{"id":152629,"date":"2019-04-03T14:40:39","date_gmt":"2019-04-03T12:40:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brundisium.net\/?p=152629"},"modified":"2019-04-03T18:55:51","modified_gmt":"2019-04-03T16:55:51","slug":"brindisi-la-valutazione-del-danno-sanitario-solleva-perplessita-sul-metodo-e-nel-merito","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/brindisi-la-valutazione-del-danno-sanitario-solleva-perplessita-sul-metodo-e-nel-merito\/","title":{"rendered":"Brindisi: &#8220;la Valutazione del Danno Sanitario solleva perplessit\u00e0 sul metodo e nel merito&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>Il \u201cForum Ambiente Salute e Sviluppo\u201d e l&#8217;Associazione \u201cSalute Pubblica\u201d in una lettera aperta hanno sollevato perplessit\u00e0 sul metodo e nel merito della \u201cRelazione di Valutazione del Danno Sanitario 2019\u201d riguardante l&#8217;Area di Brindisi. La VDS \u00e8 prevista solo in Puglia dal 2012 e questa \u00e8 la seconda relazione che dovrebbe essere annuale. Secondo quanto previsto dalla legge che l&#8217;ha istituita, avrebbe la finalit\u00e0 di proteggere la salute delle popolazioni.<\/p>\n<p>La lettera aperta \u00e8 stata inviata alle seguenti istituzioni ed enti: Ministro Della Salute, Ministro Dell\u2019ambiente, Ministero Dell\u2019ambiente E Della Tutela Del Territorio E Del Mare, Direzione Generale Per Le Valutazioni E Le Autorizzazioni Ambientali, Presidente Della Giunta Regionale Di Puglia, Sindaco Del Comune Di Brindisi, Presidente Della Provincia Di Brindisi, Assessore All\u2019ambiente Della Regione Puglia, Dipertimento Mobilita\u2019 Qualita\u2019 Urbana, Opere Pubbliche, Ecologia E Paesaggio Regione Puglia, Agenzia Regionale Per La Salute E Per Il Sociale Puglia, Agenzia Regionale Protezione Ambiente Puglia, Azienda Sanitaria Locale Brindisi, Servizio Autorizzazioni Ambientali &#8211; Regione Puglia, Dipartimento Promozione Della Salute, Del Benessere Sociale E Dello Sport Per Tutti &#8211; Regione Pugliai, Istituto Superiore Per La Protezione E La Ricerca Ambientale<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Di seguito il testo integrale delle osservazioni inviate alle agenzie proponenti ed alle autorit\u00e0 ambientali e sanitarie regionali e nazionali.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>La Valutazione del Danno Sanitario 2019 dell\u2019Area di Brindisi elaborata dal ARPA Puglia, ARESS e ASL Brindisi in attuazione Legge regionale \u201c24 luglio 2012, N. 21 \u2018Norme a tutela della salute, dell&#8217;ambiente e del territorio sulle emissioni industriali inquinanti per le aree pugliesi gi\u00e0 dichiarate a elevato rischio ambientale\u2019, che ha la finalit\u00e0 di \u201cprevenire ed evitare un pericolo grave, immediato o differito, per la salute degli esseri viventi per il territorio regionale\u201d \u00e8 stata inviata alle aziende che insistono nel Capoluogo.<\/em><\/p>\n<p><em>La Legge ha trovato attuazione attraverso il Regolamento regionale 12\/2012 pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Puglia n. 145 del 05-10-2012 dove sono stati stabiliti i criteri metodologici.<\/em><\/p>\n<p><em>Si formulano di seguito alcune osservazioni riguardanti sia i criteri metodologi assunti a monte per la valutazione, sia il merito delle valutazioni ed il raggiungimento dell\u2019obiettivo che la Legge si prefiggeva.