{"id":172870,"date":"2020-05-26T17:20:21","date_gmt":"2020-05-26T15:20:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brundisium.net\/?p=172870"},"modified":"2020-06-01T14:50:08","modified_gmt":"2020-06-01T12:50:08","slug":"niente-sara-piu-come-prima-vale-anche-a-brindisi-di-carmine-dipietrangelo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/niente-sara-piu-come-prima-vale-anche-a-brindisi-di-carmine-dipietrangelo\/","title":{"rendered":"Niente sar\u00e0 pi\u00f9 come prima&#8230;.vale  anche a Brindisi? Di Carmine Dipietrangelo"},"content":{"rendered":"<p>In tempi di coronavirus siamo stati e siamo costretti a riflessioni esistenziali. Ci troviamo di fronte un passaggio d\u2019epoca. Luoghi, spazi, spostamenti, mobilit\u00e0, tipo di sviluppo, lavoro e modalit\u00e0 delle sue espressioni, rapporto umani con l\u2019ambiente e la natura, sono diventati elementi di queste riflessioni.<\/p>\n<p>Nei passaggi d\u2019epoca sono necessari pensieri lunghi. E se ha un senso l\u2019affermazione \u201cniente sar\u00e0 pi\u00f9 come prima\u201d bisogna ripartire da visioni lungimiranti in grado di mettere in discussione vecchi assetti e consolidate abitudini.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Vale per tutti e vale anche per Brindisi dove in questi giorni di Covid 19 di fronte a dati allarmanti per l\u2019ambiente registrati e denunciati dall\u2019Arpa e dal sindaco, la reazione e la discussione sembra essere sempre la stessa: la storica contrapposizione tra industria e ambiente, tra lavoro e salute. E le risposte sono quelle di sempre, cos\u00ec come i fomentatori di questa contrapposizione sono i soliti protagonisti che pensano alcuni di difendere lo status quo e altri di volerlo cambiare senza fare i conti con la realt\u00e0&#8230; e a prescindere e senza costruire necessari e solidi ponti tra presente e futuro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ci si divide senza voler prendere in considerazione i pensieri e le sofferenze di questi mesi che ci hanno accomunato.<\/p>\n<p>La normalit\u00e0 non sar\u00e0 pi\u00f9 quella di prima\u2026 tutti dobbiamo cambiare! Ma ne siamo consapevoli e soprattutto lo sono le classi dirigenti?<br \/>\nL\u2019apparato produttivo e industriale della citt\u00e0 \u00e8 quello che \u00e8 stato. Quanto durer\u00e0 e chi lo controlla? Sar\u00e0 sempre cos\u00ec come si \u00e8 sviluppato e consolidato in questi ultimi 60 anni?<\/p>\n<p>Sar\u00e0 ancora utile al posizionamento e alla collocazione nel mercato internazionale delle produzioni, dei servizi, e del lavoro?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nel difendere l\u2019ambiente e la salute e nel presumere di difendere l\u2019industria fonte di lavoro bisogna utilizzare nuovi paradigma e nuovi pensieri.<\/p>\n<p>La citt\u00e0 non pu\u00f2 pi\u00f9 rimanere prigioniera del passato. Non \u00e8 pi\u00f9 tempo di crociate ma di dialogo costruttivo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Brindisi all\u2019industria non pu\u00f2 e non deve rinunciare e con essa deve saper ricostruire un nuovo rapporto. L\u2019 apparato industriale va ripensato e parte di esso reso compatibile con la salvaguardia dell\u2019ambiente e della salute. Ma Brindisi deve riprendere in considerazione anche il contributo che possono dare al suo sviluppo altri settori come l\u2019agricoltura e le sue filiere agroalimentari ed enogastronomiche, il turismo e la valorizzazione e il potenziamento delle sue infrastrutture a partire da quelle portuali.<\/p>\n<p>Il lavoro e la salute devono ritornare ad essere centrali.<\/p>\n<p>Al lavoro e alla salute dei cittadini \u00e8 legato tutto, dalla coesione sociale alla sopravvivenza di una comunit\u00e0. Molta occupazione cos\u00ec come molte nostre aziende, o almeno in gran parte, vivono da sempre all\u2019ombra dei grossi insediamenti industriali e vanno in sofferenza, se c\u2019\u00e8 carenza di investimenti e di prospettiva. La presenza della grande industria in citt\u00e0 ha rappresentato la stabilit\u00e0 lavorativa per decenni ed allo stesso tempo ha compromesso in termini ambientali il territorio causando danni seri alla salute e all\u2019ambiente.<\/p>\n<p>Coniugare l\u2019esigenza di lavoro con il rispetto per l\u2019ambiente \u00e8 la sfida centrale di questo secolo e solo chi riuscir\u00e0 a farlo potr\u00e0 sperare in un futuro migliore.