{"id":168796,"date":"2020-02-26T12:20:33","date_gmt":"2020-02-26T11:20:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brundisium.net\/?p=168796"},"modified":"2020-02-26T12:20:33","modified_gmt":"2020-02-26T11:20:33","slug":"aurora-naike-la-nascita-di-una-vita-che-si-fa-portavoce-di-speranza-grazie-alla-ricerca-di-giulia-cesaria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/aurora-naike-la-nascita-di-una-vita-che-si-fa-portavoce-di-speranza-grazie-alla-ricerca-di-giulia-cesaria\/","title":{"rendered":"Aurora Naike, la nascita di una vita che si fa portavoce di speranza grazie alla ricerca. Di Giulia Cesaria"},"content":{"rendered":"<p>Ci sono storie cos\u00ec straordinarie che vale la pena raccontare.<br \/>\nSono storie, che sanno trasmettere forza, coraggio e speranza, soprattutto a chi vive malattie difficili e a volte incurabili.<br \/>\nMary \u00e8 una ragazza affetta da fibrosi cistica, che con tenacia affronta questa malattia da 27 anni.<br \/>\nRacconta di aver conosciuto, su fb, il suo compagno Fidelis, che all\u2019inizio, trovandolo troppo insistente, prov\u00f2 a dissuadere, dicendogli subito della sua malattia e del fatto che non sarebbe mai guarita. Molti ragazzi, l\u2019avevano lasciata per quei motivi, quindi non voleva soffrire, ma Fidelis determinato e testardo, un mese dopo, si present\u00f2 in ospedale con un mazzo di fiori\u2026 non poteva crederci e, nonostante gli ripetesse di non farsi illusioni, lui continuava ad andarla a trovare, riservandole doni e sorprese e dopo tre mesi le chiese di sposarlo. Da quel momento vivono una favola bellissima, che dura da tre anni, coronata, da qualche settimana, dalla nascita di una bellissima bambina di nome Aurora Naike, simbolo di nuova luce e vittoria.<\/p>\n<p>L\u2019amore tra Mary e Fidelis ha trionfato su tutto, ha superato le barriere dell\u2019impossibile, anche quando, ad appena 4 mesi di gravidanza, Mary ha rischiato di perdere la bimba e la sua vita stessa, per un\u2019emorragia polmonare.<br \/>\nDa allora \u00e8 rimasta ricoverata nell\u2019ospedale lucano, in attesa di abbracciare la sua bimba.<br \/>\nLa coppia desiderava un figlio e Mary non avrebbe mai rinunciato ad essere madre, nonostante, sapesse che la gravidanza sarebbe stata pericolosa, data la sua patologia.<br \/>\nMa i miracoli accadono, sostenuti anche dalla ricerca e Mary e Fidelis ne sono testimoni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Mary \u00e8 una ragazza riservata, ma ora con la gioia nel cuore, ha scritto una lettera, che desidera venga pubblicata, per ringraziare chi, da tanti anni l\u2019assiste, per alleviare la sua malattia; queste le sue parole:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Salve!<\/em><br \/>\n<em>Vi scrivo perch\u00e9 vorrei raccontare la mia storia, con l&#8217;augurio che chi la legger\u00e0 possa ritrovare la speranza e la fiducia che a volte la vita ci porta a perdere.<\/em><br \/>\n<em>Io ho 27 anni e tutti mi chiamano Mary. Sono affetta dalla nascita da una malattia genetica che si chiama fibrosi cistica, una malattia su cui purtroppo aleggia ancora tanta ignoranza, che \u00e8 una delle cause della sua maggiore diffusione, in quanto molti portatori\u200b sani\u200b non\u200b sanno\u200b di esserlo e loro malgrado danno alla luce noi, &#8220;piccole creature difettate geneticamente&#8221;. Oggi la scienza ha fatto passi da giganti, scoprendo farmaci che hanno allungato la vita media, regalandoci delle aspettative di vita migliore, nell&#8217;attesa\u200b che\u200b finalmente\u200b si\u200b trovi una cura che possa guarirci. Guarire fino a qualche anno fa era solo un&#8217;utopia ma oggi sembra qualcosa che diventa sempre pi\u00f9 concreto grazie all&#8217;impegno dei nostri ricercatori, che non si arrestano perch\u00e9 questa guerra vogliono vincerla\u200b quanto\u200b noi.<\/em><br \/>\n<em>Io sono seguita da 6 anni presso il centro specializzato di cura della fibrosi cistica dell&#8217;ospedale San Carlo di Potenza, che per esperienza personale posso definire uno dei migliori d&#8217;Italia, perch\u00e9 qui ho conosciuto il dottor Salvatore e tutta la sua\u200b equipe\u200b (nel\u200b senso\u200b ampio del termine, perch\u00e9 mi riferisco alle sue colleghe, ma anche agli infermieri), che non hanno dimostrato solo grande professionalit\u00e0 e competenza, ma anche e soprattutto umanit\u00e0, un valore aggiunto che oggigiorno il personale medico\u200b tende\u200b a\u200b non\u200b avere, nascondendosi dietro la freddezza di un camice.