{"id":152741,"date":"2019-04-05T14:14:06","date_gmt":"2019-04-05T12:14:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brundisium.net\/?p=152741"},"modified":"2019-04-05T14:32:04","modified_gmt":"2019-04-05T12:32:04","slug":"forum-abiente-considerare-limpatto-sanitario-ed-ambientale-del-porto-di-brindisi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/forum-abiente-considerare-limpatto-sanitario-ed-ambientale-del-porto-di-brindisi\/","title":{"rendered":"Forum Ambiente: considerare l&#8217;impatto sanitario ed ambientale del Porto di Brindisi"},"content":{"rendered":"<p>In vista del consiglio comunale monotematico di Brindisi, convocato per luned\u00ec 8 aprile corrente, offriamo all\u2019attenzione dei consiglieri e dei cittadini le seguenti annotazioni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Impatto sanitario e ambientale<br \/>\nIl problema delle emissioni<br \/>\nLe attivit\u00e0 portuali rientrano tra le imprese industriali per le quali si dovrebbe prevedere una valutazione degli impatti ambientali e sanitari. Sono comunemente apprezzate da chi lavora nei porti e da chi vi abita nei pressi delle emissioni delle navi e dei traghetti, mentre la cantieristica navale presenta problemi peculiari per i lavoratori e per le popolazioni pi\u00f9 prossime. Persino nell\u2019ultimo documento di Valutazione del Danno Sanitario su Brindisi (recentemente redatto da ARPA, ASL e ARESS) se ne parla da qualche tempo. Le emissioni originate dai porti riguardano le attivit\u00e0 marittime essenzialmente nelle fasi di manovra e di stazionamento delle imbarcazioni. Il documento precisa che il metodo utilizzato per la stima delle emissioni \u00abper i principali porti pugliesi, compreso Brindisi per l\u2019area in esame\u00bb utilizza \u00abuna base informativa di dati opportunamente predisposta e richiesta agli enti locali interessati (Capitaneria di Porto, Autorit\u00e0 Portuale), stimando di conseguenza il relativo contributo emissivo. L\u2019indicatore considerato \u00e8 il consumo di combustibile delle varie imbarcazioni (classificate per tipologia, motore e stazza lorda) in transito nel porto nelle diverse fasi operative (manovra e stazionamento)\u00bb.<\/p>\n<p>Il contributo delle emissioni portuali all\u2019inquinamento atmosferico non \u00e8 cos\u00ec trascurabile come si potrebbe pensare. Nel 2013 il predetto documento stima 1159 tonnellate di Anidride Solforosa su un totale di 6786 di tutte le attivit\u00e0 traffico veicolare compreso (17%), 1421 tonnellate di Ossidi di Azoto su 10276 totali (14%), 110 tonnellate di PM10 su un totale di 558 totali (20%), circa 130 tonnellate del pericolosissimo PM2.5 su 454 totali (28%).<br \/>\nTali emissioni non sono prive di conseguenze sulle popolazioni residenti nei pressi dei porti. Lo dimostra una vasta letteratura scientifica che da lunga data segnala effetti delle emissioni portuali sulla salute umana. Molto di recente \u00e8 stato pubblicato uno studio sulla citt\u00e0 di Civitavecchia (Bauleo, 2019) in cui si rileva che vivere in prossimit\u00e0 del porto (entro 500 metri) \u00e8 associato con una pi\u00f9 alta mortalit\u00e0 per tumore al polmone (+31%) e per malattie neurologiche (+51%).<br \/>\nQueste evidenze rendono inderogabili attivit\u00e0 di riduzione delle emissioni portuali ed una tutela delle popolazioni maggiormente esposte agli scarichi in aria. Pensiamo alla fascia di abitato prossima all\u2019ormeggio delle navi militari e dei rimorchiatori le cui emissioni entrano nelle case immediatamente adiacenti. Ma anche attivit\u00e0 di ammodernamento dei servizi del porto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ammodernare le attivit\u00e0 portuali<br \/>\nMentre il Piano Regionale della Qualit\u00e0 dell\u2019Aria (DGR Puglia 15.5.2018 n.774) non prevede nessun intervento sui porti (ad eccezione di un riferimento del tutto secondario al porto di Taranto) un analogo documento della Regione Veneto (DCR n. 90 del 19 aprile 2016) prevede interventi di elettrificazione delle banchine (ammodernamento che auspichiamo venga realizzato quanto prima nel porto di Brindisi), realizzazione di uno studio modellistico di ricaduta degli inquinanti emessi in fase di manovra e di ormeggio per le navi in attracco, utilizzo da parte delle navi in fase di navigazione in avvicinamento alle bocche di porto e di manovra di sistemi di retrofitting o di combustibili a basso tenore di zolfo, tecnologie e pratiche per il contenimento delle emissioni polverulente da movimentazione di materiali, flotte rimorchiatori ibridi o elettrici, accordi volontari per \u201cnavi pulite\u201d, ispezioni a bordo per controllo e contenimento fumi di scarico, interventi per garantire che i porti marittimi siano sufficientemente collegati al sistema di trasporto merci per ferrovia, predisposizione di un piano di monitoraggio che preveda l\u2019utilizzo di laboratori mobili previo accordo con l\u2019ARPA Veneto.