{"id":155185,"date":"2019-05-16T22:33:46","date_gmt":"2019-05-16T20:33:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brundisium.net\/?p=155185"},"modified":"2019-05-24T09:31:53","modified_gmt":"2019-05-24T07:31:53","slug":"i-ricordi-sono-inutili-da-indifferenziata-di-guido-giampietro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/i-ricordi-sono-inutili-da-indifferenziata-di-guido-giampietro\/","title":{"rendered":"I ricordi sono inutili, da \u201cindifferenziata\u201d? Di Guido Giampietro"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/dichiarazione-damore-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-155188\" src=\"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/dichiarazione-damore-1-216x300.jpg\" alt=\"\" width=\"216\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/dichiarazione-damore-1-216x300.jpg 216w, https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/dichiarazione-damore-1-768x1064.jpg 768w, https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/dichiarazione-damore-1-739x1024.jpg 739w, https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/dichiarazione-damore-1.jpg 1719w\" sizes=\"auto, (max-width: 216px) 100vw, 216px\" \/><\/a>Marie Kondo \u00e8 una giapponesina minuta e piena di grazia che, da tempo, si \u00e8 lanciata nella sfida del terzo millennio: liberarci del superfluo. Il che significa svuotare armadi, scaffali, cassetti, angosciarsi davanti a cumuli di oggetti, finch\u00e9 non si prendono in mano uno per uno e si ascoltano le vibrazioni che trasmettono. Se sono positive, si trattengono; altrimenti si gettano via.<\/p>\n<p>Il metodo \u201cKonMari\u201d, nato dalla contrazione del nome e cognome di questa donna votata all\u2019ordine, ha in s\u00e9 qualcosa di buono anche perch\u00e9, come diceva Charles P\u00e9guy (Cahiers de la quinzaine) \u00abl\u2019ordine, e l\u2019ordine soltanto, fa in definitiva la libert\u00e0. Il disordine fa la schiavit\u00f9\u00bb. Ma se pu\u00f2 andare bene sbarazzarsi di abiti fuori misura e di oggetti di modernariato che non attirano la curiosit\u00e0 nemmeno del pi\u00f9 bisognoso dei rigattieri, come si pone la questione quando ci si trova davanti al dilemma di conservare e\/o eliminare dei libri?<br \/>\nLa piccola Marie questa cosa l\u2019aveva gi\u00e0 scritta nel suo saggio di esordio, quando aveva proposto un modo per non rinunciare del tutto a un romanzo che ci \u00e8 piaciuto: strappare la pagina pi\u00f9 significativa e conservarla in un raccoglitore. Poi per\u00f2, per onest\u00e0, aveva dovuto ammettere di non essere andata a riguardare il raccoglitore nemmeno una volta\u2026<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per quanto mi riguarda \u00e8 proprio questo il punto debole del metodo. Certo, non ci troviamo di fronte a Fahrenheit 451, il film di fantascienza in cui si descrive una civilt\u00e0 distopica dove leggere o possedere libri \u00e8 considerato un reato, per contrastare il quale \u00e8 stato istituito un apposito corpo di vigili del fuoco impegnato a bruciare ogni tipo di volume. Ma il passo per arrivarci potrebbe essere breve\u2026<br \/>\nNo, cara signora Kondo, i libri non si possono gettare via tout court, anche se al momento non suscitano emozioni. Perch\u00e9 quelle emozioni possono manifestarsi in una successiva lettura fatta in et\u00e0 pi\u00f9 matura, quando la mente si \u00e8 aperta a nuovi interessi e il cuore a nuovi percorsi. Bisogna tenere presente che i ricordi affondano nello stagno dell\u2019anima: quelli pi\u00f9 corposi scendono sul fondo, mentre i pi\u00f9 leggeri, quelli che ci hanno allietato nel corso della vita, riemergono a galla come le ninfee.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La necessit\u00e0 di liberare spazio nelle nostre case che diventano sempre pi\u00f9 ricche di bagni e povere di spazi vivibili ha indotto anche me a liberarmi del \u201csuperfluo\u201d. E se per i pantaloni taglia 56 o i maglioni infeltriti o le musicassette anni Sessanta o un antidiluviano Commodore 64 non mi ha assalito alcun rimorso all\u2019idea della loro rottamazione, quando sono passato a spulciare tra gli scaffali delle mie librerie (tre, per la precisione) sono iniziati i problemi. Non diceva Plinio il Vecchio: \u00abNullum esse librum tam malum, ut non in aliqua parte prodesset\u00bb (non c\u2019\u00e8 libro tanto cattivo che in qualche sua parte non possa giovare)?