{"id":174924,"date":"2020-07-21T21:22:14","date_gmt":"2020-07-21T19:22:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brundisium.net\/?p=174924"},"modified":"2020-07-22T09:23:18","modified_gmt":"2020-07-22T07:23:18","slug":"dipietrangelo-insopportabili-e-stucchevoli-le-polemiche-sul-porto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/dipietrangelo-insopportabili-e-stucchevoli-le-polemiche-sul-porto\/","title":{"rendered":"Dipietrangelo: &#8220;Insopportabili e stucchevoli le polemiche sul porto&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>Da tempo si sente la necessit\u00e0 di richiamare l\u2019attenzione sulla modernizzazione e il futuro del porto di Brindisi. La citt\u00e0 non pu\u00f2 fare a meno del suo porto come il porto non pu\u00f2 fare a meno della citt\u00e0.<br \/>\nPi\u00f9 volte come Left Brindisi abbiamo fatto appelli e proposte in questa direzione. Ma mentre si assiste increduli a polemiche a dir poco stucchevoli e imbarazzanti visto anche il contesto storico in cui viviamo, il porto rimane sempre quello che era: un porto naturale ma con infrastrutture obsolete e datate.<br \/>\nInterventi seri per adeguarlo alle esigenze di tutti i cambiamenti che ci sono stati nella competizione portuale italiana e mediterranea sono stati molto pochi e qualche volta sbagliati e inutili o addirittura bloccati. E non pu\u00f2 essere pi\u00f9 credibile e direi amministrativamente insopportabile il richiamarsi al vecchio piano regolatore del porto pensato e approvato negli e per gli anni 70 della citt\u00e0 e della sua area industriale.<br \/>\nRimane un bel porto cos\u00ec come rimangono ancora intatte le sue potenzialit\u00e0 naturali e polifunzionali ma, cos\u00ec come \u00e8, insufficiente e inadeguato per essere produttivo, attrattivo e competitivo nel XXI secolo.<br \/>\nIl porto di Brindisi invece che trovarsi al crocevia di traffici pare trovarsi solo al \u201ccrocevia di poteri incomunicabili\u201d che invece di far interagire e cooperare i soggetti e gli interessi coinvolti, li fa scontrare alla ricerca di un paradossale primato nel fallimento che \u00e8 davanti agli occhi di tutti.<br \/>\nMa se nella vicina Bari i progetti vengono portati avanti alacremente ed in armonia tra tutti i soggetti coinvolti, a Taranto negli ultimi anni si \u00e8 proceduto con speditezza a investimenti corposi avvalendosi anche del \u201csilenzio assenso\u201d e invece a Brindisi si assiste a polemiche in burocratese con tanto di supercazzole, incomprensibili ai pi\u00f9, qualche domanda bisogna porsela.<br \/>\nAndrebbero fatte anche alcune domande a tutti coloro che hanno una responsabilit\u00e0 decisoria. Il porto pu\u00f2 rimanere lo stesso dei decenni passati quando energia e petrolchimica erano preponderanti per la sua fruizione ed economia? Le sue vecchie infrastrutture e spazi possono essere rifunzionalizzati? Interessante mi sembra la proposta di Enel per mettere a disposizione le sue infrastrutture per traffici diversi da quelli del carbone a differenza dei tentativi di A2A che si ostina, avvalendosi di ascari in servizio permanente effettivo, a non ridare le sue aree alla citt\u00e0 e alla portualita\u2019.<br \/>\nDi cosa ha bisogno il porto? Si vuole che diventi un lago per passeggiare a piedi o in bici o un parco giochi? Quali le idee e le proposte?<br \/>\nPiacerebbe che si discutesse di questo piuttosto andare alla ricerca degli errori altrui come se l\u2019errore di uno non rappresentasse sconfitta per tutti.