<\/em><\/p>\n<p><em>LA SCELTA DEL METODO ED IL LIMITE DI ACCETTABILITA\u2019<\/em><\/p>\n<p><em>Nella premessa della VDS si afferma che la metodologia raccomandata nel Regolamento attuativo prevederebbe \u201cuna valutazione di impatto sanitario che si avvale di procedure di risk assessment, con particolare attenzione agli effetti cancerogeni delle sostanze\u201d. A riguardo sembra opportuno sottolineare che il citato regolamento non si spinge ad indicare il risk assessment con le conseguenze operative che tale scelta determina in termini di selezione degli inquinanti e utilizzo di determinate funzioni dose-risposta. Che questa non fosse l\u2019unica scelta possibile s\u00ec pu\u00f2 facilmente riscontrare dal momento che nelle linee guida ISPRA per la Valutazione Integrata Sanitaria ed Ambientale (aprile 2015) vengono indicate due metodologie, quella del Risk Assessment e quella dell\u2019Health Impact Assessment.<\/em><\/p>\n<p><em>Senza voler entrare nello specifico ci si limita a riportare quanto le predette Linee guida riportano a riguardo: il Risk assessement \u201cnasce negli anni \u201970 da un approccio di tipo tossicologico, basato su test di laboratorio su animali, finalizzati ad ottenere stime di rischio incrementale dovute all\u2019esposizione a specifiche sostanze. L\u2019Health Impact Assessment (HIA) si basa invece su evidenze di tipo epidemiolgico e nasce negli anni \u201990 come procedura finalizzata al calcolo del carico di malattia attribuibile all\u2019inquinamento ambientale.\u201d Quale sia stata la ragione della scelta del primo metodo o la mancata applicazione di entrambi non \u00e8 noto agli scriventi e tanto meno alle comunit\u00e0 coinvolte dal momento che non \u00e8 indicato n\u00e9 nella legge, n\u00e9 nel regolamento n\u00e9 nella stessa relazione di VDS in questione.<\/em><\/p>\n<p><em>A Brindisi \u00e8 stato possibile confrontare i due metodi. Nel 2014 fu resa pubblica una VDS sulla Centrale ENEL Federico II. La VDS ha stimato, utilizzando il modello del Risk Assessment, i danni delle sostanze cancerogene contenute nel cosiddetto particolato primario e per la stessa tipologia di emissione anche il rischio non-cancerogeno. Con riferimento al solo rischio cancerogeno e valutando solo il particolato primario e le emissioni prodotte dall\u2019erosione eolica del parco carbonile, dalla movimentazione, dal traffico e dalle attivit\u00e0 portuali, ARPA, ASL e ARES rilevavano un rischio cancerogeno di 0,3\/10000 esposti e un rischio non-cancerogeno che riporta l&#8217;esistenza di un pericolo in quanto i dati sanitari risultano in eccesso rispetto al riferimento assunto.<\/em><\/p>\n<p><em>Nel 2015 fu pubblicato uno studio di tre ricercatori del CNR (Mangia C. et al 2015) in cui, su determinate emissioni (particolato primario e precursori del particolato secondario) dello stesso impianto si applicava una valutazione integrata di impatto ambientale e sanitario (VIIAS), inquadrata nel metodo HIA; i ricercatori hanno utilizzato coefficienti di rischio che pervengono non da studi su animali ma da studi su persone e, nel caso specifico, da studi epidemiologici svolti sulle popolazioni esposte a concentrazioni di particolato (PM2.5). Nell\u2019articolo hanno stimato l\u2019impatto sia del particolato primario emesso dal camino della Centrale sia del particolato secondario che si forma anche a diverse decina di chilometri dal camino (elemento non presente nella VDS). Infine, gli autori hanno calcolato i morti, per qualsiasi causa e dunque non solo per cancro, attribuibili a questo inquinamento (particolato primario + particolato secondario) sulla base delle morti che realmente si sono verificate nell\u2019area in studio, comprendente 120 comuni delle province di Brindisi, Lecce e Taranto, nell\u2019anno di studio (2006).