{"id":155468,"date":"2019-05-22T07:48:28","date_gmt":"2019-05-22T05:48:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brundisium.net\/?p=155468"},"modified":"2019-05-22T07:48:28","modified_gmt":"2019-05-22T05:48:28","slug":"il-patto-per-lo-sviluppo-non-sia-il-solito-rituale-ed-elenco-di-cose-note-di-carmine-dipietrangelo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/il-patto-per-lo-sviluppo-non-sia-il-solito-rituale-ed-elenco-di-cose-note-di-carmine-dipietrangelo\/","title":{"rendered":"Il patto per lo sviluppo non sia il solito rituale ed elenco di cose note. Di Carmine Dipietrangelo"},"content":{"rendered":"<p>Ad un patto per lo sviluppo del territorio tutti sono interessati. I partecipanti sono chiamati non solo a chiedere ma anche a dare rifuggendo da rituali per evitare che il \u201ctavolo\u201d resti privo di gambe.<\/p>\n<p>Siamo in una situazione che richiede coraggio, innovazione, rotture con il passato e anche una messa in discussione di se stessi e di ognuno che ha responsabilit\u00e0 e funzioni di rappresentanza. La crisi economica, occupazionale e sociale \u00e8 profonda. Non \u00e8 pi\u00f9 tempo per convegni e di partecipazione fine a se stessa.<\/p>\n<p>Diceva J.F. Kennedy: \u201cNon chiederti cosa il tuo paese pu\u00f2 fare per te, chiediti cosa puoi fare tu per il tuo paese\u201d.<\/p>\n<p>Questo vale per ogni cittadino ma nel caso del patto per lo sviluppo \u00e8 utile che lo tenga presente ogni attore coinvolto e interessato, istituzionale, politico, sindacale, associativo che sia. Al tavolo bisognerebbe partecipare portando proposte concrete e disponibilit\u00e0 a prendere impegni che possano trasformarsi in progetti che diano il senso di una fase nuova, di una svolta. Governo nazionale, Regione Puglia, istituzioni locali, grandi gruppi, imprese del territorio devono rispondere al \u201dchi fa e che cosa\u201d con coerenza e incisivit\u00e0.<br \/>\nRivendicare \u00e8 giusto cos\u00ec come chiedere o come si dice \u201cattivare un tavolo\u201d \u00e8 necessario, a condizione per\u00f2 che ogni soggetto coinvolto sappia fornire indicazioni senza rimanere nel vago di esigenze scontate(pi\u00f9 occupazione, pi\u00f9 sviluppo) e soprattutto senza diventare portavoce di scelte compiute altrove e confezionate in un vecchia logica di investimenti pur che siano e in grado solo di rialimentare una politica di commesse.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In questi giorni, dopo l\u2019incontro tra associazioni imprenditoriali e sindacali, si sono cimentati in molti a suggerire idee alcune delle quali anche un po\u2019 stantie. Comunque un fatto positivo.<br \/>\nUn po\u2019 di chiarezza e di determinazione, per\u00f2, \u00e8 richiesta perch\u00e9 si possa definire un insieme di proposte tali da dar vita ad una vertenza Brindisi su cui organizzare, se necessaria, penso, una mobilitazione sociale e popolare consapevole, convinta e partecipata.<br \/>\nInnanzitutto il tavolo, la vertenza riguarda la citt\u00e0 di Brindisi o l\u2019intero territorio provinciale?<br \/>\nInoltre, \u00e8 il tavolo per il tradizionale apparato industriale o l\u2019occasione per ripensare, definire i connotati di uno sviluppo pi\u00f9 sostenibile, capace di valorizzare tutte le potenzialit\u00e0, compreso il saper fare di un territorio che ha conosciuto negli anni, nel bene e nel male, i vantaggi, le suggestioni e i danni di un modello ormai consumato e superato?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u00c8 giusto quindi partire con i piedi per terra, fare i conti con la realt\u00e0 (quella vera), ma bisogna sapere dove si vuole andare. E la realt\u00e0 non \u00e8 solo quella della citt\u00e0 di Brindisi e non \u00e8 solo l\u2019industria.