{"id":152865,"date":"2019-04-07T21:11:45","date_gmt":"2019-04-07T19:11:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brundisium.net\/?p=152865"},"modified":"2019-04-14T00:20:05","modified_gmt":"2019-04-13T22:20:05","slug":"innovare-oggi-unesigenza-per-essere-competitivi-una-parola-che-brucia-ma-brucia-bene-solo-se-il-fuoco-e-ben-gestito-di-maria-chiara-lapenna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/innovare-oggi-unesigenza-per-essere-competitivi-una-parola-che-brucia-ma-brucia-bene-solo-se-il-fuoco-e-ben-gestito-di-maria-chiara-lapenna\/","title":{"rendered":"Innovare oggi: un&#8217;esigenza per essere competitivi. Una parola che &#8220;brucia&#8221;, ma brucia bene solo se il fuoco \u00e8 ben gestito. Di Maria Chiara Lapenna"},"content":{"rendered":"<p>Spesso alla parola &#8220;Innovazione&#8221; si associa in modo distorto l&#8217;idea di tecnologia, di grandi investimenti o di cambiamenti &#8220;tecnici&#8221; . In realt\u00e0, pur essendo necessari o addirittura indispensabili &#8211; in quanto mezzo per attuare l&#8217;innovazione &#8211; tecnica, tecnologia e relativi investimenti non possono esaurire il significato di Innovare: un valore che oggi \u00e8 riconosciuto alla base di ogni organizzazione &#8220;lean&#8221; (snella), in cui le anime hard e soft non sono subordinate secondo rigide gerarchie, ma coesistono, si integrano e si stimolano a vicenda .<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L&#8217;innovazione parte sempre da un graduale processo di comunicazione. Un processo che nasce dalla conoscenza profonda dell&#8217;utente ( sia il cittadino che il cliente) e risale all&#8217;interno dell&#8217;organizzazione sociale, perch\u00e9 il vero motore di ogni attivit\u00e0 sta nelle persone e nella loro motivazione a partecipare alla crescita di un progetto comune. Questo processo non \u00e8 scontato come spesso appare a chi \u00e8 alla guida di un&#8217;organizzazione locale, ma va articolato e accompagnato, con lo scopo di semplificare l&#8217;accesso da parte di tutti gli attori coinvolti (dipendenti, fornitori, partner, clienti ecc), identificando percorsi e segmenti specifici; il fine ultimo \u00e8 quello di massimizzare l&#8217;efficacia degli obiettivi che l&#8217;innovazione stessa deve sostenere, che sia un servizio pubblico, un progetto sociale o commerciale, ed evitare che l&#8217;investimento si bruci senza raggiungere i risultati attesi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Proprio per questo, con le dovute specificit\u00e0 di ambiti e settori, una comunicazione \u00e8 efficace se il processo \u00e8 guidato da attori esterni, che abbiamo in s\u00e8 le competenze necessarie per di leggere l&#8217;organizzazione in modo imparziale, focalizzando obiettivi e progetti, orientando le relazioni per produrre valore, sia all&#8217;interno che all&#8217;esterno. Il rinnovamento, se guidato dalla condivisione e dalla corretta comunicazione di obiettivi comuni, prevede la partecipazione attraverso metodi analitici, pratiche organizzative e dinamiche di gruppo che configurano un &#8220;sistema nuovo&#8221;, solido e attendibile. Innovazione e creativit\u00e0 possono e devono quindi fluire, ma per produrre valore nel territorio e nelle comunit\u00e0, devono &#8220;bruciare&#8221; sotto l&#8217;occhio attento dei processi di comunicazione, che stimolano e controllano &#8220;la messa a fuoco&#8221;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nonostante l&#8217;introduzione del &#8220;nuovo&#8221; assorba anch&#8217;esso risorse ed energie, che una visione miope potrebbe ritenere sprecate, le buone pratiche di marketing all&#8217;interno dell&#8217;organizzazione, rappresentano gli ingranaggi di un motore evoluto, che rispecchia la complessit\u00e0 della societ\u00e0 contemporanea e consente di superare le barriere e le resistenze fisiologiche ad ogni processo di cambiamento: strategie e tattiche specifiche capaci di generare la reazione giusta, la chiave vincente per rispondere ai propri &#8220;mercati&#8221; e coltivare nel tempo una relazione proficua.