<\/em><\/p>\n<p><em>\u00c8 evidente il diverso approccio contenuto nell\u2019articolo dei ricercatori del CNR. Con questo approccio, noto e contemplato in documenti scientifici internazionali ed anche, come gi\u00e0 detto, in linee guida nazionali (http:\/\/www.arpa.puglia.it\/c\/document_library\/get_file?uuid=77bd266a-e369-4822-bd91-6c9f7f35fb2f&amp;groupId=13879), l\u2019Health Impact Assessment consente di spostare l&#8217;attenzione su ci\u00f2 che realmente \u00e8 di interesse per la salvaguardia della salute pubblica e cio\u00e8 gli eventi sanitari, nel caso specifico i decessi, attribuibili alla centrale. Quest\u2019approccio consente, dunque, un&#8217;altra importante operazione: il considerare quale limite da prescrivere alla Centrale un limite fisico-chimico di concentrazioni delle sostanze emesse ai camini derivato da un limite di tipo strettamente sanitario e cio\u00e8, per l\u2019appunto, il numero massimo di decessi attribuibili che la comunit\u00e0 \u00e8 disposta a tollerare. Questo comporta un cambiamento di paradigma culturale e rimette al centro della AIA il concetto di accettabilit\u00e0 del rischio da parte delle popolazioni e dei rappresentanti istituzionali delle medesime. Proprio per quest\u2019ultima considerazione lascia perplessi inoltre l\u2019assunzione \u201ca priori\u201d del limite di accettabilit\u00e0 del danno che la VDS deriva dall\u2019Environmental Protection Agency (EPA) degli USA nella misura di 1&#215;10-4. Vale la pena sottolineare infine come EPA raccomandi, qualora il rischio risultasse comunque maggiore di 1&#215;10-6 (figura 1.8.4 della VDS), di adottare \u201cprovvedimenti discrezionali\u201d che non risultano nel nostro caso n\u00e9 definiti n\u00e9 previsti (a parte il caso del cromo esavalente commentato nel successivo paragrafo).<\/em><\/p>\n<p><em>In sostanza, anche a beneficio dei non addetti ai lavori il discorso si pu\u00f2 semplificare cogliendo la differenza tra i due metodi di indagine nel fatto che mentre con metodo il RA si prende in considerazione \u201ca priori\u201d la pericolosit\u00e0 intrinseca di determinate sostanze con le quali vengono in contatto i soggetti che vivono in una determinata area per valutare l\u2019entit\u00e0 dei rischi cui sono esposti, nel metodo HIA invece si valutano \u201ca posteriori\u201d la natura e la gravit\u00e0 delle malattie che oggettivamente presentano coloro che vivono e lavorano nei pressi degli impianti per risalire agli agenti che possono averle provocate. Fermo restando ovviamente che l\u2019uno e l\u2019altro metodo devono sempre verificare la sussistenza del rapporto di causalit\u00e0 fra le sostanze pericolose e le conseguenze da esse provocate. E\u201d evidente allora che il ricorso ad entrambi i metodi risulta, per la sua completezza, doveroso specialmente quando, come nel caso di Brindisi, sono in gioco diritti essenziali e interessi sociali di rilevante entit\u00e0. Sentiamo il dovere di rilevare in subordine, ove non si ritenesse di cumulare i due criteri (per motivi allo stato non individuabili), che occorrerebbe quanto meno che si ricorresse al secondo criterio che appare tra i due il pi\u00f9 affidabile, soprattutto nel caso di Brindisi, perch\u00e9 consente di impostare il lavoro con la oggettiva ricognizione dei gravi e documentati eventi dannosi riscontrati.<\/em><\/p>\n<p><em>IL MERITO DELLA VALUTAZIONE<\/em><\/p>\n<p><em>Dopo aver rilevato eccessi di indicatori per patologie oncologiche e non nel capoluogo, la VDS conclude: \u201cPer quanto riguarda il rischio cancerogeno, il livello massimo di rischio per le aree con edifici ad uso residenziale superiore a 70 mq \u00e8 pari a 30 per milione (0,3\u00b710-4), inferiore rispetto al valore di 1:10.000, utilizzato come riferimento nella valutazione del danno sanitario dello stabilimento ILVA di Taranto. Per quanto riguarda il rischio non cancerogeno, si riscontra una criticit\u00e0 sanitaria e ambientale nell\u2019area in cui sono situate la discarica di Formica Ambiente e la discarica comunale di RSU.