<br \/>\nLa presenza di importanti imprese industriali e di produzione, nazionali e multinazionali, \u00e8 stato certamente un importante fattore per lo sviluppo non solo della citt\u00e0 ma di un territorio molto pi\u00f9 ampio.<br \/>\nDel contributo ad uno nuovo sviluppo di questi gruppi non si pu\u00f2 e non si deve fare a meno, anzi vanno richiamati alle loro responsabilit\u00e0 verso un territorio che a loro ha dato tanto. Andrebbero impegnati con proposte per una politica di investimenti per le bonifiche necessarie, per ambietalizzare i processi produttivi, per nuove produzioni che possano sostituire quelle ormai obsolete o in fase di superamento(da quelle petrolchimiche a quelle energetiche da fossili e comprese anche quelle che sono diventate residuali e a scorso contenuto tecnologico dello stesso settore aeronautico).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Pur essendo allora convinto che non si pu\u00f2 assolutamente rinunciare ad uno sviluppo industriale soprattutto in una realt\u00e0 come la nostra, ricca di vecchie presenze e di professionalit\u00e0, mi chiedo, da tempo, se allo sviluppo dei nostri territori possano dare un contributo altri settori che meriterebbero per\u00f2 la stessa attenzione e conoscenza come quella riservate ad un apparato industriale sempre pi\u00f9 in difficolt\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>A venire incontro alle mie vecchie e nuove convinzioni sono di aiuto alcuni dati statistici sulla struttura economica della nostra provincia comprensivi di quelli della citt\u00e0.<br \/>\nL\u2019economia provinciale \u00e8 caratterizzata dalla prevalenza di \u201cAltri servizi\u201d all\u2019interno dei quali stanno il settore della pubblica amministrazione, il settore delle professioni, dei servizi di produzione, del trasporto e del credito e che costituiscono quasi il 52% del valore aggiunto totale.<br \/>\nNello stesso periodo il valore aggiunto industriale della provincia si attesta attorno al 17% contro una media regionale che non raggiunge il 13%. Dieci anni fa il peso dell\u2019industria in provincia sfiorava il 19%. Ha perso come si evince il 2% mentre nello stesso periodo il peso dell\u2019agricoltura sul valore aggiunto totale \u00e8 passato da un 3,9% a quasi il 7%, pari a quasi tre volte il dato medio nazionale.<br \/>\nFatto 100 il valore aggiunto della provincia nel 2006, il settore che ha registrato i tassi di crescita maggiori in questi anni \u00e8 quello agricolo che \u00e8 cresciuto del 62,4%. Sono dati che dovrebbero aiutare a comprendere le tendenze economiche del territorio.<br \/>\nE per comprendere ancora meglio la struttura economica della nostra provincia possono essere utili questi altri dati.<br \/>\nNel 2017 le imprese agricole in provincia di Brindisi erano 7.391, quelle industriali 2.300, quelle del commercio 9.737, quelle classificate come altri servizi 8.085. Dei circa 120.000 occupati, 48.000 erano sempre nel 2017 quelli occupati in \u201caltri servizi\u201d, 31.000 quelli occupati nel commercio, trasporti, attivit\u00e0 turistiche e ricettive, 20.000 nell\u2019industria, 13.000 in agricoltura, 9.000 (in calo continuo) nel settore delle costruzioni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Un patto per lo sviluppo allora deve fare i conti con questi dati e non pu\u00f2 prescindere dal contributo che anche il settore agricolo pu\u00f2 e deve dare.<br \/>\n\u00c8 l\u2019unico settore in crescita e che, malgrado le difficolt\u00e0, ha ancora enormi potenzialit\u00e0 essendo il settore che interagisce pi\u00f9 di ogni altro con altri settori e pu\u00f2 caratterizzare, non solo dal punto di vista produttivo, l\u2019intero territorio.<br \/>\nInfatti agricoltura \u00e8 anche territorio, paesaggio, turismo. \u00c8 parte di una possibile economia circolare e orizzontale.