{"id":180463,"date":"2020-12-18T17:24:25","date_gmt":"2020-12-18T16:24:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brundisium.net\/?p=180463"},"modified":"2020-12-18T17:24:25","modified_gmt":"2020-12-18T16:24:25","slug":"lospedale-perrino-di-brindisi-2-in-puglia-per-numero-di-ricoveri-per-infarto-miocardico-acuto-4-per-interventi-di-angioplastica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/lospedale-perrino-di-brindisi-2-in-puglia-per-numero-di-ricoveri-per-infarto-miocardico-acuto-4-per-interventi-di-angioplastica\/","title":{"rendered":"L&#8217;Ospedale Perrino di Brindisi 2\u00b0 in Puglia per numero di ricoveri per infarto miocardico acuto, 4\u00b0 per interventi di angioplastica"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.doveecomemicuro.it\/\">www.doveecomemicuro.it<\/a>,\u00a0portale di public reporting sanitario, ha realizzato un&#8217;indagine sugli ospedali italiani pi\u00f9 performanti per volume di ricoveri per infarto miocardico acuto, per numero di interventi di bypass aortocoronarico e per volume d&#8217;interventi di angioplastica coronarica<strong>\u00a0<\/strong>(fonte: PNE 2019,\u00a0con cui \u00e8 stato recentemente aggiornato il sito\u00a0<a href=\"http:\/\/www.doveecomemicuro.it\/\">www.doveecomemicuro.it<\/a>).<\/p>\n<p>In Puglia, nelle prime posizioni per numero di\u00a0<strong>ricoveri per infarto miocardico acuto<\/strong>\u00a0ci sono: al\u00a0<strong>1\u00b0<\/strong>\u00a0posto il Presidio Ospedaliero Centrale Santissima Annunziata di Taranto \u2013 ASL Taranto, al\u00a0<strong>2\u00b0<\/strong>\u00a0il Presidio di Summa &#8211; Perrino di Brindisi \u2013 ASL Brindisi, al\u00a0<strong>3\u00b0<\/strong>\u00a0l&#8217;Ospedale Lorenzo Bonomo di Andria \u2013 ASL Barletta-Andria-Trani, al\u00a0<strong>4\u00b0<\/strong>\u00a0l&#8217;Ospedale San Paolo di Bari \u2013 ASL Bari e al\u00a0<strong>5\u00b0<\/strong>\u00a0l&#8217;Ospedale di Venere di Carbonara di Bari \u2013 ASL Bari.<\/p>\n<p>Quanto al volume d&#8217;<strong>interventi di bypass aortocoronarico<\/strong>: al\u00a0<strong>1\u00b0<\/strong>\u00a0posto c&#8217;\u00e8 l&#8217;Ospedale Santa Maria di Bari \u2013 GVM Care &amp; Research, al\u00a0<strong>2\u00b0<\/strong>\u00a0l&#8217;Anthea Hospital di Bari &#8211; GVM Care &amp; Research, al\u00a0<strong>3\u00b0<\/strong>\u00a0la Casa di Cura Villa Verde di Taranto pari merito con l&#8217;Ospedale Vito Fazzi di Lecce \u2013 ASL Lecce e al\u00a0<strong>4\u00b0\u00a0<\/strong>Citt\u00e0 di Lecce Hospital &#8211; GVM Care &amp; Research.<\/p>\n<p>Riguardo al numero di\u00a0<strong>interventi di angioplastica coronarica<\/strong>: al\u00a0<strong>1\u00b0<\/strong>\u00a0posto c&#8217;\u00e8 la Casa di Cura C.B.H. Presidio Mater Dei di Bari, al\u00a0<strong>2\u00b0<\/strong>\u00a0il Citt\u00e0 di Lecce Hospital &#8211; GVM Care &amp; Research di Lecce, al\u00a0<strong>3\u00b0<\/strong>\u00a0l&#8217;Azienda Ospedaliera Universitaria Ospedali Riuniti di Foggia, al\u00a0<strong>4\u00b0\u00a0<\/strong>il Presidio di Summa &#8211; Perrino di Brindisi \u2013 ASL Brindisi<strong>\u00a0<\/strong>e al\u00a0<strong>5\u00b0<\/strong>\u00a0l&#8217;Ospedale San Paolo di Bari \u2013 ASL Bari.<\/p>\n<p>\u201c<em>In base alle evidenze scientifiche, un maggior numero di casi trattati da una struttura sanitaria ha un impatto significativo sull\u2019efficacia degli interventi e sull\u2019esito delle cure<\/em>.\u00a0<em>Perci\u00f2, il Decreto ministeriale sugli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all\u2019assistenza ospedaliera (DM 70\/2015) fissa delle soglie minime al di sotto delle quali il rischio di esiti negativi aumenta notevolmente\u201d<\/em>, spiega\u00a0<strong>Elena Azzolini<\/strong>, medico specialista in Sanit\u00e0 Pubblica e membro del comitato scientifico di\u00a0<a href=\"http:\/\/www.doveecomemicuro.it\/\">www.doveecomemicuro.it<\/a>.<\/p>\n<p>Nella Regione, le strutture pubbliche o private accreditate che nel 2018 effettuano\u00a0ricoveri per\u00a0<strong>infarto miocardico acuto<\/strong>\u00a0sono\u00a0<strong>38<\/strong><strong>\u00a0<\/strong>(53 considerando anche quelle sotto i 10 volumi). La soglia ministeriale di minimo 100 ricoveri annui \u00e8 ottenuta dal\u00a0<strong>65,8%\u00a0<\/strong>degli ospedali, pari a\u00a0<strong>25<\/strong>.<strong>\u00a0<\/strong>A rispettare tutti e\u00a03 i valori di riferimento (volume uguale o superiore ai 100 interventi annui, mortalit\u00e0 a 30 giorni dal ricovero uguale o inferiore all&#8217;8% e PTCA entro 48 ore dal ricovero uguale o superiore al 45%), invece, \u00e8 il\u00a0<strong>2,6%<\/strong>\u00a0dei centri, pari a\u00a0<strong>1<\/strong>.