{"id":148180,"date":"2019-01-17T19:41:39","date_gmt":"2019-01-17T18:41:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brundisium.net\/?p=148180"},"modified":"2019-01-17T19:41:39","modified_gmt":"2019-01-17T18:41:39","slug":"dta-presentato-a-brindisi-il-progetto-dei-microsatelliti-che-volano-a-bassa-quota","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/dta-presentato-a-brindisi-il-progetto-dei-microsatelliti-che-volano-a-bassa-quota\/","title":{"rendered":"DTA: presentato a Brindisi il progetto dei microsatelliti che volano a bassa quota"},"content":{"rendered":"<p>E\u2019 stato finanziato dal Miur, nell\u2019ambito del Pon Ricerca e Innovazione 2014-2020, un progetto di ricerca, presentato dal Dta (Distretto tecnologico aerospaziale) pugliese come capofila per testare piccoli satelliti da utilizzare anche per interventi di protezione civile e un nuovo veicolo spaziale di classe small (entro i 500 kilogrammi di peso) da utilizzare a bassa quota. Il titolo del progetto, che prevede un investimento complessivo di 9,6 milioni di euro, \u00e8 Close to the Earth (Vicino alla terra) e ha l\u2019obiettivo di studiare un nuovo sistema di propulsione, attualmente inesistente, per consentire ai satelliti di operare a una distanza dalla Terra inferiore a 250 km (VLEO, Very Low Earth Orbit).<br \/>\nLa riunione di avvio dei partecipanti al progetto si \u00e8 svolta presso la sede del Dta, a Brindisi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il limite degli attuali sistemi \u00e8 dovuto al fatto che in orbite basse, l\u2019attrito atmosferico impone un utilizzo maggiore dei motori e ci\u00f2 comporta un consumo pi\u00f9 elevato di propellente e impone un limite severo alla vita operativa del satellite . \u201cLa propulsione elettrica \u201cAir-Breathing\u201d (meglio nota come RAM-EP), che CLOSE intende studiare e sperimentare, \u00e8 una tecnologia che permette la generazione di una spinta in orbite sotto i 250 km senza bisogno di propellente a bordo, perch\u00e9 sfrutta i gas presenti nell\u2019atmosfera.<br \/>\n\u201cAprire la strada all\u2019operativit\u00e0 di veicoli spaziali che orbitano pi\u00f9 vicini al nostro pianeta, migliorer\u00e0 considerevolmente la precisione delle informazioni acquisibili dai satelliti e ci\u00f2 permetter\u00e0 di sviluppare nuovi servizi di osservazione della Terra. Per sperimentare il nuovo sistema di propulsione,in Close sar\u00e0 studiato ex-novo un veicolo spaziale di classe \u201csmall\u201d (entro i 500 kg di massa complessiva) compatibile, anche dal punto di vista aerodinamico, con la presenza dell\u2019attrito atmosferico\u201d, ha ricordato Manuela Matarrese, responsabile della formazione per il Dta.<br \/>\nGli obiettivi di Close saranno raggiunti attraverso la collaborazione tra enti pubblici di ricerca (CNR e ENEA), Universit\u00e0 (Universit\u00e0 di Bari, Universit\u00e0 del Salento, Politecnico di Bari) e aziende private (Sitael, Planetek, Enginsoft, GAP, IMT, Blackshape).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il presidente del Dta, Giuseppe Acierno, ha evidenziato che &#8220;il progetto Close coinvolge ancora una volta l&#8217;intero sistema di ricerca pubblico e privato pugliese . Un ulteriore importante investimento di oltre 9 milioni di euro per rafforzare il ruolo del nostro sistema industriale che anno dopo anno cresce per capacit\u00e0 e posizionamento sui mercati internazionali. Il Distretto tecnologico aerospaziale continua in questo modo a svolgere un ruolo di cerniera del sistema e di costruzione di una filiera di rapporti che costruisce opportunit\u00e0 di lavoro e di affermazione professionale anche per tanti giovani pugliesi che hanno studiato fuori dalla regione ma vogliono tornare a casa e costruire qui il loro percorso di vita e di lavoro&#8221;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019integrazione delle conoscenze e competenze tecnico-scientifiche pugliesi accademiche e industriali, sperimentata con successo in altri progetti di ricerca del DTA, permetter\u00e0 di consolidare la posizione, gi\u00e0 di rilievo al livello internazionale, delle capacit\u00e0 pugliesi nel settore Spazio. Portare infatti gli strumenti di osservazione della Terra a quote cos\u00ec basse e con lunghe vite operative, oltre a dare un grosso impulso ai servizi satellitari quali ad esempio il monitoraggio ambientale, significa per la Puglia raggiungere una posizione di primato internazionale in un settore (quello dell\u2019utilizzo di orbite VLEO) nuovo e pressoch\u00e9 inesplorato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>Ufficio stampa Dta<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E\u2019 stato finanziato dal Miur, nell\u2019ambito del Pon Ricerca e Innovazione 2014-2020, un progetto di ricerca, presentato dal Dta (Distretto tecnologico aerospaziale) pugliese come capofila per testare piccoli satelliti da utilizzare anche per interventi di protezione civile e un nuovo veicolo spaziale di classe small (entro i 500 kilogrammi di peso) da utilizzare a bassa quota. Il titolo del progetto, che prevede un investimento complessivo di 9,6 milioni di euro, \u00e8 Close to the Earth (Vicino alla terra) e ha l\u2019obiettivo di studiare un nuovo sistema di propulsione, attualmente inesistente, per consentire ai satelliti di operare a una distanza dalla Terra inferiore a 250 km (VLEO, Very Low Earth Orbit). La riunione di avvio dei partecipanti al progetto si \u00e8 svolta presso la sede del Dta, a Brindisi. &nbsp; Il limite degli attuali sistemi \u00e8 dovuto al fatto che in orbite basse, l\u2019attrito atmosferico impone un utilizzo maggiore dei motori e ci\u00f2 comporta un consumo pi\u00f9 elevato di propellente e impone un limite severo alla vita operativa del satellite &#8230;.<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":147360,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[7],"tags":[],"class_list":["post-148180","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-news"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/148180","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=148180"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/148180\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":148181,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/148180\/revisions\/148181"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/147360"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=148180"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=148180"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=148180"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}