{"id":166034,"date":"2019-12-24T15:21:46","date_gmt":"2019-12-24T14:21:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brundisium.net\/?p=166034"},"modified":"2019-12-24T15:21:29","modified_gmt":"2019-12-24T14:21:29","slug":"i-can-i-will-end-of-the-story-aipd-brindisi-ringrazia-enel-per-aver-consentito-lavvio-dei-progetti-di-autonomia-per-adolescenti-con-sindrome-di-down","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/i-can-i-will-end-of-the-story-aipd-brindisi-ringrazia-enel-per-aver-consentito-lavvio-dei-progetti-di-autonomia-per-adolescenti-con-sindrome-di-down\/","title":{"rendered":"I Can, I Will. End Of The Story. AIPD Brindisi ringrazia Enel per aver consentito l\u2019avvio dei progetti di Autonomia per Adolescenti con Sindrome di Down"},"content":{"rendered":"<p>Si \u00e8 concluso lo scorso 14 dicembre il progetto di Autonomia \u201cI can, I will. End of the story\u201d, destinato ad adolescenti con Sindrome di Down e realizzato da AIPD Brindisi grazie al contributo di ENEL.<br \/>\nI percorsi di Autonomia rappresentano il punto di partenza fondamentale per ottenere un pieno inserimento sociale della persona con Sindrome di Down e con disabilit\u00e0 intellettiva medio-lieve. E\u2019 per questo che AIPD si avvale di operatori esperti per accompagnare la famiglia e la persona sin dai suoi primissimi anni di vita.<br \/>\nPer poter parlare di riuscita nella vita di una qualsiasi persona, bisogna partire da alcuni chiari presupposti di auto-consapevolezza generale: delle proprie capacit\u00e0, delle proprie risorse, delle attitudini personali e dei propri limiti oggettivi e\/o soggettivi. In particolare, al fine di acquisire i requisiti fondamentali per il raggiungimento di una collocazione sociale adeguata della persona \u00e8 necessaria una suddivisione del lavoro per fasce d\u2019et\u00e0 e, talvolta, anche per competenze.<br \/>\nIl lavoro sull\u2019autonomia, come gi\u00e0 detto, ha inizio gi\u00e0 nei primissimi anni di vita del bambino, attraverso l\u2019intervento della famiglia. In questa fase il lavoro pu\u00f2 essere coadiuvato da interventi educativi specializzati che offrano formazione e\/o supporto alla famiglia e\/o che prevedano incontri cadenzati di piccoli gruppi incentrati sul gioco. Successivamente, nel periodo scolare e pre-adolescenziale l\u2019intervento educativo professionale diventa ancora pi\u00f9 importante, in quanto si instaurano diverse dinamiche sociali che presuppongono un graduale allontanamento dall\u2019ambiente familiare e, pertanto, avvicinano il bambino\/ragazzo alla necessit\u00e0 di \u201cfare da solo\u201d.<br \/>\nAndando avanti con l\u2019et\u00e0 ed entrando nel periodo dell\u2019adolescenza gli obiettivi cambiano ancora, in quanto si intensificano le dinamiche emozionali, affettive e relazionali tipiche della vita di qualsiasi persona. In questa fase l\u2019intervento sociale, educativo e psicologico diventa un punto di riferimento fondamentale per il ragazzo e per la stessa famiglia che spesso necessita di aiuto nella gestione delle differenti problematiche.<br \/>\n\u201cI can, I will. End of the story.\u201d, \u00e8 un progetto che ha coinvolto 7 persone con disabilit\u00e0 intellettiva dai 14 ai 18 anni, le loro famiglie e le relative scuole, interessando i dirigenti scolastici, gli insegnanti e gli educatori di ogni singolo partecipante, con l\u2019obiettivo di incentivare l&#8217;autonomia nei suoi diversi aspetti ed approcci: Personale &#8211; a partire dalla conoscenza dettagliata e dall&#8217;adeguato utilizzo dei    vari strumenti per l&#8217;igiene personale, fino ad arrivare, ad esempio, alla consapevolezza dei momenti e delle situazioni in cui sia necessario provvedere al disbrigo delle pratiche della propria igiene e pulizia; Domestica &#8211; si \u00e8 lavorato sulla conoscenza, sulla gestione del proprio ambiente domestico e sulle varie pratiche quotidiane, come il saper lavare i propri indumenti, preparare ricette semplici (attraverso l&#8217;utilizzo di ricettari facilitati), provvedere alla pulizia degli ambienti, ecc; Sociale &#8211; finalizzata al raggiungimento di obietti di inclusione sociale nel senso pi\u00f9 ampio. L&#8217;autonomia sociale comprende la conoscenza di s\u00e9, della propria identit\u00e0, della propria collocazione spaziale, quindi della propria citt\u00e0 e del proprio quartiere; la conoscenza delle proprie emozioni e dei propri stati d&#8217;animo e, di riflesso, di quelle dei propri vicini, parenti, amici, docenti e conoscenti; la consapevolezza del tempo che si ha a disposizione, che ne favorisca un&#8217;adeguata gestione, quindi l&#8217;utilizzo dell&#8217;orologio o di altri strumenti facilitanti per il riconoscimento spazio-temporale; l&#8217;organizzazione di un&#8217;uscita con gli amici; la gestione di un&#8217;emergenza, come perdersi per strada o sentirsi male; la gestione dell\u2019affettivit\u00e0 e della sessualit\u00e0. E tanto altro ancora&#8230;.