{"id":178787,"date":"2020-11-14T17:49:04","date_gmt":"2020-11-14T16:49:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brundisium.net\/?p=178787"},"modified":"2020-11-14T17:49:04","modified_gmt":"2020-11-14T16:49:04","slug":"left-brindisi-quante-disattenzioni-sul-porto-necessarie-discontinuita-e-innovazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/left-brindisi-quante-disattenzioni-sul-porto-necessarie-discontinuita-e-innovazione\/","title":{"rendered":"Left Brindisi: &#8220;quante disattenzioni sul porto, necessarie discontinuit\u00e0 e innovazione&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>Il porto rischia di morire e di rimanere sempre quello che \u00e8 stato ed era: un porto naturale, infrastrutturato nei secoli passati e per ultimo, negli anni 60, al servizio di una zona indu-striale progettata in quegli anni al servizio della petrolchimica. \u00c8 questa una preoccupazione diffusa tra gli operatori, i sindacati, le associazioni, le sensibilit\u00e0 e le competenze del settore.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il suo futuro non pu\u00f2 essere ancora quello di sempre, assoggettato ad interessi che non creano sviluppo, come il progetto proposto da Edison o come i reiterati progetti di A2A per il sito della vecchia centrale insistente nel porto.<br \/>\nInterventi seri per adeguare il porto alle esigenze di tutti i cambiamenti determinatisi in questi anni nella competizione portuale italiana e mediterranea sono stati molto pochi e qualche volta sbagliati e inutili o addirittura bloccati da logiche incomprensibili.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il porto di Brindisi rimane forse bello a guardarsi cos\u00ec come rimangono ancora intatte le sue potenzialit\u00e0 naturali e polifunzionali.<br \/>\nUn porto, per\u00f2, che cos\u00ec come \u00e8 oggi, non \u00e8 sufficiente per essere produttivo, attrattivo e competitivo. Il ritorno al passato sia quello dei turisti dei traghetti per la Grecia (anni 60\/70\/80) cos\u00ec come quello al servizio di una industria di base (petrolchimica e combustibili fossili) ha fatto il suo tempo e non \u00e8 pi\u00f9 proponibile.<br \/>\nLe navi attuali di ultima generazione non possono pi\u00f9 attraccare per mancanza di sicurezza, di fondali e di moderne infrastrutture. E questo vale anche per le navi crociere.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il vecchio apparato produttivo industriale si sta ridimensionando e una parte di esso \u00e8 in una fase d\u00ec esaurimento. Sono,poi, molto indicativi i dati della movimentazione delle merci e delle rinfuse di questi ultimi anni cos\u00ec come prive di futuro sono ormai le prospettive di alcuni settori come quello energetico.<br \/>\nGli allarmi degli operatori e le preoccupazioni dei sindacati impongono a tutti scelte coraggiose, tempestive e coerenti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Alcune domande andrebbero fatte a coloro che hanno una responsabilit\u00e0 decisoria. Il porto pu\u00f2 rimanere lo stesso dei decenni passati? Le sue vecchie infrastrutture e spazi possono essere rifunzionalizzati? L\u2019Enel, se si capisce, ha avanzato, per alcuni spazi e infrastrutture di sua competenza, alcune proposte che andrebbero verificate.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il mare \u00e8 economia, strategia geopolitica, sicurezza, commercio, energia.<br \/>\nIl mare mediterraneo dopo il recente raddoppio del canale di Suez, rappresenta una opportunit\u00e0 ritrovata in un\u2019area ricca di risorse e dalle enormi capacit\u00e0 di sviluppo. Da qui passano gi\u00e0 il 30% del commercio mondiale di petrolio, il 20% del traffico marittimo, un terzo del turismo mondiale. Un mercato di 500 milioni di consumatori sparsi in una ventina di Paesi. E Brindisi si trova qui.<br \/>\nIn tutto il mediterraneo nei vecchi porti, in Spagna, in Grecia e in Francia, \u00e8 stata fatta una pianificazione da cui sono scaturiti investimenti strutturali e infrastrutturali. A questi porti se ne sono aggiunti di nuovi come quelli costruiti nel nord Africa che gi\u00e0 intercettano notevoli traffici marittimi. Su molti di questi porti sono aumentate le attenzioni (e non solo queste) dei cinesi! Per non parlare poi dei porti del nord Europa. E noi a Brindisi assistiamo con una buona dose di inconcludenza e rassegnazione e con la testa rivolta al passato e agli interessi che lo hanno determinato, al porto che si avvia ad un declino diventando sempre pi\u00f9 marginale anche rispetto alla portualita\u2019 pugliese..<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Presidenti e commissari del porto, amministratori locali e regionali che si sono susseguiti in questi anni non sono stati, e non lo sono ancora quelli di oggi, all\u2019altezza delle potenzialit\u00e0 del porto. Si sconta l\u2019inadeguatezza a non aver capito in tempo che la portualita\u2019, le navi, i traffici stavano cambiando con la globalizzazione e che i servizi e le infrastrutture del porto di Brindisi erano ormai datati.<br \/>\nSi perde molto tempo a chiacchierare mentre si rimane paralizzati nella realizzazione di interventi nuovi e necessari per ridare attrattivita\u2019 e competitivit\u00e0 al porto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ma quello che \u00e8 stato e tuttora \u00e8 il maggiore limite \u00e8 che non c\u2019\u00e8 mai una discussione serena e competente per decidere quello che pu\u00f2 diventare il porto di Brindisi. Il rappresentante del comune di Brindisi che vive a Genova ha qualche idea?