{"id":169255,"date":"2020-03-05T19:19:38","date_gmt":"2020-03-05T18:19:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brundisium.net\/?p=169255"},"modified":"2020-03-07T10:28:48","modified_gmt":"2020-03-07T09:28:48","slug":"forum-ambiente-ed-italia-nostra-trasferire-la-marina-militare-a-capobianco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/forum-ambiente-ed-italia-nostra-trasferire-la-marina-militare-a-capobianco\/","title":{"rendered":"Forum Ambiente ed Italia Nostra: &#8220;trasferire la Marina Militare a Capobianco&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>&#8220;Un rilancio della citt\u00e0 e del porto di Brindisi che passi da una migliore collocazione della Base Navale della Marina Militare&#8221; \u00e8 l&#8217;oggetto di una lettera aperta inviata dal Forum Ambiente Salute e Sviluppo ed Italia Nostra al Sindaco di Brindisi, all&#8217;Assessore all&#8217;Urbanistica e Pianificazione del Territorio, all&#8217;Autorit\u00e0 di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale e per conoscenza al Ministro della Difesa.<\/p>\n<p>Di seguito ne riportiamo integralmente il testo:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Lo stato attuale del porto di Brindisi fu preconizzato sin dagli anni \u201980 del secolo scorso dal prof. Giulio Redaelli, architetto-urbanista estensore del piano regolatore cittadino, il quale afferm\u00f2, senza mezzi termini, che farlo divenire industriale asservendolo agli interessi dell\u2019Enel avrebbe significato la \u00abdistruzione di una risorsa portuale che \u00e8 centrale per l\u2019Europa, per l\u2019Italia e soprattutto per il Mezzogiorno\u00bb.<br \/>\nOra che l\u2019Enel ha annunciato di sua iniziativa l\u2019intento di uscire dall\u2019uso del carbone per la centrale elettrica di Cerano, ci rimangono i \u201ccocci\u201d dell\u2019errore commesso a suo tempo. Non \u00e8 superfluo evidenziare il grande patrimonio che si \u00e8 sperperato e come si abbia assistito inerti ad un \u201ccrimine\u201d lasciandosi travolgere da interessi circoscritti. Non lo \u00e8 nella misura in cui ci\u00f2 pu\u00f2 evitare la reiterazione di nuovi errori e a prendere decisioni coraggiose.<br \/>\nA Brindisi la relazione tra la citt\u00e0 e il porto \u00e8 sempre stata particolarmente complessa e spesso difficile soprattutto quando si vuol \u00e8 voluto far prevalere l\u2019una sull\u2019altro e ci vorrebbe buon senso e molto senso logico perch\u00e9 una non danneggi l\u2019altro e viceversa. Questo principio dovrebbe essere tenuto presente quando si discute di scelte che, gioco forza, si ripercuoterebbero sull\u2019intero sistema urbanistico e portuale anche con i problemi inerenti alle normative internazionali circa la security e la safety del porto. Dovrebbe essere tenuto presente soprattutto durante le fasi della programmazione del territorio.<br \/>\nll territorio di Brindisi con i suoi attori istituzionali (Comune, Regione, parlamentari locali, Autorit\u00e0 di Sistema) e con i rappresentanti delle categorie economiche e sociali, continua ad affannarsi dietro contingenze che sembrano piovute dall&#8217;alto, ma che sono tutte e solo conseguenze di un approccio disorganico. Evidenze di tale approccio sono rilevabili nello stato dell&#8217;economia e degli equilibri sociali di Brindisi, ma il suo porto ne \u00e8 l&#8217;esempio pi\u00f9 eclatante. Quella del porto \u00e8 una potenzialit\u00e0 ereditata dalla natura e dalla storia, che avrebbe richiesto un livello di programmazione e di attenzione capace di assecondarne l&#8217;espressione. Un asset come questo (tre bacini separati e riparati, una posizione geografica di importanza strategica invidiabile tanto da essere scelta dall\u2019ONU come base logistica, spazi retroportuali, incrocio di modalit\u00e0 e reti) si sarebbe dovuto valorizzare con la dotazione infrastrutturale necessaria, con la interrelazione logistica delle reti e modalit\u00e0 di trasporto, con la promozione dei rapporti e delle relazioni con i territori circostanti. Niente di tutto questo \u00e8 avvenuto, e la cronaca degli ultimi 25 anni (quelli passati dalla istituzione delle Autorit\u00e0 Portuali) \u00e8 la pi\u00f9 eloquente in questo senso.