{"id":165164,"date":"2019-12-08T18:24:50","date_gmt":"2019-12-08T17:24:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brundisium.net\/?p=165164"},"modified":"2019-12-15T12:44:08","modified_gmt":"2019-12-15T11:44:08","slug":"la-patrona-dellaeronautica-tra-leggenda-e-storia-di-guido-giampietro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/la-patrona-dellaeronautica-tra-leggenda-e-storia-di-guido-giampietro\/","title":{"rendered":"La Patrona dell&#8217;Aeronautica, tra leggenda e storia. Di Guido Giampietro"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/La-Virgo-Lauretana-della-Cappella-aeroportuale.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-165165\" src=\"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/La-Virgo-Lauretana-della-Cappella-aeroportuale-225x300.jpeg\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/La-Virgo-Lauretana-della-Cappella-aeroportuale-225x300.jpeg 225w, https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/La-Virgo-Lauretana-della-Cappella-aeroportuale.jpeg 240w\" sizes=\"auto, (max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a>Correva l\u2019anno 1914 quando il Regno d\u2019Italia, assicuratosi un posto di tutto rispetto nella Triplice Intesa insieme a Francia, Inghilterra e Russia, dopo un periodo di neutralit\u00e0 dichiarava guerra alle armate di Austria &#8211; Ungheria e Germania.<\/p>\n<p>Correvano gli anni dal 1915 al 1918 quando oltre un milione tra fanti (i fantaccini, cos\u00ec denominati in tono colloquiale e coloritura scherzosa), artiglieri e piloti italiani cadevano sul fronte dell\u2019Isonzo e sull\u2019altopiano di Asiago in una assurda guerra di trincea, sotto lo stressante mitragliamento nemico e gli effetti mortali degli shrapnel, i micidiali proiettili, cavi all\u2019interno e riempiti di sfere di piombo e di acciaio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>N\u00e9 il nascente Corpo Militare aeronautico (CAM) poteva molto contro la forza preponderante del nemico. N\u00e9 potevano contrastarla il valore di piloti appena formati quali l\u2019asso Francesco Baracca con il suo mitico SPAD S. XIII sul quale spiccava l\u2019insegna del \u201ccavallino rampante\u201d. E nemmeno gli altri aerei (costruiti con legno e tela, come i Vickers, i Fokker, i Nieuport, i Farman) che andavano a formare le squadriglie di quella che non era ancora l\u2019Aeronautica potevano impensierire gli austro \u2013 ungarici.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Tuttavia quei fanti e artiglieri, destinati i pi\u00f9 a rimanere sepolti sotto la neve, capirono, prima ancora del gen. Giulio Douhet autore de \u201cIl dominio dell\u2019aria\u201d, che il nuovo mezzo aereo era destinato a dare una svolta alla guerra tradizionale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Furono loro che videro nelle scie tracciate nell\u2019azzurro del cielo dagli ardimentosi piloti quelle che, molti secoli prima, avevano accompagnato la Trasvolata del sacello venerato a Loreto. Sacello che, Fede e Storia, indica la camera nella quale nacque Maria a Nazareth, in Galilea, dove fu educata e dove ricevette, da parte dell\u2019arcangelo Gabriele, l\u2019annuncio evangelico.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Furono loro, insieme ai piloti, a invocare la Vergine Lauretana quale Celeste Patrona di tutti gli Aviatori.<br \/>\nIl legame che unisce l\u2019Aeronautica Militare e la Vergine Lauretana risale pertanto ai primi decenni del XX secolo e, nel 2020, sar\u00e0 celebrato il primo centenario dello storico evento. Se poi l\u2019evento sia storico e storicamente accettabile o frutto della leggenda e della Fede, \u00e8 tutto da vedere. Di certo si sa che Papa Benedetto XV, accogliendo i desideri dei piloti della Prima Guerra Mondiale, proclam\u00f2 la Madonna di Loreto Celeste Patrona di tutti gli aviatori con il breve pontificio del 24 marzo 1920. Il Santo Padre approv\u00f2 anche la formula di benedizione degli aerei, che fece inserire nel Rituale Romano.