{"id":180629,"date":"2020-12-22T13:43:36","date_gmt":"2020-12-22T12:43:36","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brundisium.net\/?p=180629"},"modified":"2020-12-22T13:43:36","modified_gmt":"2020-12-22T12:43:36","slug":"a-brindisi-un-impianto-per-la-produzione-di-idrogeno-verde-macchia-cgil-e-la-svolta-green","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/a-brindisi-un-impianto-per-la-produzione-di-idrogeno-verde-macchia-cgil-e-la-svolta-green\/","title":{"rendered":"A Brindisi un impianto per la produzione di Idrogeno Verde? Macchia (Cgil): &#8220;\u00e8 la svolta green&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>Ci avevamo visto lungo e giusto quando, in tempi non sospetti, abbiamo stimolato la discussione su un possibile e auspicabile futuro a idrogeno green per Brindisi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u00c8 di poche ore fa la notizia secondo cui in Regione stanno prendendo forma progetti tesi a portare qui da noi la tecnologia e le infrastrutture necessarie alla produzione di energia pulita. Dunque, si pu\u00f2 affermare che la Cgil di Brindisi ha colto, a suo tempo, i corretti segnali che indicano la via per un necessario cambio di paradigma del sistema industriale, energetico ma non solo, della realt\u00e0 locale, articolata in un polo costituito da insediamenti sia strutturalmente che ideologicamente obsoleti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L&#8217;annuncio, poi, del sindaco Rossi in commissione consiliare ha un peso non indifferente e speriamo che sia il primo passo di un percorso lungo e lungimirante che possa portare Brindisi a un altro livello in termini economici e sociali: il primo cittadino, in commissione, ha dichiarato che \u201cin Regione \u00e8 in fase di valutazione un impianto per la produzione di idrogeno da fotovoltaico che verrebbe immesso nella rete Snam, diminuendo la necessit\u00e0 di gas\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La Cgil di Brindisi da tempo si interroga ed elabora le proprie proposte sul tema, avendo intuito per tempo le enormi potenzialit\u00e0 che una simile transizione energetica e industriale si porta in dote. Non pretendiamo di essere antesignani o avanguardisti delle nuove frontiere della produzione energetica ma siamo attenti a quanto ci succede intorno e non ci sono sfuggiti i profondi mutamenti che in diverse parti del mondo stanno gi\u00e0 restituendo risultati importanti, in termini di sostenibilit\u00e0 ambientale e occupazionale. Percorrendo questa strada, si potrebbe creare un nuovo polo di ricerca e produzione da fonti rinnovabili, in particolare idrogeno verde, appunto, indicando anche l\u2019impatto a livello ambientale e occupazionale. La produzione da idrogeno verde avrebbe un effetto importante per una transizione davvero epocale, definitiva e sostenibile. Tale obiettivo \u00e8 in linea non solo con gli impegni sulla decarbonizzazione, ma anche con lo sviluppo di settori di ricerca e la realizzazione di elettrolizzatori e accumulatori, con evidenti vantaggi a livello economico e occupazionale. Tra l\u2019altro, guardando oltre i nostri confini, Enel pare essere molto consapevole dei benefici che una transizione di questo tipo pu\u00f2 portare: la societ\u00e0 italiana a partecipazione statale, infatti, si \u00e8 aggiudicata un progetto pilota in Cile che sar\u00e0 operativo nel 2022. Si tratta di un impianto che produrr\u00e0 idrogeno rinnovabile attraverso un elettrolizzatore alimentato da energia eolica. A realizzarlo sar\u00e0 Enel Green Power con Enap, Siemens Energy e Porsche.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Oggi veniamo a sapere che c&#8217;\u00e8 gi\u00e0 un progetto che aspetta a Bari i nullaosta necessari per arrivare a Brindisi: \u201cPrometheus\u201d, questo il nome che si \u00e8 voluto dare al piano industriale, in riferimento alla figura mitologica dell&#8217;antica Grecia che rub\u00f2 il fuoco agli dei, dovrebbe interessare un&#8217;area di quasi 300 ettari che promette di fare di Brindisi il maggiore polo europeo dell&#8217;idrogeno green. La Cgil si augura che questi non rimangano proclami da consegnare alla stampa per rimanere sulle colonne dei giornali ma si trasformino in atti concreti che, gi\u00e0 nel breve e medio termine, restituiscano dei risultati tangibili per il territorio. Gli otto partner guidati da Siemens che sarebbero interessati alla questione deveno ripercorrere i passi gi\u00e0 compiuti altrove da altre grosse realt\u00e0 produttive, trovando le giuste soluzioni per agevolare la transizione green a Brindisi, tenendo insieme interessi economici, sostenibilit\u00e0 ambientale e ritorno occupazionale: sembra una missione impossibile ma, con l&#8217;impegno di tutti, dalle istituzioni ai gruppi industriali, passando per le parti sociali e la politica, l&#8217;obiettivo \u00e8 ambizioso ma alla portata.