<br \/>\nIl controllo dei traffici \u00e8 nelle mani (nelle navi) dei grandi gruppi del settore che possono spostare direzioni e approdi.<br \/>\nSono necessarie riconversioni delle strutture e delle aree portuali a fronte di quello che \u00e8 il lento esaurimento del vecchio apparato industriale brindisino.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Si parla tanto di Zone Economiche Speciali(ZES) e adesso di zona franca che potranno di-ventare funzionali(quando?)non certamente per le pur necessarie semplificazioni ammini-strative, per la quantit\u00e0 di aree inserite o la loro localizzazioni negli spazi del porto, quanto se esiste una efficace ed efficiente dotazione infrastrutturale in grado di aumentare la capacit\u00e0 operativa in termini di costi e di tempi. E il porto \u00e8 centrale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il porto di Brindisi si trova,per\u00f2, in mezzo ad un \u201ccrocevia di poteri\u201d che invece di interagire e cooperare, interferiscono.<br \/>\nUna autorit\u00e0 portuale che si trova a Bari, un Consorzio Asi(ma ha ancora un senso tenerlo in piede?) con una potest\u00e0 su aree retroportuali, la capitaneria di porto con tutte le sue funzioni, il comune che si trova con un porto dentro la citt\u00e0 e che lo dovrebbe considerare uno degli asset del proprio sviluppo e del proprio assetto urbanistico.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Se non si costruisce un approccio collaborativo e sinergico, il porto di Brindisi \u00e8 destinato ad uscire fuori dai traffici pi\u00f9 interessanti e redditizi per diventare sempre pi\u00f9 residuale rispetto alla portualita\u2019 del mediterraneo e alla stessa portualita\u2019 pugliese che nel frattempo continuano a spostare e ad attrarre vecchi e nuovi traffici.<br \/>\nAllora la domanda che si devono fare coloro che hanno delle responsabilit\u00e0 amministrative, economiche,imprenditoriali, cosa si vuole che diventi il porto di Brindisi?<br \/>\nI porti sono attivit\u00e0 economiche e come tali richiedono investimenti, adeguamenti e innovazioni continue.<br \/>\nLe navi non sono quelle di una volta e richiedono infrastrutture, fondali, servizi diversi, qualificati ed efficienti, altrimenti o non arrivano o se ne vanno altrove.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Forse \u00e8 arrivato il momento per recuperare o riconquistare l\u2019autonomia del porto di Brindisi dotandola di una propria autorit\u00e0 portuale rivedendo cos\u00ec la riforma Delrio.<br \/>\nRegione, comune, provincia hanno nel Pd un protagonista determinante di governo. Questo partito ha qualche idea, ha delle proposte per salvare il porto e rilanciarne la funzione?<br \/>\nPerdemmo la battaglia per una unica autorit\u00e0 portuale pugliese. La soluzione data con le due autorit\u00e0, una a Bari e l\u2019altra a Taranto, almeno per Brindisi, si \u00e8 rivelata un disastro!<br \/>\nSenza che questo diventi un alibi o giustifichi l\u2019inerzia di comune, provincia e regione, si pu\u00f2 riproporre e rilanciare la proposta per l\u2019autorit\u00e0 portuale di Brindisi? Qualcuno ha avanzato questa proposta. La si pu\u00f2 prendere in considerazione? Secondo me \u00e8 arrivato questo momento.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u00c8 ora che si faccia chiarezza definitiva sulle infrastrutture necessarie e sui relativi investi-menti per rendere tutte le banchine e le aree portuali, sulla loro fruizione compatibile e so-stenibile. E questo lo si pu\u00f2 e si deve fare a Brindisi evitando di fare, come nel passato, da \u201ccarta assorbente\u201d di ci\u00f2 che si decide e si scrive da qualche parte che non \u00e8 certamente sempre coerente con un futuro produttivo del porto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La chiarezza deve andare di pari passo alla trasparenza e alla lungimiranza che in alcuni punti del \u201ccrocevia dei poteri\u201d sembrano latitare.<br \/>\nChe ci vuole per definire un piano degli spazi attuali e delle aree necessarie per nuovi, qualificati e sicuri servizi, liberandosi delle vecchie logiche e consuetudini?<br \/>\nInsomma se il porto \u00e8 un asset importante dello sviluppo di brindisi esso va reso produttivo e attrattivo di traffici, altrimenti non \u00e8 un porto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>Coordinamento LeftBrindisi<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il porto rischia di morire e di rimanere sempre quello che \u00e8 stato ed era: un porto naturale, infrastrutturato nei secoli passati e per ultimo, negli anni 60, al servizio di una zona indu-striale progettata in quegli anni al servizio della petrolchimica. \u00c8 questa una preoccupazione diffusa tra gli operatori, i sindacati, le associazioni, le sensibilit\u00e0 e le competenze del settore. &nbsp; Il suo futuro non pu\u00f2 essere ancora quello di sempre, assoggettato ad interessi che non creano sviluppo, come il progetto proposto da Edison o come i reiterati progetti di A2A per il sito della vecchia centrale insistente nel porto. Interventi seri per adeguare il porto alle esigenze di tutti i cambiamenti determinatisi in questi anni nella competizione portuale italiana e mediterranea sono stati molto pochi e qualche volta sbagliati e inutili o addirittura bloccati da logiche incomprensibili. &nbsp; Il porto di Brindisi rimane forse bello a guardarsi cos\u00ec come rimangono ancora intatte le sue potenzialit\u00e0 naturali e polifunzionali. 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