{"id":162668,"date":"2019-10-18T17:27:15","date_gmt":"2019-10-18T15:27:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brundisium.net\/?p=162668"},"modified":"2019-10-29T15:11:45","modified_gmt":"2019-10-29T14:11:45","slug":"da-grande-voglio-fare-il-medico-di-guido-giampietro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/da-grande-voglio-fare-il-medico-di-guido-giampietro\/","title":{"rendered":"Da grande voglio fare il medico. Di Guido Giampietro"},"content":{"rendered":"<p>Lo ripetevo come un mantra. Perch\u00e9? Perch\u00e9 avevo visto morire il nonno che viveva insieme a noi e perch\u00e9 si sa che ai bambini \u00e8 difficile spiegare cos&#8217;\u00e8 la morte. E poi c\u2019era l\u2019esempio di quel medico che veniva a visitarci a casa e che sempre guariva l\u2019ammalato di turno. Ma allora perch\u00e9 non l\u2019aveva fatto con il nonno?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Da qui la decisione: \u00ab<em>Da grande far\u00f2 il medico<\/em>\u00bb. \u00ab<em>No, <\/em>\u2013 rintuzzava mia madre \u2013<em> ma se tu hai paura persino di una goccia di sangue\u2026 No, da grande farai il notaio<\/em>\u00bb. Cos\u00ec, mentre pi\u00f9 rare diventavano quelle discussioni tra un avvenire da medico o da notaio, nel frattempo divenni grande.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/amicus-e-medicus.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-162671\" src=\"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/amicus-e-medicus-300x209.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"209\" srcset=\"https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/amicus-e-medicus-300x209.jpg 300w, https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/amicus-e-medicus.jpg 320w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Frequentavo il V Ginnasio e un giorno l\u2019insegnante di latino ci fece tradurre un brano di Seneca, \u201c<em>Medicus amicus<\/em>\u201d, tratto dal \u201c<em>De Beneficiis<\/em>. In parole pi\u00f9 auliche quel pensiero, esposto da un grande letterato vissuto nell\u2019antica Roma a cavallo del I secolo d.C., rifletteva il mio di tanti anni prima:<\/p>\n<p>\u00ab<em>Per quale motivo <\/em>&#8211; scriveva Seneca &#8211; <em>devo al medico qualcosa di pi\u00f9 e pur pagandolo non mi libero dall\u2019obbligo verso di lui?\u00a0 Perch\u00e9 da medico si trasforma in amico e ci vincola non con la prestazione, che vende, ma con la benevola e familiare disposizione d\u2019animo\u2026? Il medico si \u00e8 dato pensiero per me pi\u00f9 di quanto fosse necessaria alla sua attivit\u00e0; ha temuto per me non per la fama della sua professione; non si \u00e8 limitato a indicarmi i rimedi, me li ha applicati; si \u00e8 seduto al mio capezzale tra quanti erano in ansia per me; \u00e8 accorso nei momenti critici; ha ascoltato non senza timore i miei gemiti; nella folla che lo invocava sono stato la sua prima preoccupazione; gli sono obbligato non come a un medico, ma come ad un amico<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ma non \u00e8 tutto. Quella riflessione dette la stura ad altri ricordi che lentamente venivano a galla. Tra questi, prepotentemente, la figura del nostro medico di famiglia che ci cur\u00f2 fino alla met\u00e0 degli anni Sessanta.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In quel tempo il mio fisico, gracilino, presentava una debolezza: la cronica infiammazione delle \u00a0tonsille. Proprio quelle che negli Stati Uniti tagliavano a pi\u00f9 non posso affermando che non servivano a nulla, che era il retaggio di un organo che nei millenni si era evoluto diventando non solo inutile ma addirittura pericoloso, se infetto, per gli stessi reni. Tagliare, dunque. Di parere contrario era invece il nostro medico di famiglia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/medico_ambulatorio1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-5446 alignright\" src=\"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/medico_ambulatorio1-300x199.