{"id":174671,"date":"2020-07-15T19:30:53","date_gmt":"2020-07-15T17:30:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brundisium.net\/?p=174671"},"modified":"2020-07-15T20:12:01","modified_gmt":"2020-07-15T18:12:01","slug":"cgil-cara-cpr-restinco-diventa-centro-covid-quale-sistema-di-accoglienza-sul-territorio-e-quali-tutele-per-i-lavoratori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/cgil-cara-cpr-restinco-diventa-centro-covid-quale-sistema-di-accoglienza-sul-territorio-e-quali-tutele-per-i-lavoratori\/","title":{"rendered":"Cgil: &#8220;Restinco diventa Centro Covid: quale sistema di accoglienza sul territorio e quali tutele per i lavoratori&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>Mentre la retorica anti \u2013 immigrazione monta strumentalmente nel dibattito politico a livello territoriale \tin merito alla decisione ministeriale di creare una struttura \u201c pre \u2013covid\u201d nel Centro accoglienza CARA \u2013 CPR di Restinco, le scriventi categorie e la confederazione CGIL Brindisi esprimono invece preoccupazione per le implicazione che tale provvedimento ha sul sistema complessivo di accoglienza territoriale e sulla tenuta dei diritti dei lavoratori anche in relazione alla salvaguardia dei livelli occupazionali.<br \/>\nIl Ministero, infatti, ha assunto una decisione drastica, senza nessuna informativa preventiva, che incide nel futuro degli ospiti che risiedevano a Restinco, costringendoli ad essere trasferiti verso altri centri territoriali e nella regione Lazio. In sostanza, non si \u00e8 tenuto conto che queste persone si erano integrate: alcuni lavoravano come braccianti ed altri avevano effettuato un percorso formativo. Riteniamo che ci\u00f2 contrasti la Convenzione Internazionale sulla protezione dei diritti di tutti i lavoratori migranti e delle loro famiglie, sottoscritta dalle Nazioni Unite ne 1990 ed entrata in vigore nel 2003, e confligge con l\u2019art 10 della Carta Costituzionale.<br \/>\nInoltre, vorremmo comprendere quali ricadute ci saranno sui diritti dei lavoratori e sulla tenuta dei livelli occupazionali. In ambito sanitario, poi, non \u00e8 dato sapere se sono stati rispettati gli standard di sicurezza utili a tenere sotto controllo la pandemia, e se il personale tutto ha una formazione sanitaria che comunque gli permetter\u00e0 di affrontare l\u2019emergenza. Pertanto, ci chiediamo se \u00e8 stato siglato un protocollo che ottemperi ad una serie di obblighi.<br \/>\nPremesso che<br \/>\ntra le dieci lezioni apprese durante la pandemia da SARS-COV-2, tutt&#8217;ora in corso, la pietra angolare dei test diagnostici per COVID-19 rimane il dosaggio dell&#8217;RNA virale su campioni biologici prelevati tramite tamponi oro- e rino-faringeo tramite RT-PCR;<br \/>\nsebbene attualmente numerosi siano i test sierologici studiati per individuare la risposta anticorpale al SARS-COV-2 e sebbene alcuni siano stati approvati per la commercializzazione, nessuna istituzione internazionale raccomanda tali test per la diagnosi di certezza della COVID-19 ( a meno che non vi sia la possibilit\u00e0 della RT-PCR su tampone );<br \/>\nsebbene vi sia ampia letteratura scientifica che spiega come interpretare le curve della risposta anticorpale al SARS-COV-2, evidenziando dunque i possibili usi di tali tests anticorpali, gli studi scientifici su tali test risultano deboli e gravati da errori metodologici eterogeneit\u00e0 e scarse possibilit\u00e0 di generalizzarne i risultati;<br \/>\nl\u2019attuale pandemia rappresenta un fattore di rischio per la salute dei migranti in Europa, non solo rispetto alla loro possibilit\u00e0 di entrare a contatto con il virus, rispetto al differente accesso a conoscenze e informazioni su Covid-19, all&#8217;assenza di mezzi socio-economici o tecnici (come l\u2019accesso a internet) per prendersi cura di loro stessi e delle loro famiglie durante l\u2019isolamento, ma anche per i possibili esiti di salute negativi legati alle barriere nell\u2019accesso ai servizi sanitari;<br \/>\n\u00e8 dimostrato scientificamente che gli agenti patogeni sono pi\u00f9 trasmissibili  specialmente quando si diffondono in microcomunit\u00e0 chiuse, quali sono i centri di prima accoglienza, i CPT, le carceri, etc. dove migranti e personale vivono in condizioni di affollamento, con difficolt\u00e0 ad auto-isolarsi e a mantenere il distanziamento fisico, o in condizioni di scarsa igiene e con ridotto accesso all\u2019acqua pulita (ad esempio negli insediamenti informali).