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Di l\u00ec a poco, il 28 marzo 1923, l\u2019Aeronautica Militare sarebbe nata quale Forza Armata autonoma. Da allora, in tutti i Reparti &#8211; di Comando, logistici e operativi &#8211; il 10 dicembre di ogni anno si celebra tale significativa ricorrenza.<br \/>\nDunque anche a Brindisi che di tradizioni aeronautiche &#8211; civili e militari &#8211; ne ha da vendere sia per avere ospitato i primi dirigibili e, successivamente, le squadriglie di idrovolanti che operarono nel corso dei due conflitti mondiali, i primi velivoli a reazione che il Piano Marshall donava agli ex nemici europei e, infine, i reattori (primi tra tutti le fortunate serie dei Macchi G91) e gli elicotteri del Soccorso Aereo. Per questi motivi nella bellissima cappella aeroportuale trova posto la statua della Madonna di Loreto. Cappella che, l\u201911 dicembre 1960, fu consacrata dall\u2019Ordinario Militare d\u2019Italia, Card. Arrigo Pintonello.<\/p>\n<p>E noi, oggi, possiamo ammirare gli archi della cappella che, parafrasando un pensiero di Chateaubriand, balzano verso il cielo come anime assetate di infinito e par che dicano: Cielo\u2026 parlaci di Dio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Questa storia densa di avvenimenti storici e devozionali \u00e8 stata descritta in un prezioso saggio (La Madonna di Loreto \u2013 Celeste Patrona dell\u2019Aeronautica Militare \u2013 finito di stampare nel novembre del 2017 per conto dell\u2019Associazione Arma Aeronautica, Sezione di Taranto) della prof.ssa Vincenza Musardo Tal\u00f2 che, con una indagine minuziosa, ha illustrato le stampe e incisioni della iconografia lauretana e le tipologie e attributi dei santini lauretani.<br \/>\nE proprio lo studio delle icone e dei santini ha risolto anche il mistero della carnagione bruna della Madonna (la Madonna Nera di Loreto) e del Bambino. I volti di entrambi, all\u2019origine, erano chiari. A renderli scuri sono stati i fumi delle candele e l\u2019olio delle lampade che, per secoli, hanno illuminato le sante fattezze. E questo perdur\u00f2 anche dopo l\u2019incendio del 1921 che distrusse l\u2019antica statua. Infatti quella che oggi si venera a Loreto non \u00e8 la statua originale, ma una copia che evidenzia una cromia ancora pi\u00f9 scura di quella andata distrutta.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per quanto riguarda la volont\u00e0 di fare della Vergine Lauretana la Patrona dell\u2019Arma Azzurra c\u2019\u00e8 da dire che, gi\u00e0 prima della Grande Guerra, la ricerca fosse indirizzata verso S. Giuseppe da Copertino, noto per la sua virt\u00f9 di sollevarsi in molte delle sue esperienze estatiche. In merito, si riferisce che questo frate salentino, trovandosi in viaggio verso il convento dei cappuccini di Osimo, avendo scorto il campanile del santuario, si lev\u00f2 in volo fino a Loreto.<br \/>\nAltre ipotesi di un patrono dei piloti indicavano il profeta Elia per essere asceso al cielo su un carro di fuoco. Ma la bellissima tradizione della Traslazione della Casa di Nazareth, avvenuta per ministero evangelico, port\u00f2 alla scelta del patronato della Vergine Viaggiatrice.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per quanto concerne le radici storiche della Traslazione bisogna ritornare al 10 dicembre 1294, quando si origina il culto della Madonna di Loreto. Secondo la prof.ssa Musardo Tal\u00f2 sembrerebbe che la Santa Casa fosse destinata non gi\u00e0 al sito lauretano ma a Taranto, allora capitale dell\u2019omonimo Principato, retto da Filippo I d\u2019Angi\u00f2, figlio del re di Napoli, Carlo II.<\/p>\n<p>Infatti, se \u00e8 vero che furono i sette \u201cAngeli\u201d i protagonisti della Traslazione, quelli non erano spiriti celesti ma membri di una nobile famiglia epirota, gli Angeli Comneno, imparentati con gli imperatori di Costantinopoli e che, al tempo delle Crociate, salvarono la Santa Casa dalla furia devastatrice degli infedeli, portandola in oriente, nei loro possedimenti.