{"id":179406,"date":"2020-11-25T16:28:14","date_gmt":"2020-11-25T15:28:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brundisium.net\/?p=179406"},"modified":"2020-11-25T15:30:41","modified_gmt":"2020-11-25T14:30:41","slug":"luigi-delia-e-i-bevano-est-in-cinque-racconti-di-fine-estate-in-nn-cd-le-parole-del-sud","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/luigi-delia-e-i-bevano-est-in-cinque-racconti-di-fine-estate-in-nn-cd-le-parole-del-sud\/","title":{"rendered":"Luigi D\u2019Elia e I Bevano Est in \u201cCinque Racconti Di Fine Estate\u201d: in nn CD &#8220;Le Parole Del Sud&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>Il teatro, quello con un palcoscenico, un sipario, una storia da ascoltare, aspetta la fine dello smarrimento, quello passato per le scene chiss\u00e0 quante volte. E mentre si consuma l\u2019attesa, che fa il giro del suo primo Natale, Luigi D\u2019Elia affida cinque storie a un cd, che per titolo fa \u201cCinque racconti di fine estate\u201d (edito \u201cINTI &#8211; La terra delle storie in viaggio\u201d, prezzo 12 euro, disponibile in cofanetto cd audio a domicilio e in tutta Italia &#8211; ordini e spedizioni WA +39 349 258 1270 &#8211; www.luigidelia.it), germogli usciti dalla terra vera, quella che vive d\u2019attesa e di ricordi, di un tempo fatto di uomini dediti, donne sincere e bambini aggrappati a infanzie indimenticabili. Cinque racconti, con la stessa voce narrante, Luigi D\u2019Elia, attore, autore, educatore ambientale, per la regia di Simonetta Dellomonaco che firma le parole del prologo, e le musiche dell\u2019anima dei Bevano Est (Stefano Delvecchio &#8211; fisarmonica bitonica, Davide Castiglia &#8211; violino, Giampiero Cignani &#8211; clarinetto), registrati lo scorso giugno a casa di Ciuma, in Romagna, da Lars Von Sbrokken. Un progetto prezioso, curato nelle immagini e nella fotografia da Michela Cerini, che racconta la vita come una necessit\u00e0 sussurrata, quella di paesaggi lontani dalle frenesie vacillanti attorno a un virus urbano, tempi rurali che sanno di vero, di focolari soffusi, tremolanti come la brace sotto enormi pignatte, e di patti familiari incrollabili come i muretti a secco che lambiscono la ferrovia di Serranova. Corre il treno e fischia consegnando nei poderi dei trebbiatori la nuova macchina per la mietitura del grano. Cinque fili intrecciati tra Serranova, Torre Guaceto, San Vito dei Normanni e Ostuni, ricomposti sull\u2019ascolto di contadini, carcar\u00f9li, musicisti terapeuti, ricercatori, poeti e amici. Un lavoro promesso al teatro e trattenuto dentro un disco d\u2019attesa, l\u2019attesa estatica di scene rinviate che si nutrono di storie della terra, di amori a festa, di parole cesellate dalla fatica e dalla meraviglia, di suoni di voci rassicuranti. Come lontananze di Domenico Modugno che arrivano fin sulle stelle del cielo lustro d\u2019agosto. E ora che il sipario \u00e8 fermo, questi cinque racconti attraversano l\u2019attesa che il teatro, cos\u00ec generoso, compie prima di riprendersi il suo spazio. I cinque racconti affondano nella verit\u00e0 specchiata del Novecento, storie contadine in bilico tra autenticit\u00e0 e nostalgia, sono le nostre radici, quelle digradate nell\u2019esodo verso le citt\u00e0 che hanno lasciato la campagna vuota di relazioni e piena di voglia di ricreare. \u201cCinque racconti di fine estate\u201d \u00e8 il regalo perfetto, il regalo dell\u2019anima che rimette la memoria sopra le brezze di primavera che pettinano le spighe di grano. Sono storie bianche come la luce aperta che cade sulle battige di Torre Guaceto, come il bagliore della calce appena spenta o come le nuvole che strisciano il cielo, verdi come la tarantola acquarola, dorate come la stoppia lasciata al sole, rosse come la terra battuta sotto gli ulivi o come i capolini dei papaveri su distese rigate di giallo. L\u2019essenza dei colori, in punta di memoria, filtrata dalle parole che appartengono al passato, le stesse che abbiamo bisogno di inventare un\u2019altra volta. Oggi