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"199\" srcset=\"https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/medico_ambulatorio1-300x199.jpg 300w, https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/medico_ambulatorio1-1024x682.jpg 1024w, https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/medico_ambulatorio1.jpg 1280w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>E come dargli torto? Solo a vederlo apparire infondeva coraggio e sicurezza. A cominciare dal comportamento esteriore, assolutamente impeccabile. Credo unico tra tutti i medici brindisini si faceva accompagnare alle case dei pazienti in automobile. Non certo per aumentare di credibilit\u00e0 nei confronti della clientela (non ne aveva bisogno), ma per dare una chance di lavoro in pi\u00f9 ad un autista che aveva problemi a sbarcare il lunario.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il suo arrivo, sempre in ore serali, dopo la chiusura dell\u2019ambulatorio, si faceva precedere da un profumo discreto ma persistente che saliva su per le scale di un secondo piano alto quanto un terzo. Un profumo che faceva bene all\u2019anima di cui temevo una prematura e ingiusta dipartita.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Impeccabile nella sua grisaglia avanzava nella stanza senza degnarmi di uno sguardo. Parlava con i miei di argomenti che nulla avevano a che fare con la mia malattia e del tempo che, fuori, si metteva al peggio. Poi, alzatosi lentamente, si avvicinava al mio letto di sofferenza. E, in silenzio, iniziava a tastare e ad auscultare con metodicit\u00e0, senza tralasciare un centimetro quadrato del mio corpo. Posava l\u2019orecchio dappertutto e, di tanto in tanto, rimaneva fermo come un cane da punta. L\u2019ultimo controllo, fatto con un cucchiaio tesogli da mia madre, era riservato alla lingua, immancabilmente \u201ccarica\u201d e alle incriminate tonsille.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019operazione successiva era dedicata all\u2019abluzione delle mani, anch\u2019essa snervantemente accurata come se, un momento prima, avesse avuto a che fare con un lebbroso. A quel tempo ancora erano da venire i bagni come l\u2019intendiamo oggi e si sopperiva (ma senza alcuna vergogna) alla mancanza di un lavabo con una bacinella d\u2019acqua all\u2019uopo predisposta in un cantuccio della camera, con una saponetta Palmolive sempre nuova di zecca e un virgineo asciugamano di\u00a0 lino che mia madre conservava nella cassa del corredo solo per quel bisogno.<\/p>\n<p>E mentre io giacevo nel letto di sofferenze, ignaro della mia sorte, i \u201dgrandi\u201d parlavano. Pi\u00f9 precisamente era quel distinto signore che recuperava il tempo perduto. Sorseggiando una tazzina di caff\u00e8, parlava preferibilmente della guerra alla quale, da capitano medico, aveva partecipato sul fronte greco-albanese. Sovente finiva per ripetersi, ma era sempre bello riascoltare quello che aveva ricordato le volte precedenti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Finalmente mi rivolgeva la parola, ma senza fare alcun accenno alla malattia. S\u2019informava dei miei progressi scolastici e faceva paragoni con quello che aveva studiato lui. Riportava citazioni, riesumava aoristi e verbi irregolari, spiegava come ogni termine scientifico della sua professione derivasse etimologicamente da una parola greca. E io gongolavo per quella discussione tutta e solo dedicata a me. Poi, dopo aver spiegato ancora una volta ai miei le modalit\u00e0 per l\u2019assunzione dei medicinali, col solito sorriso e quel timbro di voce rauca eppure piacevolissima, andava a svegliare l\u2019autista che nel frattempo, per tutta la durata della visita, si era appisolato con la testa appoggiata sul volante.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Questo era il medico di famiglia ai tempi che Berta filava. Un medico che, come ha osservato il leghista Giancarlo Giorgetti, non esiste pi\u00f9: \u00ab<em>\u00c8 vero, mancheranno 45.000 medici di base nei prossimi cinque anni. Ma chi va pi\u00f9 dal medico di base? (\u2026). Quelli che hanno meno di cinquant\u2019anni vanno su Internet, cercano lo specialista. Tutto questo mondo qui, quello del medico di cui ci si fidava anche\u2026 \u00e8 finita anche quella roba l\u00ec<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/medicina-lavoro.