\u201d<\/em><\/p>\n<p><em>Appare chiarissima l\u2019irrilevanza nel giudizio finale della valutazione epidemiologica per quanto corposa ed aggiornata alla pi\u00f9 recente edizione della studio SENTIERI in corso di pubblicazione.<\/em><\/p>\n<p><em>C\u2019\u00e8 allora da chiedersi a cosa siano dovuti gli eccessi registrati. Sicuramente una quota \u00e8 attribuibile alle emissioni industriali come dimostrato lo studio di Coorte condotto dal Prof Forastiere (2017) e citato anche nella parte epidemiologica della VDS.<\/em><\/p>\n<p><em>La metodologia usata, il RA, cerca il numero di casi di tumore nella popolazione residente nelle zone di massima ricaduta degli inquinanti, ignorando la dispersione per formazione di particolato secondario. Resta in ogni caso inspiegata in questa VDS, la quota di eccessi oncologici, rilevati dalla ricerca epidemiologica contenuta nello stesso documento, attribuibile alle emissioni industriali. Mentre \u00e8 assolutamente chiara nello studio Forastiere, anch\u2019esso formalmente citato.<\/em><\/p>\n<p><em>Di fronte agli eccessi di mortalit\u00e0 ed ospedalizzazione rilevate al termine della valutazione non si assume nessuna iniziativa di contenimento delle emissioni.<\/em><\/p>\n<p><em>Un ultimo aspetto critico emerge dal caso specifico circa il rischio il rischio cancerogeno da Cromo(VI). La metodologia adottata, applicando le emissioni autorizzate alla azienda, trovava un rischio decisamente inaccettabile per l\u2019intera citt\u00e0 di Brindisi, superiore a un caso su 10000. La \u201cquestione\u201d \u00e8 stata risolta adottando come emissioni quelle misurate (in autocontrollo) ai camini, che risultano molto inferiori a quelle autorizzate; cos\u00ec facendo il rischio torna a livelli ritenuti accettabili. Sperando che la realt\u00e0 corrisponda alla seconda assunzione e non alla prima, come \u00e8 stato possibile che sia \u201cstato fissato in AIA un limite per il Cr(VI) in effetti elevato\u201d (VDS 2019, p.122)? Sulla base di quali considerazioni di protezione della salute si era proceduto a determinare soglie di attivit\u00e0 per un cancerogeno ultranoto come il cromo esavalente?<\/em><\/p>\n<p><em>L\u2019OBIETTIVO DI TUTELA DELLA SALUTE NON E\u2019 RAGGIUNTO<\/em><\/p>\n<p><em>Se il dato epidemiologico alterato non \u00e8 influente, la VDS in questione mostra tutta la sua inadeguatezza a garantire l\u2019obiettivo che la legge istitutrice si era prefissa, quello cio\u00e8 \u201cdi prevenire ed evitare un pericolo grave, immediato o differito, per la salute degli esseri viventi\u201d.<\/em><\/p>\n<p><em>La VDS per tutelare la salute delle popolazioni esposte, in questo caso quella di Brindisi, deve partire dagli eccessi epidemiologici di patologia tumorale (essendo emessi cancerogeni) e non-tumorali ed attribuire la quota spettante alle emissioni dichiarate, meglio se misurate. Stabilita la quota di malattia o di decessi attribuibile sar\u00e0 possibile stabilire quanta riduzione della stessa \u00e8 possibile con la riduzione delle emissioni.