<\/p>\n<p>Le strutture pubbliche o private accreditate che effettuano interventi di\u00a0<strong>bypass aortocoronarico<\/strong>\u00a0sono\u00a0<strong>9<\/strong>\u00a0(10 considerando anche quelle sotto i 5 volumi).<strong>\u00a0<\/strong>Il valore di riferimento ministeriale di minimo 200 interventi l\u2019anno \u00e8 rispettato dal\u00a0<strong>22%\u00a0<\/strong>dei centri, pari a\u00a0<strong>2<\/strong>. A rispettare entrambi<strong>\u00a0<\/strong>i valori di riferimento (volume uguale o superiore ai 200 interventi annui e mortalit\u00e0 a 30 giorni dal ricovero uguale o inferiore all&#8217;1,5%) \u00e8 sempre il\u00a0<strong>22%<\/strong>\u00a0dei centri, pari a\u00a0<strong>2<\/strong>.<strong>\u00a0<\/strong>(Nel 2012 le strutture che eseguivano almeno 5 interventi di bypass erano 7. Il 14,3% di esse, pari a 1, rispettava la soglia ministeriale riguardo al volume. Nessun centro, invece, rispettava entrambi gli standard ministeriali).<\/p>\n<p>Le strutture pubbliche o private accreditate che effettuano interventi\u00a0di\u00a0<strong>angioplastica coronarica<\/strong>\u00a0sono\u00a0<strong>20<\/strong>\u00a0(26 considerando anche quelle sotto i 10 volumi). Il valore di riferimento ministeriale di minimo 250 interventi l\u2019anno \u00e8 rispettato\u00a0<strong>dall\u2019<\/strong><strong>80%<\/strong>\u00a0dei centri, pari a\u00a0<strong>16<\/strong>.\u00a0(Nel 2012 le strutture che eseguivano almeno 10 interventi di angioplastica erano 21. Il 57,1%, pari a 12, rispettava la soglia ministeriale riguardo al volume).<\/p>\n<p><strong>Quanto alla quota di residenti che scelgono di farsi curare nella Regione<\/strong>, per ci\u00f2 che concerne l&#8217;infarto miocardico acuto si attesta al\u00a0<strong>97,2%<\/strong>, per il bypass aortocoronarico al\u00a0<strong>95%<\/strong>\u00a0e per l&#8217;angioplastica coronarica al\u00a0<strong>94,4%<\/strong>.<\/p>\n<p>Un dato nazionale positivo emerso dal confronto delle edizioni del Programma Nazionale Esiti relative agli anni 2012 e 2018 \u00e8 il\u00a0<strong>calo di ricoveri per infarto miocardico acuto<\/strong>\u00a0che<strong>\u00a0<\/strong>in 6 anni hanno registrato un<strong>\u00a0-7,6%.<\/strong><\/p>\n<p>\u201c<em>Questo risultato<\/em>\u00a0<em>dipende in gran parte dalle strategie di prevenzione cardiovascolare e dalla consapevolezza sempre pi\u00f9 diffusa dell\u2019importanza di avere stili di vita corretti<\/em>\u201d, dice\u00a0<strong>Marco Di Eusanio<\/strong>,\u00a0<em>Direttore<\/em>\u00a0della\u00a0<em>Cardiochirurgia dell\u2019AOU Ospedali Riuniti di Ancona<\/em><em>. \u201cLa riduzione dei ricoveri, in particolare per quanto riguarda gli infarti STEMI, i pi\u00f9 urgenti, si deve molto anche all\u2019efficacia dalla prevenzione farmacologica con statine, antiaggreganti e al miglior controllo dell\u2019ipertensione arteriosa\u201d,\u00a0<\/em><em>aggiunge<\/em>\u00a0<strong>Gian Piero Perna<\/strong>, Direttore del reparto di cardiologia del medesimo ospedale<em>.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Infarto, bypass e angioplastica: dove operarsi in Puglia?<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><em>I ricoveri per infarto miocardico acuto in Italia sono calati del 7,6% tra il 2012 e il 2018 mentre la mortalit\u00e0 media a 30 giorni \u00e8 scesa dal 9,98% all\u20198,03%; quanto allo standard di 100 ricoveri annui, \u00e8 rispettato dal 61,9% degli ospedali; la soglia di 200 interventi di bypass aortocoronarico \u00e8 raggiunta dal 27,7% dei centri mentre il valore di 250 interventi di angioplastica coronarica \u00e8 ottenuto dal 58,8% delle strutture. Su\u00a0<\/em><a href=\"http:\/\/www.doveecomemicuro.it\/\"><em>www.doveecomemicuro.it<\/em><\/a><em>\u00a0le classifiche regionali degli ospedali pi\u00f9 performanti per volume (fonte: PNE 2019 riferito al 2018). A<\/em><em>l 1\u00b0 posto per numero di ricoveri per infarto miocardico acuto c\u2019\u00e8 il<\/em><em>\u00a0Presidio Ospedaliero Centrale Santissima Annunziata di Taranto \u2013 ASL Taranto<\/em><em>, per il bypass c\u2019\u00e8 l\u2019<\/em><em>Ospedale Santa Maria di Bari \u2013 GVM Care &amp; Research\u00a0<\/em><em>mentre per l\u2019angioplastica c\u2019\u00e8 la<\/em><em>\u00a0Casa di Cura C.B.H. Presidio Mater Dei di Bari<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Un dolore toracico improvviso che si protrae per oltre quindici minuti. \u00c8 tra le avvisaglie pi\u00f9 comuni di un\u00a0<strong>infarto miocardico acuto (IMA)<\/strong>, una patologia la cui mortalit\u00e0, durante la prima ondata Covid-19 \u00e8 pi\u00f9 che triplicata rispetto allo stesso periodo del 2019 (in base a un recente studio della Societ\u00e0 Italiana di Cardiologia). Un dato, questo, legato per\u00f2 al momento di