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-66946\" src=\"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/medicina-lavoro-300x229.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"229\" srcset=\"https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/medicina-lavoro-300x229.jpg 300w, https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/medicina-lavoro-768x586.jpg 768w, https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/medicina-lavoro.jpg 960w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>E invece i medici di base \u2013 in barba al brutto nome loro assegnato \u2013 sono utili, utilissimi, perch\u00e9 una diagnosi richiede studi, preparazione, intuizione, cautela. Chi prova a curarsi da solo servendosi della Rete va in cerca di guai.<\/p>\n<p>Una diagnosi non \u00e8 un gioco: richiede competenza ed esperienza. E il medico di famiglia \u00e8 in grado di selezionare le informazioni, collegarle, trarne una conclusione. In fondo \u00e8 il primo specialista.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 da dire che se oggigiorno \u00e8 caduto in ribasso la colpa non \u00e8 sua, ma dell\u2019organizzazione burocratizzata e politicizzata che ne disciplina (o dovrebbe disciplinarne) l\u2019operato. A cominciare dal numero esorbitante di pazienti che gli vengono assegnati e che, umanamente, \u00e8 impossibile seguire tutti e bene.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Un medico che viene a casa, ascolta, visita e consiglia quali esami fare e quali non fare, che evita inutili corse al Pronto Soccorso, che toglie dubbi e ansie, credo che venga rimpianto dagli italiani di una certa et\u00e0. E invece sulle lettighe che stazionano nei bugigattoli dei loro ambulatori vi sono faldoni strapieni delle circolari delle ASL e medicinali lasciati dagli informatori scientifici. Mai nessuno che, in questi anni, si sia steso su quei lettini per essere visitato!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La dimostrazione di questo \u201caffetto\u201d dei pazienti \u00e8 anche l\u2019offerta di regalini durante le festivit\u00e0 di fine anno. Non mi risulta che gli \u201cospedalieri\u201d godano di queste attenzioni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ma se non adempiono alla loro funzione primaria, che tipo di attivit\u00e0 si svolge in quegli angusti spazi? Si compilano ricette a getto continuo! Anzich\u00e9 sgravare il Pronto Soccorso dei casi da \u201ccodice bianco\u201d (quelli con nessuna nessuna urgenza), l\u00ec dentro si scrivono ricette. \u00c8 insomma un ricettificio! Non oso pensare a quello che deve passare per la mente di questi bravi professionisti. Una dignit\u00e0 messa sotto i piedi, una professionalit\u00e0 conseguita con grandi sacrifici ridicolizzata, o quasi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Eppure tanti giovani medici sognano ancora di fare questo lavoro e, per realizzarlo, vanno all\u2019estero. Siamo dei masochisti.<\/p>\n<p>E allora, ad iniziare dal nome, che si faccia un coraggioso passo indietro. E anche le finanze della Sanit\u00e0 ne trarranno un beneficio.<\/p>\n<p>Ancora un\u2019ultima cosa sul mio medico di famiglia. Si chiamava Antonelli. Dott. Amerigo Antonelli.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Guido Giampietro<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo ripetevo come un mantra. Perch\u00e9? Perch\u00e9 avevo visto morire il nonno che viveva insieme a noi e perch\u00e9 si sa che ai bambini \u00e8 difficile spiegare cos&#8217;\u00e8 la morte. E poi c\u2019era l\u2019esempio di quel medico che veniva a visitarci a casa e che sempre guariva l\u2019ammalato di turno. Ma allora perch\u00e9 non l\u2019aveva fatto con il nonno? &nbsp; Da qui la decisione: \u00abDa grande far\u00f2 il medico\u00bb. \u00abNo, \u2013 rintuzzava mia madre \u2013 ma se tu hai paura persino di una goccia di sangue\u2026 No, da grande farai il notaio\u00bb. Cos\u00ec, mentre pi\u00f9 rare diventavano quelle discussioni tra un avvenire da medico o da notaio, nel frattempo divenni grande. &nbsp; Frequentavo il V Ginnasio e un giorno l\u2019insegnante di latino ci fece tradurre un brano di Seneca, \u201cMedicus amicus\u201d, tratto dal \u201cDe Beneficiis. 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