{"id":165924,"date":"2019-12-21T20:10:08","date_gmt":"2019-12-21T19:10:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brundisium.net\/?p=165924"},"modified":"2019-12-26T23:52:27","modified_gmt":"2019-12-26T22:52:27","slug":"sicuramente-non-era-una-bomba-intelligente-di-guido-giampietro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/sicuramente-non-era-una-bomba-intelligente-di-guido-giampietro\/","title":{"rendered":"Sicuramente non era una bomba intelligente. Di Guido Giampietro"},"content":{"rendered":"<p>Di certo non lo era quella \u2013 una MK V fabbricata dalla \u201cperfida albione\u201d \u2013 disinnescata a Brindisi domenica 15 dicembre u.s. Per il semplice motivo che quel tipo di ordigno, circa un\u2019ottantina di anni fa, non aveva ancora avuto il battesimo del fuoco. Peccato, altrimenti i fatti sarebbero andati nel modo in cui li ho raccontati in una favola che mi valse, per mano di Susanna Tamaro, il primo posto al Premio Letterario Nazionale per Favole Inedite. Questo il racconto: \u201cBum, la bomba intelligente\u201d:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cC\u2019era una volta\u2026 ma forse \u00e8 meglio parlarvi di quando lui, il nostro amico, ancora non c\u2019era. E allora, facendo un passetto indietro, vi dico che c\u2019era una volta una grande fabbrica dove si costruivano e spedivano in tutto il mondo ordigni esplosivi di ogni tipo, forma e grandezza. S\u00ec, avete capito bene: bombe e proiettili che servono per far combattere le guerre a tanti Paesi, piccoli e grandi, che si sentono offesi da altri Paesi che, a loro volta, si ritengono minacciati da altri ancora, e cos\u00ec via.<\/p>\n<p>Ma quelle non erano bombe che colpivano a casaccio come, ahim\u00e8, avveniva nel passato: nossignore! Si trattava di bombe moderne che, grazie a un cervello elettronico intelligentissimo, esplodevano dove e quando si voleva. Ed un bel giorno, quando una scatoletta piena di ingranaggi, fili elettrici e lampadine di tanti colori fin\u00ec nella testa affusolata di una di esse, nacque Bum, festosamente accolto dai fratelli che erano l\u00ec vicino,allineati come tanti soldatini di piombo.<\/p>\n<p>In quello stesso momento, in un Paese molto lontano da l\u00ec, nasceva, alla fioca e tremula luce di una candela, una bellissima bambina dai capelli d\u2019oro. Solo che attorno a quel lettino d\u2019ospedale non c\u2019era nessuno a festeggiarla, perch\u00e9 il suo pap\u00e0 era in guerra e perch\u00e9, in quel mentre, una fitta pioggia di bombe stava cadendo sulla citt\u00e0.<br \/>\nBum aveva appena finito di rispondere al saluto dei fratelli quando colse al volo l\u2019amaro sfogo di un tecnico: \u00abLa gente &#8211; diceva quel tizio ad un collega &#8211; ci odia perch\u00e9 costruiamo ordigni di morte ma non sa che, proprio per la loro potenza e precisione, queste bombe hanno il merito di far cessare in breve tempo le guerre che si combattono in ogni angolo del mondo\u00bb.<\/p>\n<p>Fu sufficiente questo per far capire a Bum che, esplodendo, avrebbe affrettato la conclusione della pace salvando cos\u00ec la vita a tanta gente. E, contento del suo destino, spense tutte le lampadine colorate che in quel momento stavano pulsando nel suo giovane cervello e, per la prima volta nella sua vita, si addorment\u00f2.<br \/>\nNon riusc\u00ec invece ad addormentarsi la bimba dai capelli d\u2019oro che si sent\u00ec ancora pi\u00f9 sola ora che la sua mamma, dopo averla riparata dalle pietre e dai vetri che volavano nella stanza, rimase immobile su di lei. Cominci\u00f2 cos\u00ec a piangere forte forte finch\u00e9 le mani pietose di una giovane infermiera non la strapparono a quelle, ormai fredde, della madre. E in tutto questo trambusto nessuno pens\u00f2 a darle un nome.