grande emergenza che stiamo vivendo e in controtendenza rispetto all&#8217;andamento degli ultimi anni. Confrontando le edizioni del Programma Nazionale Esiti di Agenas relative agli anni 2012 e 2018 si osserva, infatti, una significativa riduzione della\u00a0<strong>mortalit\u00e0 media a 30 giorni dal ricovero per IMA<\/strong>\u00a0<strong>scesa<\/strong>\u00a0<strong>dal 9,98% del 2012 all&#8217;8,03% del 2018<\/strong>\u00a0(Fonte: PNE 2019, con cui \u00e8 stato recentemente aggiornato il portale di public reporting sanitario\u00a0<a href=\"http:\/\/www.doveecomemicuro.it\/\">www.doveecomemicuro.it<\/a>). Ma questo non \u00e8 l&#8217;unico aspetto positivo che riguarda l&#8217;infarto miocardico acuto, evento patologico che rientra nel gruppo delle cardiopatie ischemiche: prima causa di morte in Italia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Ricoveri per infarto miocardico acuto: -7,6% in 6 anni<\/strong><\/p>\n<p>Dal confronto delle due edizioni del Programma Nazionale Esiti emerge anche un significativo calo dei ricoveri per infarto miocardico acuto, passati dai 123.833 del 2012 ai 114.407 del 2018.\u00a0<em>\u201cLo scarto \u00e8 di quasi 10mila degenze con una riduzione del 7,6%, un dato che risalta anche in considerazione del fatto che l\u2019invecchiamento progressivo della popolazione avrebbe potuto comportare un andamento di segno opposto\u201d<\/em>, spiegano gli autori del PNE 2019.\u00a0<em>\u201cQuesto risultato dipende in gran parte dalle strategie di prevenzione cardiovascolare e dalla consapevolezza sempre pi\u00f9 diffusa dell\u2019importanza di avere stili di vita corretti\u201d<\/em>, dice\u00a0<strong>Marco Di Eusanio<\/strong>, Direttore della Cardiochirurgia dell\u2019AOU Ospedali Riuniti di Ancona.\u00a0<em>\u201cLa riduzione dei ricoveri, in particolare per quanto riguarda gli infarti STEMI, i pi\u00f9 urgenti, si deve molto anche all\u2019efficacia dalla prevenzione farmacologica con statine, antiaggreganti e al miglior controllo dell\u2019ipertensione arteriosa\u201d<\/em>, aggiunge<strong>\u00a0Gian Piero Perna<\/strong>, Direttore del reparto di cardiologia del medesimo ospedale. Le procedure che, se eseguite tempestivamente, sono in grado di limitare gravi danni al cuore in caso d\u2019infarto miocardico acuto sono l&#8217;angioplastica coronarica e il bypass aortocoronarico. A queste si ricorre, in presenza di indicazioni, anche in modo elettivo (cio\u00e8 programmabile) su pazienti stabili.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Interventi di bypass in calo, angioplastica in aumento<\/strong><\/p>\n<p>Delle procedure di\u00a0<strong>bypass aortocoronarico (isolato)<\/strong>, secondo i dati disponibili, nel nostro Paese ci si avvale sempre meno: gli interventi da 14.939 nel 2012 sono infatti scesi a 13.248 nel 2018.\u00a0<em>\u201cQuesta riduzione si deve in parte all\u2019aumento d\u2019interventi di bypass non isolati, cio\u00e8 eseguiti in combinazione con altri interventi vascolari, e in parte all\u2019incremento delle procedure di angioplastica coronarica per il trattamento della coronaropatia ischemica\u201d<\/em>, spiegano gli autori del report PNE 2019.\u00a0<em>\u201cIl bypass aortocoronarico resta comunque uno degli interventi pi\u00f9 eseguiti in cardiochirurgia. Rispetto all&#8217;angioplastica coronarica, nei pazienti con severa e diffusa coronaropatia, diabete mellito, ridotta funzione contrattile del cuore e in presenza di complicanze come la restenosi intrastent, cio\u00e8 il riformarsi del restringimento nel punto dove \u00e8 stato impiantato uno stent, \u00e8 associato a migliori risultati in termini di sopravvivenza e a un minor rischio di successivi eventi cardiaci e re-interventi\u201d<\/em>, precisa Marco Di Eusanio.<\/p>\n<p>Riguardo all&#8217;<strong>angioplastica coronarica<\/strong>\u00a0si registra, invece, un aumento degli interventi, passati da 112.919 nel 2012 a 123.935 nel 2018 (<strong>il dato della Sicilia \u00e8 stato escluso dal calcolo per poter operare un confronto tra il 2012 e il 2018 visto che il PNE 2019, relativo al 2018, non lo comprende)<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>\u201cVa detto che\u00a0<strong>durante la prima ondata Covid-19<\/strong>, il ricorso a queste procedure salvavita &#8211; angioplastica e bypass &#8211; \u00e8 calato in modo significativo in tutta Italia specialmente nei territori pi\u00f9 colpiti, dove la riduzione \u00e8 stata anche del 40%. A diminuire sono stati soprattutto gli interventi elettivi-programmabili. Inoltre, \u00e8 aumentato del 39% circa il tempo intercorso tra l&#8217;inizio dei sintomi di un IMA e la riapertura della coronaria. Per paura di contrarre il virus\u00a0<strong>tanti cardiopatici hanno ritardato o rinunciato all&#8217;accesso in pronto soccorso<\/strong>: i ricoveri per infarto &#8211; in base allo studio della SIC &#8211; sono infatti diminuiti del 60% circa.