{"id":180361,"date":"2020-12-17T09:16:48","date_gmt":"2020-12-17T08:16:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brundisium.net\/?p=180361"},"modified":"2020-12-17T09:16:48","modified_gmt":"2020-12-17T08:16:48","slug":"consorzio-asi-dipietrangelo-e-solo-una-questione-di-bilancio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/consorzio-asi-dipietrangelo-e-solo-una-questione-di-bilancio\/","title":{"rendered":"Consorzio Asi, Dipietrangelo: &#8220;\u00e8 solo una questione di bilancio?&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>Il modo con cui si continua a discutere del consorzio Asi non solo \u00e8 fuorviante ma ipocrita e nasconde un fondo di doppiezza e furbizia proprie di un sistema di potere che fa delle partecipate e degli enti pubblici strumenti che rispondono a logiche da vecchia politica e a personaggi abituati mai a dare al bene pubblico ma solo a utilizzarlo per il proprio tornaconto. Altro che inizio di nuova storia quando i principali protagonisti della vera governance del territorio sono sempre gli stessi. La discussione che si \u00e8 aperta sul bilancio 2019(siamo a fine 2020!) del consorzio asi diventer\u00e0 un\u2019altra occasione persa.<\/p>\n<p>Bisognerebbe chiedere non ai rappresentanti nominati attraverso spartizioni politiche e ne\u2019 tantomeno a quegli intermediari che da anni, utilizzando associazioni e corpi intermedi e la stessa politica, sguazzano nel mondo delle partecipate e degli enti di emanazione politica, ma alle imprese, ai lavoratori, ai sindaci dei comuni dove insistono i nuclei industriali di Fasano, Ostuni, Francavilla se il consorzio ASI sia ancora un soggetto utile allo sviluppo industriale e ai servizi di cui avrebbe bisogno. Sarebbe utile conoscer innanzitutto il pensiero del sindaco di Brindisi che in qualit\u00e0 anche di presidente della provincia rappresenta la maggioranza delle quote (il 66%) del Consorzio.<\/p>\n<p>Sono stato sempre curioso di sapere cosa pensano, tutti i rappresentanti istituzionali, di questo ente che gestisce a ridosso della citt\u00e0 un\u2019area dieci volte pi\u00f9 grande del perimetro cittadino e dove insistono tutte quei gruppi industriali nei confronti dei quali periodicamente si scaricano invettive tanto gridate quanto inconcludenti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Le ultime vicende relative al bilancio 2019 e la situazione finanziaria e contabile del consorzio ASI richiederebbe una puntualizzazione da parte del sindaco di Brindisi, una citt\u00e0 che ha una grande area industriale che \u00e8 rimasta la stessa negli anni. Il Consorzio \u00e8 servito negli ultimi anni a nominare amministratori, lontani dalla citt\u00e0 e dalle imprese e in alcuni casi eterodiretti per intermediare interessi di singole imprese o di associazioni. Ed \u00e8 servito agli amministratori nominati dalla politica per distribuire incarichi, fare qualche assunzione o qualche piacere al potente di turno. Di servizi alle imprese pochi e quei pochi imposti alle imprese servono per pagare indennit\u00e0 ad amministratori, a consulenti amici o addirittura organici agli interessi aziendali degli amministratori e stipendi ai dipendenti. Mentre il Comune incassa dalle stesse imprese dell\u2019area somme ingenti per la tassa spazzatura e fino a qualche anno fa non restituiva il servizio in termini di raccolta. Le strade e l\u2019impianto di illuminazione devono, per legge, essere manutenute dal Comune anche se costruite dal Consorzio con fondi pubblici, e sono completamente trascurate e ridotte molto male.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Rimangono quindi tutte aperte le questioni relative allo stato e al futuro dell&#8217;Asi, alla sua utilit\u00e0 e al suo rapporto con la citt\u00e0 di Brindisi e con i comuni dove insistono i nuclei industriali di Fasano, Ostuni, Francavilla. Questi ultimi dovrebbero riprendersi il controllo cos\u00ec come fanno con i propri PIP.<\/p>\n<p>Qualche anno fa nel riproporre questa esigenza chiesi alla regione di svolgere con maggiore incisivit\u00e0 e coerenza la sua funzione di controllo con le nomine di sua competenza del collegio dei revisori. I controlli servono per evitare deviazioni, superficialit\u00e0, furbizie contabili.<br \/>\nLa funzione del collegio, nominato per legge dalla regione non pu\u00f2 essere messa in discussione oggi dal controllato. Il suo parere negativo all\u2019ultimo bilancio di esercizio 2019, non pu\u00f2 essere rimosso o osteggiato con richiami o artifizi. Le quote di maggioranza del consorzio sono determinanti per l\u2019approvazione del bilancio, e queste quote fanno capo all\u2019ing. Riccardo Rossi, sindaco di Brindisi e presidente della provincia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sull\u2019ASI sia Left e sia personalmente abbiamo da tempo sollevato dubbi sulla sua gestione e sulla sua utilit\u00e0 anche come strumento di politica industriale. La stessa normativa e la nuova strumentazione per l\u2019attrattivit\u00e0\u2019 di nuovi investimenti nelle aree industriali del sud ne hanno di fatto esautorato funzioni e ruoli. Basti pensare alla istituzione delle Zes le cui funzioni e poteri sono in capo alle autorit\u00e0 portuali o alle agenzie di sviluppo della regione e alle procedure per la localizzazione di investimenti in capo a Puglia Sviluppo o ai distretti industriali allocati a Brindisi in spazi pubblici.