<br \/>\nNegli Stati Uniti il porto di Los Angeles si propone di diventare il primo porto al mondo con un intero terminal alimentato da fonti rinnovabili. A ci\u00f2 contribuir\u00e0 anche l\u2019utilizzo di una flotta di veicoli elettrici e macchine per la movimentazione delle merci a emissioni zero. Inoltre, si tester\u00e0 l\u2019ultima generazione di tecnologie per la cattura delle emissioni delle navi che non sono in grado di collegarsi elettricamente alla banchina.<br \/>\nLa Norvegia ha un programma che mira a mettere in acqua le imbarcazioni pi\u00f9 ecologiche del pianeta. Nessun tipo di natante verr\u00e0 risparmiato: navi cisterna, navi da carico, navi container, navi passeggeri, traghetti, pescherecci, rimorchiatori e tutto ci\u00f2 che resta dovranno garantire una trazione elettrica o ibrida (gas naturale \u2013 batterie). Inoltre \u00e8 prevista la progettazione di un porto a basso consumo energetico con un\u2019impronta carbonica minima. Al suo interno opereranno veicoli plug-in e gru elettriche, si potranno trovare stazioni di ricarica per le navi a batteria.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Cosa si dovrebbe fare<br \/>\nOccorrerebbe procedere ai seguenti interventi:<br \/>\n&#8211; introdurre incentivi economici e sconti sulle tasse portuali alle navi \u201cpulite\u201d che si sono dotate di motori di nuova generazione e\/o di tecnologia antiinquinamento, o che utilizzano carburanti puliti;<br \/>\n&#8211; installare sistemi ecologici di produzione di energia elettrica: turbine eoliche, pannelli solari, correnti di marea e onde;<br \/>\n&#8211; realizzare sistemi di fornitura di energia elettrica da terra o da chiatta alle navi in fase di ormeggio. L\u2019energia elettrica fornita alle navi \u00e8 prodotta con sistemi ecologici;<br \/>\n&#8211; effettuare attivit\u00e0 in terra ed in acqua con mezzi elettrici (gru, carrelli elevatori, camion, rimorchiatori) e le batterie vengono caricate con pannelli solari e turbine eoliche.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Altri scottanti problemi<br \/>\nCompatibilit\u00e0 paesaggistica<br \/>\nOccorre poi approfondire il problema della compatibilit\u00e0 paesaggistica con riferimento ai progetti di nuovi manufatti da ubicare in area portuale. Ma fin d\u2019ora facciamo presente che esistono vincoli di particolare rilievo che dovrebbero comportare l\u2019esclusione d\u2019interventi di nuova edificazione anche di natura provvisoria in ordine ai quali ogni vigilanza si impone per prevenire danni ad aree di notevole interesse pubblico.<br \/>\nNuove opere<br \/>\nVa inoltre prestata la massima attenzione alle nuove opere per verificarne la reale utilit\u00e0 e la convenienza o meno di possibili alternative col criterio della minore invasivit\u00e0. Non condividiamo il principio per il quale un\u2019opera si deve comunque realizzare al solo scopo di non perdere i finanziamenti prescindendo dalla sua utilit\u00e0. Il problema della colmata richiede il massimo approfondimento sotto ogni profilo tenendo presente l\u2019inaccettabilit\u00e0 di tesi, comunque camuffate che puntino ad occupare spazi acquei per farne \u201cdiscariche\u201d senza alcuna prospettiva di positivi utilizzi, soprattutto in un\u2019area le cui problematiche sono a tutti note.<br \/>\nPiano regolatore del porto<br \/>\nPer quanto attiene al Piano regolatore del porto, ci limitiamo a rilevare che si tratta di un problema di rilevanza tale da richiedere il coinvolgimento partecipativo dei cittadini e di tutte le loro espressioni e rappresentanze sociali interpretando in modo pi\u00f9 ampio e costruttivo la normativa in materia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per parte nostra seguiremo con ogni costruttiva attenzione quanto si va programmando e attuando per rilanciare il ruolo fondamentale del porto al cui destino \u00e8 strettamente legato quello della nostra citt\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>FORUM AMBIENTE SALUTE E SVILUPPO<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In vista del consiglio comunale monotematico di Brindisi, convocato per luned\u00ec 8 aprile corrente, offriamo all\u2019attenzione dei consiglieri e dei cittadini le seguenti annotazioni. &nbsp; Impatto sanitario e ambientale Il problema delle emissioni Le attivit\u00e0 portuali rientrano tra le imprese industriali per le quali si dovrebbe prevedere una valutazione degli impatti ambientali e sanitari. 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