\u00a0<strong>La raccomandazione a quanti in questa seconda ondata della pandemia si dovessero trovare in una situazione simile \u00e8 di contattare immediatamente il 118<\/strong>. Le chiamate per sintomi cardiaci al\u00a0<strong>numero di emergenza<\/strong>, secondo quanto riferisce l&#8217;Agenzia Regionale di Sanit\u00e0 Toscana, si sono infatti ridotte progressivamente a partire da fine febbraio 2020\u201d<\/em>, dice Gian Piero Perna.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>STRUTTURE SANITARIE<\/strong><\/p>\n<p><strong>Pi\u00f9 alto \u00e8 il volume di attivit\u00e0 maggiori sono le garanzie per i pazienti<\/strong><\/p>\n<p><em>\u201cIn base alle evidenze scientifiche, un maggior numero di casi trattati da una struttura sanitaria ha un impatto significativo sull\u2019efficacia degli interventi e sull\u2019esito delle cure. Perci\u00f2, il Decreto ministeriale sugli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all\u2019assistenza ospedaliera (DM 70\/2015) fissa delle soglie minime al di sotto delle quali il rischio di esiti negativi aumenta notevolmente\u201d<\/em>, spiega\u00a0<strong>Elena Azzolini<\/strong>, medico specialista in Sanit\u00e0 Pubblica e membro del comitato scientifico di\u00a0<a href=\"http:\/\/www.doveecomemicuro.it\/\">www.doveecomemicuro.it<\/a>.<\/p>\n<p>Sul portale sono disponibili le classifiche dei centri stilate in base al volume di ricoveri per infarto miocardico acuto, al numero d\u2019interventi di angioplastica coronarica e al volume d\u2019interventi di bypass aortocoronarico.<\/p>\n<p><strong>Quanti sono e come sono distribuiti gli ospedali italiani che trattano queste patologie? In che percentuale sono in linea con le soglie ministeriali? E in che misura gli interventi sono concentrati nei centri che operano nel rispetto degli standard<\/strong>?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Numero e distribuzione dei centri in Italia<\/strong><\/p>\n<p>Nel nostro Paese, gli ospedali pubblici o privati accreditati che nel 2018 effettuano\u00a0<strong>ricoveri per<\/strong>\u00a0<strong>infarto miocardico acuto<\/strong>\u00a0(tenendo conto solo di quelli che hanno eseguito almeno 10 ricoveri) sono\u00a0<strong>546:\u00a0<\/strong>il\u00a0<strong>53%<\/strong>\u00a0si trova al nord, il\u00a0<strong>21%<\/strong>\u00a0al centro e il\u00a0<strong>26%<\/strong>\u00a0al sud. Della totalit\u00e0 dei ricoveri eseguiti il\u00a0<strong>51,3%<\/strong>\u00a0\u00e8 stato effettuato al nord, il\u00a0<strong>21,5%<\/strong>\u00a0al centro e il 2<strong>7,3%<\/strong>\u00a0al sud.<\/p>\n<p>Le strutture pubbliche o private accreditate che eseguono\u00a0<strong>interventi chirurgici di bypass aortocoronarico<\/strong>\u00a0(tenendo conto solo di quelle che hanno eseguito almeno 5 operazioni) sono\u00a0<strong>89<\/strong>\u00a0(nel 2012 erano 85): il\u00a0<strong>49,4%<\/strong>\u00a0si trova al nord, il\u00a0<strong>20,2%<\/strong>\u00a0al centro e il 3<strong>0,3%<\/strong>\u00a0al sud. Della totalit\u00e0 degli interventi eseguiti il\u00a0<strong>48%<\/strong>\u00a0\u00e8 stato effettuato al nord, il\u00a0<strong>19%<\/strong>\u00a0al centro e il\u00a0<strong>33%<\/strong>\u00a0al sud.<\/p>\n<p>Le strutture pubbliche o private accreditate che eseguono\u00a0<strong>interventi chirurgici di angioplastica coronarica<\/strong>\u00a0(tenendo conto solo di quelle che hanno eseguito almeno 10 interventi) sono\u00a0<strong>351<\/strong>\u00a0(nel 2012 erano 332): il\u00a0<strong>51%<\/strong>\u00a0si trova al nord, il\u00a0<strong>22%<\/strong>\u00a0al centro e il\u00a0<strong>27%<\/strong>\u00a0al sud. Della totalit\u00e0 degli interventi eseguiti il\u00a0<strong>53%<\/strong>\u00a0\u00e8 stato effettuato al nord, il\u00a0<strong>21%<\/strong>\u00a0al centro e il\u00a0<strong>26%<\/strong>\u00a0al sud.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>INFARTO MIOCARDICO ACUTO<\/strong><\/p>\n<p><strong>Oltre 9 ricoveri su 10 eseguiti nel 61,9% dei centri<\/strong><\/p>\n<p><strong>Dei 546<\/strong>\u00a0ospedali pubblici o privati accreditati che in Italia effettuano almeno 10 ricoveri annui per IMA,\u00a0<strong>338<\/strong>\u00a0(il 61,9%)\u00a0<strong>rispettano il valore minimo di riferimento di 100 ricoveri annui<\/strong>\u00a0fissato dalle autorit\u00e0 ministeriali per questa patologia: 175 sono situati al nord (51,8%), 70 al centro (20,7%) e 93 al sud (27,5%). (La percentuale, per\u00f2, si abbassa al 40% se si tiene conto di tutte le 844 strutture che effettuano questo tipo di ricovero).