<\/p>\n<p>Rimangono quindi tutte intatte le questioni sostanziali per le quali \u00e8 decisivo il superamento del consorzio ASI e che le ultime vicende, anche quelle del bilancio, imporrebbero un dibattito pubblico trasparente. Chi e come si fa politica industriale nel territorio. Questo \u00e8 il tema! E non parlo, almeno in questa occasione, delle conseguenze del contenzioso in atto con l&#8217;agenzia delle entrate e della sentenza della commissione tributaria provinciale che ha condannato in primo grado il consorzio a pagare pi\u00f9 di 2 milioni di euro. Contenzioso che probabilmente si sarebbe potuto chiudere in modo diverso ed indolore per l\u2019Ente.<\/p>\n<p>Mi chiedo da tempo come la citt\u00e0, che ha una parte del suo territorio destinato ad una grande area industriale, pu\u00f2 programmare e determinare il suo sviluppo, non avendone un diretto governo? Non bisogna mai dimenticare che il piano regolatore dell&#8217;ASI \u00e8 parte integrante del piano urbanistico generale. Punti questi gi\u00e0 discussi su mia proposta in occasione del programma elettorale dell\u2019ing. Rossi.<\/p>\n<p>E poi le infrastrutture viarie, gli impianti destinati ai servizi dell&#8217;area industriale, l&#8217;impatto ambientale degli insediamenti produttivi e ad alto rischio, hanno tutti una ricaduta sulla citt\u00e0 e che, pertanto, dovrebbero essere gestiti direttamente e esclusivamente dal Comune di Brindisi anche per evitare sovrapposizioni e contrapposizioni burocratiche, amministrative, e non solo. La stessa cosa dovrebbero fare i comuni consorziati che adotterebbero un loro piano regolatore conforme alle proprie e rispettive esigenze.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L&#8217;area industriale di Brindisi dovrebbe quindi essere parte determinante della politica e dell&#8217;amministrazione cittadina.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>I consorzi ASI, cos\u00ec come furono istituiti e poi gestiti, non hanno attualmente pi\u00f9 alcun senso ed in particolare la situazione brindisina con il suo vecchio assetto produttivo e industriale richiederebbe una accelerazione verso il loro superamento. Non si possono fare cose nuove facendo le stesse cose.<br \/>\nLo sviluppo industriale ed il ruolo della citt\u00e0, per determinarlo e per sostenerlo, ha ormai un nesso indissolubile. Ripensare le aree industriali e gestirle dal punto di vista dell\u2019attrattivit\u00e0 degli investimenti, della sostenibilit\u00e0 ambientale, con il coinvolgimento delle stesse imprese e della istituzione locale, \u00e8 l&#8217;unico modo per una moderna governance delle stesse.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Va in questa direzione la ipotesi di realizzare e sperimentare a Brindisi un&#8217;area ecologicamente attrezzata, proposta tempo fa da Legambiente e da Left Brindisi, e alla cui definizione dovrebbe contribuire una eventuale iniziativa del Comune, avvalendosi delle imprese e delle loro stesse professionalit\u00e0 ed esperienze. Si comprende, quindi, come la proposta di superamento delle vecchie funzioni dei Consorzi ASI sia una ipotesi innovativa e funzionale all&#8217;esigenza dello sviluppo industriale della citt\u00e0 che non pu\u00f2 essere delegato e deciso dall\u2019alto.<\/p>\n<p>Deve ritornare nelle funzioni dirette del Comune di Brindisi. Ecco, di questo si dovrebbe discutere con una visione e una lungimiranza rivolte al futuro della citt\u00e0 e al suo sviluppo industriale chiamando al confronto le piccole e le grandi imprese chiedendo loro suggerimenti e coinvolgendole direttamente in una politica di servizi avanzati comuni e condivisi. Le imprese dovrebbero porre questi problemi. Non ho mai capito, per esempio, perch\u00e9 l\u2019Associazione degli Industriali si \u00e8 sempre rifiutata di entrare nel CD del Consorzio, a differenza di altre realt\u00e0 ASI del Mezzogiorno, dove \u00e8 presente e fa valere le proprie idee. La storia si potrebbe cambiare sul serio in questo modo e non facendo le stesse cose di quelli di prima o continuando a mettere polvere sotto i tappeti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>Carmine Dipietrangelo<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong>Presidente Left Brindisi<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il modo con cui si continua a discutere del consorzio Asi non solo \u00e8 fuorviante ma ipocrita e nasconde un fondo di doppiezza e furbizia proprie di un sistema di potere che fa delle partecipate e degli enti pubblici strumenti che rispondono a logiche da vecchia politica e a personaggi abituati mai a dare al bene pubblico ma solo a utilizzarlo per il proprio tornaconto. Altro che inizio di nuova storia quando i principali protagonisti della vera governance del territorio sono sempre gli stessi. La discussione che si \u00e8 aperta sul bilancio 2019(siamo a fine 2020!) del consorzio asi diventer\u00e0 un\u2019altra occasione persa. 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