{"id":166718,"date":"2020-01-10T18:10:14","date_gmt":"2020-01-10T17:10:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brundisium.net\/?p=166718"},"modified":"2020-01-12T00:38:48","modified_gmt":"2020-01-11T23:38:48","slug":"i-bronzi-di-punta-del-serrone-sono-tornati-a-brindisi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/i-bronzi-di-punta-del-serrone-sono-tornati-a-brindisi\/","title":{"rendered":"I Bronzi di Punta del Serrone sono tornati a Brindisi"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/bronzi-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-166721\" src=\"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/bronzi-2-169x300.jpg\" alt=\"\" width=\"169\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/bronzi-2-169x300.jpg 169w, https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/bronzi-2.jpg 540w\" sizes=\"auto, (max-width: 169px) 100vw, 169px\" \/><\/a>I Bronzi di Punta del Serrone sono tornati a casa.<\/p>\n<p>Intorno alle 11.00 di oggi, i preziosi reperti sono stati ricollocati nel Museo Archeologico Ribezzo di Brindisi, dopo essere stati temporaneamente trasferiti a Lecce a scopo precauzionale poche ore prima delle operazioni di disinnesco dell\u2019ordigno bellico rinvenuto nella zona del MaxiCinema Andromeda.<\/p>\n<p>Si pone fine, pertanto, alle polemiche che avevano seguito il trasferimento ordinato dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Brindisi, Lecce e Taranto. Molti avevano giudicato ingiustificato il trasferimento e criticato il ritardo delle operazioni di rientro.<\/p>\n<p>Per l&#8217;occasione, il MaPri ha previsto una apertura straordinaria per sabato 11 gennaio.<br \/>\nIl museo rester\u00e0 aperto dalle 10:00 alle ore 13:00 e dalle 17:00 alle 20:00 e le visite saranno arricchite dalla proiezione della suggestiva Swipe Story \u201cRottami preziosi. Una ballata dal mare profondo\u201d e delle ricostruzioni virtuali 3D di alcune statue bronzee nella loro presunta interezza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/bronzi-3.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-166720 alignright\" src=\"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/bronzi-3-169x300.jpg\" alt=\"\" width=\"169\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/bronzi-3-169x300.jpg 169w, https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/bronzi-3.jpg 540w\" sizes=\"auto, (max-width: 169px) 100vw, 169px\" \/><\/a>Le statue costituivano il carico di una nave proveniente dal Mediterraneo orientale e affondata in et\u00e0 tardo antica, probabilmente nel IV o V sec. d.C., a Punta del Serrone, poco a nord di Brindisi. Tra le pi\u00f9 pregevoli per valore storico-artistico e scientifico, vanno annoverati sicuramente il busto del console di Roma Lucio Emilio Paolo (comunemente conosciuto come \u201cprincipe ellenistico\u201d, che nel 168 d.C. a Pidna aveva sconfitto Perseo, l&#8217;ultimo re di Macedonia), i ritratti dell\u2019imperatore Tiberio (successore di Augusto, nel 14-37 d.C.), del filosofo Antistene (discepolo di Socrate, nel V-IV sec. a.C.), della bambina riconosciuta come Athenais e del giovane Polydeukion, rispettivamente la figlia e l\u2019allievo prediletto di Erode Attico, ricchissimo sofista e mecenate vissuto nel II secolo d.C. ad Atene.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Le opere d\u2019arte, di cronologia molto diversa tra loro (dal IV sec. a.C. fino almeno al II sec. d.C.), erano gi\u00e0 in rottami quando la nave affond\u00f2 ed erano state raccolte e imbarcate per essere trasportate come materiale da riciclare per rifonderne il metallo: presumibilmente in origine facevano parte della raccolta di opere d\u2019arte di un ricchissimo collezionista (forse proprio Erode Attico) o del tesoro di un santuario della Grecia o del Mediterraneo orientale, ma la loro destinazione era probabilmente una fonderia del territorio brindisino per la produzione di specchi, che all&#8217;epoca erano di bronzo levigato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>I Bronzi di Punta del Serrone sono oggi espressione e simbolo dell&#8217;ampio respiro transnazionale e del ruolo cruciale di Brindisi e del suo territorio, gi\u00e0 nell\u2019antichit\u00e0, quale crocevia dei traffici commerciali da e verso l&#8217;Oriente attraverso il mar Adriatico.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I Bronzi di Punta del Serrone sono tornati a casa. Intorno alle 11.00 di oggi, i preziosi reperti sono stati ricollocati nel Museo Archeologico Ribezzo di Brindisi, dopo essere stati temporaneamente trasferiti a Lecce a scopo precauzionale poche ore prima delle operazioni di disinnesco dell\u2019ordigno bellico rinvenuto nella zona del MaxiCinema Andromeda. Si pone fine, pertanto, alle polemiche che avevano seguito il trasferimento ordinato dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Brindisi, Lecce e Taranto. Molti avevano giudicato ingiustificato il trasferimento e criticato il ritardo delle operazioni di rientro. Per l&#8217;occasione, il MaPri ha previsto una apertura straordinaria per sabato 11 gennaio. Il museo rester\u00e0 aperto dalle 10:00 alle ore 13:00 e dalle 17:00 alle 20:00 e le visite saranno arricchite dalla proiezione della suggestiva Swipe Story \u201cRottami preziosi. 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