{"id":1740,"date":"2013-12-23T00:00:40","date_gmt":"2013-12-22T23:00:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.seltest.info\/brun\/?p=1740"},"modified":"2013-12-30T11:37:06","modified_gmt":"2013-12-30T10:37:06","slug":"radizioni-savages-silence-yourself-il-disco-della-settimana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/radizioni-savages-silence-yourself-il-disco-della-settimana\/","title":{"rendered":"Radi@zioni: &#8220;Savages &#8211; Silence Yourself&#8221; &#8211; il disco della settimana"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"mailto:RADI@zioni\">RADI@zioni<\/a> \u2013 IL DISCO DELLA SETTIMANA SAVAGES \u201cSilence Yourself\u201d (Matador Records\/Pop Noire, 2013) <a href=\"http:\/\/www.savagesband.com\/\"><span style=\"text-decoration: underline;\"> www.savagesband.com<\/span><\/a><\/p>\n<p>Tracklist<\/p>\n<p>01. Shut Up<br \/>\n02. I Am Here<br \/>\n03. City&#8217;s Full<br \/>\n04. Strife<br \/>\n05. Waiting For A Sign<br \/>\n06. Dead Nature<br \/>\n07. She Will<br \/>\n08. No Face<br \/>\n09. Hit Me<br \/>\n10. Husbands<br \/>\n11. Marshal Dear<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"> Istinto selvaggio e sentimenti primordiali!<\/span><\/p>\n<p>La storia inizia circa sul finire degli anni \u201970 quando un ragazzo di nome Ian, appassionato di poesia e di musica rock, ha l&#8217;occasione di mostrarsi al pubblico di Manchester con la sua band: i Joy Division. La storia finisce nel maggio del 1980 quando il giovane Ian, ventiquattro anni appena, chiude il suo patto con il mondo impiccandosi nell&#8217;abitazione della natia Macclesfield, Cheshire, UK, inconsapevole di rappresentare da l\u00ec in avanti l&#8217;iconografia del post-punk, di aver gettato le fondamenta dell&#8217;intero movimento dark e d&#8217;incarnare il prototipo del dramma esistenziale post-moderno.<br \/>\nVa bene, l\u2019abbiamo presa un po\u2019 alla larga, ma qualcuno potrebbe facilmente prendere spunto da questa storia per spiegare chi siano le Savages. Intanto arrivano da Londra e sono una band interamente femminile! C\u2019\u00e8 una voce androgina, quella di Jehnny Beth, c\u2019\u00e8 una chitarra corrosiva che \u00e8 quella di Gemma Thompson e ci sono delle ritmiche di basso e batteria grazie a Ayse Hassan e Fay Milton. Ma non solo il suono avvicina la band di queste quattro londinesi ai quattro di Manchester.<br \/>\nCi\u00f2 che rende appassionato e indissolubile il legame tra le compositrici di \u201cSilence Yourself\u201d e gli \u201csconfitti\u201d di \u201cUnknown Pleasures\u201d \u00e8 l&#8217;istinto, quel sentimento primordiale del compiere un&#8217;azione senza la necessit\u00e0 di elaborarla o di concepirla. E in effetti le Savages, con questo lavoro d\u2019esordio non vogliono recapitarci qualcosa che gi\u00e0 non sia in nostro possesso; loro pretendono di trasmettere l\u2019unione tra la fisicit\u00e0 strumentale e la cruda emotivit\u00e0 delle parole, prendendo a schiaffi i sentimentalismi scontati e suggerendo l\u2019opportunit\u00e0 di starsene zitti, una volta ogni tanto.<br \/>\nLe 4 Savages sono donne che vogliono fare le donne. Portatrici di un femminismo coscientemente femminile, non giocano a fare i maschietti agli strumenti, rimanendo fedeli alla sensibilit\u00e0 e alla forza che le contraddistingue. \u201cSilence Yourself\u201d \u00e8 un disco muscolare e diretto, istintivo, che mozza il fiato come un pugno nella bocca dello stomaco, ma che in alcuni momenti accarezza con delicatezza le nostre teste, come a voler mostrare che una botta, seppur violenta, \u00e8 necessaria per apprezzare il mondo che ci circonda, nitido, diretto, esente da quelle falsit\u00e0 strumentali che conducono invece alla Violenza vera, quella con la \u201cV\u201d maiuscola<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.ondarock.it\/recensioni\/2013_savages_silenceyourself.htm\">http:\/\/www.ondarock.it\/recensioni\/2013_savages_silenceyourself.htm<\/a>.