<br \/>\nUna politica lungimirante per lo sviluppo deve tener presente allora il settore agricolo di questo nostro territorio, le sue campagne. Bisognerebbe ricostruire la stessa tensione, le stesse attenzioni rivolte ad altri settori superando disattenzioni e sottovalutazioni. Non \u00e8 un settore residuale e vecchio, anzi i dati richiamati dimostrano che \u00e8 in crescita.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Negli ultimi anni ci sono stati, e tuttora ci sono, investimenti importanti nella vitivinicoltura, nelle orticolture, oltrech\u00e9 nella olivicoltura anche se quest\u2019ultima oggi deve fare i conti con la xilella.<br \/>\nInvestimenti che stanno riqualificando gli aspetti, i paesaggi della stessa campagna che circondano le nostre citt\u00e0 compresa anche quella di Brindisi.<br \/>\nSi sta facendo avanti una agricoltura moderna, attrattiva di innovazioni, di completamento di filiere e che pu\u00f2 determinare una valorizzazione e una enorme potenzialit\u00e0 turistica.<\/p>\n<p>Paesaggio agricolo, storia, produzioni agricole e loro trasformazione, siti, masserie che circondano la stessa citt\u00e0 di Brindisi non hanno niente da invidiare a quelle del Salento o della valle d\u2019itria a condizione che vengano valorizzati e che vengano bloccate ulteriori aggressioni come quelle determinate dai campi fotovoltaici che sembrano invece ulteriormente riproporsi.<\/p>\n<p>Ci vorrebbe una nuova cultura amministrativa e forse anche urbanistica che senza stravolgimenti paesaggistici fosse in grado di determinare un nuovo rapporto tra citt\u00e0 e campagna. Andrebbero definite, per esempio, procedure e incentivazioni utili per costruire o ristrutturare insediamenti di campagna dove un\u2019accoglienza di qualit\u00e0 potrebbe attrarre un turismo che sempre pi\u00f9 va alla ricerca di paesaggio agricolo e di produzioni tipiche locali. Penso non solo all\u2019agriturismo ma anche alle potenzialit\u00e0 che l\u2019enoturismo e la enogastronomia possono avere nel nostro territorio con quel rapporto tra campagna, citt\u00e0 e mare, che difficilmente si pu\u00f2 trovare in altre parti della Puglia. Il ruolo dell\u2019agricoltura pu\u00f2, allora risultare utile per ripensare e costruire uno sviluppo pi\u00f9 armonico e pi\u00f9 sostenibile che non si contrappone ad altri settori ma pu\u00f2 fare da mitigazione o da integrazione alle tante e altre potenzialit\u00e0 del territorio comprese quelle di una industria meno impattante.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>Carmine Dipietrangelo<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong>Presidente Left Brindisi<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ad un patto per lo sviluppo del territorio tutti sono interessati. I partecipanti sono chiamati non solo a chiedere ma anche a dare rifuggendo da rituali per evitare che il \u201ctavolo\u201d resti privo di gambe. Siamo in una situazione che richiede coraggio, innovazione, rotture con il passato e anche una messa in discussione di se stessi e di ognuno che ha responsabilit\u00e0 e funzioni di rappresentanza. La crisi economica, occupazionale e sociale \u00e8 profonda. Non \u00e8 pi\u00f9 tempo per convegni e di partecipazione fine a se stessa. Diceva J.F. Kennedy: \u201cNon chiederti cosa il tuo paese pu\u00f2 fare per te, chiediti cosa puoi fare tu per il tuo paese\u201d. Questo vale per ogni cittadino ma nel caso del patto per lo sviluppo \u00e8 utile che lo tenga presente ogni attore coinvolto e interessato, istituzionale, politico, sindacale, associativo che sia. Al tavolo bisognerebbe partecipare portando proposte concrete e disponibilit\u00e0 a prendere impegni che possano trasformarsi in progetti che diano il senso di una fase nuova, di una svolta. 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