<\/p>\n<p>La soluzione per creare lavoro non pu\u00f2 essere pi\u00f9 la devastazione del territorio e l\u2019inquinamento selvaggio come il rispetto per l\u2019ambiente non pu\u00f2 significare la cancellazione dell\u2019industria. Rendere circolare l\u2019economia, rendere i processi idonei a produrre ricchezza minimizzando gli impatti ambientali non significa eliminare l\u2019industria dalle attivit\u00e0 produttive. Al contrario. Paradossalmente proprio dove per decenni l\u2019industria \u00e8 stata cos\u00ec poco interessata all\u2019ambientalizzazione dei processi ed alla produzione incontrollata di rifiuto inquinante, c\u2019\u00e8 tanto da fare.<\/p>\n<p>Ci sono le bonifiche e la riconversione dei siti, c\u2019\u00e8 la dismissione del carbone, ci sono i lavori per ottimizzare le produzioni esistenti al fine di renderle meno impattante possibile con l\u2019utilizzo delle migliori tecnologie, ci sono gli investimenti in nuove tecnologie a impatto zero. Non si pu\u00f2 rinunciare all\u2019industria e al contributo che i grandi gruppi storicamente presenti nel territorio possono e ancora devono dare. Vanno richiamati, questi ultimi, ad un confronto sui possibili e rispettivi piani di investimenti per processi e prodotti industriali e di servizi di nuova generazione.<\/p>\n<p>La politica cittadina, cos\u00ec come le imprese e i lavoratori con le loro organizzazioni, le associazioni di cittadini, con trasparenza e rigore devono giocare un ruolo di primo piano in questo processo, diversamente dal passato in cui \u00e8 stato esercitato un ruolo passivo e succube di scelte altrui per interessi particolari e non generali. Il tutto deve essere fatto avendo una chiara visione del futuro esplicitata attraverso una capacit\u00e0 di nuova e pi\u00f9 lungimirante programmazione, garantite e e orientate da competenze specifiche e disponibilit\u00e0 al dialogo. La proposta di un patto per lo sviluppo e la salute del territorio va allora rilanciata e aggiornata per riprendere una strada nuova e per creare condizioni in cui tutti gli attori siano coinvolti e consapevoli di dare ognuno il proprio contributo senza scadere in un velleitarismo inconcludente ma senza neanche difendere lo status quo di un industria in affanno.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Bisogna scrivere una nuova pagina per la citt\u00e0.<br \/>\nLa politica urlata delle denunce e delle colpevolizzazioni dovrebbe lasciare il posto al buon senso da parte di tutti gli attori. Il muro contro muro serve solo a rimandare la soluzione dei problemi che rischiano di diventare irrisolvibili con il passare del tempo. Si riaprano i tavoli del dialogo, si dia spazio alle associazioni di categoria, alle associazioni sindacali, ai grandi player dell\u2019industria sul territorio che devono essere coinvolti e resi corresponsabili del futuro del nostro\/loro territorio.<\/p>\n<p>Occorre la consapevolezza da parte di tutti(e tra questi anche io) che in passato si sono commessi degli errori clamorosi, occorre la disponibilit\u00e0 a riparare i danni fatti e rilanciare con investimenti verso un futuro con una economia sostenibile al passo con le sfide di questo di questo tempo. E pi\u00f9 che improvvisazioni dell\u2019ultimo momento sono necessari strumenti efficaci e semplici, risorse reali, politiche pubbliche e volont\u00e0 da sollecitare con coraggio. La nuova classe dirigente della citt\u00e0 ha di fronte a se questa sfida.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>Carmine Dipietrangelo<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In tempi di coronavirus siamo stati e siamo costretti a riflessioni esistenziali. Ci troviamo di fronte un passaggio d\u2019epoca. Luoghi, spazi, spostamenti, mobilit\u00e0, tipo di sviluppo, lavoro e modalit\u00e0 delle sue espressioni, rapporto umani con l\u2019ambiente e la natura, sono diventati elementi di queste riflessioni. Nei passaggi d\u2019epoca sono necessari pensieri lunghi. E se ha un senso l\u2019affermazione \u201cniente sar\u00e0 pi\u00f9 come prima\u201d bisogna ripartire da visioni lungimiranti in grado di mettere in discussione vecchi assetti e consolidate abitudini. &nbsp; Vale per tutti e vale anche per Brindisi dove in questi giorni di Covid 19 di fronte a dati allarmanti per l\u2019ambiente registrati e denunciati dall\u2019Arpa e dal sindaco, la reazione e la discussione sembra essere sempre la stessa: la storica contrapposizione tra industria e ambiente, tra lavoro e salute. 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