\u00a0<strong>In queste strutture nel 2018 sono stati eseguiti il 91,5%\u00a0<\/strong>(104.732)\u00a0<strong>dei ricoveri totali\u00a0<\/strong>(114.405).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Mortalit\u00e0 a 30 giorni e PTCA entro 48 ore: in aumento le strutture che rispettano gli standard<\/strong><\/p>\n<p>Aumentano le strutture con una\u00a0<strong>mortalit\u00e0 a 30 giorni dal ricovero<\/strong>\u00a0per IMA uguale o inferiore all&#8217;8%, soglia massima fissata dalle autorit\u00e0 ministeriali per questa patologia: da 135 nel 2012 (escludendo il dato relativo alla Sicilia)\u00a0passano a 196 nel 2018.<\/p>\n<p>Quanto allo standard minimo relativo ai\u00a0<strong>trattati con PTCA<\/strong>\u00a0(Angioplastica Coronarica Percutanea Transluminale)\u00a0<strong>entro 48 ore dal ricovero<\/strong>, aumentano nettamente le strutture con una percentuale uguale o superiore al 45%: passate da 107 (pari al 29% di quelle che eseguivano almeno 50 ricoveri) nel 2012 a 184 (pari al 51,4% di quelle che eseguono almeno 50 ricoveri) nel 2018.<\/p>\n<p>La proporzione media di trattati con PTCA entro 48 ore dal ricovero, invece, si attesta al 43% nel 2018, contro il 31,5% nel 2012 (escludendo dal calcolo il dato relativo alla Sicilia).<\/p>\n<p><em>\u201cUna precisazione \u00e8 d&#8217;obbligo: in caso d&#8217;<strong>infarto miocardico acuto STEMI<\/strong>, l&#8217;intervento di angioplastica coronarica dev&#8217;essere necessariamente eseguito\u00a0<strong>entro 120 minuti<\/strong>, e non entro 48 ore\u201d<\/em>, precisa Gian Piero Perna.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Il 17,9% dei centri in linea con tutte e 3 le soglie ministeriali<\/strong><\/p>\n<p>Le strutture che in Italia rispettano tutti e 3 i valori di riferimento (volume uguale o superiore ai 100 interventi annui, mortalit\u00e0 a 30 giorni dal ricovero uguale o inferiore all&#8217;8% e PTCA entro 48 ore dal ricovero uguale o superiore al 45%)\u00a0<strong>sono 98, pari al 17,9%<\/strong>\u00a0delle strutture che effettuano questo tipo di ricovero.<\/p>\n<p>L&#8217;unica regione in cui non \u00e8 presente nemmeno una struttura in linea con tutte e 3 le soglie di riferimento \u00e8 la Basilicata (dove viene raggiunto solo lo standard per il volume di 100 ricoveri annui).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>BYPASS AORTOCORONARICO<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Poco meno della met\u00e0 degli interventi effettuati nel 27,7% dei centri<\/strong><\/p>\n<p><strong>Degli 89<\/strong>\u00a0ospedali pubblici o privati accreditati che in Italia eseguono almeno 5 interventi annui,\u00a0<strong>25<\/strong>\u00a0(il 27,7%) nel 2018\u00a0<strong>rispettano il valore minimo di riferimento di 200 interventi annui<\/strong>\u00a0fissato dalle autorit\u00e0 ministeriali per gli interventi di bypass aortocoronarico: 12 sono situati al nord (48%), 6 al centro (24%) e 7 al sud (28%). (La percentuale, per\u00f2, si abbassa al 25,2% se si tiene conto di tutte le 99 strutture che eseguono questo intervento).\u00a0<strong>In queste strutture nel 2018 sono stati eseguiti il 45,8%\u00a0<\/strong>(6.073)\u00a0<strong>dei volumi totali\u00a0<\/strong>(13.248)<strong>\u00a0<\/strong>contro il 49,2% del 2012.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Calate le strutture che rispettano la soglia di 200 interventi, ma migliorati (rispetto al 2012) i dati sulla mortalit\u00e0<\/strong><\/p>\n<p>Rispetto al 2012 sono diminuiti lievemente i centri che rispettano il valore<strong>\u00a0<\/strong>minimo<strong>\u00a0<\/strong>di 200 interventi annui per quanto riguarda il bypass aortocoronarico: da 28 (pari al 32,9%) nel 2012 sono scesi a 25 (pari al 27,7%) nel 2018.<\/p>\n<p><em>\u201cPreso atto del minore ricorso al bypass rispetto al passato, l\u2019attuale soglia di 200 interventi annui, a mio parere, potrebbe essere abbassata. Un valore minimo di 100-150 non inciderebbe sulla sicurezza\u201d<\/em>, chiosa Marco di Eusanio.<\/p>\n<p>Un dato positivo \u00e8 il calo della\u00a0<strong>mortalit\u00e0 media a 30 giorni dall&#8217;intervento di bypass<\/strong>: passata dal 2,64% nel 2012 al 2,03% nel 2018.<\/p>\n<p>Sono 35 (pari al 44,3% di quelle che effettuano almeno 50 interventi annui), inoltre, le strutture che nel 2018 vantano una mortalit\u00e0 uguale o inferiore all&#8217;1,5% a 30 giorni dall&#8217;intervento contro le 30 del 2012 (pari al 36,1% delle strutture che eseguivano almeno 50 interventi annui). Delle 35 con una bassa mortalit\u00e0: 18 sono situate al Nord (51,4%), 6 al centro (17,1%) e 11 al sud (31,4%).