pi\u00f9 di sempre. Luigi D\u2019Elia torna al suo teatro, quello scritto sopra le righe dei filari tra Serranova e il mare, sui solchi profondi e friabili di Baccat\u00e0ni. La musica e le parole della terra, quelle che oggi suonano come panacea di un tempo compresso e calante. In cinque tracce c\u2019\u00e8 il nostro passato, c\u2019\u00e8 la controra del Sud, c\u2019\u00e8 la voglia di aggrapparsi alla memoria senza pi\u00f9 staccarsene, come una cura, c\u2019\u00e8 la voglia di tornare in quelle case coloniche disfatte che restano in piedi come monumenti di comunit\u00e0. Ascoltandone le voci antiche.<br \/>\n\u00abIl primo viaggio dopo il lockdown &#8211; ha detto Luigi D\u2019Elia &#8211; \u00e8 stato per raggiungere i Bevano Est in Romagna, la casa di Ciuma, Cinzia, Adele, Dario, le loro capre, le rane e registrare questi racconti. Ricordo che era con me la convinzione che la voce fosse intimidita dopo essere stata ritirata tanto tempo dall\u2019energia tutta fuori del palco, dei teatri. C\u2019era un pudore. \u00c8 la mia prima produzione artistica alternativa allo spettacolo dal vivo che mi lascia in pace. E per me, per il mio raccontare, per la materia delle storie, per quello che porta dietro, \u00e8 un atto d\u2019amore. \u00c8 come uno spettacolo per uno spettatore solo o pochi per volta. O per un campo di grano. In cuffia o come credete. \u00c8 come una stagione\u00bb.<br \/>\n\u201cCinque racconti di fine estate\u201d \u00e8 questo, \u00e8 uno spettacolo dal vivo a distanza, un viaggio del tempo che saggia approdi pi\u00f9 sicuri, di evasione dai giorni condominiali, e corre verso gli spazi smisurati della terra. Dove la natura rallenta al muoversi delle stagioni con le loro diverse tonalit\u00e0, e poi subito accelera al ritmo di una pizzica in la minore. \u00abLa raccolta &#8211; \u00e8 il pensiero di Simonetta Dellomonaco che ha curato la regia del disco &#8211; \u00e8 un affresco neorealista di un mondo che permane nel dna ancora ribelle di un\u2019Italia che si \u00e8 globalizzata, che \u00e8 diventata moderna, si \u00e8 a volte rinnegata. Ha venduto la sua anima rurale e magica degli spazi liberi e delle notti sotto le stelle, per vivere negli appartamenti di due camere cucina e bagno. Qui il narratore, scopre insieme al pubblico dei mondi fatti di facce, di mani, di sudore, di corpi, di melancolie, di mancanze incolmabili, di attitudini pi\u00f9 che di personaggi, che pure sembrano essere realmente vissuti e spesso lo sono\u00bb.<\/p>\n<p>CINQUE RACCONTI DI FINE ESTATE<br \/>\nPrologo Il ragazzo radice \/ Artemio Bubba \/ \u2019Ngiulina \/ L\u2019estate della balena \/ Non c\u2019era da vin\u00ec<\/p>\n<p>Luigi D\u2019Elia e Bevano Est<br \/>\ncon un racconto di Simonetta Dellomonaco<\/p>\n<p>Luigi D\u2019Elia<br \/>\nvoce narrante<\/p>\n<p>Stefano Delvecchio<br \/>\nfisarmonica bitonica<\/p>\n<p>Davide Castiglia<br \/>\nviolino<\/p>\n<p>Giampiero Cignani<br \/>\nclarinetto<\/p>\n<p>Simonetta Dellomonaco<br \/>\nregia<\/p>\n<p>www.luigidelia.it<br \/>\nwww.bevanoest.com<br \/>\nwww.inti-tales.com<\/p>\n<p>Registrato nel giugno 2020 a casa di Ciuma, da Larsen Von Sbrokken.<br \/>\nFoto e progetto visivo Michela Cerini.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il teatro, quello con un palcoscenico, un sipario, una storia da ascoltare, aspetta la fine dello smarrimento, quello passato per le scene chiss\u00e0 quante volte. E mentre si consuma l\u2019attesa, che fa il giro del suo primo Natale, Luigi D\u2019Elia affida cinque storie a un cd, che per titolo fa \u201cCinque racconti di fine estate\u201d (edito \u201cINTI &#8211; La terra delle storie in viaggio\u201d, prezzo 12 euro, disponibile in cofanetto cd audio a domicilio e in tutta Italia &#8211; ordini e spedizioni WA +39 349 258 1270 &#8211; www.luigidelia.it), germogli usciti dalla terra vera, quella che vive d\u2019attesa e di ricordi, di un tempo fatto di uomini dediti, donne sincere e bambini aggrappati a infanzie indimenticabili. 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