<br \/>\nAltri obiettivi del progetto sono stati: il ben-essere psico-sociale della persona in generale; la motivazione all&#8217;apprendimento di abilit\u00e0 didattiche e logico-matematiche, sviluppata attraverso una loro collocazione pratica all&#8217;interno di obiettivi ben precisi, strutturati e soprattutto utili per la persona stessa (ad esempio, imparo a leggere per riconoscere un segnale stradale, oppure imparo a contare per saper leggere l&#8217;orologio); la sensibilizzazione del contesto socio-culturale, a partire dai ragazzi, fino ad arrivare alle loro famiglie e al resto degli attori sociali che non sono solitamente &#8220;vicini&#8221; alla disabilit\u00e0.<br \/>\nIl lavoro ha previsto 12 incontri a cadenza settimanale della durata di tre ore finalizzati al raggiungimento degli obiettivi preposti e differenziati sulla base del periodo di vita di ciascun ragazzo. Sono stati realizzati altres\u00ec incontri con i diversi gruppi delle famiglie, che hanno visto la formazione, il monitoraggio ed il supporto della famiglia, sia individuale, che di gruppo. In ultimo il lavoro con la scuola  ha compreso un\u2019operazione di sensibilizzazione che ha visto il coinvolgimento dei dirigenti scolastici,  e che preveder\u00e0 nel tempo una collaborazione stabile con insegnanti, educatori e con lo stesso gruppo-classe. Nell\u2019ambito della programmazione scolastica sar\u00e0 avviata l\u2019organizzazione di una serie di incontri di inclusione sociale, all\u2019interno del gruppo-classe, che avranno l\u2019obiettivo di indirizzare i compagni e gli insegnanti di sostegno verso un\u2019ottica inclusiva del bambino\/ragazzo disabile. Attraverso giochi, tecniche e strumenti di socializzazione si lavorer\u00e0 sulla concezione della parola \u201cdisabilit\u00e0 \u201c e sulle modalit\u00e0 di rapportarsi allo stesso disabile in maniera adeguata. \u201cI can, I will. End of the story.\u201d \u00e8 infatti un progetto che ha avuto una durata di 3 mesi, ma che \u00e8 finalizzato all\u2019avvio di un percorso di autonomia che seguir\u00e0 i ragazzi anche successivamente, durante l\u2019intero percorso di vita, verso il pieno inserimento sociale.<br \/>\nCon il presente progetto infatti l\u2019AIPD Brindisi si propone di promuovere ulteriori percorsi di autonomia a livello territoriale, incentivando le famiglie e le persone con disabilit\u00e0 intellettiva a credere in un futuro basato sulla reale autonomia della persona disabile, partendo dal presupposto che esiste un\u2019autonomia possibile per tutti, anche per le situazioni di gravit\u00e0 che possono apparire destinate ad un assistenzialismo ad oltranza. Ci si propone inoltre di formare dei gruppi di persone con disabilit\u00e0 che abbiano dei pre-requisiti educativi, cognitivi e comportamentali, per poter essere adeguatamente inseriti nella societ\u00e0, al fine di non essere pi\u00f9 considerati \u201cun peso\u201d o \u201cpersone da aiutare\u201d; diffondere nel territorio la metodologia AIPD incentrata sullo sviluppo delle abilit\u00e0 di autonomia, preparando i vari attori sociali ad accogliere la persona con disabilit\u00e0 intellettiva nel rispetto del suo \u201cSaper fare\u201d e di conseguenza \u201cSaper essere\u201d una persona adulta come tutti gli altri; sensibilizzare gli operatori sociali rispetto al concetto di AUTODETERMINAZIONE della persona con disabilit\u00e0 intellettiva; e, in ultimo, infondere nella scuola il principio fondamentale secondo il quale \u00e8 importante fare \u201cUn passo alla volta, ma anche un solo passo! \u201d .<\/p>\n<p>L\u2019evento conclusivo, che si terr\u00e0 l\u201911 Gennaio 2020 a Brindisi, a partire dalle ore 9.00, presso l\u2019Aula Magna del Polo Universitario \u201cVittorio Valerio\u201d &#8211; ASL Brindisi, ex Ospedale Di Summa, consister\u00e0 in un convegno che preveder\u00e0 l\u2019intervento diretto dei ragazzi, delle famiglie, degli operatori coinvolti nel progetto e degli operatori esperti nella metodologia AIPD di altre sezioni d\u2019Italia. Il fine sar\u00e0 quello di sensibilizzare il territorio circa l\u2019unicit\u00e0 e l\u2019utilit\u00e0 delle metodologie utilizzate nell\u2019ambito del percorso di vita della persona con disabilit\u00e0 e della sua famiglia.<br \/>\nPer informazioni \u00e8 possibile rivolgersi alla segreteria AIPD Brindisi dal lun. al ven. dalle 9.00 alle 17.00 tel. 0831\/523073 ovvero al numero 348\/9343609.<br \/>\nCi piacerebbe concludere questa presentazione con una citazione molto significativa:<br \/>\n\u201cQuando guardate, guardate lontano. E quando credete di guardare lontano guardate ancora pi\u00f9 lontano.\u201d R. Baden-Powell.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si \u00e8 concluso lo scorso 14 dicembre il progetto di Autonomia \u201cI can, I will. End of the story\u201d, destinato ad adolescenti con Sindrome di Down e realizzato da AIPD Brindisi grazie al contributo di ENEL. 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