<\/p>\n<p><em>\u201cTenendo conto del minore ricorso al bypass aortocoronarico e dei pazienti tendenzialmente pi\u00f9 complessi, ci si aspetterebbe un incremento della mortalit\u00e0 a 30 giorni dall&#8217;intervento, e non una riduzione. Il calo della mortalit\u00e0 tra il 2012 e il 2018 e l&#8217;aumento delle strutture che operano nel rispetto di questa soglia sono la dimostrazione dei progressi fatti in cardiochirurgia nel nostro Paese negli ultimi anni\u201d<\/em>, commenta Marco Di Eusanio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Il 16,9% dei centri in linea con entrambe le soglie ministeriali<\/strong><\/p>\n<p><strong>Le strutture che rispettano i 2 valori di riferimento<\/strong>\u00a0(volume annuo uguale o superiore a 200 interventi annui e mortalit\u00e0 a 30 giorni uguale o inferiore all&#8217;1,5%)\u00a0<strong>sono 15, pari al 16,9% delle strutture che effettuano questo tipo d&#8217;intervento<\/strong>.<\/p>\n<p>Nelle regioni Basilicata, Liguria, Lombardia, Molise, Piemonte, Sardegna, Trentino Alto Adige e Umbria non sono presenti strutture in linea con entrambe le soglie di riferimento. In Valle D&#8217;Aosta, invece, nessun centro esegue questo intervento.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>ANGIOPLASTICA CORONARICA<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Quasi 9 interventi su 10 concentrati nel 58,8% dei centri<\/strong><\/p>\n<p>Dei\u00a0<strong>351<\/strong>\u00a0ospedali pubblici o privati accreditati che in Italia effettuano almeno 10 interventi annui,\u00a0<strong>206<\/strong>\u00a0(il 58,8%)\u00a0<strong>rispettano il valore minimo di riferimento di 250 interventi annui<\/strong>\u00a0fissato dalle autorit\u00e0 ministeriali per l\u2019angioplastica coronarica: 110 sono situati al nord (53,4%), 42 al centro (20,4%) e 54 al sud (26,2%). (La percentuale, per\u00f2, si abbassa al 49,2% se si tiene conto di tutte le 418 strutture che eseguono questo intervento).\u00a0<strong>In queste strutture nel 2018 sono stati eseguiti l\u201988,4%\u00a0<\/strong>(109.609)<strong>\u00a0degli interventi totali\u00a0<\/strong>(123.935) contro l\u201986,5% del 2012.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>In crescita le strutture in linea con la soglia ministeriale<\/strong><\/p>\n<p>I centri in linea con lo standard minimo di 250 interventi annui per l&#8217;angioplastica coronarica in 6 anni sono aumentati: da 183 (pari al 55,1%) nel 2012 sono passati a 206 (pari al 58,8%) nel 2018.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>DOVEECOMEMICURO.IT<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Un portale in aiuto dei cittadini<\/strong><\/p>\n<p>Tra i parametri da valutare al momento di scegliere la struttura dove sottoporsi a un intervento di bypass aortocoronarico o di angioplastica coronarica, come si \u00e8 visto, ci sono l\u2019alto volume di attivit\u00e0 annuo, la bassa mortalit\u00e0 a 30 giorni dall\u2019intervento e il rispetto delle soglie ministeriali. Queste e altre informazioni\u00a0sono disponibili su\u00a0<a href=\"http:\/\/www.doveecomemicuro.it\/\">www.doveecomemicuro.it<\/a>, portale che\u00a0vanta un\u00a0<strong>database di oltre 3.800 strutture<\/strong>: tra case di cura, strutture ospedaliere, centri ambulatoriali, laboratori di analisi o punti prelievi, centri di riabilitazione, centri diagnostici e residenze sanitarie.<\/p>\n<p><strong>Come eseguire la ricerca?<\/strong><\/p>\n<p>Per confrontare le strutture \u00e8 sufficiente inserire nel \u201ccerca\u201d la parola chiave desiderata, ad esempio\u00a0\u201ccuore\u201d\u00a0e selezionare la voce che interessa tra quelle suggerite, come\u00a0\u201c<a href=\"https:\/\/www.doveecomemicuro.it\/strutture?id=6&amp;c=patologia&amp;q=Angioplastica%20coronarica%20(con%20PTCA)\">angioplastica coronarica<\/a>\u201d\u00a0\u201c<a href=\"https:\/\/www.doveecomemicuro.it\/strutture?id=1&amp;c=patologia&amp;q=Bypass%20aortocoronarico\">bypass aortocoronarico<\/a>\u201d.\u00a0In cima alla pagina dei risultati compariranno i centri ordinati per numero d\u2019interventi, per vicinanza o in base ad altri criteri selezionabili. Il semaforo verde indica il rispetto della soglia ministeriale mentre una barra di scorrimento mostra il posizionamento delle singole strutture nel panorama nazionale. La valutazione viene fatta considerando indicatori istituzionali di qualit\u00e0 come i volumi di attivit\u00e0 (dati validati e diffusi dal PNE &#8211; Programma Nazionale Esiti gestito dall&#8217;Agenas per conto del Ministero della Salute).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>CLASSIFICHE REGIONALI<\/strong><\/p>\n<p>(Fonte: PNE 2019)<\/p>\n<p><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Ricoveri per infarto miocardico acuto<\/strong><\/p>\n<p>Le strutture pubbliche o private accreditate che effettuano questo tipo di ricovero sono 38\u00a0(considerando anche quelle sotto i 10 volumi: 53).