{"id":173253,"date":"2020-06-05T08:57:32","date_gmt":"2020-06-05T06:57:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brundisium.net\/?p=173253"},"modified":"2020-06-05T08:57:32","modified_gmt":"2020-06-05T06:57:32","slug":"versalis-ass-ambientaliste-e-una-storia-sbagliata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/versalis-ass-ambientaliste-e-una-storia-sbagliata\/","title":{"rendered":"Versalis, Ass. Ambientaliste: &#8220;\u00e8 una storia sbagliata&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><em>Si seguito riportiamo integralmente una nota sottoscritta da Forum Ambiente Salute e Sviluppo, ISDE Medici per l\u2019ambiente, Legambiente Brindisi, No al carbone, Salute pubblica e WWF Brindisi ed indirizzata a Sergio Costa, Ministro dell\u2019Ambiente e della tutela del territorio e del mare, Michele Emiliano, Governatore Regione Puglia, e Riccardo Rossi, Sindaco di Brindisi.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Oggetto: Eni Versalis \u201cE\u2019 una storia sbagliata\u201d<\/p>\n<p>Quando il sindaco di Brindisi Rossi ha emesso l\u2019ordinanza di sospensione dell\u2019impianto di cracking di Eni Versalis, ci siamo chiesti se le motivazioni addotte, non quelle abbondantemente documentabili, fossero tali da giustificare l\u2019emissione dell\u2019atto amministrativo in questione e non di una diffida con indicazione dei termini entro cui provvedere al rimuovere le cause del danno provocato e ripetibile.<br \/>\nLa seconda ordinanza era fondata principalmente sul puntuale report dell\u2019Arpa ed individuava una correlazione diretta dei processi produttivi di Eni Versalis, non del solo cracking, con i riscontrati picchi di emissione di Toluene e soprattutto di Benzene, arrivato quest\u2019ultimo sino a 35 microgrammi per metro cubo, registrati nella centralina sita in localit\u00e0 Micorosa, a ridosso del petrolchimico e di una torcia in cui frequenti sono state le \u201csfiammate\u201d ed i superamenti di limiti di emissione.<br \/>\nUna ordinanza contingibile e urgente non \u00e8 un semplice atto amministrativo e ancor pi\u00f9 un atto politico, ma \u00e8 l\u2019atto a cui un sindaco si trova costretto a ricorrere, in quanto ufficiale di governo in materia sanitaria, quando si sia in presenza di danni e di pericoli per la salute pubblica, accertati ed anche reiterati, rispetto ai quali sia dimostrato il rapporto di causa\/effetto fra una attivit\u00e0 insalubre ed altamente inquinante e l\u2019effetto sulla salute pubblica, nel caso specifico legato ad un pericolosissimo agente cancerogeno.<br \/>\nUn\u2019ordinanza contingibile e urgente della fattispecie di quella emessa dal sindaco Rossi, tanto pi\u00f9 alla luce del rapporto causa effetto da lui indicato, pu\u00f2 essere revocata soltanto a condizione che sia rimossa la causa, cio\u00e8 la fonte emissiva accidentale o frequente indicata, non sulla base di generiche promesse e ancor pi\u00f9 di impegni gi\u00e0 contenuti in precedenti accordi nel riesame dell\u2019autorizzazione integrata ambientale (AIA), cos\u00ec come segnalato in un infelice documento di parlamentari dei 5 stelle, che hanno citato dichiarazioni del responsabile nazionale AIA e della sottosegretaria Todde: tutti sanno, peraltro, che molti di questi impegni, oltretutto ben poco incidenti sull\u2019impatto ambientale dei processi produttivi, sono stati tante volte disattesi o procrastinati, a cominciare dalle torce a terra, tanto che la stessa amministrazione comunale di Brindisi ha chiesto, inutilmente, la convocazione del tavolo per un nuovo riesame dell\u2019AIA.<br \/>\nSolo a titolo esemplificativo, si evidenzia che avrebbe potuto rappresentare elemento giustificativo della revoca dell\u2019ordinanza, la cessione della gestione, a fini di controllo, delle centraline ubicate dall\u2019impresa all\u2019interno dello stabilimento, al solo soggetto pubblico ed all\u2019Arpa. Ma cos\u00ec non \u00e8 avvenuto!!!<br \/>\nEd inoltre, l\u2019efficacia degli effetti della seconda ordinanza, venivano dal Sindaco di Brindisi, temporalmente subordinati al deposito, da parte di Arpa, di una relazione completa e delle indagini compiute da quell\u2019Ente, per determinare, qualificare e quantificare i fatti che avrebbero determinato l\u2019emissione di quell\u2019atto amministrativo, finalizzato alla tutela della salute pubblica.