{"id":162977,"date":"2019-10-23T16:58:46","date_gmt":"2019-10-23T14:58:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brundisium.net\/?p=162977"},"modified":"2019-10-23T22:06:32","modified_gmt":"2019-10-23T20:06:32","slug":"forum-ambiente-unassemblea-sui-problemi-di-brindisi-lidea-di-citta-ed-il-ruolo-dellattrattiva-industriale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/forum-ambiente-unassemblea-sui-problemi-di-brindisi-lidea-di-citta-ed-il-ruolo-dellattrattiva-industriale\/","title":{"rendered":"Forum Ambiente: &#8220;un&#8217;assemblea sui problemi di Brindisi, l&#8217;idea di citt\u00e0 ed il ruolo dell&#8217;attrattiva industriale&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>I progetti presentati per il Contratto Istituzionale di Sviluppo (CIS) dal Comune di Brindisi costituiscono certamente alcuni dei possibili sostegni allo sviluppo e le osservazioni critiche presentate dall\u2019associazionismo e dai diversi sindacati meritano la massima attenzione.<\/p>\n<p>Mentre appare chiaro che non manca la capacit\u00e0 progettuale, ci si chiede se per affrontare il declino sociale ed economico della citt\u00e0 sia pi\u00f9 importante il marketing territoriale con le politiche culturali, il sostegno alle imprese, lo sviluppo delle infrastrutture (in primis il porto), il miglioramento urbanistico, quello dei servizi pubblici oppure tutti questi insieme e ciascuno in quale misura. E quali siano i decisori politici responsabili di ogni area di intervento.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Prima ancora, per\u00f2, si tratta forse di esplicitare una \u201cidea di citt\u00e0\u201d che includa certamente la vita urbana quotidiana ma anche il ruolo che si intende svolgere nella economia mondiale che cambia.<\/p>\n<p>Quando 70 anni fa Brindisi fu scelta come sede di sviluppo industriale ci\u00f2 avvenne per la presenza del suo porto. Questa caratteristica potrebbe essere ancora vincente se si considera che il porto di Brindisi \u00e8 tra i porti europei uno di quelli pi\u00f9 vicini ai mercati emergenti. Una caratteristica che, insieme ad un decisivo contrasto alla criminalit\u00e0 organizzata e ad un sostanziale ammodernamento della burocrazia, potrebbe rappresentare ancora un elemento di reale attrazione imprenditoriale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il direttore di Confindustria Brindisi, dott. Angelo Guarini, ha di recente espresso il rammarico della sua organizzazione per la preferenza accordata dalla societ\u00e0 LyondellBasell allo stabilimento di Ferrara per la realizzazione di un impianto pilota per il riciclo molecolare della plastica e ha attribuito la mancata scelta di Brindisi alla scarsa attrattivit\u00e0 del nostro sito per mancanza di politiche locali incentivanti.<\/p>\n<p>Il direttore di Confindustria, inoltre, lamenta la mancanza nei progetti per il Contratto Istituzionale di Sviluppo (CIS) di un sostegno diretto alle imprese, come sarebbe avvenuto in altri contesti regionali, e la presenza solo di progetti per la creazione o il rafforzamento di infrastrutture.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La dichiarazione fornisce l\u2019occasione per osservare che il rammarico espresso, peraltro condivisibile, andrebbe ragionevolmente rivolto verso la societ\u00e0 interessata la quale ha chiarito, peraltro, come il motivo della scelta di Ferrara risieda nella presenza in quello stabilimento del suo centro di ricerca. La provincia di Ferrara \u00e8 poco pi\u00f9 piccola di quella di Brindisi in termini di abitanti: nella sua industria e nel terziario lavora il 21% dei residenti a fronte del 16% nella nostra area, nonostante l\u2019et\u00e0 media della popolazione sia pi\u00f9 elevata di quella brindisina.