<\/em><br \/>\n<em>Il 9 settembre del 2019 ho avuto un incontro ravvicinato con la morte, perch\u00e9 questa malattia tende a regalare esperienze simili anche senza preavviso e quando sono arrivata in ospedale le mie condizioni non lasciavano spazio a tanto ottimismo, ma senza &#8220;i\u200b miei\u200b angeli\u200b in\u200b divisa&#8221; ora non sarei qui a parlarne. Ha avuto inizio un lungo percorso, durante cui lottavo non solo per la mia vita ma anche e soprattutto per quella della mia scricciola, perch\u00e9 ero incinta di 11 settimane, quindi si viaggiava sul filo del\u200b rasoio,\u200b con\u200b un\u200b equilibrio talmente precario che ogni giorno passato diventava una conquista. Sono stati giorni difficili, perch\u00e9 quel 9 settembre mi ha traumatizzata al punto da vivere con attacchi di panico, ansie e paure che non riuscivo a sconfiggere, ma\u200b non\u200b sono\u200b mai\u200b stata lasciata sola, perch\u00e9 l&#8217;amore di tutte le persone che mi circondavano mi ha dato una forza inimmaginabile.\u200b<\/em><br \/>\n<em>I mesi sono passati e questa stanza di ospedale \u00e8 diventata la mia seconda casa e il personale medico la mia seconda famiglia.\u200b<\/em><br \/>\n<em>Fino a ieri ero solo una &#8220;ragazza&#8221; che sognava fortemente di realizzare uno dei suoi sogni pi\u00f9 grandi, ma oggi sono una mamma che stringe tra le sue braccia la sua piccola guerriera.\u200b<\/em><br \/>\n<em>Se tutto questo \u00e8 stato possibile \u00e8 anche perch\u00e9 questo ospedale ha dimostrato un altro punto di forza, che non ho mai ritrovato in altre strutture: si chiama gioco di squadra! In questa avventura l&#8217;equipe del dottor Salvatore \u00e8 stata affiancata da quella del\u200b reparto\u200b di\u200b ostetricia e ginecologia.\u200b \u200b Ho testato sulla mia pelle cosa significhi conoscere\u200b persone che grazie alla loro umilt\u00e0 non peccano di saccenteria e non si sentono umiliati per il sol fatto di dover chiedere parere e consulto\u200b ad\u200b un\u200b altro professionista, specializzato in altri campi medici. Ho scoperto che esistono professionisti, che sanno\u200b mettere da parte la competizione e l&#8217;ambizione di primeggiare, per garantire la migliore assistenza possibile al paziente, per\u200b tutelarne\u200b la\u200b salute e la vita. I miei tanti incidenti di percorso, infatti, mi hanno portata a conoscere 12 ginecologi ed altrettante ostetriche, anestesisti, neonatologi,\u200b i radiologi interventisti (Dr. Molfese e Dr. Mancino) e\u200b chi\u200b pi\u00f9\u200b ne ha pi\u00f9 ne metta. Tra tutti un particolare ringraziamento va alla dottoressa\u200b Pisaturo,\u200b una Donna, oltre che ginecologa, che in questa avventura frastagliata di minacce di aborto prima e parto prematuro poi, ha saputo\u200b con\u200b grande empatia donarmi spiragli di ottimismo e positivismo. Quando\u200b dico che in questo ospedale lavorano dei grandi\u200b Professionisti, potete credermi, perch\u00e9\u200b se sono riuscita a dare alla luce\u200b mia\u200b figlia alla trentaquattresima settimana di gravidanza, dopo tutto quello che ho dovuto affrontare, \u00e8 grazie alla fortuna di aver trovato sulla mia strada le giuste persone,\u200b una fortuna che attualmente non tutti hanno,\u200b perch\u00e9\u200b i\u200b casi di malasanit\u00e0 sono quasi all&#8217;ordine del giorno.<\/em><br \/>\n<em>Quando la vita vi prospetta una salita irta, sdrucciolevole e tortuosa, che vi porta ad inciampare spesso, a collezionare lividi e cicatrici, quando la vetta vi sembra irraggiungibile, NON MOLLATE MAI, perch\u00e9 il momento in cui state per abbandonare la speranza\u200b spesso\u200b \u00e8\u200b proprio\u200b quello dietro cui si nasconde la VITTORIA!<\/em><br \/>\n<em>Eros Ramazzotti in una sua canzone dice che &#8220;I sogni, se ci credi, non sono che realt\u00e0 in anticipo!&#8221; e per me \u00e8 stato cos\u00ec!<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u00c9 da sottolineare quanto la Fondazione per la Ricerca sulla Fibrosi Cistica ONLUS si prodighi, promuovendo e finanziando progetti finalizzati alla ricerca, per migliorare la durata e la qualit\u00e0 della vita dei malati e per sconfiggere la fibrosi cistica.<br \/>\nEd \u00e8 con questo spirito e con queste finalit\u00e0 che la fondazione pu\u00f2 contare su una rete di 900 ricercatori e sul lavoro di oltre 140 Delegazioni e Gruppi di sostegno, per far s\u00ec, che quello che \u00e8 possibile oggi, per un ristretto numero di malati, un domani, sia una realt\u00e0 per tutti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ci sono storie cos\u00ec straordinarie che vale la pena raccontare. Sono storie, che sanno trasmettere forza, coraggio e speranza, soprattutto a chi vive malattie difficili e a volte incurabili. Mary \u00e8 una ragazza affetta da fibrosi cistica, che con tenacia affronta questa malattia da 27 anni. Racconta di aver conosciuto, su fb, il suo compagno Fidelis, che all\u2019inizio, trovandolo troppo insistente, prov\u00f2 a dissuadere, dicendogli subito della sua malattia e del fatto che non sarebbe mai guarita. Molti ragazzi, l\u2019avevano lasciata per quei motivi, quindi non voleva soffrire, ma Fidelis determinato e testardo, un mese dopo, si present\u00f2 in ospedale con un mazzo di fiori\u2026 non poteva crederci e, nonostante gli ripetesse di non farsi illusioni, lui continuava ad andarla a trovare, riservandole doni e sorprese e dopo tre mesi le chiese di sposarlo. 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