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Chi fa impresa lo sa. Non basta pi\u00f9 saper vendere ci\u00f2 che si sa produrre. Oggi si sceglie di produrre ci\u00f2 che si pu\u00f2 vendere, ma l&#8217;idea stessa di vendere sta cambiando (anzi cambia continuamente e velocemente). A fronte di uno scambio con il destinatario finale \u00e8 indispensabile seguirne i bisogni bel al di l\u00e0 dell&#8217;oggetto della transazione, sia che si tratti di prodotti che di servizi: bisogna rispondere a una domanda che esige trasparenza e sostenibilit\u00e0, servizi pre e post vendita, sicurezza e qualit\u00e0. Questo principio base, per quanto comunemente accettato per buon senso o esperienze vissute, finisce con il trovare scarsa applicazione nelle azioni quotidiane dei management o degli staff aziendali.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Salvo che si operi in mercati evoluti, non si fa. Si finisce con il fare scelte di mercato con l&#8217;occhio del produttore, o peggio ancora, con il non farne, affidandosi a tattiche last minute, strumenti parziali e proposte da catalogo, progetti copia e incolla, ecc. Si perdono opportunit\u00e0 di finanziamento, si disperdono risorse ed energie in progetti imparziali e poco integrati alle specifiche caratteristiche dell&#8217;impresa. Si ritiene poco rilevante l&#8217;intervento del consulente perch\u00e9 il suo lavoro non si vede e non si tocca e mai d\u00e0 risultati immediati. A ci\u00f2 che tutti ritengono essenziale affinch\u00e9 un&#8217;organizzazione possa dirsi innovativa (lo stato di soddisfazione del cliente o dell&#8217;utente in primis) non si da spazio a sufficienza, perch\u00e9 lo si guarda con gli occhi di chi sta dall&#8217;altra parte (e non sempre basta togliersi un cappello &#8211; quello di imprenditore &#8211; per mettersene un altro &#8211; quello di esperto di marketing). Si finisce con il trascurare il potenziale inespresso e le relazioni migliori su cui si fonda la cultura della propria organizzazione, perch\u00e9 presi dal rincorrere il fatturato, gli stipendi, gli oneri di ogni tipo che il sistema amministrativo ed economico ci impone. Cos\u00ec i negozi chiudono, i progetti non decollano, i giovani talenti si &#8220;scottano&#8221;, scappano e le attivit\u00e0 falliscano&#8230;e &#8220;la crisi&#8221; sovrasta interi comparti che, magari dopo sforzi enormi, restano fragili, retti sulle logiche ormai superate del secolo scorso.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>E invece basta avere un altro punto di vista sulla propria attivit\u00e0, che faccia da anello di congiunzione tra i processi interni ed esterni, come un&#8217; antenna radar sempre orientata all&#8217;ascolto e al dialogo, per orientare la propria offerta, per ampliare e fidelizzare l&#8217;utenza, valorizzare il proprio know how, costruire un rapporto di fiducia e collaborazione con gli interlocutori a tutti i livelli, per controllare la propria reputazione e migliorare la notoriet\u00e0, verificando di essere percepiti per quello che realmente si vuole essere.<br \/>\n&#8220;Accendi un sogno e lascialo bruciare in te&#8221; &#8211; diceva William Shakespeare &#8211; ma senza dimenticare che &#8220;il fuoco nel cuore manda fumo nella testa&#8221;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>di Maria Chiara Lapenna<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Spesso alla parola &#8220;Innovazione&#8221; si associa in modo distorto l&#8217;idea di tecnologia, di grandi investimenti o di cambiamenti &#8220;tecnici&#8221; . 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