<\/p>\n<p>Di l\u00ec a poco la corsa nella notte della ragazza e della piccola divenne quella di una moltitudine di vecchi, donne e bambini che scappavano sperando di raggiungere, da qualche parte, un posto migliore. Il sole era gi\u00e0 alto nel cielo quando nella fabbrica arriv\u00f2 l\u2019ordine di mandare via il maggior numero di bombe e cos\u00ec, quelle gi\u00e0 pronte, furono verniciate. Oh, come apparivano belli quei sigari d\u2019argento dalla testa color rosso vermiglio e tutti erano cos\u00ec contenti che per poco non scoppiavano dalla felicit\u00e0 prima ancora che per l\u2019esplosivo che contenevano.<\/p>\n<p>Dalla fabbrica le bombe furono poi trasferite presso un campo di volo che era vicino a una grande distesa di fiori.<br \/>\n\u00abSiamo per caso parenti?\u00bb chiese un bocciolo di rosa scarlatta alludendo alla testa, pure essa rossa, di quello strano fiore cos\u00ec alto.<\/p>\n<p>\u00abNo! Io sono una bomba pronta ad andare in guerra a combattere il nemico, cio\u00e8 i cattivi\u00bb rispose Bum, guardandolo dall\u2019alto in basso.<\/p>\n<p>\u00abE come si fa a riconoscere i cattivi dai buoni, senza sbagliare?\u00bb domand\u00f2 timidamente la rosellina.<br \/>\n\u00abNoi non sbagliamo perch\u00e9 siamo intelligenti!\u00bb tagli\u00f2 corto Bum.<br \/>\n\u00abNon capisco che cosa c\u2019entri l\u2019intelligenza &#8211; azzard\u00f2 quella timidamente e poi soggiunse &#8211; Secondo me, invece, i buoni, come tutte le cose belle di questo mondo, sono quelli che profumano, mentre tutti gli altri sono i cattivi, cio\u00e8 i nemici\u00bb. E intanto si sforzava disperatamente di allungarsi per fargli sentire il suo profumo.<br \/>\n\u00abI cattivi sono quelli che pensano solo a fare del male e vanno perci\u00f2 puniti\u00bb disse Bum, a cui quella rosellina un po\u2019 troppo saputella cominciava proprio a dare fastidio.<br \/>\n\u00abSe \u00e8 cos\u00ec &#8211; replic\u00f2 quella con sempre maggiore coraggio &#8211; non mi pare per\u00f2 giusto rispondere con violenza alla violenza\u00bb.<br \/>\n\u00abUffa! &#8211; grid\u00f2 Bum &#8211; ed ora lasciami in pace perch\u00e9 ho da pensare all\u2019importante missione che mi attende\u00bb. E cos\u00ec dicendo si volt\u00f2 sdegnosamente dall\u2019altra parte.<\/p>\n<p>Di l\u00ec a poco fu sistemato nella pancia di un aereo che lo port\u00f2 su nel cielo, cos\u00ec in alto che quella distesa di fiori divenne una piccola macchia colorata sulla linea dell\u2019orizzonte. Ben presto per\u00f2 la gioia si tramut\u00f2 in stupore e, poi, in dolore. Bum si rese infatti conto che i suoi compagni, man mano che raggiungevano il suolo, non stavano pi\u00f9 colpendo solo i nemici ma anche case, scuole e ospedali, creando ovunque vittime tra la popolazione che fuggiva atterrita. Che cosa stava dunque succedendo? Perch\u00e9 i loro cervelli, cos\u00ec perfetti, non stavano funzionando a dovere?<br \/>\nIn quel mentre una bianca colomba, appollaiata sotto il tetto di un campanile, scossa pi\u00f9 dai pianti dei bambini che dal fragore delle bombe, si tuff\u00f2 in quel cielo di morte e vol\u00f2 dalle sue compagne. E quando divennero tante, le loro ali, una vicina all\u2019altra, formarono una grande nuvola e loro lacrime, cadendo sulla terra, furono gocce di pioggia che ticchettando sopra ogni cosa diffusero nell\u2019aria una dolce musica. E gl\u2019incendi si spensero e la gente smise di scappare e i bimbi non piansero pi\u00f9. E anche gli aerei, davanti a quella imprevista barriera di nuvole, furono costretti a tornare indietro.<\/p>\n<p>\u00abAmici &#8211; disse Bum ai compagni quando furono di nuovo a terra &#8211; forse non siamo poi cos\u00ec infallibili come ci avevano fatto credere. A questo punto penso che ci sia solo un modo per rimediare a tutto il dolore che, senza volerlo, abbiamo provocato oggi\u00bb.