{"id":151563,"date":"2019-03-16T16:20:02","date_gmt":"2019-03-16T15:20:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brundisium.net\/?p=151563"},"modified":"2019-03-16T11:27:40","modified_gmt":"2019-03-16T10:27:40","slug":"san-giuseppe-santo-di-primavera-storia-tradizione-folkore-credenze-popolari-e-filastrocche","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/san-giuseppe-santo-di-primavera-storia-tradizione-folkore-credenze-popolari-e-filastrocche\/","title":{"rendered":"San Giuseppe santo di primavera &#8211; Storia, tradizione, folkore, credenze popolari e filastrocche"},"content":{"rendered":"<p>Luned\u00ec 18 marzo 2019, alle ore 18.00, presso la Chiesa di San Paolo Eremita in Brindisi si terr\u00e0 il &#8220;II incontro di studio sulla storia della chiesa locale&#8221; sul tema &#8220;San Giuseppe santo di primavera &#8211; Storia, tradizione, folkore, credenze popolari e filastrocche&#8221;<\/p>\n<p>Interverranno Rev. d. Mimmo Roma, Maria Ventricelli (Direttrice Archivio di Stato di Brindisi), Antonio Mario Caputo (Cattedra Laurenziana, Brindisi) e Giacomo Carito (Centro Studi per la storia dell\u2019arcidiocesi di Brindisi &#8211; Ostuni).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>San Giuseppe, secondo il Nuovo Testamento, \u00e8 lo sposo di Maria e il padre putativo di Ges\u00f9. In Matteo 13,55 la professione di Giuseppe \u00e8 indicata quando si dice che Ges\u00f9 era figlio di un t\u00e9kt\u00f3n. Si tratta di un titolo generico usato per operatori impegnati in attivit\u00e0 economiche legate all&#8217;edilizia. Accanto alla traduzione accettata dalla maggior parte dagli studiosi di t\u00e9kt\u00f3n come carpentiere, si \u00e8 anche accostata quella di scalpellino.<\/p>\n<p>In Sicilia e nel Salento sono diffuse le \u201cTavole di San Giuseppe\u201d: la sera del 18 marzo le famiglie che intendono assolvere un voto o esprimere una particolare devozione al santo allestiscono in casa un tavolo su cui troneggia un&#8217;immagine del santo e sul quale sono poste paste, verdure, pesci freschi, uova, dolci, frutta, vino. Invitati a mensa sono mendicanti, familiari e amici e tre bambini poveri rappresentanti la Santa Famiglia. Si riceve il cibo con devozione e spesso recitando preghiere, mentre tredici bambine con in testa una coroncina di fiori, le \u201ctredici verginelle\u201d, cantano e recitano poesie in onore di san Giuseppe.<\/p>\n<p>A Gela la tradizione vuole che chi intenda far voto debba, mesi prima, bussare in ogni porta della cittadina e chiedere qualcosa da donare al povero in nome di san Giuseppe. Nelle proprie abitazioni si allestiscono grandi altari con strutture in legno, adornati con bianche lenzuola ricamate. All&#8217;interno si pu\u00f2 trovare di tutto: dal pane alla pasta, dal vino ai liquori. La Cena di San Giuseppe \u00e8 aperta al pubblico il mezzogiorno del 18 marzo; il 19 tre persone bisognose d&#8217;aiuto, in rappresentanza della Sacra Famiglia, si siedono intorno alla tavola imbandita ed \u00e8 servita a loro la cena. Successivamente \u00e8 divisa tra loro tutta la spesa, donata e acquistata grazie alle donazioni dei devoti. Talvolta \u00e8 un intero quartiere ad allestire le tavole all&#8217;aperto.<\/p>\n<p>Alimento tradizionale di questa festa \u00e8 la frittura, nota con il nome di frittellea Firenze e a Roma,zeppole a Napoli e in Puglia,sfincie a Palermo. Nel nord Italia, in particolare sia nella zona cosiddetta delle quattro province (Piacenza, Pavia, Genova e Alessandria) che nella Val Trebbia \u00e8 uso preparare le frittelle di San Giuseppe (in dialetto fars\u00f2) da consumarsi nella festa che si conclude con un grande fal\u00f2 che propizia la fine dell&#8217;inverno e l&#8217;inizio della primavera. Nell&#8217;Italia centrale \u00e8 tipica la preparazione di bign\u00e8 fritti e ripieni di crema o ricotta. Nel Mezzogiorno e nelle pasticcerie di tradizione napoletana \u00e8 usanza cuocere al forno o friggere in padella grosse ciambelle decorate esternamente con crema pasticcera e marmellata di amarene, note come zeppole.<\/p>\n<p>Molto di frequente la festa \u00e8 associata all&#8217;accensione di fal\u00f2. A Mattinata in provincia di Foggia in occasione della festa di san Giuseppe fino a dieci anni fa si accendevano fal\u00f2 in tutti i rioni e dal 2000 un unico grande fal\u00f2 sul sagrato della chiesa abbaziale di Santa Maria della Luce. Anche a Serracapriola continua la tradizione dei fal\u00f2 di San Giuseppe. Ogni anno, ragazzi e adulti, raccolgono dai campi i rami residui dalla potatura degli olivi secolari, per formare alte pire da accendere la sera della festivit\u00e0 del Santo allorch\u00e9 i pi\u00f9 temerari si cimentano nel &#8220;salto del fal\u00f2&#8221; a testimoniare coraggio e sprezzo del pericolo.<\/p>\n<p>A partire dal secolo XV san Giuseppe \u00e8 dipinto per lo pi\u00f9 come uomo anziano e barbuto. Accanto alla verga fiorita appaiono, come attributi di Giuseppe, il bastone del viandante, gli strumenti del falegname e il giglio, simbolo di purezza. In Italia s&#8217;impone la tipologia della Sacra Famiglia che nel barocco \u00e8 vista anche come Trinit\u00e0 Terrestre.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Luned\u00ec 18 marzo 2019, alle ore 18.00, presso la Chiesa di San Paolo Eremita in Brindisi si terr\u00e0 il &#8220;II incontro di studio sulla storia della chiesa locale&#8221; sul tema &#8220;San Giuseppe santo di primavera &#8211; Storia, tradizione, folkore, credenze popolari e filastrocche&#8221; Interverranno Rev. d. Mimmo Roma, Maria Ventricelli (Direttrice Archivio di Stato di Brindisi), Antonio Mario Caputo (Cattedra Laurenziana, Brindisi) e Giacomo Carito (Centro Studi per la storia dell\u2019arcidiocesi di Brindisi &#8211; Ostuni). &nbsp; &nbsp; San Giuseppe, secondo il Nuovo Testamento, \u00e8 lo sposo di Maria e il padre putativo di Ges\u00f9. In Matteo 13,55 la professione di Giuseppe \u00e8 indicata quando si dice che Ges\u00f9 era figlio di un t\u00e9kt\u00f3n. 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