{"id":172867,"date":"2020-05-26T17:12:35","date_gmt":"2020-05-26T15:12:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brundisium.net\/?p=172867"},"modified":"2020-05-26T17:12:35","modified_gmt":"2020-05-26T15:12:35","slug":"versalis-il-presidente-nazionale-legambiente-stefano-ciafani-scrive-ai-ministri-costa-e-patuanelli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/versalis-il-presidente-nazionale-legambiente-stefano-ciafani-scrive-ai-ministri-costa-e-patuanelli\/","title":{"rendered":"Versalis: il Presidente nazionale Legambiente Stefano Ciafani scrive ai ministri Costa e Patuanelli"},"content":{"rendered":"<p>Egr. Ministri,<\/p>\n<p>fra le molte vertenze che impegnano i Loro ministeri, sicuramente merita attenzione quella riguardante Brindisi e, in particolare, il futuro dei poli chimico ed energetico oltre che di migliaia di lavoratori e lavoratrici.<\/p>\n<p>Il 20 maggio scorso il Sindaco di Brindisi, ing. Riccardo Rossi, ha emesso un\u2019ordinanza contingibile e urgente disponendo l\u2019immediata sospensione dell\u2019esercizio dell\u2019impianto di cracking per la produzione di Etilene e Propilene P1CR con riferimento a tutte le sue sezioni principali.<\/p>\n<p>A Brindisi, dopo l\u2019emissione dell\u2019ordinanza, si rischia un nuovo conflitto fra il diritto al lavoro e quello all\u2019ambiente e alla salute. E\u2019 un conflitto che va scongiurato, rendendo concreta una prospettiva di sviluppo industriale socialmente e ambientalmente sostenibile.<br \/>\nA causare l\u2019emissione dell\u2019atto amministrativo \u00e8 stato il report con cui l\u2019Arpa Puglia ha documentato i ripetuti sforamenti registrati dalle centraline di rilevamento della qualit\u00e0 dell\u2019aria, con riferimento primario a benzene e toluene nell\u2019area del petrolchimico (alle 12 del 20 maggio \u00e8 stato rilevato un valore di 35 microgrammi\/metrocubo di benzene); si sono registrati superamenti dei limiti di legge pari anche al 200 e 300 per cento di due pericolosi cancerogeni, i cui effetti sanitari legati all\u2019esposizione in ambiente di lavoro e di vita sono stati ben documentati dall\u2019Oms e dallo Iarc. Il report l\u2019Arpa l\u2019ha inviato oltre che al Sindaco di Brindisi al Ministero dell\u2019Ambiente, all\u2019Ispra, alla Regione Puglia e alla Procura della Repubblica di Brindisi.<\/p>\n<p>L\u2019ordinanza contingibile e urgente si configura come un atto dovuto da parte del Sindaco, in quanto ufficiale di governo in materia sanitaria e alla luce del comportamento della direzione nazionale e locale di Eni Versalis. La societ\u00e0, infatti, a fronte della rilevanza dei dati registrati dalle centraline in vari punti della citt\u00e0 e, in primo luogo, in quelle dell\u2019area industriale e di quella portuale, ha continuato a minimizzare la portata dei fatti. Tante volte in passato, in presenza di numerosi episodi di immissione in torcia e dispersione in atmosfera di sostanze altamente pericolose ha parlato di guasti e provato a considerare unilateralmente \u201cinvalidi\u201d i dati registrati.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Soltanto soffermandosi sul recente passato segnaliamo alcuni atti del Comune di Brindisi:<\/p>\n<p><em>-la diffida comunale prot. 98430 del 10\/10\/2018 (\u201cDiffida al Gestore dello Stabilimento Versalis S.p.a. in ordine alla predisposizione urgente di adeguate misure e idonei strumenti volti al non verificarsi di eventi emissivi incontrollati\u201d);<\/em><br \/>\n<em>-il procedimento di ordinanza avviato con nota prot. 0016494 del 16\/2\/2019 per la chiusura dell&#8217;impianto del cracking per ripetuti eventi di accensione della torcia;<\/em><br \/>\n<em>&#8211; l\u2019istanza di riesame AIA di cui alla nota prot. n. 0107663 del 08\/11\/2018 che non appare essere stata considerata nell&#8217;avvio di procedimento ministeriale DVA n. 27394 del 4\/12\/2018, pur ribadita con nota prot. 0016494 del 5 marzo 2019, anche al fine di determinare un presidio ambientale costante sulla qualit\u00e0 dell\u2019aria, con particolare riferimento agli eventi transitori ed accidentali, a mezzo di predisposizione di un sistema di monitoraggio in continuo degli inquinanti organici ed inorganici principali, con installazioni di SME in prossimit\u00e0 dei punti di emissione prevalenti, e con un numero congruo di centraline posizionate nei punti di massima ricaduta di dette emissioni interni ed esterni allo stabilimento, con campionamento in doppio perenne per le valutazioni in contraddittorio con le autorit\u00e0 di controllo dotate di laboratorio accreditato<\/em><br \/>\n<em>&#8211; nell\u2019ambito del riesame gi\u00e0 conclusosi cfr. ID 133\/9969, con nota prot n. 0110002 del 13-11-2019, erano state formulate indicazioni dall&#8217; amministrazione comunale, alcune delle quali a valere anche quali misure complementari di cui all\u2019art. 29 undecies del DLgs 152\/2006 e ss.mm.ii a seguito di eventi ricorrenti di utilizzo delle torce di emergenza con emissioni copiose e visibili, altre da intendersi quali prescrizioni del Sindaco, di cui agli articoli 216 e 217 del regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265. Nell\u2019ambito della stessa conferenza di servizi, come evincibile dal resoconto verbale del 14\/11\/2019, gran parte delle richieste formulate, pur se in linea tecnica ritenute assentibili, furono trascurate in seno allo stesso procedimento, ritenendo potessero essere meglio valorizzate nell\u2019ambito del riesame attualmente in corso di procedimento.