<br \/>\n\u00abQuale?\u00bb chiesero in coro tutti gli altri, alquanto incuriositi.<br \/>\nE Bum continu\u00f2: \u00abSe vogliamo dimostrare di essere veramente efficienti, non dobbiamo pi\u00f9 esplodere per terra con la potenza distruttiva delle bombe ma, in aria, con l\u2019allegria schioppettante dei fuochi d\u2019artificio. Forse ci\u00f2 disorienter\u00e0 sia gli amici che i nemici e li convincer\u00e0 che non esistono ancora bombe cos\u00ec intelligenti di cui fidarsi e che le guerre sono perci\u00f2 un male da evitare ad ogni costo\u00bb.<\/p>\n<p>Dal fondo si lev\u00f2 la vocina di una piccola bomba: \u00abMa cos\u00ec &#8211; disse &#8211; tradiremo chi ci ha dato la vita\u00bb.<br \/>\n\u00abMa che vita pu\u00f2 mai essere la nostra, se poi spezziamo quella degli altri?\u00bb concluse amaramente Bum.<br \/>\nUn applauso copr\u00ec le sue ultime parole; poi seguirono gli abbracci e quell\u2019urtarsi di corazze di acciaio fu come un concerto festoso di campane.<br \/>\nAvevano intanto ripreso a camminare abbracciati gli uni agli altri quei poveretti che cercavano di sfuggire alla guerra e su quei lamenti scesero le tenebre di un\u2019altra notte di paura. Poi si ud\u00ec in lontananza il rombo degli aerei e tutti corsero di nuovo a ripararsi.<br \/>\nBum non fu tra i primi ad essere lanciato e cos\u00ec prov\u00f2 la gioia di vedere che i suoi compagni stavano allegramente scoppiettando nel cielo riempiendolo di suoni e disegni fantasmagorici. Era proprio al massimo della felicit\u00e0 quando egli stesso si sent\u00ec librare nell\u2019aria. Emise un lungo fischio di gioia, pens\u00f2 con riconoscenza a quel fiorellino che tanto profumava di saggezza ed infine esplose fragorosamente disegnando una bellissima rosa dai cento petali scarlatti che si fiss\u00f2 nel cielo per un tempo incredibilmente lungo. Tanto lungo che una ragazza che stringeva a s\u00e9 una bimba dai capelli d\u2019oro gliela indic\u00f2 con il dito e poi aggiunse: \u00abSei contenta della gran festa che il tuo pap\u00e0 e la tua mamma hanno organizzato in tuo onore nel cielo?E vedi quella magnifica rosa? \u00c8 il loro messaggio d\u2019amore, il nome che hanno scelto per te\u00bb.<br \/>\nE quando Bum si accorse che la piccola Rosa agitava contenta le manine, crepit\u00f2 ancora per un ultimo istante e poi si spense definitivamente in un tripudio di mille altre roselline\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Non so come ma questo argomento mi fa venire alla mente l\u2019invito che Papa Giovanni XIII rivolse alla folla riunita in piazza San Pietro per la fiaccolata serale di apertura del Concilio Ecumenico Vaticano II: \u00abTornando a casa, troverete i bambini, date una carezza ai vostri bambini e dite loro\u2026\u00bb.<br \/>\nIo invece lo dico ai genitori, specialmente ai pap\u00e0: \u201cNella notte di Natale, prima ancora di aprire i pacchi dei regali, date una carezza ai vostri bambini e leggete loro la favola di Bum. Perch\u00e9? Perch\u00e9 tutto il trambusto che ha preceduto il disinnesco della bomba di Andromeda, un trambusto che loro hanno interiorizzato, non si sedimenti nelle loro menti e nei loro cuori. Perch\u00e9, nella loro vita, non associno pi\u00f9 il Natale a una bomba.<br \/>\nParlate loro della guerra e della pace e fategli comprendere che anche le bombe intelligenti, tutte le bombe, possono essere eliminate solo se la volont\u00e0 degli uomini buoni lo voglia. Insomma, quel \u201cdiscorso della luna\u201d di Papa Roncalli sia il vostro parlare, tutto l\u2019amore che nutrite per loro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Da parte mia non mi ripeter\u00f2 nei peana alla task force che ha portato Brindisi all\u2019attenzione dell\u2019intero Paese, e non solo. Si \u00e8 gi\u00e0 detto tanto, bene e in maniera esaustiva. O forse qualche cosa si \u00e8 voluta tralasciare\u2026<br \/>\nVorrei stringere invece la mano a quei valorosi artificieri che, a rischio della propria vita, hanno scritto una pagina bellissima che sar\u00e0 d\u2019esempio nel caso che simili eventi dovessero ripetersi.