{"id":160449,"date":"2019-09-04T17:05:07","date_gmt":"2019-09-04T15:05:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brundisium.net\/?p=160449"},"modified":"2019-09-06T17:10:29","modified_gmt":"2019-09-06T15:10:29","slug":"cis-macchia-cgil-sperimentare-una-modalita-di-permanente-concertazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/cis-macchia-cgil-sperimentare-una-modalita-di-permanente-concertazione\/","title":{"rendered":"CIS, Macchia (CGIL): &#8220;sperimentare una modalit\u00e0 di permanente concertazione&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>Nell\u2019ambito della strategia dei Contratti Istituzionali di Sviluppo e, quindi, anche di quello per Brindisi, riteniamo fondamentale coniugare in modo del tutto diverso dal passato nuove politiche di rigenerazione urbana e rilettura dei luoghi in cui si svolge la vita dei singoli cittadini, anche dal punto di vista ecologico e paesaggistico, e portando avanti, altres\u00ec, l\u2019asse delle infrastrutture produttive. In quest\u2019ottica, l\u2019attuale fase di decarbonizzazione e sostenibilit\u00e0 ambientale deve assumere centralit\u00e0 la Cittadella della Ricerca con il supporto delle Universit\u00e0 Pugliesi, cos\u00ec come occorre necessariamente rilanciare il Laboratorio Chimico Ambientale di ENEL che ricopre un ruolo strategico per gli aspetti ambientali e per la transizione energetica verso le rinnovabili innovative. Importante \u00e8 il recupero non solo del previsto carbonile per la logistica portuale, ma anche delle aree gi\u00e0 dismesse tra cui l\u2019impianto ex Veolia e l\u2019attigua discarica di propriet\u00e0 del Comune e dell\u2019ASI di Brindisi.<\/p>\n<p>Le esperienze del passato, dettate da logiche asfittiche tese al massimo consumo del suolo ed alla cancellazione dei valori storici e culturali di una citt\u00e0 o di un territorio, dovrebbero insegnarci che non pu\u00f2 esistere competitivit\u00e0 del sistema produttivo senza una rete di infrastrutture adeguate, innovazione e accrescimento culturale, quindi, senza la capacit\u00e0 di attrarre lavoro e indotto da parte dei contesti in cui si vive.<\/p>\n<p>Questo significa che i luoghi devono potere essere in grado di esprimere un\u2019elevata qualit\u00e0 di vita, in termini di residenza, ambiente, sistemi di mobilit\u00e0, offerta di servizi sociali e culturali.<\/p>\n<p>La citt\u00e0 e i territori vanno considerati come organismi complessi e stratificati, al cui interno assumono un rilievo maggiore le parti storiche o consolidate, anche per il loro valore sociale, culturale ed economico e per le capacit\u00e0 relazionali con il resto della citt\u00e0.<br \/>\nE questi spazi, questi luoghi, questi manufatti (pubblici o privati che siano) che compongono un organismo urbano o territoriale incidono sulla vita di ognuno di noi e contribuiscono al nostro benessere, sono beni comuni, come lo sono tutti quelli immateriali, a cui si guarda con sempre maggiore attenzione, che hanno concorso alla formazione di una cultura di comunit\u00e0.<\/p>\n<p>Per affrontare con coerenza le trasformazioni in atto ed ancor pi\u00f9 quelle che si stanno delineando sar\u00e0 necessario rivedere strumenti, linguaggi, atteggiamenti, procedure (anche fiscali e finanziarie) connesse all\u2019uso ed alla tutela delle nostre citt\u00e0, a partire da quelli della programmazione economica e del governo del territorio.<\/p>\n<p>La prospettiva di un parco progetti esteso nell\u2019ambito del contratto istituzionale di sviluppo per Brindisi, al di l\u00e0 della indubbia soddisfazione per tutte le opportunit\u00e0 che si possono mettere in campo per invertire una tendenza, dal degrado e la recessione economica di questi anni ad un modello di sviluppo socio-economico diverso, pone l\u2019esigenza di un confronto aperto e costruttivo che veda coinvolti tutti i soggetti interessati, che sappia traguardare il momento ed il particolare.<\/p>\n<p>Per prima cosa devono essere cancellati logiche e prassi, linguaggi e interessi del passato, proprio perch\u00e8 se alla base di questo processo ci sono i progetti di un\u2019idea diversa di citt\u00e0 e la rigenerazione urbana, questo significa che la partecipazione attiva ed effettiva deve essere elemento basilare di questa nuova fase, non quella di routine e asfittica, ma quella che sappia tenere conto di idee e contributi che possono venire per costruire un risultato qualitativamente migliore.<\/p>\n<p>Non \u00e8 indifferente rispetto alla ricerca di questa qualit\u00e0 lo scegliere procedure di affidamento delle progettualit\u00e0 possibili attraverso procedure aperte, attraverso lo strumento dei concorsi, perch\u00e9 \u00e8 evidente che solo da questo pu\u00f2 giungere un risultato qualitativamente migliore e si consegue l\u2019obiettivo, che non \u00e8 sovrastrutturale, di allargare il senso identitario e di appartenenza.<\/p>\n<p>Deve essere, poi, altrettanto chiaro che non si tratta di mettere insieme semplicemente per sommatoria questi progetti, ma che tutto deve concorrere ad un\u2019idea di citt\u00e0, ad una strategia e ad una programmazione unitaria, come non \u00e8 avvenuto sino ad ora e in questi anni. Rigenerazione non \u00e8 solo arredo urbano di una piazza o illuminazione di un\u2019area, \u00e8 pensare complessivamente ai luoghi, a chi ci abita, ai rapporti fra le parti, alla realt\u00e0 sociale, ai beni immateriali di cui parlavamo prima. Naturalmente \u00e8 anche guardare ed affidarsi a procedure semplificate, che non tralascino, per\u00f2, o mortifichino i concetti fondamentali della sostenibilit\u00e0 urbana e della qualit\u00e0 dell\u2019esistente.