<br \/>\nL\u2019ARPA ha realizzato ed ha in corso di realizzazione approfondite analisi e relazioni tecniche che sono anche base fondante dell\u2019inchiesta che la Procura della Repubblica di Brindisi ha inteso avviare e che numerosi cittadini di Brindisi hanno successivamente inteso sollecitare con una loro denuncia. Le analisi e le relazioni tecniche dell\u2019ARPA concernono ovviamente i dati sulla qualit\u00e0 dell\u2019aria registrati nelle centraline di gestione pubblica ed \u00e8 francamente sconcertante il dibattito caratterizzato anche da tante fake news, che \u00e8 in corso, sugli ulteriori picchi successivamente registrati e sul report della stessa ARPA o di quanto rappresentato da associazioni ambientaliste, anche perch\u00e9 perfino i bambini sanno che, ad esempio, il rapporto sull\u2019ecosistema urbano di Legambiente riguarda centraline ed indicatori, diversi da quelli relativi all\u2019inquinamento industriale.<br \/>\nLe analisi e le relazioni tecniche dell\u2019ARPA siamo convinti che cercheranno anche anomalie nel bilancio di massa e nei flussi emissivi da sottoporre all\u2019attenzione della procura della repubblica, la quale certamente guarder\u00e0 con attenzione il catasto delle emissioni territoriali (CET) e l\u2019indicazione che ci \u00e8 stata riferita relativa al fatto che il 90% delle emissioni su base annua di benzene nella provincia di Brindisi sarebbero addebitabili ed Eni Versalis.<br \/>\nAlla stessa procura non potr\u00e0 sfuggire il fatto che le centraline interne al petrolchimico siano a tutt\u2019oggi di gestione privata e non pubblica, traendone le valutazioni del caso.<br \/>\nSono le considerazioni sopra richiamate e gli approfondimenti necessari che ci fanno dire che nulla \u00e8 cambiato nel corso della riunione della cosiddetta task force, che ha portato il sindaco Rossi a revocare l\u2019ordinanza contingibile e urgente, in quanto gli impegni dichiarati erano conosciuti e in parte disattesi prima, i danni ed i pericoli per la salute pubblica, se ritenuti tali da giustificare l\u2019ordinanza, non si vede in che modo siano stati rimossi. I riferimenti al catasto delle emissioni ed alle centraline interne al petrolchimico richiederebbero un\u2019azione istituzionale ancora pi\u00f9 incisiva, la qualit\u00e0 stessa del confronto sul riesame dell\u2019AIA appare di basso profilo rispetto a quella \u201cgiusta transizione\u201d ecologica che oggi dovrebbe essere obbiettivo di tutte le istituzioni e che con la presente poniamo come richiesta urgente, oltre che al Sindaco, al Ministro dell\u2019Ambiente ed al Presidente della Regione Puglia, che ha parlato di possibili investimenti regionali ed al quale ricordiamo che il \u201cchi inquina paga\u201d dovrebbe imporre investimenti in primo luogo per le imprese.<br \/>\nE tra le cicatrici del passato, questo territorio ha, oltre, Micorosa il ricordo ancora vivo dell&#8217;esplosione del reparto P2T nel 1977 che cost\u00f2 vite umane, feriti ed un rischio miracolosa mente scampato per l&#8217;intera citt\u00e0.<br \/>\nA tutti i destinatari della presente ricordiamo la storia sbagliata del petrolchimico, per quel che attiene un impatto ambientale grave e che il benzene oggi richiama in modo allarmante, lo smaltimento abusivo dei rifiuti (i 44 ettari della discarica di Micorosa e l\u2019assegnazione dell\u2019appalto per una semplice messa in sicurezza sono allucinanti), la riconversione ecologica degli impianti sembra una chimera malgrado gli annunci soltanto in spot pubblicitari ingannevoli. A tal proposito ricordiamo che in data 15 gennaio 2020, l&#8217;Autorit\u00e0 Garante per la Concorrenza e il Mercato condannava Eni al massimo dell&#8217;edittale di 5 milioni di euro per pubblicit\u00e0 ingannevole e pratica commerciale scorretta, a causa dei messaggi enfatici sulle caratteristiche \u201cgreen\u201d del gasolio \u201cEni-diesel+\u201d che ci risulta usato dai mezzi in uso presso le aziende pubbliche (mezzi di raccolta di diverse frazioni di rifiuti o di servizio di trasporto pubblico).<br \/>\nInoltre, apprendiamo dagli organi di stampa nazionali ed internazionali, la presenza di un&#8217;indagine in corso sulle devastazioni per gli sversamenti di petrolio causati dalle multinazionali petrolifere nella regione del Delta del Niger, dove Eni \u00e8 tra le aziende che operano nella zona. Nonch\u00e9 l\u2019esistenza di un processo per corruzione internazionale, in cui Eni sarebbe accusata di aver pagato una tangente da 1,1 miliardi di dollari, per l\u2019acquisizione di un giacimento petrolifero in Nigeria.