<br \/>\nE, soprattutto, vorrei complimentarmi con tutti i brindisini per la maturit\u00e0, la disciplina, la consapevolezza che li ha contraddistinti durante l\u2019 \u201cesodo\u201d. Se, anzich\u00e9 prendere la strada del nord si fossero diretti a oriente, il seno di levante &#8211; cos\u00ec come avvenne durante il passaggio del Mar Rosso da parte degli israeliti guidati da Mos\u00e8 &#8211; si sarebbe aperto e, incolumi, sarebbero giunti fin sotto le Pedagne. Perch\u00e9? Perch\u00e9 una moltitudine, ben guidata, si comporta esemplarmente e, pi\u00f9 che sfuggire ad un pericolo, mostra che ci sono momenti in cui la consapevolezza dell\u2019essere cives deve lasciare il posto alle beghe e agli interessi personali.<br \/>\nEcco, questo \u00e8 il monito che, oltre allo scampato pericolo, dev\u2019essere sempre presente davanti ai nostri occhi. E poi, siamo proprio sicuri che in quella tratta che costeggia la ferrovia non ci siano altri residuati bellici? Non \u00e8 il caso, d\u2019ora in avanti, di monitorarla attentamente quella zona? L\u2019esperienza non sempre \u00e8 bastevole. Diceva Benvenuto Cellini: \u00abGli \u00e8 ben vero che dice: \u201cTu imparerai per un\u2019altra volta\u201d.Questo non vale perch\u00e9 la vien sempre con modi diversi e non mai immaginati\u00bb.<br \/>\nMa, almeno in questi giorni, non pensiamo al male e\u2026 Buon Natale a tutti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>Guido Giampietro<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di certo non lo era quella \u2013 una MK V fabbricata dalla \u201cperfida albione\u201d \u2013 disinnescata a Brindisi domenica 15 dicembre u.s. Per il semplice motivo che quel tipo di ordigno, circa un\u2019ottantina di anni fa, non aveva ancora avuto il battesimo del fuoco. Peccato, altrimenti i fatti sarebbero andati nel modo in cui li ho raccontati in una favola che mi valse, per mano di Susanna Tamaro, il primo posto al Premio Letterario Nazionale per Favole Inedite. Questo il racconto: \u201cBum, la bomba intelligente\u201d: &nbsp; \u201cC\u2019era una volta\u2026 ma forse \u00e8 meglio parlarvi di quando lui, il nostro amico, ancora non c\u2019era. E allora, facendo un passetto indietro, vi dico che c\u2019era una volta una grande fabbrica dove si costruivano e spedivano in tutto il mondo ordigni esplosivi di ogni tipo, forma e grandezza. S\u00ec, avete capito bene: bombe e proiettili che servono per far combattere le guerre a tanti Paesi, piccoli e grandi, che si sentono offesi da altri Paesi che, a loro volta, si ritengono minacciati da&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":165605,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3129],"tags":[],"class_list":["post-165924","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-guido-giampietro"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/165924","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=165924"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/165924\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":165925,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/165924\/revisions\/165925"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/165605"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=165924"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=165924"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=165924"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}