{"id":181724,"date":"2021-01-17T15:56:05","date_gmt":"2021-01-17T14:56:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brundisium.net\/?p=181724"},"modified":"2021-01-17T15:56:05","modified_gmt":"2021-01-17T14:56:05","slug":"dipietrangelo-valorizzare-lappia-antica-unoccasione-da-non-sprecare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/dipietrangelo-valorizzare-lappia-antica-unoccasione-da-non-sprecare\/","title":{"rendered":"Dipietrangelo: &#8220;Valorizzare l\u2019Appia antica, un\u2019occasione da non sprecare&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>La decisione del comune di Brindisi di partecipare come capofila, assieme ai comuni di Francavilla, Oria, Mesagne e Latiano, all\u2019avviso pubblico dell\u2019associazione comuni d\u2019Italia \u201cMediAree\u201d, \u00e8 importante e utile per valorizzare non solo la storia della \u201cRegina Viarum\u201d delle nostre parti ma anche per contribuire a dare una identit\u00e0 ad un territorio che \u00e8 stato per secoli separato da Brindisi perch\u00e9 pi\u00f9 attratto verso Taranto preferendo percorrere l\u2019Appia verso roma e non verso Brindisi.<br \/>\nDopo il frettoloso e errato superamento delle province, riconsiderare il ruolo dei comuni capoluogo per realizzare azioni di miglioramento e rafforzamento dei processi e degli strumenti di pianificazione strategica sovracomunale, di area vasta, \u00e8 un occasione per Brindisi, oltre che per i comuni coinvolti di pesare nelle scelte nazionali con strumenti e progetti di autogoverno.<br \/>\nLa valorizzazione dell\u2019Appia Antica pu\u00f2 diventare un progetto di grande rilievo non solo storico ma anche di sviluppo turistico ed economico. I Romani realizzavano le strade certamente per logiche militari, di dominio e di espansione ma mentre le costruivano attorno ad esse si realizzava sviluppo e, come diremmo nei giorni nostri, attrazione di investimenti. A dimostrazione che le infrastrutture, da sempre, non servono solo per far transitare uomini e merci ma creano anche altre utilit\u00e0, culture e civilt\u00e0. Nell\u2019Appia day dell\u201911 ottobre scorso organizzato dall\u2019associazione \u201cBrindisi e le antiche strade\u201d a cui ho partecipato, in qualit\u00e0 di vicepresidente del consorzio di tutela Brindisi Doc, sviluppai un intervento a sostegno di questa tesi ed ebbi modo di constatare l\u2019esistenza di una progettualit\u00e0 molto avanzata da parte del Parco Nazionale dell\u2019Appia Antica. Sostenni come la via Appia e la Traiana hanno rappresentato, per la loro parte terminale nel nostro territorio, fattore di sviluppo, di modernizzazione anche nel settore agricolo e vitivinicolo. Le derrate alimentari e il vino necessari per approvvigionare le truppe che si imbarcavano dal porto di Brindisi, terminal della via Appia e della via Traiana, venivano prodotti in questa area. La viticoltura fu portata nei nostri territori dai messapi ma ebbe un salto di qualit\u00e0 e anche di quantit\u00e0 proprio con i Romani. Il porto di Brindisi raggiungibile con la via Appia e con la Traiana per ragioni prima di carattere militare e poi per il ruolo che contestualmente veniva ad assumere anche dal punto di vista commerciale nel mediterraneo divent\u00f2 fattore di sviluppo territoriale. E non a caso i romani nel fare le strade sceglievano tracciati dove era possibile sviluppare, incrementare o realizzare attivit\u00e0 agricole necessarie all\u2019approviggionamento di derrate alimentari per i propri soldati e per i bisogni della vita quotidiana.E si costruivano tracciati preferibilmente vicini a corsi d\u2019acqua. Il vino era un alimento indispensabile cos\u00ec come l\u2019olio anche per bisogni non solo alimentari.La viticoltura e l\u2019olivicoltura della campagna che arrivava fino a Brindisi si sviluppano cos\u00ec. La testimonianza pi\u00f9 importante \u00e8 rappresentata, oltrech\u00e9 dalla fertilit\u00e0 dei terreni brindisini, dalla presenza delle fornaci di anfore utilizzate per il trasporto via mare di vino e di olio.