<br \/>\nRisulta di tutta evidenza, quindi, che le misure di controllo delle infezioni sono mandatorie per bloccare l\u2019epidemia tra i migranti e lo sono, anche, per abbattere il rischio di contagio degli operatori. Pertanto la scrivente OS, considerando che<br \/>\nil lavoro comportante un contatto continuativo col pubblico, o con colleghi, tra i quali \u00e8 probabile la presenza di soggetti contagiosi, espone il singolo dipendente ad un rischio biologico che attiene alla posizione di garanzia del datore di lavoro ex art. 2087 c.c. e D.lgs. n. 81\/2008 (articoli 271 e 272);<br \/>\nil rischio da Coronavirus (Sars-CoV-2), per i lavoratori esposti a possibile contagio nel luogo di lavoro, ha natura di rischio professionale e, come tale, deve essere oggetto della valutazione dei rischi da parte del datore di lavoro, nonch\u00e9 di conseguente individuazione di istruzioni finalizzate alla prevenzione e protezione, e di DPI necessari e adeguati; si ricorda che in base al Titolo X \u2013 Esposizione ad agenti biologici \u2013 del d.lgs 81\/2008 e s.m.i. , vi sono precisi obblighi in capo al datore di lavoro in riferimento alla tutela della salute e sicurezza dei lavoratori tra cui misure tecniche, organizzative, procedurali, igieniche, di emergenza, di informazione e formazione, di sorveglianza sanitaria  con riferimento ad una formale valutazione dei rischi che deve necessariamente tenere conto (art. 271, c. 1, d.lgs. 81\/2008) \u201cdelle eventuali ulteriori situazioni rese note dall\u2019autorit\u00e0 sanitaria competente che possono influire sul rischio\u201d, come \u00e8 l\u2019attuale situazione di emergenza pandemica da SARS-CoV-2;<br \/>\nl\u2019inosservanza di tale obbligo assume rilevanza penale, come affermato pi\u00f9 volte dalla giurisprudenza di legittimit\u00e0 (v. fra le tante, Cassazione Penale, Sez. 3, 27 luglio 2017, n. 37412);<br \/>\nritiene, dunque doveroso suggerire a chi legge l\u2019adozione sistematica di provvedimenti quali   l&#8217;individuazione di percorsi COVID da isolare rispetto a quelli NO-COVID (trattando i casi in attesa di refertazione come se fossero COVID), la fornitura di adeguati DPI (per qualit\u00e0 e quantit\u00e0), l\u2019esecuzione del tampone per COVID-19 sia ai migranti sia routinariamente agli operatori sanitari  coinvolti nell\u2019assistenza diretta ai contagiati da COVID-19, l&#8217;adozione di un adeguato protocollo di sanificazione ambientale.<br \/>\nPertanto, con la presente, nel ribadire che gioved\u00ec 16 luglio pv, alle ore 10,00, presso la sede della Prefettura di Brindisi, si terr\u00e0 una manifestazione nella quale si potranno affrontare tutte le problematiche sopra rappresentate.<\/p>\n<p>COMUNICATO STAMPA CGIL, FP CGIL, FLAI CGIL<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mentre la retorica anti \u2013 immigrazione monta strumentalmente nel dibattito politico a livello territoriale in merito alla decisione ministeriale di creare una struttura \u201c pre \u2013covid\u201d nel Centro accoglienza CARA \u2013 CPR di Restinco, le scriventi categorie e la confederazione CGIL Brindisi esprimono invece preoccupazione per le implicazione che tale provvedimento ha sul sistema complessivo di accoglienza territoriale e sulla tenuta dei diritti dei lavoratori anche in relazione alla salvaguardia dei livelli occupazionali. Il Ministero, infatti, ha assunto una decisione drastica, senza nessuna informativa preventiva, che incide nel futuro degli ospiti che risiedevano a Restinco, costringendoli ad essere trasferiti verso altri centri territoriali e nella regione Lazio. In sostanza, non si \u00e8 tenuto conto che queste persone si erano integrate: alcuni lavoravano come braccianti ed altri avevano effettuato un percorso formativo. 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