{"id":150166,"date":"2019-02-22T02:02:54","date_gmt":"2019-02-22T01:02:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brundisium.net\/?p=150166"},"modified":"2019-03-03T11:25:29","modified_gmt":"2019-03-03T10:25:29","slug":"siamo-quello-che-mangiamo-di-rocco-palmisano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/siamo-quello-che-mangiamo-di-rocco-palmisano\/","title":{"rendered":"Siamo quello che mangiamo? Di Rocco Palmisano"},"content":{"rendered":"<p>Vorrei riprendere il discorso della scorsa settimana sulla quantit\u00e0 di cibo da mangiare per soddisfare i bisogni dell\u2019organismo. La mia esperienza personale mi ha dimostrato che, quando ci si approccia ad un cambiamento di dieta, la cosa pi\u00f9 difficile \u00e8 il controllo delle quantit\u00e0. Ho potuto constatare che \u00e8 pi\u00f9 facile rinunciare ad un determinato cibo che mangiare di meno in generale!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>A volte, mi ripeto nei concetti ma non \u00e8 una ripetizione inutile. Assimilare dei concetti nuovi non \u00e8 facile per cui \u201crepetita iuvant\u201d (il ripetere giova). D\u2019altronde, a scuola l\u2019insegnante non ripete pi\u00f9 volte, nell\u2019arco dell\u2019anno, i concetti fondamentali e pi\u00f9 complessi previsti dal programa? Quando io ero ragazzo, il controllo della quantit\u00e0 di cibo giornaliero non era difficile in quanto ce n\u2019era poco. Oggi \u00e8 molto pi\u00f9 difficile perch\u00e9 c\u2019\u00e8 molta abbondanza e variet\u00e0 di cibo ed abbiamo (nonostante la crisi) possibilit\u00e0 economiche maggiori di 70 anni fa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Le occasioni di feste e ricorrenze, ove si mangia, sono sempre pi\u00f9 frequenti. In queste occasioni, chi invita fa sfoggio di grandezza attraverso ricchissimi menu anche se molto del cibo presentato a tavola viene buttato via. A dire il vero, alcuni ristoratori meno scrupolosi lo riciclano vendendoselo nei giorni successivi ad altri clienti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Purtroppo, anche nelle nostre case c\u2019\u00e8 un consumismo ed uno spreco giornaliero di cibo. Con il cibo che buttiamo potremmo sfamare almeno altre 2 persone a testa. Se io ed i miei genitori siamo cresciuti sani e forti con un pasto al giorno, quando il lavoro nei campi non era meccanizzato ed i bambini non venivano accompagnati a scuola con la macchina (o il pulmino scolastico), come possiamo giustificare tutto l\u2019apporto calorico del cibo che ingurgitiamo oggigiorno? Ci vuole una laurea per capire che forse stiamo esagerando?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Normalmente, si dice che noi siamo quello che mangiamo. Questo famoso detto, per quanto mi riguarda, non \u00e8 del tutto preciso perch\u00e9 non considera le quantit\u00e0 del cibo n\u00e9 tanto meno le capacit\u00e0 di digestione, assorbimento ed assimilazione del sistema gastroenterico. Infatti, mangiare di pi\u00f9 non \u00e8 garanzia di maggiore assorbimento da parte dei villi intestinali anzi il troppo cibo ingerito non ne favorisce la completa digestione mentre, invece, favorisce la velocit\u00e0 di transito.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Un altro fattore poco conosciuto \u00e8 il processo dell\u2019assimilazione dei nutrienti ricavati dai cibi digeriti. I villi intestinali non assorbono molecole di cibo perch\u00e9, se cos\u00ec fosse, noi diventeremmo quel cibo. Se voi mangiaste per 4 mesi solo patate, il vostro sangue si trasformerebbe in succo di patate? Quando io nel 1990 intrapresi una dieta di solo frutta (che feci per 3 anni), ai controlli semestrali delle analisi di sangue che facevo per il mio delicato lavoro ospedaliero, i valori del sangue erano normali; il laboratorio di analisi non ha mai trovato succo di frutta.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Vi viene da ridere per quello che sto scrivendo, vero? Se il processo di assimilazione non dovesse funzionare a dovere, a poco servirebbe il nostro impegno a mangiare meglio perch\u00e9, comunque, il cibo non verrebbe trasformato in sangue, carne ed ossa. Nella prossima puntata vi spiegher\u00f2 meglio questo concetto dell\u2019assimilazione perch\u00e9 viene poco insegnato e condiviso dalla cultura alimentare dominante.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Continua\u2026.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>Di Rocco Palmisano<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Vorrei riprendere il discorso della scorsa settimana sulla quantit\u00e0 di cibo da mangiare per soddisfare i bisogni dell\u2019organismo. La mia esperienza personale mi ha dimostrato che, quando ci si approccia ad un cambiamento di dieta, la cosa pi\u00f9 difficile \u00e8 il controllo delle quantit\u00e0. Ho potuto constatare che \u00e8 pi\u00f9 facile rinunciare ad un determinato cibo che mangiare di meno in generale! &nbsp; A volte, mi ripeto nei concetti ma non \u00e8 una ripetizione inutile. Assimilare dei concetti nuovi non \u00e8 facile per cui \u201crepetita iuvant\u201d (il ripetere giova). D\u2019altronde, a scuola l\u2019insegnante non ripete pi\u00f9 volte, nell\u2019arco dell\u2019anno, i concetti fondamentali e pi\u00f9 complessi previsti dal programa? Quando io ero ragazzo, il controllo della quantit\u00e0 di cibo giornaliero non era difficile in quanto ce n\u2019era poco. Oggi \u00e8 molto pi\u00f9 difficile perch\u00e9 c\u2019\u00e8 molta abbondanza e variet\u00e0 di cibo ed abbiamo (nonostante la crisi) possibilit\u00e0 economiche maggiori di 70 anni fa. &nbsp; Le occasioni di feste e ricorrenze, ove si mangia, sono sempre pi\u00f9 frequenti. 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