<br \/>\nMentre allora si definiscono i contorni progettuali per la partecipazione al bando e per partecipare alla pi\u00f9 ampia progettazione per la valorizzazione dell\u2019Appia antica sarebbe opportuno conoscere bene e con precisione il vero tracciato della stessa nei nostri territori e in particolare quello brindisino, senza farsi condizionare dal recente vissuto o da riferimenti relativi all\u2019attuale via Appia. Il tracciato non \u00e8 certamente quello che comunemente abbiamo conosciuto in epoca moderna, la vecchia statale poi trasformatasi nell\u2019attuale superstrada che porta a Taranto.<br \/>\nGli storici locali e non solo loro sostengono che il tracciato della vera Appia antica sia quello della vecchia strada per Mesagne oggi strada comunale per lo Spada e Casignano. Una parallela della statale e costeggiante i canali (Capece, Galina, Cillarese) che allora bagnavano le campagne del territorio e arrivavano fino al seno di ponente del porto di Brindisi.<br \/>\nBisogna evitare allora che in qualsiasi progetto di valorizzazione della regina viarum prevalgano inutili sovrapposizioni di studi e progetti ma sopratutto approssimazioni e superficialit\u00e0 storiche dal momento che pu\u00f2 essere una occasione utile per ridare identit\u00e0 e riconoscibilit\u00e0 ai nostri territori attraversati dalla via Appia antica. Servirebbe per dare un po\u2019 di lungimiranza e conoscenza agli stessi amministratori locali per salvaguardare i tracciati e una vera segnalazione lasciando cos\u00ec alle future generazioni le tracce e i luoghi giusti del passato e non solo semplici nomi o addirittura segnalazioni artificiose.<br \/>\nMa la conoscenza dell\u2019antico tracciato serve anche ad evitare eventuali interventi di aggressioni e stravolgimenti paesaggistici che si potrebbero tuttora realizzare sul reale percorso dell\u2019Appia antica facendo scomparire qualsiasi riferimento reale ad un \u201cbene culturale e comune\u201d. Cos\u00ec anche la valorizzazione dal punto di vista turistico ed enogastronomico della via Appia, come ha affermato il sindaco di Brindisi nel presentare la partecipazione al bando, non sarebbe solo una proposta costruita sulla carta per ottenere un po\u2019 di finanziamenti ma avrebbe il suo ancoraggio reale e storico.<br \/>\nSi spera che chi lavorer\u00e0 a questo progetto possa dare un contributo per far conoscere la vera Appia antica e il tracciato che, attraverso i comuni coinvolti, era utilizzato per raggiungere il porto di Brindisi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Carmine Dipietrangelo<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La decisione del comune di Brindisi di partecipare come capofila, assieme ai comuni di Francavilla, Oria, Mesagne e Latiano, all\u2019avviso pubblico dell\u2019associazione comuni d\u2019Italia \u201cMediAree\u201d, \u00e8 importante e utile per valorizzare non solo la storia della \u201cRegina Viarum\u201d delle nostre parti ma anche per contribuire a dare una identit\u00e0 ad un territorio che \u00e8 stato per secoli separato da Brindisi perch\u00e9 pi\u00f9 attratto verso Taranto preferendo percorrere l\u2019Appia verso roma e non verso Brindisi. Dopo il frettoloso e errato superamento delle province, riconsiderare il ruolo dei comuni capoluogo per realizzare azioni di miglioramento e rafforzamento dei processi e degli strumenti di pianificazione strategica sovracomunale, di area vasta, \u00e8 un occasione per Brindisi, oltre che per i comuni coinvolti di pesare nelle scelte nazionali con strumenti e progetti di autogoverno. La valorizzazione dell\u2019Appia Antica pu\u00f2 diventare un progetto di grande rilievo non solo storico ma anche di sviluppo turistico ed economico. 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