<br \/>\nCome Brindisi, anche Ferrara ha uno sbocco portuale con la possibilit\u00e0 di utilizzare il vicino porto di Ravenna. Dai dati Istat 2017 in entrambe queste province si rileva che il maggior numero di occupati si trova nel manifatturiero mentre a Brindisi lo stesso \u00e8 costituito dagli impiegati nel commercio. A Ravenna, inoltre, la percentuale di occupati nei trasporti \u00e8 del 6% contro il 4% di Brindisi. A ci\u00f2 si aggiunge il dato che nella sanit\u00e0 e nei servizi socio assistenziali a Brindisi lavora un operatore ogni 100 abitanti, 1,5 a Ferrara e 2 a Ravenna.<\/p>\n<p>Da questi confronti sembra emergere che la prevalenza delle attivit\u00e0 manifatturiere e una maggiore presenza di occupati nei trasporti ed in sanit\u00e0 costituiscano in sintesi le principali differenze tra le due realt\u00e0 economiche.<\/p>\n<p>Ci chiediamo allora se non sia ragionevole ipotizzare che possano essere state queste le ragioni di una preferenza di altri siti (in questa ed in altre circostanze) nelle decisioni localizzative di aziende che si siano trovate a vagliare la convenienza di investire a Brindisi anzich\u00e9 i paventati timori per l\u2019inquinamento ambientale tenendo sempre presente che gli investimenti per gli investimenti e che la crescita per la crescita, a tutti i livelli e quindi anche a quello locale, non sono sempre un valore e anzi possono diventare devastanti se non sono selettivi e cio\u00e8 capaci di promuovere giustizia sociale e tutelare l\u2019ambiente contro le tante aggressioni che di solito subisce.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019esperienza della prima industrializzazione del Sud dovrebbe aver insegnato che non \u00e8 sufficiente produrre, ma \u00e8 necessario scegliere cosa produrre favorendo l\u2019economia che soddisfa soprattutto i bisogni fondamentali, secondo il concetto ormai assimilato di sostenibilit\u00e0 di un territorio.<\/p>\n<p>I precedenti confronti territoriali sembrano dirci che anche il potenziamento dei servizi alla salute ed alle persone sono in grado di aumentare l\u2019occupazione oltre che il benessere collettivo.<\/p>\n<p>La necessit\u00e0 di esplicitare le visioni di fondo da parte dei decisori aiuter\u00e0 l\u2019efficacia della progettualit\u00e0 amministrativa ma gli Enti locali dovranno trovare anche forme di consultazione agili e permanenti dei soggetti in grado di fornire qualificati contributi preventivi sui temi in discussione. E a tale riguardo proponiamo che questo impegno sia avviato da una \u201cassemblea cittadina sui problemi di Brindisi\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>FORUM AMBIENTE SALUTE E SVILUPPO<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I progetti presentati per il Contratto Istituzionale di Sviluppo (CIS) dal Comune di Brindisi costituiscono certamente alcuni dei possibili sostegni allo sviluppo e le osservazioni critiche presentate dall\u2019associazionismo e dai diversi sindacati meritano la massima attenzione. Mentre appare chiaro che non manca la capacit\u00e0 progettuale, ci si chiede se per affrontare il declino sociale ed economico della citt\u00e0 sia pi\u00f9 importante il marketing territoriale con le politiche culturali, il sostegno alle imprese, lo sviluppo delle infrastrutture (in primis il porto), il miglioramento urbanistico, quello dei servizi pubblici oppure tutti questi insieme e ciascuno in quale misura. E quali siano i decisori politici responsabili di ogni area di intervento. &nbsp; Prima ancora, per\u00f2, si tratta forse di esplicitare una \u201cidea di citt\u00e0\u201d che includa certamente la vita urbana quotidiana ma anche il ruolo che si intende svolgere nella economia mondiale che cambia. Quando 70 anni fa Brindisi fu scelta come sede di sviluppo industriale ci\u00f2 avvenne per la presenza del suo porto. 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