<\/em><\/p>\n<p><em>Diversamente si corre il grave rischio che di fronte ad una simile conclusione le attivit\u00e0 produttive possano sentirsi legittimate a non applicare un fondamentale principio della normativa ambientale, quello cio\u00e8 dell\u2019utilizzo delle migliori tecnologie disponibili (BAT). Nell\u2019esempio specifico sopra citato, la centrale termoelettrica Federico II rischia di essere autorizzata a emettere nei fumi una concentrazione tale di inquinanti capace di continuare ad attribuire alla centrale stessa decessi per tutte le cause inferiti dalla formazione di particolato secondario, mentre l\u2019applicazione di BAT sulla emissione oraria di ossidi di azoto e zolfo consentirebbe di ridurre questo danno al minimo. Sembra che nel caso specifico ci si adegui a non imporre investimenti a tutela della salute a un impianto destinato a smettere la produzione nei prossimi 5 anni, e che avrebbe di fatto diminuito la propria dannosit\u00e0 nella misura del minor funzionamento (meno di un terzo del potenziale nel 2017) per l\u2019uscita progressiva dal mercato dell\u2019energia elettrica fossile. Ma questa coda velenosa di produzione residua sar\u00e0 ancora a carico dei soliti costi esterni sanitari di rado contabilizzati, e fatti conoscere quasi mai.<\/em><\/p>\n<p><em>PROPOSTE<\/em><\/p>\n<p><em>Alla luce delle osservazioni precedenti chiediamo che sia revocata la relazione di VDS in questione e che, prima di una nuova relazione, siano stabiliti di concerto gli enti locali interessati i limiti di danno accettabili. Chiediamo inoltre che siano applicate entrambe le metodologie indicate dalle linee guida ISPRA (o quella prospettata in subordine) e sia utilizzata quella che mostra il maggior danno sanitario attribuibile alle emissioni industriali. Si proceda quindi alla riduzione delle emissioni eventualmente necessaria per raggiungere il limite di danno accettato dalle comunit\u00e0 esposte.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il \u201cForum Ambiente Salute e Sviluppo\u201d e l&#8217;Associazione \u201cSalute Pubblica\u201d in una lettera aperta hanno sollevato perplessit\u00e0 sul metodo e nel merito della \u201cRelazione di Valutazione del Danno Sanitario 2019\u201d riguardante l&#8217;Area di Brindisi. La VDS \u00e8 prevista solo in Puglia dal 2012 e questa \u00e8 la seconda relazione che dovrebbe essere annuale. Secondo quanto previsto dalla legge che l&#8217;ha istituita, avrebbe la finalit\u00e0 di proteggere la salute delle popolazioni. La lettera aperta \u00e8 stata inviata alle seguenti istituzioni ed enti: Ministro Della Salute, Ministro Dell\u2019ambiente, Ministero Dell\u2019ambiente E Della Tutela Del Territorio E Del Mare, Direzione Generale Per Le Valutazioni E Le Autorizzazioni Ambientali, Presidente Della Giunta Regionale Di Puglia, Sindaco Del Comune Di Brindisi, Presidente Della Provincia Di Brindisi, Assessore All\u2019ambiente Della Regione Puglia, Dipertimento Mobilita\u2019 Qualita\u2019 Urbana, Opere Pubbliche, Ecologia E Paesaggio Regione Puglia, Agenzia Regionale Per La Salute E Per Il Sociale Puglia, Agenzia Regionale Protezione Ambiente Puglia, Azienda Sanitaria Locale Brindisi, Servizio Autorizzazioni Ambientali &#8211; Regione Puglia, Dipartimento Promozione Della Salute, Del Benessere Sociale E&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":152632,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[7],"tags":[],"class_list":["post-152629","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-news"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/152629","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=152629"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/152629\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":152633,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/152629\/revisions\/152633"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/152632"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=152629"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=152629"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=152629"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}