{"id":1722,"date":"2013-12-30T07:51:25","date_gmt":"2013-12-30T06:51:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.seltest.info\/brun\/?p=1722"},"modified":"2013-12-31T19:49:52","modified_gmt":"2013-12-31T18:49:52","slug":"no-al-carbone-di-smettiamola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/no-al-carbone-di-smettiamola\/","title":{"rendered":"No al Carbone: &#8220;Di-Smettiamola&#8221;"},"content":{"rendered":"<div>Nel quadro dell\u2019attuale produzione di energia elettrica in Italia e delle sue prospettive future \u00e8 ancora necessario o utile avere ancora una mega centrale a carbone come quella di Cerano?<b>\u00a0<\/b><\/div>\n<div><b>Noi crediamo di no.<\/b><\/p>\n<div>Da una semplice lettura dei dati statistici sull\u2019energia elettrica in Italia per l\u2019anno 2012, contenuti nella \u201cnota di sintesi\u201d\u00a0<b><a title=\"http:\/\/www.terna.it\/LinkClick.aspx?fileticket=S14eWNgRUNs%3d&amp;tabid=649\" href=\"http:\/\/www.terna.it\/LinkClick.aspx?fileticket=S14eWNgRUNs%3d&amp;tabid=649\">pubblicata sul sito di Terna s.p.a<\/a><\/b> (la societ\u00e0 di gestione della rete nazionale), risulta evidente che la potenza installata, ovvero la possibilit\u00e0 di generare energia elettrica da parte degli impianti esistenti, sia oltre il doppio di quanto richiesto nel momento di massimo consumo (picco di domanda).<\/div>\n<div><\/div>\n<div>I numeri sono chiari, su 124.234 MW di potenza istallata si utilizzano al massimo 54.113 MW, circa il 43% di quelli disponibili.<\/div>\n<div>Ma non basta, rispetto all\u2019anno precedente, nel 2012 c\u2019\u00e8 stato un incremento del 4,9%, ben 5.791 MW in pi\u00f9, una potenza equivalente ad oltre due centrali di Cerano.<\/div>\n<div>Un incremento sostenuto dagli impianti di energie rinnovabili, in particolare quelli fotovoltaici, che hanno avuto una crescita fino a pochi anni fa ritenuta impossibile.<br \/>\nAppare quindi evidente che in Italia esiste gi\u00e0 ora <b>un eccesso di impianti di produzione di energia elettrica.<\/b> Con un tendenziale incremento di quelli alimentati con fonti rinnovabili. Sarebbe quindi logico che la strategia energetica nazionale prevedesse non solo di non procedere alla realizzazione di ulteriori centrali alimentate da combustibili fossili, ma di iniziare a ridurre la loro ingombrante presenza, <b>a cominciare da quelle di maggiore impatto ambientale.<\/b> Nello stesso tempo andrebbe subito regolata e favorita la crescita della produzione da fonti rinnovabili, tramite piccoli impianti distribuiti sul territorio, collegati in rete e dotati di sistemi di accumulo dell\u2019energia elettrica.<br \/>\nFinalmente, a livello internazionale e soprattutto europeo, la possibilit\u00e0 di un progressivo <b>abbandono dell\u2019uso di fonti fossili<\/b> per la produzione di energia non viene pi\u00f9 considerata un\u2019utopia, come accadeva nel recente passato, ma piuttosto un obiettivo prioritario per la sopravvivenza ed il benessere dei popoli.<\/p>\n<div>Perch\u00e9 allora non proporre a cominciare dall\u2019Italia l\u2019eliminazione di quei combustibili, <b>come il carbone<\/b>, che provocano i maggiori danni alla salute, all\u2019ambiente ed al clima?<br \/>\nPerch\u00e9 continuare a subire sul nostro territorio la presenza di <b>mega impianti a carbone come quello Enel di Cerano o Edipower <\/b>(di cui chiediamo l\u2019immediata e definitiva chiusura), con tutte le conseguenze negative non solo sulla salute delle popolazioni salentine, ma anche sulle possibilit\u00e0 economiche ed occupazionali legate alla funzionalit\u00e0 del porto e dei circa 12 km di costa a sud di Brindisi, allo sviluppo di attivit\u00e0 sostenibili, al turismo o all\u2019agricoltura?