<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Le 5 strutture che in Puglia effettuano un maggior numero di ricoveri sono:<\/strong><\/p>\n<ol>\n<li>Presidio Ospedaliero Centrale Santissima Annunziata di Taranto \u2013 ASL Taranto (n\u00b0 ricoveri: 598) (<u>non rispetta<\/u>\u00a0mortalit\u00e0 a 30gg: 10,11% n\u00e9 %PTCA a 48h: 41,28%)<\/li>\n<li>Presidio di Summa &#8211; Perrino di Brindisi \u2013 ASL Brindisi (n\u00b0 ricoveri: 593) (<u>non rispetta<\/u>\u00a0mortalit\u00e0 a 30gg: 11,95%;\u00a0<u>rispetta<\/u>\u00a0%PTCA a 48h: 66,92%)<\/li>\n<li>Ospedale Lorenzo Bonomo di Andria \u2013 ASL Barletta-Andria-Trani (n\u00b0 ricoveri: 531) (<u>non rispetta<\/u>\u00a0mortalit\u00e0 a 30gg: 11,12%;\u00a0<u>rispetta<\/u>\u00a0%PTCA a 48h: 42,53%)<\/li>\n<li>Ospedale San Paolo di Bari \u2013 ASL Bari (n\u00b0 ricoveri: 461) (<u>non rispetta<\/u>\u00a0mortalit\u00e0 a 30gg: 11,41%;\u00a0<u>rispetta<\/u>\u00a0%PTCA a 48h: 67,8%)<\/li>\n<li>Ospedale di Venere di Carbonara di Bari \u2013 ASL Bari (n\u00b0 ricoveri: 459) (<u>non rispetta<\/u>\u00a0mortalit\u00e0 a 30gg: 11,15%;\u00a0<u>rispetta<\/u>\u00a0%PTCA a 48h: 53,6%)<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In Puglia il valore di riferimento ministeriale di minimo 100 ricoveri l\u2019anno \u00e8 rispettato dal 65,8% delle strutture.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La struttura con le percentuali pi\u00f9 basse di mortalit\u00e0 a 30 giorni dal ricovero (che deve mantenersi inferiore o uguale all\u20198%) e con un\u2019alta percentuale (che deve mantenersi superiore o uguale al 45%) di pazienti sottoposti a PTCA (angioplastica coronarica percutanea transluminale) entro 48 ore dal ricovero \u00e8 l\u2019Azienda Ospedaliera Universitaria Ospedali Riuniti di Foggia (n\u00b0 ricoveri: 383, mortalit\u00e0 a 30gg: 5,19%, PTCA entro 48h: 72,21%).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u00c8 l\u2019unica struttura a rispettare tutti e 3 questi valori di riferimento, pari al 2,6% delle strutture che effettuano questo tipo di ricovero.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il 2,8% dei residenti sceglie di farsi curare in altre regioni.<\/p>\n<p>Il 97,2% dei residenti sceglie di farsi curarsi nella propria regione.<\/p>\n<p>Il 3,3% di interventi eseguiti su non residenti.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Interventi chirurgici di bypass aortocoronarico<\/strong><\/p>\n<p>Le strutture pubbliche o private accreditate che effettuano questo tipo di intervento sono 9\u00a0(considerando anche quelle sotto i 5 volumi: 10).<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Le 5 strutture che in Puglia effettuano un maggior numero di interventi sono:<\/strong><\/p>\n<ol>\n<li>Ospedale Santa Maria di Bari \u2013 GVM Care &amp; Research (n\u00b0 interventi: 212)<\/li>\n<li>Anthea Hospital di Bari &#8211; GVM Care &amp; Research (n\u00b0 interventi: 202)<\/li>\n<li>Casa di Cura Villa Verde di Taranto (n\u00b0 interventi: 196)<\/li>\n<\/ol>\n<ol>\n<li>Ospedale Vito Fazzi di Lecce \u2013 ASL Lecce (n\u00b0 interventi: 196)<\/li>\n<li>Citt\u00e0 di Lecce Hospital &#8211; GVM Care &amp; Research (n\u00b0 interventi: 161)<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In Puglia il valore di riferimento ministeriale di minimo 200 interventi l\u2019anno \u00e8 rispettato dal 22% delle strutture.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sia l\u2019Ospedale Santa Maria di Bari \u2013 GVM Care &amp; Research che l\u2019Anthea Hospital di Bari &#8211; GVM Care &amp; Research oltre a vantare alti volumi mantengono anche una bassa mortalit\u00e0 a 30 giorni dall\u2019intervento (che deve mantenersi inferiore o uguale all\u20191,5%) (mortalit\u00e0 a 30gg: rispettivamente di 1,41% e 1,18%).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Le strutture che in Puglia rispettano entrambi questi valori di riferimento sono quindi 2, pari al 22% delle strutture che effettuano questo tipo di intervento.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il 5% dei residenti sceglie di farsi curare in altre regioni.<\/p>\n<p>Il 95% dei residenti sceglie di farsi curarsi nella propria regione.<\/p>\n<p>Il 7,3% di interventi eseguiti su non residenti.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Interventi chirurgici di angioplastica coronarica<\/strong><\/p>\n<p>Le strutture pubbliche o private accreditate che effettuano questo tipo di intervento sono 20\u00a0(considerando anche quelle sotto i 10 volumi: 26).