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Prendendo tra le mani, con la delicatezza riservata a una cinquecentina, una grammatica greca dei tempi del Ginnasio vedo fuoriuscire un foglio che, dopo qualche esitazione, comincia a svolazzare come uno di quegli aeroplani di carta che, ricevuto sul muso l\u2019alito del suo costruttore, compie ardite evoluzioni fino a planare nel punto pi\u00f9 irraggiungibile della casa. Quella paginetta, invece, si pos\u00f2 quasi ai miei piedi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/dichiarazione-damore-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-155187 alignright\" src=\"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/dichiarazione-damore-2-218x300.jpg\" alt=\"\" width=\"218\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/dichiarazione-damore-2-218x300.jpg 218w, https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/dichiarazione-damore-2-768x1059.jpg 768w, https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/dichiarazione-damore-2-743x1024.jpg 743w, https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/dichiarazione-damore-2.jpg 1751w\" sizes=\"auto, (max-width: 218px) 100vw, 218px\" \/><br \/>\n<\/a>La raccolsi e lessi, al centro di una pagina a righi, \u201cPlatone \u2013 Apologia di Socrate\u201d. Fin qui nessuna sorpresa. Fu quando, sollevando lo sguardo, compitai \u201c<em>Guido mio, forse ti meraviglierai nel leggere queste parole, ma il mio cuore traboccante di amore e di tenerezza non pu\u00f2 pi\u00f9 reggere il peso di questo disperato sogno\u2026<\/em>\u201d, che la mente dapprima vacill\u00f2, poi si schiar\u00ec e infine torn\u00f2 a oscurarsi. E dai meandri della memoria torn\u00f2 alla luce una storia di una sessantina di anni prima.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Cosa era successo? Al rientro dall\u2019intervallo di met\u00e0 mattinata, nell\u2019aprire il quaderno di esercizi greci, mi ero imbattuto in quello scritto e, fino al termine delle lezioni, la mia mente fu occupata a scoprire l\u2019autrice di quella sfacciata dichiarazione d\u2019amore. N\u00e9, ad aiutarmi, fu sufficiente il monogramma \u201cA.F.\u201d posto in fondo alla pagina.<br \/>\nDevo precisare che la mia diventava una classe mista solo durante le lezioni di inglese e nessuna delle cinque-sei ragazze che si univano a noi maschietti aveva un nome e cognome riconducibile a quelle iniziali.<br \/>\nTuttavia, nei giorni seguenti, continuai a fissare con insistenza gli occhi di tutte le ragazze che frequentavano il \u201cMarzolla\u201d, convinto che, prima o poi, al mio supplichevole sguardo l\u2019autrice delle parole d\u2019amore si sarebbe tradita. Ma non successe nulla, o meglio, qualcosa successe. Qualcosa che mi fece pensare. Il primo verbo dell\u2019elenco intorno al quale era stata scritta la dichiarazione era \u03c0\u03b5\u03c0\u03cc\u03bd\u03b8\u03b1\u03c4\u03b5, cio\u00e8 la seconda persona singolare dell\u2019indicativo perfetto di \u03c0\u03ac\u03c3\u03c7\u03c9 che significa soffrire. Una coincidenza o un riferimento alla mia sofferenza per non essere stato capace di trovare chi mi amava?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ma non dovetti soffrire molto perch\u00e9 \u2013 come diceva Apollinaire &#8211; \u00ables souvenirs sont cors de chasse \/ dont meurt le bruit parmi le vent\u00bb (i ricordi sono corni di caccia il cui rumore muore nel vento). E il vento della giovinezza quel ricordo se lo port\u00f2 via per dare spazio ai fatti della vita. Magari poi, come \u00e8 successo questa volta, ritornano dopo sessant\u2019anni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>E questo \u00e8 il punto. Quando, per caso o perch\u00e9 cercati, ritornano, che effetto fanno? Direi benefico perch\u00e9 i ricordi sono come le ciliegie: uno tira l\u2019altro. E si rivivono pezzi della vita che sembravano persi per sempre. E si vede il mondo con gli occhi di ieri e si \u00e8 contenti perch\u00e9 vederlo con gli occhi di oggi fa un po\u2019 male. Ma questo \u00e8 rifuggire dalla realt\u00e0, dir\u00e0 qualcuno. Ebbene s\u00ec, ma non \u00e8 poi cos\u00ec brutto.<br \/>\nIn ogni caso sono convinto che se la memoria trattiene i ricordi, un motivo deve pure esserci. Un ritorno al passato, anche se di qualche minuto, ci d\u00e0 la forza di continuare e di apprezzare meglio il presente. Questa \u00e8 la ragione per cui i ricordi non vanno rottamati e, pur plaudendo all\u2019ordine invocato da Marie Kondo, bisogna salvarli.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dimenticavo: la paginetta con la dichiarazione \u00e8 a disposizione dell\u2019autrice che, per celia o per autentico trasporto amoroso, l\u2019ha scritta\u2026<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>Guido Giampietro<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Marie Kondo \u00e8 una giapponesina minuta e piena di grazia che, da tempo, si \u00e8 lanciata nella sfida del terzo millennio: liberarci del superfluo. 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