{"id":149891,"date":"2019-02-14T18:23:34","date_gmt":"2019-02-14T17:23:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brundisium.net\/?p=149891"},"modified":"2019-02-14T20:54:24","modified_gmt":"2019-02-14T19:54:24","slug":"le-stragi-iugoslave-ricordate-al-marzolla","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/le-stragi-iugoslave-ricordate-al-marzolla\/","title":{"rendered":"Le stragi iugoslave ricordate al Marzolla"},"content":{"rendered":"<p>Tra le stragi del ventesimo secolo, quelle iugoslave del \u201943 e del \u201945, che hanno causato in totale circa diecimila infoibati e forse pi\u00f9 ed altrettanti esuli italiani dall\u2019Istria, sono state dapprima argomento di studio con i docenti di storia e filosofia del liceo Classico \u201cMarzolla \u201c di Brindisi e poi oggetto di commemorazione in un \u201cGiorno del Ricordo\u201d, celebrato in Italia il 10 febbraio, ma nel liceo brindisino ieri 13 febbraio, giorno scolastico, nel pomeriggio dalle 15:00 alle 16:30.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nell\u2019auditorium \u201cCinzia Zonno\u201d apre i lavori il Dirigente Scolastico, Prof.ssa Carmen Taurino, poi segue una breve introduzione della prof.ssa Del Prete, che cede la parola all\u2019ospite, il sig. Giovanni Nardin , funzionario della Soprintendenza Archeologica di Taranto, giunto al Marzolla grazie e per il tramite dell\u2019architetto Emilia Mannozzi , Dirigente del Polo Bibliomuseale \u201cRibezzo\u201d di Brindisi. La famiglia del Sig. Nardin, originaria di Pola, ha vissuto il dramma di due bimbi morti nella strage di Vergarolla del 18 agosto 1946 e del dover lasciare Pola, ormai citt\u00e0 \u201ctoccata\u201d al regime iugoslavo di Tito. Come tanti altri Italiani, il padre di Giovanni Nardin, lasci\u00f2 Pola e da militare, trasferitosi a Taranto, conobbe l\u2019amarezza di dover abbandonare una casa che sarebbe stata abitata da altri. Le parole del sig. Nardin arrivano dritte al cuore e alle menti degli alunni presenti, corroborate dalla testimonianza radiofonica di un\u2019intervista condotta da Radio Trieste nel 1996 ad una sua parente, la signora Jolanda Nardin Micheletti, moglie dell\u2019eroico medico Geppino Micheletti, che cur\u00f2 per un\u2019intera giornata i feriti di Vergarolla e solo dopo pianse con la moglie i figlioletti di quattro e nove anni. La voce dell\u2019anziana donna tratteggia l\u2019amarezza di aver dovuto lasciare Pola , sigillando con assi e chiodi le finestre della propria casa insieme al marito, perch\u00e9 gli slavi almeno facessero un po\u2019 di fatica ad appropriarsene, ed esprime con dignit\u00e0 il dolore di non aver mai ritrovato il cadavere di uno dei figlioletti. Giovanni Nardin sul maxischermo dell\u2019auditorium proietta immagini di profughi ed esuli Polesani, di Trieste, di quella striscia di terra quasi a forma di cuore da cui tanti Italiani partirono, anche il cantante Sergio Endrigo , ricordato con la sua canzone A Pola, con un commento ed una bella rivisitazione di Cristicchi. Sergio Endrigo \u00e8 legato, del resto, al collegio Tommaseo, che a Brindisi ospit\u00f2 tra gli esuli anche lui.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Tra gli alunni, i vari docenti di storia e di tutte le discipline e lo storico Dino Ciccarese, il giorno del ricordo si conclude con l\u2019affermazione della necessit\u00e0 di un giudizio sulle stragi iugoslave equilibrato e distante sia dalle tesi negazioniste, che riprendevano e riprendono quanto affermato alla fine del \u201945 dal governo di Tito, che cio\u00e8 da parte del governo iugoslavo non furono effettuate n\u00e9 confische, n\u00e9 deportazioni, n\u00e9 arresti, sia dalla tesi del genocidio nazionale degli Italiani, anche se la repressione del \u201945 mir\u00f2 senz\u2019altro a far comprendere agli Italiani che avrebbero potuto continuare a sopravvivere nelle terre passate sotto il controllo iugoslavo, solo se si fossero adattati al nuovo regime. Forse un giorno si parler\u00e0 di una sorta di \u201cepurazione preventiva\u201d, i cui effetti si sono prolungati fino al 1946, strage di Vergarolla compresa. Funzioni strumentali Proff. sse Fedele, Franco, Martucci, Carluccio e docenti tutti, squadra operosa attorno alla prof. ssa Del Prete e al comitato Studentesco del Marzolla chiudono i lavori con la rievocazione dell\u2019Inno di Mameli e delle parole dal carcere di Gramsci in una bellissima lettera al figlio Delio, al quale il padre augura di appassionarsi e studiare con amore la storia. Tutta la storia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Pierangela Del Prete<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tra le stragi del ventesimo secolo, quelle iugoslave del \u201943 e del \u201945, che hanno causato in totale circa diecimila infoibati e forse pi\u00f9 ed altrettanti esuli italiani dall\u2019Istria, sono state dapprima argomento di studio con i docenti di storia e filosofia del liceo Classico \u201cMarzolla \u201c di Brindisi e poi oggetto di commemorazione in un \u201cGiorno del Ricordo\u201d, celebrato in Italia il 10 febbraio, ma nel liceo brindisino ieri 13 febbraio, giorno scolastico, nel pomeriggio dalle 15:00 alle 16:30. &nbsp; Nell\u2019auditorium \u201cCinzia Zonno\u201d apre i lavori il Dirigente Scolastico, Prof.ssa Carmen Taurino, poi segue una breve introduzione della prof.ssa Del Prete, che cede la parola all\u2019ospite, il sig. 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