{"id":181900,"date":"2021-01-21T14:04:37","date_gmt":"2021-01-21T13:04:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brundisium.net\/?p=181900"},"modified":"2021-01-26T13:33:36","modified_gmt":"2021-01-26T12:33:36","slug":"grassi-territorio-e-cultura-binomio-per-rinascere-dalla-pandemia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/grassi-territorio-e-cultura-binomio-per-rinascere-dalla-pandemia\/","title":{"rendered":"Grassi: &#8220;territorio e cultura, binomio per rinascere dalla pandemia&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>Cinema e teatri chiusi. Musei aperti a tempo. Palazzi storici inaccessibili. \u00c8 la crisi della cultura ricaduta dal Covid e il costo economico \u00e8 solo una faccia del problema. Se vi fosse bisogno di avere conferme sulla crisi della cultura, il dato sui consumi culturali nel 2020 fa venire i brividi: con il Covid si sono dimezzati (-47%) passando da 113 euro di spesa media mensile per famiglia di dicembre 2019 a circa 60 euro a dicembre 2020 (sono stati persi oltre 53 euro al mese). Ovviamente \u00e8 crollata la spesa per spettacoli dal vivo bloccati dal lockdown e dalle misure di contenimento della pandemia: -90% gli spettatori per cinema, concerti, teatro e forti riduzioni di spesa, con punte di oltre il 70%, da parte dei consumatori tra dicembre 2019 e settembre 2020. La forma di fruizione tradizionale della cultura ha lasciato spazio al digitale con la visione di spettacoli dal vivo, opere, balletti e musica classica, sul web e in tv. Una tendenza che, alla luce delle attuali restrizioni, sembra confermarsi anche per la prima parte del 2021; i vincoli dettati dalla pandemia e la conseguente spinta sul digitale sembrano aver cambiato anche la declinazione dell\u2019idea di cultura da parte degli italiani, con il rischio di renderne pi\u00f9 effimeri significati e sfumature.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u00abSullo streaming \u00e8 stato detto tutto e oltre &#8211; sottolinea Carmelo Grassi, operatore culturale e componente del Consiglio Superiore dello Spettacolo del Mibact &#8211; e l\u2019esperienza di questo tipo di fruizione lascer\u00e0 il segno quando l\u2019emergenza sar\u00e0 finita. Tuttavia, oggi dobbiamo farcelo piacere perch\u00e9 \u00e8 l\u2019unica cura possibile, l\u2019unica fonte di approvvigionamento, il solo modo in cui la scena fa capolino e non si pu\u00f2 non preferire al buio totale. Ma resta un puntino di luce in mezzo alla semioscurit\u00e0 che avvolge oggi tutto il mondo della cultura. La fruizione dal vivo \u00e8 un\u2019esperienza irripetibile che si pu\u00f2 soltanto attendere, non \u00e8 replicabile neppure con quella extended reality di cui tanto si parla in questo periodo\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La cultura non \u00e8 solo veicolo di inclusione sociale, \u00e8 anche motore di ripresa. \u00abSpiace per la Puglia &#8211; continua Grassi &#8211; che nessuna delle candidature a Capitale italiana della Cultura 2022 si sia concretizzata. Ma \u00e8 sbagliato pensare che il percorso fatto da Bari e da Taranto assieme alla Grec\u00eca Salentina sia stato uno sforzo inutile. Il lavoro che i territori hanno fatto rester\u00e0 un patrimonio delle citt\u00e0 e delle aree che le hanno sostenute, uno straordinario esercizio di metodo perch\u00e9 finalmente hanno imparato a ragionare in modo sistemico, ad abbattere la solitudine dei recinti. Tutti insieme, il territorio come un ecosistema nel quale tutti i valori contano e si sommano fino a concorrere alla sintesi finale. \u00c8 questo il paradigma della cultura, ogni territorio deve saper progettare in una ottica di interconnessione: la candidatura ha restituito il metodo e penso si tratti di un risultato tutt\u2019altro che scontato\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La Puglia ha investito tempo e risorse nella riscoperta del patrimonio delle sue memorie e dei suoi giacimenti culturali, ha sublimato in eccellenza i talenti artistici e creativi, ha sugellato il compendio perfetto tra cultura e turismo. \u00ab\u00c8 possibile fare ancora tanto, in pi\u00f9 direzioni. Prenda il Medimex, ad esempio, che negli anni \u00e8 diventato un\u2019occasione per tutto il settore della musica, dello spettacolo dal vivo, ma anche della formazione. Ecco, io darei al Medimex una connotazione segnatamente pugliese, ne farei un grande palcoscenico dedicato alla eccellenza della musica pugliese in Italia e nel mondo. Dunque, uno strumento per promuovere la nostra terra e la bellezza che parla il suo linguaggio\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La nostra regione ha sempre rappresentato una straordinaria geografia di talenti, sensibilit\u00e0, ritmi e saperi. \u00abOccorre dare impulso a dinamiche &#8211; prosegue &#8211; che ne facciano risaltare il valore, facciano emergere i segni della creativit\u00e0 e generino percorsi virtuosi. Per questo penso a un organismo riconducibile alla volont\u00e0 dell\u2019ente regionale, condiviso dai territori, che abbia il compito di incubare esperienze e talenti, valorizzarli e dotarli di prospettiva anche fuori dei confini regionali. Una necessit\u00e0 cui occorre rispondere con strumenti adeguati. Significa permettere ai giovani di indirizzare passione e dedizione, sogni e studio, di disegnare un nuovo paesaggio di creativit\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nei periodi di crisi la cultura ha sempre rappresentato un germe di rinascita, capace di toccare e rigenerare le corde della speranza. Insomma, una parte eminentemente strategica. Per questo, la Puglia dovr\u00e0 saper dialogare con il pubblico post-pandemia e interpretare desideri, linguaggi, emozioni, immaginari nuovi. Rendere qualitativa la quantit\u00e0. L\u2019esito di questa missione non avr\u00e0 firme n\u00e9 conti economici, ma il volto di un atteggiamento che sar\u00e0 il simbolo della ripresa. Come \u00e8 accaduto dopo ogni rovescio della storia. \u00abHo sempre pensato &#8211; conclude Carmelo Grassi &#8211; che la cultura debba raccontare il suo tempo nel modo pi\u00f9 naturale e schietto. Per questo si potrebbe ribattere il modello fortunato delle residenze teatrali, allargandolo alle forme d\u2019arte pi\u00f9 diffuse tra i giovani, teatro, danza, musica, lettura, arti urbane e circensi, che parlino di contemporaneit\u00e0. Un modo per \u201cmettere a sistema\u201d produzione, luoghi, giovani, pubblico e politiche culturali nei settori dello spettacolo dal vivo e della cultura open, garantendo stanzialit\u00e0 delle associazioni che potrebbero finalmente superare l\u2019eterno problema della mancanza di fissa dimora\u00bb. L\u2019unica certezza del domani, come scriveva Gianni Rodari in un corsivo su Paese Sera, \u00e8 che \u00abnon si sa ancora che cosa sar\u00e0\u00bb, nel frattempo immaginiamolo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>Ufficio stampa Carmelo Grassi<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cinema e teatri chiusi. Musei aperti a tempo. 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