<br \/>\nSono domande apparentemente ingenue, le cui risposte si trovano negli enormi interessi economici in gioco che riescono a condizionare buona parte del sistema politico e sociale.<\/div>\n<div>La nostra opposizione all\u2019uso del carbone come combustibile nelle centrali termoelettriche, come nel caso di Cerano, si basa sul peso dei costi sociali ed ambientali che questo comporta e che non possono essere certo compensati dal finanziamento di attivit\u00e0 culturali o sportive.<\/div>\n<div>Anche il beneficio occupazionale non pu\u00f2 essere utilizzato come <b>un\u2019arma di ricatto.<\/b><\/div>\n<div>Nella massima tutela di tutti i lavoratori, vanno quindi cercate soluzioni alternative che garantiscano il benessere di tutti, lavoratori compresi.<\/div>\n<div><b>L\u2019ipotesi di arrivare nei prossimi anni alla dismissione della centrale di Cerano pu\u00f2 apparire velleitaria e puramente provocatoria, ma non \u00e8 cos\u00ec.\u00a0<\/b><\/div>\n<div>Siamo partiti dai dati nazionali per evidenziare che l\u2019apporto della centrale di Cerano in termini di potenza installata, con i suoi 2.640 MW, <b>non \u00e8 affatto determinante<\/b> alla sicurezza dell\u2019approvvigionamento di energia elettrica.<\/div>\n<div>In altre parole, da questo punto di vista, <b>se ne potrebbe tranquillamente fare a meno.<\/b><br \/>\nA questo si aggiunge che, a livello regionale, la Puglia registra un <b>surplus di energia elettrica<\/b> pari all\u201983,5% (produce quasi il doppio di quello che consuma), con una produzione assoluta di poco inferiore solo a quella della Lombardia.<\/div>\n<div>Questo aspetto sgombera il campo dalla presenza di<b> presunti interessi strategici di sicurezza nazionale<\/b>. Restano invece molto forti gli interessi dell\u2019azienda ENEL e dei soggetti che a vario titolo ne sono cointeressati.<\/div>\n<div>Non \u00e8 in discussione tanto l\u2019atteggiamento dell\u2019azienda, che cinicamente cerca di perseguire i suoi interessi economici e commerciali, ma quello che ci sembra chiaro \u00e8 che l\u2019interesse generale stia da un\u2019altra parte, cio\u00e8 dalla parte delle popolazioni.<\/div>\n<div>Questo lo vogliamo ricordare in particolare ai soggetti politici che, in quanto rappresentanti del popolo, sono tenuti a tutelare l\u2019interesse generale, sia a livello nazionale che locale.<br \/>\nA questo proposito, continueremo a seguire e sostenere le proposte e le iniziative che vanno nella direzione di un <b>ridimensionamento del polo energetico brindisino e della eliminazione dell\u2019uso del carbone<\/b>. Come faremo anche in occasione del Consiglio Comunale monotematico previsto in gennaio a Brindisi.<\/p>\n<div>Ma, anche per le considerazioni esposte, riteniamo possibile e necessario proporre in modo chiaro, per i prossimi anni, <b>la progressiva e definitiva dismissione della centrale di Cerano.\u00a0<\/b> Un&#8217; ipotesi complessa che va definita nei tempi e nei modi, da associare ad una revisione dell&#8217;intero comparto industriale, che porti alla bonifica dell&#8217;area ed alla dismissione di tutti gli impianti che inquinano e devastano il nostro territorio. In un possimo futuro vorremmo poter offrire ai nostri figli, ma anche a noi stessi, <b>un ambiente sano e ed un territorio non asservito<\/b>, in grado di recuperare e valorizzare le sue potenzialit\u00e0,<b> sviluppando cos\u00ec opportunit\u00e0 di lavoro e benessere per tutti.<\/b> Un augurio non da poco \u2026 buon 2014!<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel quadro dell\u2019attuale produzione di energia elettrica in Italia e delle sue prospettive future \u00e8 ancora necessario o utile avere ancora una mega centrale a carbone come quella di Cerano?\u00a0 Noi crediamo di no. 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