<br \/>\nLo storico dell\u2019arte Cesare\u2028 Brandi inizi\u00f2 un suo libro edito negli anni \u201860, \u2028\u201cViaggio nella Grecia antica\u201d, con la descrizione di una sua giornata a Brindisi\u2028 che visit\u00f2 in attesa di imbarcarsi per la Grecia\u2028 sul traghetto \u201cMessapia\u201d: \u00abLa bellezza di\u2028 Brindisi non \u00e8 travolgente, e pi\u00f9\u2028 che di bellezza bisogna parlare di attrattiva; ma il piano stesso della\u2028 lunga strada alberata, e lo sbocco su un mare dolcissimo, permette di assaporare via via per quel che vale, e vale parecchio &#8230;\u00bb. E continuando: \u00abIl porto si presenta, da un lato, ameno quasi come il porticciolo di Ischia, e qui pochi pini bastano a gradare il colore del mare e del cielo come su una tavolozza: poi di qua e di l\u00e0, la graziosa forcella che fa il mare incuneandosi, e che evoca non solo La Valletta, ma addirittura la posizione di New York, con Manhattan come un inguine, fra l\u2019Hudson e un braccio dell\u2019Oceano &#8230;\u00bb. Questa citazione ci permette di vedere attraverso gli occhi di un viaggiatore ci\u00f2 che ormai noi non riusciamo pi\u00f9 a vedere. Per questo siamo convinti che occorrono scelte importanti che rasentano i sogni, le utopie e che rimangono tali solo se non si ha il coraggio di tentarle. Noi ne proponiamo una.<br \/>\nSpostamento della base navale della Marina Militare a Capobianco con conseguente restituzione delle aree attualmente occupate dalla M.M. alla citt\u00e0 di Brindisi.<br \/>\nUn vecchio accordo di programma (mai realizzato) prevedeva che in localit\u00e0 Capo Bianco si dovesse costruire per la Marina Militare un deposito carburanti su una colmata da realizzarsi accanto a quella esistente.<br \/>\nL\u2019intervento che si propone \u00e8 lo spostamento della base navale dal Seno di Ponente alla colmata realizzata a Capo Bianco dalla British Gas che pare il sito idoneo ad ospitare l\u2019insediamento militare con la costruzione della logistica necessaria alla base navale (capannoni per officine, palazzine per il Comando, uffici, banchine per l\u2019ormeggio delle unit\u00e0 navali militari ed anche di piccoli bacini di carenaggio).<\/p>\n<p>Esistono altri validi elementi a favore di tale spostamento con indubbi vantaggi per tutte le parti.<\/p>\n<p>Aspetti positivi per la Marina Militare<br \/>\na) Si consideri innanzitutto che in detta localit\u00e0 vi sono vaste aeree, circa 15 ettari, demaniali e che potrebbero servire da ulteriore supporto logistico;<br \/>\nb) inoltre nelle immediate vicinanze, sulle isole Pedagne, si trova una base operativa della Marina Militare;<br \/>\nc) a poca distanza sorge il poligono di tiro di Torre Cavallo;<br \/>\nd) \u00e8 da considerare che il recente naviglio della M.M. come la portaerei Trieste avrebbe pi\u00f9 facilit\u00e0 e velocit\u00e0 di attracco che non nel seno di ponente con conseguente risparmio di tempo in termini di operativit\u00e0;<br \/>\ne) gli immobili all\u2019interno della base navale sono vetusti e quindi richiedono cospicue risorse per le necessarie manutenzioni, le superfici coperte circa 61.000 mq (per un volume di 443.000 m3), sono in buona parte inutilizzate o sottoutilizzate (circa il 40%);<br \/>\nf.) per i motivi sopra esposti si pu\u00f2 prefigurare una base navale completa, funzionale e razionale progettata e costruita su misura alle reali esigenze della Marina Militare. La sua collocazione periferica, e quindi decentrata rispetto al centro cittadino, \u00e8 facilmente raggiungibile attraverso l\u2019efficiente sistema viario della zona industriale,<br \/>\ng) In sostanza un tale investimento, razionalizzando la presenza della forza armata e commisurandola alle sue reali esigenze, non pu\u00f2 che dare maggiori garanzie ai lavoratori del comparto.