{"id":156012,"date":"2019-06-01T23:47:03","date_gmt":"2019-06-01T21:47:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brundisium.net\/?p=156012"},"modified":"2019-06-01T23:47:03","modified_gmt":"2019-06-01T21:47:03","slug":"associazioni-polo-energetico-di-brindisi-una-storia-infinita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/associazioni-polo-energetico-di-brindisi-una-storia-infinita\/","title":{"rendered":"Associazioni: &#8220;polo energetico di Brindisi, una storia infinita&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><em>Di seguito riportiamo integralmente una lettera aperta sottoscritta da Centro Turistico Giovanile, Forum Ambiente Salute e Sviluppo, Friday for Future Brindisi, Italia Nostra, Legambiente, No al Carbone, Salute Pubblica, WWF ed inviata al Ministro dell\u2019Ambiente, al Presidente della Regione Puglia, al Sindaco di Brindisi, ai Parlamentari e ai Consiglieri Regionali eletti a Brindisi ed agli organi di informazione<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>POLO ENERGETICO DI BRINDISI: UNA STORIA INFINITA<br \/>\nSorprende che qualcuno definisca \u201cgreen\u201d le proposte di A2A ed Enel per le centrali termoelettriche Brindisi nord e Brindisi sud. A2A ha contestato la prescrizione di effettuare la bonifica delle acque di falda sotto lo stabilimento e ha chiesto la verifica di assoggettabilit\u00e0 alla V.I.A. per realizzare otto motori endotermici (potenza nominale 150 Mw) alimentati a metano, da attivare per coprire la domanda di punta in rete.<br \/>\n\u00c8 appena il caso di sottolineare che la Regione Puglia nel 2017 ha prodotto 33.153,3 Gwh lordi e 31.569,7 Gwh netti, a fronte di un consumo regionale di 17.017,6 Gwh. I dati dimostrano quanto assurda e strumentale sia la motivazione di coprire la domanda di punta poich\u00e9 i carichi, e quindi i picchi di consumo, sono ben lontani da una Regione che esporta circa la met\u00e0 della sua produzione.<br \/>\nEnel ha presentato l&#8217;intenzione di realizzare una centrale a turbogas alimentata a metano che dovrebbe entrare in funzione alla fine dell&#8217;esercizio dell&#8217;alimentazione a carbone. Queste conversioni interessano oltre la centrale di Brindisi, quelle di Civitavecchia, La Spezia e Fusina.<br \/>\nNel caso della proposta di A2A, va precisato che \u00e8 improprio parlare di riconversione in quanto si tratterebbe di costruire una nuova centrale. Una scelta che comporterebbe, considerando la vita media di una centrale termoelettrica, il mantenimento in esercizio del nuovo impianto fino al 2045 condannando il nostro territorio a subire per lunghi anni la combustione di fossili, qual \u00e8 il metano, fortemente climalteranti e ad alto impatto ambientale.<br \/>\nIn una regione che oggi esporta (giova ripeterlo) il 50% della sua produzione elettrica ed in un territorio che ancora paga i gravi danni dovuti a impianti industriali ed elettrici \u00e8 incredibile che si propongano impianti termoelettrici alimentati a metano mentre nel contempo in Italia si chiudono 11.000 Mw con alimentazione similare. La centrale termoelettrica Enel di Cerano vede ridursi fino quasi ad un quarto l&#8217;esercizio dei 2.640 Mw installati a causa della contrazione della domanda e della produzione da fonti rinnovabili, che permangono nonostante il taglio degli incentivi. Per altro \u00e8<br \/>\nbene ricordare che nel petrolchimico sono attivi 1.170 Mw di Enipower alimentati a metano e che la provincia di Brindisi \u00e8 quella con una presenza di fonti rinnovabili maggiore in Puglia, Regione ai vertici in Italia, ci\u00f2 che rafforza la richiesta di una produzione diffusa in Italia in rapporto ai dati effettivi di domanda e consumo.<br \/>\n\u00c8 significativo che il Sindaco di Civitavecchia in merito alla riconversione della centrale di quell\u2019area abbia affermato che il nuovo impianto: \u201cnon sistema la situazione ambientale, non risolve i problemi lavorativi diretti e di indotto\u201d aggiungendo che \u201cil gas \u00e8 fortemente inquinante\u201d.<br \/>\nLe nostre Associazioni si opporranno alla riproposizione di vecchie logiche aziendaliste, alla strumentalizzazione del ricatto occupazionale ed a scelte che vanno in senso contrario rispetto all&#8217;uscita dalla combustione dei fossili. Vogliamo ricordare che la centrale di Brindisi nord A2A (ex Enel, ex Edipower) doveva essere chiusa e dismessa, dopo la riconversione a gas, il 31 dicembre 2004 e che \u00e8 rimasta inattiva dal 2012.<br \/>\nA nostro avviso, per la centrale di Brindisi nord occorre pretendere lo smantellamento dei gruppi 1 e 2 di tale impianto nonch\u00e9 di quelli 3 e 4 dismessi nel 2012 con la conseguente bonifica di tutte le matrici ambientali, ivi incluse le acque di falde. In merito alla centrale Brindisi sud \u00e8 necessario opporsi in tutte le competenti sedi a quella che viene impropriamente definita soluzione transitoria: il turbogas perpetuerebbe la combustione di fossili e il conseguente inquinamento fino al 2040\/45.<br \/>\nL&#8217;alternativa esiste ed \u00e8 individuabile nella bonifica e nella riqualificazione del territorio di cui Enel deve farsi carico, negli impianti da fonti rinnovabili concentrati nei 270 ettari di propriet\u00e0 Enel, nel solare diffuso e nella riconversione economica che anche recentemente \u00e8 stata presentata con il coinvolgimento delle scuole della citt\u00e0. Misure queste in linea con gli interessi generali che garantirebbero un&#8217;occupazione ad alto valore aggiunto di rilevanti dimensioni nell\u2019interesse generale del nostro territorio.<br \/>\nNel rammentare che il DPP (Documento Programmatico Preliminare del Comune di Brindisi) per il PUG in vigore destina l\u2019area A2A alla retroportualit\u00e0 (scelta assai giusto che escludiamo sia in discussione), chiediamo all\u2019Amministrazione comunale di Brindisi di far conoscere su questi scottanti problemi le sue determinazioni confidando che esse si facciano carico delle nostre preoccupazioni e delle nostre attese che crediamo siano in linea con quelle della nostra comunit\u00e0, interessi che la storia di questi decenni ha dimostrato che certamente non corrisponde a quelli delle societ\u00e0 elettriche.<br \/>\nSi chiede, in primo luogo al Sindaco, se si intende cambiare tale destinazione, e se \u00e8 intendimento presentare al Ministero dell\u2019Ambiente le osservazioni sul progetto della societ\u00e0 A2A e, in seguito, sul progetto dell\u2019Enel.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di seguito riportiamo integralmente una lettera aperta sottoscritta da Centro Turistico Giovanile, Forum Ambiente Salute e Sviluppo, Friday for Future Brindisi, Italia Nostra, Legambiente, No al Carbone, Salute Pubblica, WWF ed inviata al Ministro dell\u2019Ambiente, al Presidente della Regione Puglia, al Sindaco di Brindisi, ai Parlamentari e ai Consiglieri Regionali eletti a Brindisi ed agli organi di informazione &nbsp; POLO ENERGETICO DI BRINDISI: UNA STORIA INFINITA Sorprende che qualcuno definisca \u201cgreen\u201d le proposte di A2A ed Enel per le centrali termoelettriche Brindisi nord e Brindisi sud. 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