<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Le 5 strutture che in Puglia effettuano un maggior numero di interventi sono:<\/strong><\/p>\n<ol>\n<li>Casa di Cura C.B.H. Presidio Mater Dei di Bari (n\u00b0 interventi: 888)<\/li>\n<li>Citt\u00e0 di Lecce Hospital &#8211; GVM Care &amp; Research di Lecce\u00a0\u00a0(n\u00b0 interventi: 731)<\/li>\n<li>Azienda Ospedaliera Universitaria Ospedali Riuniti di Foggia (n\u00b0 interventi: 621)<\/li>\n<li>Presidio di Summa &#8211; Perrino di Brindisi \u2013 ASL Brindisi (n\u00b0 interventi: 616)<\/li>\n<li>Ospedale San Paolo di Bari \u2013 ASL Bari (n\u00b0 interventi: 584)<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In Puglia il valore di riferimento ministeriale di minimo 250 interventi l\u2019anno \u00e8 rispettato dall\u201980% delle strutture.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Le altre strutture che rispettano il valore di riferimento sono:<\/strong><\/p>\n<ol>\n<li>Casa di Cura Villa Verde di Taranto (n\u00b0 interventi: 550)<\/li>\n<li>Ospedale Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo (FG) (n\u00b0 interventi: 541)<\/li>\n<li>Azienda Ospedaliera Cardinale Giovanni Panico di Tricase (LE) (n\u00b0 interventi: 504)<\/li>\n<li>Ente Ecclesiastico Ospedale Generale Regionale Miulli di Acquaviva Delle Fonti (BA)(n\u00b0 interventi: 487)<\/li>\n<li>Ospedale Vito Fazzi di Lecce \u2013 ASL Lecce (n\u00b0 interventi: 468)<\/li>\n<li>Presidio Ospedaliero Centrale Santissima Annunziata di Taranto \u2013 ASL Taranto (n\u00b0 interventi: 462)<\/li>\n<li>Ospedale Lorenzo Bonomo di Andria \u2013 ASL Barletta-Andria-Trani (n\u00b0 interventi: 412)<\/li>\n<li>Ospedale di Venere di Carbonara di Bari \u2013 ASL Bari (n\u00b0 interventi: 361)<\/li>\n<li>Anthea Hospital di Bari &#8211; GVM Care &amp; Research (n\u00b0 interventi: 338)<\/li>\n<li>Consorziale Policlinico di Bari (n\u00b0 interventi: 333)<\/li>\n<li>Ospedale Santa Maria di Bari &#8211; GVM Care &amp; Research (n\u00b0 interventi: 309)<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il 5,6% dei residenti sceglie di farsi curare in altre regioni.<\/p>\n<p>Il 94,4% dei residenti sceglie di farsi curarsi nella propria regione.<\/p>\n<p>Il 4,4% di interventi eseguiti su non residenti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Ufficio Stampa \u2013 Dove e Come Mi Curo<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>www.doveecomemicuro.it,\u00a0portale di public reporting sanitario, ha realizzato un&#8217;indagine sugli ospedali italiani pi\u00f9 performanti per volume di ricoveri per infarto miocardico acuto, per numero di interventi di bypass aortocoronarico e per volume d&#8217;interventi di angioplastica coronarica\u00a0(fonte: PNE 2019,\u00a0con cui \u00e8 stato recentemente aggiornato il sito\u00a0www.doveecomemicuro.it). In Puglia, nelle prime posizioni per numero di\u00a0ricoveri per infarto miocardico acuto\u00a0ci sono: al\u00a01\u00b0\u00a0posto il Presidio Ospedaliero Centrale Santissima Annunziata di Taranto \u2013 ASL Taranto, al\u00a02\u00b0\u00a0il Presidio di Summa &#8211; Perrino di Brindisi \u2013 ASL Brindisi, al\u00a03\u00b0\u00a0l&#8217;Ospedale Lorenzo Bonomo di Andria \u2013 ASL Barletta-Andria-Trani, al\u00a04\u00b0\u00a0l&#8217;Ospedale San Paolo di Bari \u2013 ASL Bari e al\u00a05\u00b0\u00a0l&#8217;Ospedale di Venere di Carbonara di Bari \u2013 ASL Bari. Quanto al volume d&#8217;interventi di bypass aortocoronarico: al\u00a01\u00b0\u00a0posto c&#8217;\u00e8 l&#8217;Ospedale Santa Maria di Bari \u2013 GVM Care &amp; Research, al\u00a02\u00b0\u00a0l&#8217;Anthea Hospital di Bari &#8211; GVM Care &amp; Research, al\u00a03\u00b0\u00a0la Casa di Cura Villa Verde di Taranto pari merito con l&#8217;Ospedale Vito Fazzi di Lecce \u2013 ASL Lecce e al\u00a04\u00b0\u00a0Citt\u00e0 di Lecce Hospital &#8211; GVM Care &amp; Research. Riguardo al numero di\u00a0interventi di angioplastica&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":136035,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[7],"tags":[],"class_list":["post-180463","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-news"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/180463","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=180463"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/180463\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":180467,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/180463\/revisions\/180467"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/136035"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=180463"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=180463"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=180463"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}