{"id":151409,"date":"2019-03-13T10:14:58","date_gmt":"2019-03-13T09:14:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brundisium.net\/?p=151409"},"modified":"2019-03-13T22:16:27","modified_gmt":"2019-03-13T21:16:27","slug":"idrocarburi-policiclici-aromatici-a-brindisi-poche-misure-per-pericolosi-inquinanti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/idrocarburi-policiclici-aromatici-a-brindisi-poche-misure-per-pericolosi-inquinanti\/","title":{"rendered":"Idrocarburi policiclici aromatici a Brindisi: poche misure per pericolosi inquinanti"},"content":{"rendered":"<p>La pagina della Qualit\u00e0 dell&#8217;Aria del sito di Arpa PUGLIA riporta quotidianamente i valori degli inquinanti rilevati alle centraline, ma inspiegabilmente non registra i valori degli Idrocarburi Policiclici Aromatici (IPA) a Brindisi. E ci\u00f2 nonostante la disponibilit\u00e0 delle misure (seppur limitata a due sole centraline SISRI e Torchiarolo) e le criticit\u00e0 registrate alle sfiammate del petrolchimico.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Eppure nelle serie storiche in archivio e nei report annuali dall&#8217;Agenzia i valori degli IPA (la soglia viene misurata su base annua) sono riportati. Sarebbe importante far conoscere, come avviene per Taranto, i valori giornalieri di IPA anche a Brindisi, considerando sia che diversi IPA sono stati classificati dalla IARC come &#8220;probabili&#8221; o &#8220;possibili cancerogeni per l&#8217;uomo&#8221; o &#8220;cancerogeni per l&#8217;uomo&#8221; e sia che gli IPA, oltre ad essere prodotti dalle combustioni, sono anche correlabili ad eventi incidentali che periodicamente si verificano in citt\u00e0. In un rapporto Arpa ( 29.08.2011) relativo ad una delle note sfiammate del petrolchimico proprio gli IPA fecero rilevare un importante innalzamento.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sarebbe, inoltre, importante avere i dati giornalieri degli IPA anche a Brindisi per verificare se sia possibile ridurre ulteriormente la loro concentrazione qualora questa fosse ricollegabile a fonti riconoscibili. E&#8217; noto infatti che gli inquinanti svolgono la loro azione nociva sulla salute anche a concentrazioni inferiori ai limiti di legge e questo vale tanto pi\u00f9 per i cancerogeni. E la stessa Arpa ce lo ha spiegato a riguardo dello \u201cstudio Forastiere\u201d nel quale gli effetti sanitari avversi riportati sono tutti relativi ad inquinanti emessi e registrati a valori di concentrazione al di sotto della norma di legge.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Che il rilevamento delle centraline andrebbe potenziato si sostiene da pi\u00f9 parti e non da oggi ma nessuna miglioria si \u00e8 finora registrata. Nel 2012 un tavolo tecnico riunito dall&#8217;Amministrazione Comunale in una corposa relazione che da anni si pu\u00f2 ritrovare sul sito istituzionale, formul\u00f2 a riguardo alcune proposte tra le quali quelle cos\u00ec sintetizzate: \u201cRiguardo al monitoraggio in aria, data la complessit\u00e0 degli scenari emissivi, sarebbe necessario aumentare la distribuzione di sensori di Benzene, PM2.5 e IPA in considerazione delle emissioni industriali, ed effettuare campagne di misura di PM1 e nanoparticelle .Nel settore ambientale e sanitario il Comune dovrebbe farsi carico di politiche di openData, rendendo libero, gratuito ed agevole il ri-utilizzo dei dati gi\u00e0 in suo possesso (quelli provenienti da ARPA) e quelli acquisibili da altre organizzazioni (asl, osservatorio epidemiologico). Il tutto conformemente alle recenti disposizioni normative del Governo e della Regione Puglia sul tema del libero accesso e del riuso della informazione prodotta dalla PA.\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nel novembre del 2017 Legambiente aveva denunciato che 14 centraline e 6 totem elettronici della rete POMA 1 e 2, installate nel capoluogo all&#8217;inizio degli anni 2000, non fossero mai state prese in carico dalle diverse Amministrazioni Comunali. Tale sistema era orientato a rilevare soprattutto l&#8217;inquinamento urbano e distinguerlo da quello industriale. In tale assenza \u00e8 pi\u00f9 facile evidentemente lo scarica barile ed il confondimento delle responsabilit\u00e0. Nella stessa occasione Legambiente chiedeva ad Arpa di estendere la gamma degli inquinanti da monitorare, a partire dalle PM 2.5, dal benzene e dall\u2019inquinamento in quota. A quanto ci risulta nulla si \u00e8 mosso in tal senso.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Le amministrazioni Comunale e Provinciale dovrebbero esigere un monitoraggio pi\u00f9 puntuale e trasparente proprio in considerazione delle evidenze emerse dallo \u201cStudio Forastiere\u201d ed in quest\u2019ottica esigere l\u2019adeguamento ed il potenziamento della rete di rilevazione della qualit\u00e0 dell\u2019aria esistente.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Considerata la rilevanza degli argomenti in questione preghiamo le autorit\u00e0 e gli uffici in indirizzo di far conoscere ai cittadini l\u2019esito degli accertamenti che si riterr\u00e0 di intraprendere.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>FORUM AMBIENTE, SALUTE E SVILUPPO<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La pagina della Qualit\u00e0 dell&#8217;Aria del sito di Arpa PUGLIA riporta quotidianamente i valori degli inquinanti rilevati alle centraline, ma inspiegabilmente non registra i valori degli Idrocarburi Policiclici Aromatici (IPA) a Brindisi. 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