<br \/>\nIl mare \u00e8 tornato al centro di tutto. Economia, strategie geopolitiche, sicurezza, commercio, energia. Il mare mediterraneo dopo il recente raddoppio del canale di Suez, rappresenta una opportunit\u00e0 ritrovata in un\u2019area ricca di risorse e dalle enormi capacit\u00e0 di sviluppo. Da qui passano gi\u00e0 il 30% del commercio mondiale di petrolio, il 20% del traffico marittimo, un terzo del turismo mondiale. Un mercato di 500 milioni di consumatori sparsi in una ventina di Paesi. Brindisi si trova in questo crocevia.Ma qui si litiga.<br \/>\nIn tutto il mediterraneo nei vecchi porti, in Spagna, in Grecia e in Francia, \u00e8 stata fatta una pianificazione da cui sono scaturiti investimenti strutturali e infrastrutturali e sono nati nuovi altri porti.<br \/>\nLa realt\u00e0 si fa dura, si va incontro ad una crisi senza precedenti ed il peggior segnale che si possa dare ai cittadini sono le istituzioni che litigano invece che lavorare per cercare una occasione di rilancio che potrebbe costituire fonte di benessere per tutti.<br \/>\nCi sarebbe bisogno di sensibilit\u00e0 verso la soluzione dei problemi che passa necessariamente dall\u2019accordo tra istituzioni, parti sociali, realt\u00e0 produttive.<br \/>\nChi amministra, chi ha un ruolo di responsabilit\u00e0 deve avvertire questa come primaria necessit\u00e0 e mettersi a disposizione per accelerare qualsiasi procedimento. Una classe dirigente deve avere questa capacit\u00e0 ed \u00e8 evidente come in altre realt\u00e0 questa esista perch\u00e9 i risultati si vedono.<br \/>\nSi mettano da parte i personalismi e si pensi a trovare delle risposte.<br \/>\n\u00c8 ora che si faccia chiarezza definitiva sulle infrastrutture e i relativi investimenti necessari su tutte le banchine e sulle aree portuali, sulla loro fruizione compatibile e sostenibile. La chiarezza deve andare di pari passo alla trasparenza e alla lungimiranza che in alcuni punti del \u201ccrocevia dei poteri\u201d sembrano latitare. E non si pu\u00f2 delegare ad altri organi che non siano quelli previsti dalle normative il futuro e la fruizione del porto. Che ci vuole per definire un piano degli spazi attuali e delle aree necessarie per nuovi, qualificati e sicuri servizi, liberandosi delle vecchie logiche e consuetudini? Insomma se il porto \u00e8 un asset importante dello sviluppo di brindisi esso va reso produttivo e attrattivo di traffici, altrimenti non \u00e8 un porto! Che si aspetta a mettersi attorno ad un tavolo con tutta la comunit\u00e0 del porto e gli attuali e quelli potenziali utilizzatori per definire una agenda di priorit\u00e0 a partire da quelle infrastrutture che l\u2019esaurimento del vecchio apparato produttivo lascer\u00e0 libere? Se non si \u00e8 capaci o i conflitti sono tali da paralizzare interventi e investimenti, si faccia intervenire la regione, il ministero, le nazioni unite, la nato, ma smettetela di litigare e di rinfacciarvi le responsabilit\u00e0 della paralisi!<br \/>\nDi tutto ha bisogno il porto tranne che di ulteriori conflitti, polemiche o addirittura di vecchi attriti che nulla hanno a che fare con la nostra citt\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>Carmine Dipietrangelo<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong>Presidente Left Brindisi<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da tempo si sente la necessit\u00e0 di richiamare l\u2019attenzione sulla modernizzazione e il futuro del porto di Brindisi. La citt\u00e0 non pu\u00f2 fare a meno del suo porto come il porto non pu\u00f2 fare a meno della citt\u00e0. Pi\u00f9 volte come Left Brindisi abbiamo fatto appelli e proposte in questa direzione. 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