<\/p>\n<p>Aspetti positivi per la citt\u00e0<br \/>\na) la conseguente restituzione al territorio delle aree attualmente occupate dalla Marina Militare soddisfacendo lo storico desiderio dei cittadini<br \/>\nb) ovviamente una migliore sistemazione urbanistica<br \/>\nc) la disponibilit\u00e0 di circa 11\/12 ettari potrebbero cambiare il volto e l\u2019assetto urbanistico di Brindisi con enormi benefici su un area territoriale molto vasta,<br \/>\nd) dal punto di vista urbanistico, uno degli immediati vantaggi sarebbe l\u2019eliminazione della strozzatura innaturale costituita dall\u2019impedimento del passaggio da porta Revel a porta Monsignore (sono cos\u00ec chiamati i varchi del comparto militare). Si riacquisirebbe un lungomare che dalla stazione marittima si prolungherebbe sino ai capannoni della Saca e quindi allo svincolo dei Pittacchi. Con tale riacquisizione si avrebbe la possibilit\u00e0 di uso di diverse centinaia di metri di banchine sottostanti il Castello con una spiccata potenzialit\u00e0 turistica. Si avrebbero tutti requisiti per dare vita a una base eccezionale, particolarmente importante per questo settore per la disponibilit\u00e0, con vantaggi indiscutibili, di strutture gi\u00e0 esistenti (capannoni ex Saca e della M.M.) che sarebbero utilissime per creare una piattaforma logistica. Un seno di Ponente che potrebbe essere dichiarato a tutti gli effetti \u201carea urbana\u201d;<br \/>\ne) gli effetti e i risultati sarebbero prevedibilmente di vasta portata, un intervento del genere prevede ragionevolmente una cantierizzazione di molti anni che contribuirebbe al rilancio dell\u2019imprenditoria locale dell\u2019aera territoriale e conseguentemente ad un incremento non trascurabile dell\u2019occupazione Inoltre la portualit\u00e0 si potenzierebbe acquisendo pi\u00f9 chance nei confronti dei mercati turistici. Tutto ci\u00f2 porterebbe sicuri benefici ben oltre la citt\u00e0 di Brindisi. Sotto tale aspetto si pu\u00f2 facilmente intuire la strategicit\u00e0 che questo intervento assumerebbe;<br \/>\nf) non ultimo sarebbe da considerare che se il naviglio militare (Cavour o soprattutto il Trieste) &#8211; pur superando le difficolt\u00e0 anzi esposte &#8211; dovesse ormeggiare nel seno di ponente, il suo bacino di evoluzione colliderebbe con l\u2019esistenza della Lega Navale o quanto meno con i suoi pontili.5<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>FORUM AMBIENTE SALUTE E SVILUPPO Brindisi<br \/>\nITALIA NOSTRA Brindisi<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Un rilancio della citt\u00e0 e del porto di Brindisi che passi da una migliore collocazione della Base Navale della Marina Militare&#8221; \u00e8 l&#8217;oggetto di una lettera aperta inviata dal Forum Ambiente Salute e Sviluppo ed Italia Nostra al Sindaco di Brindisi, all&#8217;Assessore all&#8217;Urbanistica e Pianificazione del Territorio, all&#8217;Autorit\u00e0 di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale e per conoscenza al Ministro della Difesa. Di seguito ne riportiamo integralmente il testo: &nbsp; Lo stato attuale del porto di Brindisi fu preconizzato sin dagli anni \u201980 del secolo scorso dal prof. Giulio Redaelli, architetto-urbanista estensore del piano regolatore cittadino, il quale afferm\u00f2, senza mezzi termini, che farlo divenire industriale asservendolo agli interessi dell\u2019Enel avrebbe significato la \u00abdistruzione di una risorsa portuale che \u00e8 centrale per l\u2019Europa, per l\u2019Italia e soprattutto per il Mezzogiorno\u00bb. Ora che l\u2019Enel ha annunciato di sua iniziativa l\u2019intento di uscire dall\u2019uso del carbone per la centrale elettrica di Cerano, ci rimangono i \u201ccocci\u201d dell\u2019errore commesso a suo tempo. 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