<\/p>\n<p>Concordiamo che in questi nuovi processi, proprio perch\u00e9 la citt\u00e0 \u00e8 un corpo unico, con le sue specificit\u00e0 e con le sue problematiche, le attenzioni si debbano rivolgere alle periferie, al centro storico ed al sistema costiero, cardini di un nuovo modello di sviluppo che deve differenziarsi da quello che questa citt\u00e0 e questi territori hanno conosciuto a partire dagli anni \u201960.<br \/>\nNella riunione svoltasi nelle scorse settimane presso il Palazzo di Citt\u00e0 abbiamo positivamente appreso che su questi temi e su questi ambiti si sta concentrando il lavoro degli uffici e dei tecnici interessati, ma ci auguriamo che, sia pure all\u2019interno di un tracciato reso accidentato dai tempi ristretti e dalle difficolt\u00e0 anticipate, si sappia favorire ulteriori e proficui momenti di confronto.<br \/>\nIn questi tre ambiti vi sono elementi comuni su cui intervenire quali le pavimentazioni, le illuminazioni, il verde, i parcheggi, la sicurezza, ma ve ne sono altri che sono propri dei diversi luoghi e vanno attentamente preservati e qualificati.<\/p>\n<p>Centro storico (per il quale vanno studiate forme specifiche di tutela, anche in considerazione dei siti archeologici individuati e mai resi fruibili) come quartieri storicizzati, quali Cappuccini o Casale, non possono essere pi\u00f9 oggetto di trasformazioni sconsiderate, di nuove cementificazioni. Le periferie devono essere dotate di servizi che possono essere allocate all\u2019interno di strutture esistenti o dismesse e collegate agli altri quartieri attraverso circolari del mare, miglioramento del trasporto pubblico, utilizzo della rete ferroviaria quale metropolitana di superficie, mobilit\u00e0 ciclabile. Le coste, che in questo processo, diventano i luoghi in cui concentrare e far partire tutte le ipotesi per un diverso modello di sviluppo, senza pensare a nuove concentrazioni edilizie, devono vedere interventi di recupero delle torri costiere, delle casematte e delle batterie, dei beni recuperati con il federalismo demaniale, dei litorali e delle oasi. Immaginiamo ad un intervento complessivo e coerente che sappia censire, tutelare e valorizzare queste realt\u00e0, oggi segno di colpevole degrado, a fronte di un indiscusso valore storico-architettonico.<\/p>\n<p>Condividiamo, proprio per quello che si \u00e8 detto in premessa, che tutta questa rilettura urbana, non pi\u00f9 per interventi spot ed eterodiretti, debbano trovare un quadro di sintesi, di regole e di tempistiche all\u2019interno del nuovo Documento di programmazione preliminare al piano urbanistico generale (Pug), che, ci si augura, parta da quello approvato nel 2011 e che conteneva gli spunti e gli elementi richiamati. Anche su questo si attende l\u2019avvio di una serie di incontri con la citt\u00e0, come sulle ipotesi di recupero e riuso di alcuni beni che, inevitabilmente, in questo processo di rigenerazione urbana, per le nuove possibilit\u00e0 socio-culturali e turistiche, focalizzano interessi specifici: ex Accademia Marinara, Castello Aragonese e Castello Svevo, ex Capannone Montecatini, stabilimenti vinicoli, aree militari ed industriali dimesse, ex Conventi di San Benedetto, di San Paolo l\u2019Eremita, del Cristo dei Domenicani.<\/p>\n<p>Ci sembra, infine, interessante, che, attorno a questo contratto, si possa sperimentare una modalit\u00e0 di permanente concertazione fra Brindisi, Lecce ed il territorio salentino, per invertire una tendenza che ha visto sempre soccombere quest\u2019 area a favore di un altro territorio. Esempio ne sono le sorti del porto e quelle, non sempre, virtuose, dell\u2019aeroporto non a caso concepito come del Salento.<br \/>\nL\u2019ideazione dello Shuttle secondo le precedenti soluzioni era un classico esempio di come non si volesse ragionare in termini di territorio unico ed ampio, nel quale porto ed aeroporto di Brindisi diventano, appunto, il modo pi\u00f9 naturale per collegare e rendere pi\u00f9 attrattiva l\u2019intera penisola salentina, utilizzando e potenziando il trasporto su binari.<\/p>\n<p>Anche su questo si potr\u00e0 verificare il successo del contratto istituzionale di sviluppo, sperimentando nuove prassi di concertazione e confronto politico-amministrativo, coinvolgendo associazioni, sindacati, ordini professionali, enti di categoria, la pubblica opinione tutta.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>COMUNICATO STAMPA CGIL A FIRMA DEL<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong> Segretario Generale Antonio Macchia<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nell\u2019ambito della strategia dei Contratti Istituzionali di Sviluppo e, quindi, anche di quello per Brindisi, riteniamo fondamentale coniugare in modo del tutto diverso dal passato nuove politiche di rigenerazione urbana e rilettura dei luoghi in cui si svolge la vita dei singoli cittadini, anche dal punto di vista ecologico e paesaggistico, e portando avanti, altres\u00ec, l\u2019asse delle infrastrutture produttive. 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