il fascino per i leader autoritari che sembra faccia leva su un istinto mai represso dell\u2019antropologia politica dell\u2019Italia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Lo sgretolamento dell\u2019unit\u00e0 nazionale in atto, attraverso la cosiddetta \u201cautonomia rafforzata\u201d, che altro non \u00e8 che una\u201csecessione camuffata\u201d, di alcune regioni del nord Italia, notoriamente molto pi\u00f9 ricche di tante regioni meridionali, insieme ad una serie di misure che attentano pesantemente alla vita futura del paese, poste in essere ultimamente pur di onorare (sic!) impossibili promesse elettorali, non sono altro che la deleteria risultanza della sperimentazione governativa bi-populistica in atto, forse unica al mondo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ciononostante, stranamente e, forse, incredibilmente si continua ad andare avanti, sopportando stoicamente l\u2019inquietante connubio fra politici interessati solo alla conquista del potere e un popolo irretito dall\u2019illusione di un facile e per\u00f2 vacuo benessere.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Questo horribilis modus vivendi contagia ovviamente anche la nostra citt\u00e0, costretta a sopravvivere con una pletora di criticit\u00e0, spesso affrontate, almeno cos\u00ec sembrerebbe, con una sorta di allarmante abulia che appare sconfinante in un inconsapevole, passivo assoggettamento ad uno stato di sottosviluppo culturale, civile, economico, ancorch\u00e9 politico.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La nuova Amministrazione Civica, eletta nel giugno dell\u2019ormai scorso anno, ancora alle prese con problemi di assestamento non gi\u00e0 di tipo organizzativo, ma di natura interventistica, visto che, ad oggi, non \u00e8 ancora chiaro, a mio modestissimo avviso, se abbia ancora tracciato una precisa rotta per condurre in porto una nave, la citt\u00e0 di Brindisi, che viaggia ormai da diversi lustri in un mare in burrasca, deve farsi carico, senza alcun ulteriore indugio, di porre in essere ogni possibile azione atta a porre fine a questa continua emorragia di fattori di crescita.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Con risolutezza e rapidit\u00e0, ancorch\u00e9 tenendo fede a tutti i presupposti programmatici che hanno accompagnato la campagna elettorale di questa coalizione, traguardante inequivocabilmente obiettivi di equit\u00e0 sociale vista la sua composizione, si ha necessit\u00e0 di dare un segnale significativo ed immediato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>A partire dalle problematiche pi\u00f9 spicciole (strade di accesso ed interne alla citt\u00e0, verde pubblico, manutenzione strutture ecc.) che poi risultano essere gli elementi primari per rendere una vita pi\u00f9 \u201cvivibile\u201d, senza perdere ovviamente di vista le prospettive risolutive di quelle pi\u00f9 pesanti criticit\u00e0 arcinote a tutti, in situazione ormai di stallo da molto tempo (sanit\u00e0, lavoro, porto, aeroporto, criminalit\u00e0, ecc.).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ora, anche difendendosi con ogni mezzo, apertamente e senza \u201cinfingimenti\u201d, dagli aggressivi attacchi perpetrati dai corsari di turno che nel tempo hanno depauperato consistentemente vaste aree produttive di questo territorio, \u00e8 il momento di agire. E produttivamente anche!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il tempo di inutili, fastose inaugurazioni di opere rientranti nell\u2019ovvia ordinariet\u00e0 interventistica di una buona amministrazione civica \u00e8 finito.<br \/>\nTempus fugit.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>Francesco D\u2019Aprile<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In un discorso pronunciato nel gennaio del 1922, don Luigi Sturzo, fondatore del Partito Popolare Italiano, denunci\u00f2, tra l\u2019altro, che la politica in quel particolare momento storico era divenuta \u201cun\u2019arte senza pensiero lasciata alla merc\u00e9 dei pi\u00f9 audaci e degli avventurieri\u201d. La nazione, risvegliandosi da un lungo torpore, scopr\u00ec che il Parlamento non c\u2019era, che gli uomini politici non c\u2019erano, che i partiti non c\u2019erano. 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