<\/p>\n<p>Sono un gruppo onesto le Savages e lo ammettono subito che in \u201cSilence Yourself\u201d non c\u2019\u00e8 nulla che musicalmente non si sia gi\u00e0 visto e sentito. L\u2019essenzialit\u00e0 della copertina in \u201cblack &amp; white\u201d, i ritmi sincopati alla Wire, distorsioni e sassofoni no-wave, un gran basso e una batteria primitivi e trascinanti che per impeto ricordano gli exploit delle prime Slits, l\u2019urgenza di un cantato che unisce l\u2019intensit\u00e0 e il piglio di Patti Smith e momenti \u00e0 la Siouxsie &amp; The Banshees. Queste ragazze per\u00f2 credono in quello che dicono, ci credono e molto.<br \/>\nUn particolare non da poco, che le differenzia da tante altre colleghe. Senza indugi, senza fronzoli, badano alla sostanza, pretendono di essere ascoltate. E quando parlano d\u2019amore lo fanno con insofferenza.<br \/>\nNiente cuoricini e bigliettini di San Valentino, dunque. Il mondo che descrivono in \u201cSilence Yourself\u201d, un mondo in cui bisogna solo sorridere nonostante tutto, pedalare in silenzio e lottare per strappare agli altri un posto al sole, non le soddisfa neanche un po\u2019. Tanto che sembra ne vogliano fare il funerale. \u201cSilence Yourself\u201d \u00e8 il loro modo di ribellarsi, di mostrare il dito medio e dire che no, non hanno intenzione di stare zitte e incassare.<br \/>\nNon sono ciniche, non rincorrono le mode Jehnny, Ayse, Fay ed Emma. La loro indignazione, il loro fervore, lo stupore per quanto poco si sia evoluta la razza umana sono sentimenti autentici. Ed \u00e8 soprattutto questo a restare impresso nella memoria, quando l\u2019album finisce. Magari le Savages non riusciranno nell\u2019ambizioso progetto che hanno detto di voler perseguire: cambiare il modo in cui molte persone vivono i rapporti personali e affettivi, il proprio lavoro, attraverso la musica.<br \/>\nChiss\u00e0, forse sono perfino un po\u2019 ingenue a pensare di poterlo fare. Ma hanno tutta l\u2019intenzione di volerci provare, di impegnarsi fino in fondo per raggiungere l\u2019obiettivo. E di questo gli v\u00e0 dato atto e merito. Non solo convinte, ma anche convincenti<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.indieforbunnies.com\/2013\/05\/10\/savages-silence-yourself\/\">http:\/\/www.indieforbunnies.com\/2013\/05\/10\/savages-silence-yourself\/<\/a>.<\/p>\n<p>a cura di: <a href=\"http:\/\/www.camillofasulo.blogspot.it\/\" target=\"new\"><span style=\"text-decoration: underline;\">Camillo \u201cRADI@zioni\u201d Fasulo<\/span><\/a><\/p>\n<p>\u201cRADI@zioni\/N.R.G.\u201d \u00e8 un programma ideato da Camillo Fasulo e realizzato con la radi@ttiva collaborazione di Gabriella Trastevere, Mimmo Saponaro e Carmine Tateo, in onda tutti i luned\u00ec tra le ore 22 e le 24 sull\u2019emittente radiofonica &#8220;Ciccio Riccio&#8221; <a href=\"http:\/\/www.www.ciccioriccio.it\/\" target=\"new\"><span style=\"text-decoration: underline;\">(www.ciccioriccio.it)\u00a0 <\/span><\/a> di Brindisi<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>RADI@zioni \u2013 IL DISCO DELLA SETTIMANA SAVAGES \u201cSilence Yourself\u201d (Matador Records\/Pop Noire, 2013) www.savagesband.com Tracklist 01. Shut Up 02. I Am Here 03. City&#8217;s Full 04. Strife 05. Waiting For A Sign 06. Dead Nature 07. She Will 08. No Face 09. Hit Me 10. Husbands 11. Marshal Dear Istinto selvaggio e sentimenti primordiali! La storia inizia circa sul finire degli anni \u201970 quando un ragazzo di nome Ian, appassionato di poesia e di musica rock, ha l&#8217;occasione di mostrarsi al pubblico di Manchester con la sua band: i Joy Division. La storia finisce nel maggio del 1980 quando il giovane Ian, ventiquattro anni appena, chiude il suo patto con il mondo impiccandosi nell&#8217;abitazione della natia Macclesfield, Cheshire, UK, inconsapevole di rappresentare da l\u00ec in avanti l&#8217;iconografia del post-punk, di aver gettato le fondamenta dell&#8217;intero movimento dark e d&#8217;incarnare il prototipo del dramma esistenziale post-moderno. Va bene, l\u2019abbiamo presa un po\u2019 alla larga, ma qualcuno potrebbe facilmente prendere spunto da questa storia per spiegare chi siano le Savages. 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