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u00c8 evidente l\u2019importanza e l\u2019urgenza, tanto pi\u00f9 dopo l\u2019emissione dell\u2019ordinanza, di accelerare il riesame dell\u2019Aia traducendo in impegni concreti le dichiarazioni di principio riferite al piano di monitoraggio, ferma restando la necessit\u00e0 di rimuovere le cause che hanno motivato tale ordinanza con quegli interventi tecnologici di riqualificazione del processo produttivo, conditio sine qua non per l\u2019assunzione di atti amministrativi che consentano il riavvio dell\u2019impianto di cracking.<\/p>\n<p>Legambiente, per\u00f2, ritiene non pi\u00f9 rinviabile un confronto che porti ad una progressiva riconversione dei processi produttivi in una realt\u00e0 in cui gli insediamenti chimici hanno rappresentato una delle cause principali di riconoscimento dell\u2019area a elevato rischio di crisi ambientale, del piano di risanamento reso operativo con il Dpr dell\u2019aprile 1998 (purtroppo disatteso anche per quel che attiene progetti di priorit\u00e0 1), dell\u2019area Sin e di conseguenti progetti di bonifica, fra i quali quello dei 44 ettari della discarica Micorosa nella quale sono stati seppelliti rifiuti del petrolchimico, pericolosi e cancerogeni, oggi sottoposti a un intervento di semplice messa in sicurezza.<br \/>\nL\u2019Eni sta ripetutamente pubblicizzando progetti di riconversione ecologica, di economia circolare e di chimica verde mentre non riesce a dare seguito nemmeno alla realizzazione di torce a terra su cui pure si era impegnata. E\u2019 bene, quindi, verificare l\u2019attuazione del piano complessivo di riconversione del petrolchimico di Brindisi.<\/p>\n<p>Questo piano va strettamente connesso con quello concernente il futuro del polo energetico, oggi costituito dai 1170 Mw della centrale a turbogas di Enipower, dai 2640 Mw della centrale Enel Brindisi sud (della quale \u00e8 in esercizio circa un gruppo equivalente) e dalla centrale A2a Brindisi nord di 1280 Mw chiusa dal 2012.<\/p>\n<p>Il piano di decarbonizzazione non pu\u00f2 prevedere l\u2019approvazione dei progetti, attualmente sottoposti all\u2019esame della commissione Via del Ministero, sia dell\u2019Enel sia di A2A, in quanto le centrali proposte sarebbero alimentate anch\u2019esse da combustibile fossile (metano) e rappresenterebbero un anacronismo rispetto agli obiettivi di transizione energetica e di nuovi scenari fondati sulle fonti rinnovabili.<br \/>\nIl polo energetico di Brindisi era stato individuato dallo stesso Governo come emblema della decarbonizzazione da realizzare entro il 2025 e deve essere parte essenziale del Piano territoriale per la giusta transizione e del Piano nazionale, fondato su fonti rinnovabili, efficientamento energetico, economia circolare e green economy, che consenta l\u2019accesso allo Just transition fond, ai fondi strutturali 2021-2027 e a quelli della Banca europea investimenti (Bei).<\/p>\n<p>Legambiente auspica un sollecito intervento da parte dei destinatari della presente affinch\u00e9 si apra subito un confronto con le rappresentanze istituzionali e sociali locali, con il coinvolgimento delle associazioni ambientaliste, sul funzionamento dell\u2019impianto di cracking, sui processi produttivi da riconvertire finalizzato a definire un piano territoriale per la giusta transizione capace di dare risposte ai problemi occupazionali e ambientali.<\/p>\n<p>In attesa di un gradito riscontro, cordiali saluti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Stefano Ciafani<\/em><br \/>\n<em>Presidente nazionale di Legambiente<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Egr. Ministri, fra le molte vertenze che impegnano i Loro ministeri, sicuramente merita attenzione quella riguardante Brindisi e, in particolare, il futuro dei poli chimico ed energetico oltre che di migliaia di lavoratori e lavoratrici. Il 20 maggio scorso il Sindaco di Brindisi, ing. Riccardo Rossi, ha emesso un\u2019ordinanza contingibile e urgente disponendo l\u2019immediata sospensione dell\u2019esercizio dell\u2019impianto di cracking per la produzione di Etilene e Propilene P1CR con riferimento a tutte le sue sezioni principali. A Brindisi, dopo l\u2019emissione dell\u2019ordinanza, si rischia un nuovo conflitto fra il diritto al lavoro e quello all\u2019ambiente e alla salute. E\u2019 un conflitto che va scongiurato, rendendo concreta una prospettiva di sviluppo industriale socialmente e ambientalmente sostenibile. 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