<\/p>\n<p>Il riferimento a Taranto si spiegherebbe col fatto che il despota dell\u2019Epiro, Niceforo Angelo Comneno, in quel tempo custode delle sacre pietre della Casa, essendo il padre della principessa Tamara, andata in sposa al principe di Taranto, Filippo I d\u2019Angi\u00f2, in un documento del 1294 elenc\u00f2 i beni dotali mobili consegnati al principe Filippo, tra i quali sono citate \u201cle sante pietre portate via dalla Casa di Nostra Signora, Vergine Madre di Dio\u201d. Questo dimostrerebbe che le sacre reliquie sarebbero arrivate prima a Taranto, e solo in seguito portate a Loreto, dove giunsero il 10 dicembre.<\/p>\n<p>Indubbiamente storico e tristemente famoso rimane l\u2019episodio del 1797 quando Napoleone requis\u00ec la statua. Portata a Parigi questa venne ricoverata presso il Louvre fino al 1801, quando l\u2019imperatore la restitu\u00ec a Pio VII, in occasione del concordato tra la Francia e la Santa Sede.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In occasione delle celebrazioni che vengono fatte nel corso dell\u2019anno per eventi religiosi e\/o luttuosi viene recitata la Preghiera dell\u2019Aviatore. \u00c8 la voce dei piloti che innalzano al \u201cDio di potenza e di gloria\u201d che dona l\u2019arcobaleno ai nostri cieli la loro passione. Un Dio al quale chiedono \u201cle ali delle aquile, l\u2019artiglio delle aquile, per portare ovunque la luce, la bandiera, la vittoria, la gloria d\u2019Italia e di Roma\u2026\u201d. Frasi decisamente roboanti che rispecchiano lo spirito degli anni a cavallo delle due guerre mondiali e del regime fascista.<br \/>\nDi tono diverso \u00e8 invece un\u2019altra preghiera, meno conosciuta ma non per questo meno bella ed \u00e8 quella indirizzata alla Madonna a favore degli Aviatori:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>\u00abO Vergine, volano per l\u2019Italia e hanno una madre<\/em><br \/>\n<em>in terra che li attende.<\/em><br \/>\n<em>O tu che madre sei, pei mar dell\u2019aria<\/em><br \/>\n<em>reggi la fragil ala<\/em><br \/>\n<em>con la tua mano pia.<\/em><br \/>\n<em>Veglian su noi dai cieli della patria<\/em><br \/>\n<em>e tu su loro veglia,<\/em><br \/>\n<em>o Vergine degli angeli Maria!<\/em><br \/>\n<em>Alzati tu nel regno della luce<\/em><br \/>\n<em>oltre le nubi, e dal periglio salvi<\/em><br \/>\n<em>tu li riporta all\u2019uscio delle case<\/em><br \/>\n<em>ove arde un fuoco<\/em><br \/>\n<em>e ove li attende un cuore.<\/em><br \/>\n<em>Ma chi dai cieli della patria cade<\/em><br \/>\n<em>per la sua patria, in te trovi sua madre!<\/em><br \/>\n<em>Portalo tu, sulle tue braccia a Dio,<\/em><br \/>\n<em>oltre le stelle<\/em><br \/>\n<em>in pace\u00bb.<\/em><br \/>\n<em>(Gallarati Scotti)<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Una preghiera che, pensata per \u201cchi dai cieli cade per la sua patria\u201d, pu\u00f2 essere estesa anche a quanti per questa patria ancora s\u2019immolano. Sarebbe perci\u00f2 bello che, in occasione del centenario della Traslazione, la Virgo Lauretana, oltre ai piloti, porti a Dio tutti gli uomini generosi sulle Sue braccia, \u201coltre le stelle, in pace\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>Guido Giampietro<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Correva l\u2019anno 1914 quando il Regno d\u2019Italia, assicuratosi un posto di tutto rispetto nella Triplice Intesa insieme a Francia, Inghilterra e Russia, dopo un periodo di neutralit\u00e0 dichiarava guerra alle armate di Austria &#8211; Ungheria e Germania. Correvano gli anni dal 1915 al 1918 quando oltre un milione tra fanti (i fantaccini, cos\u00ec denominati in tono colloquiale e coloritura scherzosa), artiglieri e piloti italiani cadevano sul fronte dell\u2019Isonzo e sull\u2019altopiano di Asiago in una assurda guerra di trincea, sotto lo stressante mitragliamento nemico e gli effetti mortali degli shrapnel, i micidiali proiettili, cavi all\u2019interno e riempiti di sfere di piombo e di acciaio. &nbsp; N\u00e9 il nascente Corpo Militare aeronautico (CAM) poteva molto contro la forza preponderante del nemico. N\u00e9 potevano contrastarla il valore di piloti appena formati quali l\u2019asso Francesco Baracca con il suo mitico SPAD S. XIII sul quale spiccava l\u2019insegna del \u201ccavallino rampante\u201d. 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