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Le strade per giungere alla meta sono diverse: quella che sembra essere stata scelta per \u201cPrometheus\u201d dovrebbe puntare, come detto, alla produzione di idrogeno dal fotovoltaico che dovrebbe essere immesso e utilizzato nella rete Snam e nella riconvertita centrale a turbogas di Enel e all&#8217;utilizzo di una centrale a biomasse per la produzione di bio-gnl e bio-gas che alimenter\u00e0 i mezzi di trasporto locale, le navi da crociera e i camion. Il trasporto del combustibile dovrebbe essere affidato al Consorzio Asi che muover\u00e0 l&#8217;energia prodotta da scarti animali e vegetali su dei treni nella zona industriale per oltre 250mila tonnellate all&#8217;anno.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Non serve un veggente per visualizzare l&#8217;enorme potenzialit\u00e0 di un simile sistema, dalla sua creazione fino alla messa a regime: si parla di un investimento da circa 300 milioni di euro e di poco meno di 500 unit\u00e0 lavorative da impiegare nella fase di realizzazione, di un&#8217;occupazione diretta di circa 100 lavoratori e di un&#8217;occupazione indiretta di circa 400 unit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Passare dalle parole ai fatti, per\u00f2, non \u00e8 propriamente facile come la Storia insegna: per imbastire una simile, mastodontica, opera di rinnovamento servono risorse e in realt\u00e0 neanche quelle bastano, da sole. Serve convogliare sforzi e capitali nei giusti canali, evitando sperperi o, ancora peggio, indirizzi che vedano il Mezzogiorno ancora una volta penalizzato. La pandemia, nostro malgrado, ha consentito al nostro Paese di ottenere la parte pi\u00f9 consistente del Recovery Fund messo a disposizione dalla Comunit\u00e0 Europea agli Stati messi in ginocchio dall&#8217;emergenza sanitaria ed economica ma questa importante iniezione di energia deve muoversi seguendo la bussola delle necessit\u00e0 dei territori: ci sono enormi pezzi di Meridione che gi\u00e0 prima che la pandemia colpisse aveano impellente bisogno di investimenti e rinnovamento, intere regioni che hanno visto sempre passare in secondo e terzo piano i legittimi interessi e le sacrosante richieste provenienti dai territori.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il rischio grosso che stiamo correndo, quindi, \u00e8 che le risorse europee, ancora una volta, vengano deviate verso altre realt\u00e0 che gi\u00e0 in passato hanno ottenuto migliori trattamenti e le cui condizioni sono decisamente migliori di quelle che possono essere quelle che vediamo a Brindisi e nei dintorni: ci sono indicatori economico-sociali allarmanti, che abbiamo ampiamente analizzato, che ci dicono che non c&#8217;\u00e8 tempo da perdere. Spopolamento, dispersione scolastica, disoccupazione, giovanile e non, non sono degli spettri che agitano i sonni dei cittadini ma delle tristi realt\u00e0 che si aggravano ogni giorno di pi\u00f9 e che scavano un divario tra Nord e Sud sempre maggiore e sempre meno recuperabile. Per questi motivi gli investimenti e tutte le articolazioni per le quali si riescono a intercettare risorse di ogni tipo devono guardare al Mezzogiorno e contribuire allo sviluppo di una delle aree meno progredite dell&#8217;intera Europa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Noi abbiamo messo a disposizione le nostre idee e i nostri progetti, sottolineando anche i vantaggi da cogliere per portare a Brindisi quella che \u00e8 una vera e propria rivoluzione: i grandi gruppi che potrebbero essere interessati a questo imponente movimento non devono sottovalutare le opportunit\u00e0 offerte dalla partenza della Zes Interregionale Adriatica Puglia-Molise, attivata ufficialmente lo scorso 16 settembre. La zona franca portuale e retroportuale, poi, deve diventare essenziale per attrarre le imprese a Brindisi.<\/p>\n<p>Abbiamo urgente bisogno di preme l&#8217;acceleratore sul pedale dello sviluppo sostenibile e l&#8217;idrogeno green, nelle sue diverse declinazioni, rappresenta un&#8217;occasione da non lasciarsi sfuggire e a cui dedicare ogni attenzione e sforzo: bisogna fare le cose per bene, valutando ogni mossa ed evitando di disperdere energie e risorse in mille rivoli che non portano a nulla se non a scavare ancor di pi\u00f9 quel solco che ci separa dalle realt\u00e0 pi\u00f9 virtuose e progredite della nostra.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Antonio Macchia<\/strong><br \/>\n<strong> Segretario Generale CGIL Brindisi<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ci avevamo visto lungo e giusto quando, in tempi non sospetti, abbiamo stimolato la discussione su un possibile e auspicabile futuro a idrogeno green per Brindisi. &nbsp; \u00c8 di poche ore fa la notizia secondo cui in Regione stanno prendendo forma progetti tesi a portare qui da noi la tecnologia e le infrastrutture necessarie alla produzione di energia pulita. 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