<br \/>\nPreme inoltre specificare, dalla rassegna scientifica che:<br \/>\nIl benzene \u00e8 classificato dallo IARC (Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro) nel Gruppo 1 delle sostanze cancerogene, quindi in grado di causare tumori nell\u2019uomo, soprattutto leucemie. Il benzene deve essere considerato un forte e multipotenziale cancerogeno cos\u00ec come dimostrato gi\u00e0 dal 1983 da Maltoni C., Conti G., Cotti G.<br \/>\nIl benzene \u00e8 anche responsabile di anomalie cromosoniche, per cui \u00e8 inevitabilmente coinvolto in altri importanti processi patologici. \u00c8 ampiamente acquisito a livello scientifico che gli agenti cancerogeni, per il loro meccanismo eziopatogenetico, non hanno una dose soglia. Maggiore \u00e8 la dose e maggiore \u00e8 la probabilit\u00e0 di insorgenza degli effetti cancerogeni. L\u2019effetto \u00e8 zero solo per la dose zero. Inoltre, c\u2019\u00e8 da aggiungere che l\u2019esposizione contemporanea a pi\u00f9 agenti cancerogeni ha spesso effetti moltiplicativi.<br \/>\nL\u2019US-EPA (United States EnvironmentalProtection Agency) calcola un livello di rischio di 1\/100.000 per una concentrazione in aria del benzene di 1 microgrammo\/metro cubo.<br \/>\nStudi su decine di migliaia di lavoratori esposti a benzene controllati per quasi tren&#8217;tanni ci dicono che il benzene non provoca solo tumori del sangue, ma tutti i tumori sono incrementati inclusi quelli del polmone, le malattie displastiche del midollo, leucemie mieloidi acute e croniche, linfomi non Hodgkin e leucemie linfatiche oltre a malattie respiratorie e disordini della produzione del sangue.<br \/>\nLinet SM, Int J Cancer. 2015 Nov 1;137(9):2184-97.<\/p>\n<p>Il Toluene, viene classificato dallo IARC nel Gruppo 3 cio\u00e8 nel gruppo delle sostanze che non possono essere classificate per la loro cancerogenicit\u00e0 nell\u2019essere umano, a causa della carenza di dati e della difficolt\u00e0 di esposizione al solo toluene, perch\u00e9 nella stragrande maggioranza dei casi ci si trova di fronte ad una esposizione multipla. Non si pu\u00f2 per\u00f2 sottacere che esistono studi scientifici che hanno dimostrato che fra gli effetti tossici del toluene ci sia anche un potenziale effetto cancerogeno (G\u00e9rin et al. Canada nel 1998: aumento tumori esofago, stomaco e colonretto) (Wilcosky et al. nel1984, United States: linfosarcomi e leucemie) (Svensson et al. Nel 1990, Sweden: stomaco. colonretto e leucemie).<br \/>\nChe siamo di fronte ad una storia sbagliata lo dimostra quanto accaduto nella mattina del 4 giugno, quando un \u201cincidente\u201d nella centrale Enipower ha prodotto una reazione a catena negli impianti di Versalis e le immancabili sfiammate in due distinte torce. Tutto ci\u00f2 dimostra quanto sia necessarie che il Ministro Costa avvii un \u201cvero\u201d riesame dell\u2019AIA contrariamento a quanto afferma il responsabile di tali procedimenti autorizzativi, ma, alla luce di questo nuovo incidente, che dimostra ulteriormente i difetti strutturali dei processi produttivi nel petrolchimico e gli effetti sulla salute pubblica e su quella dei lavoratori, chiediamo anche al Sindaco di valutare attentamente i dati sulla qualit\u00e0 dell\u2019aria e le relazioni dell\u2019Arpa per pretendere la rapida convocazione presso il Ministero di un incontro sul riesame dell\u2019AIA e su una vera riconversione ecologica e per assumere quei provvedimenti, anche interessando l\u2019autorit\u00e0 giudiziaria, che tutelino realmente la popolazione ed i lavoratori, non fidandosi a generici impegni, in passato sempre disattesi, dell\u2019Eni.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si seguito riportiamo integralmente una nota sottoscritta da Forum Ambiente Salute e Sviluppo, ISDE Medici per l\u2019ambiente, Legambiente Brindisi, No al carbone, Salute pubblica e WWF Brindisi ed indirizzata a Sergio Costa, Ministro dell\u2019Ambiente e della tutela del territorio e del mare, Michele Emiliano, Governatore Regione Puglia, e Riccardo Rossi, Sindaco di Brindisi. &nbsp; Oggetto: Eni Versalis \u201cE\u2019 una storia sbagliata\u201d Quando il sindaco di Brindisi Rossi ha emesso l\u2019ordinanza di sospensione dell\u2019impianto di cracking di Eni Versalis, ci siamo chiesti se le motivazioni addotte, non quelle abbondantemente documentabili, fossero tali da giustificare l\u2019emissione dell\u2019atto amministrativo in questione e non di una diffida con indicazione dei termini entro cui provvedere al rimuovere le cause del danno provocato e ripetibile. 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