{"id":182242,"date":"2021-01-27T14:54:32","date_gmt":"2021-01-27T13:54:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brundisium.net\/?p=182242"},"modified":"2021-01-30T20:17:50","modified_gmt":"2021-01-30T19:17:50","slug":"giornata-della-memoria-il-passato-non-si-puo-cambiare-il-presente-si-di-vincenzo-albano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/giornata-della-memoria-il-passato-non-si-puo-cambiare-il-presente-si-di-vincenzo-albano\/","title":{"rendered":"Giornata della Memoria. Il passato non si pu\u00f2 cambiare, il presente si. Di Vincenzo Albano"},"content":{"rendered":"<p>Il 27 gennaio 1945, qualche mese prima della fine della II guerra mondiale, le truppe sovietiche aprirono i cancelli del campo di stermino di Auschwitz. Una guerra spaventosa che provoc\u00f2 la morte di circa cinquanta milioni di persone in tutto il mondo.<\/p>\n<p>Ad essere umiliati e soppressi ad Auschwitz, ma anche negli altri campi di sterminio, non furono solo gli ebrei, i rom, i dissidenti politici, gli omosessuali, i testimoni di Geova, i malati psichici e tutte quelle categorie, che secondo l\u2019ideologia sociale nazista non avevano diritto di vivere, ma fu umiliato,anche e soprattutto, il senso di appartenenza al genere umano.<\/p>\n<p>Lo stesso governo fascista italiano, a partire dal 1938, in sintonia con quello tedesco hitleriano, promulg\u00f2 le leggi razziali a difesa della \u201crazza italiana\u201d che colpirono pesantemente la popolazione ebraica, con un carico asfissiante di divieti e di prevaricazioni su ogni aspetto della loro vita, che furono applicate con grande crudelt\u00e0, nell\u2019 indifferenza di gran parte della popolazione italiana.<\/p>\n<p>Oggi a distanza di 76 anni da quei fatti, se si vuole evitare di scadere nel ritualismo della celebrazione fine a se stessa, si deve andare al di l\u00e0 della suggestione emotiva e del cordoglio della Giornata della Memoria e cogliere l\u2019 occasione di un approfondimento della conoscenza storica, per stimolare il pensiero critico e la riflessione su quanto accadde, sulle cause, sulle dinamiche politiche e culturali, che fecero da supporto alle persecuzioni ed allo sterminio di sei milioni di persone.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 quelli avvenimenti, quella ferocia non si realizzarono per effetto di fatti imprevedibili e misteriosi, ma furono la conseguenza di precise scelte di tipo politico, e culturale, che superarono l\u2019evento bellico per la crudelt\u00e0 del disegno criminale dello stermino e che trov\u00f2 terreno fertile nella fragilit\u00e0 dell\u2019uomo, nelle sue ansie, nel suo isolamento, nella ricerca di conformismo e di protezione, sui quali ebbe a svilupparsi agevolmente il germe dell\u2019intolleranza e della xenofobia.<\/p>\n<p>Quando ci chiediamo perch\u00e9 Hitler ha ucciso sei milioni di Ebrei nei campi di concentramento, dei quali un milione e mezzo di bambini, non esitiamo a dire che era un pazzo.<\/p>\n<p>Lo facciamo quasi per autodifesa, per prendere le distanze, per rassicurarci, per convincerci che la natura umana \u00e8 diversa, incapace di esprimere quella carica devastante di malvagit\u00e0 e di provocare tanta sofferenza. Anche se poi la realt\u00e0 giornaliera ci smentisce continuamente.<\/p>\n<p>Certamente la sua personalit\u00e0 si prestava molto ad un simile giudizio, perch\u00e9 non c\u2019era un motivo razionale per ritenere pericolosa la popolazione ebraica della Germania, fatta da persone normali, integrate da secoli, che aveva anche combattuto nell\u2019esercito tedesco nella grande guerra.<\/p>\n<p>Nondimeno, non fu certamente il solo responsabile. Ci furono circa un milione di persone, non solo naziste, che a vario titolo di consapevolezza e di responsabilit\u00e0, collaborarono alle operazioni di individuazione, rastrellamento, deportazione ed uccisione degli ebrei.<\/p>\n<p>Non credo che si possa ragionevolmente pensare che fossero tutti pazzi.<br \/>\nTutto fu organizzato per fare in modo da frammentare mansioni e responsabilit\u00e0 che ognuno di loro non si potesse sentire responsabile, di potersi scagionare in quanto piccolo, insignificante strumento di un organismo molto pi\u00f9 complesso. Alla fine chi materialmente spingeva i prigionieri nelle camera a gas , in diversi casi, erano gli stessi ebrei, gli stessi detenuti, come hanno testimoniato in seguito. Lo stesso Eichmann disse che non aveva fatto male ad un solo ebreo: si era solo limitato a firmare fogli con i quali disponeva i rastrellamenti e le deportazioni, che altri, e non lui, portarono a compimento.<\/p>\n<p>Numerose ricerche sulla popolazione tedesca dell\u2019epoca accertarono, che l\u2019antisemitismo era molto pi\u00f9 diffuso nelle zone in cui non c\u2019era alcuna conoscenza diretta degli ebrei.<\/p>\n<p>Per mero calcolo politico erano stati infatti elevati al rango di capro espiatorio di tutte le difficolt\u00e0, insicurezze e paure generate dall\u2019elevato grado di competitivit\u00e0 che si era affermata con la modernit\u00e0 e che aveva reso l\u2019individuo pi\u00f9 indipendente, pi\u00f9 critico, ma al tempo stesso pi\u00f9 solo, pi\u00f9 fragile, pi\u00f9 impaurito.<\/p>\n<p>Era l\u2019effetto della struttura della societ\u00e0 moderna, che lo costringeva a mettersi in gioco, a competere con gli altri, se non voleva essere emarginato, perch\u00e9 il suo destino, la sua vita dipendevano da quanto era in grado di costruire con le proprie mani.<\/p>\n<p>Ma questa competizione generava e genera ansia e angoscia, legate alla libert\u00e0 e alla prospettiva di dover fare affidamento sulle proprie forze . Allora se una voce autorevole, amplificata convenientemente dai mezzi di informazione, ti ripete ossessivamente, come fece Hitler, ma anche come attualmente stanno facendo altri in Italia che la colpa dei tuoi problemi sono gli ebrei, il diverso, l\u2019estraneo, il marocchino, l\u2019albanese, l\u2019extracomunitario, che \u00e8 necessario eliminare e ti dice di non preoccuparti perch\u00e9 \u201c ci penso io\u201d , ti risolvo io i tuoi problemi, pero devi darmi carta bianca per l\u2019esercizio del potere, pu\u00f2 essere liberatorio e conveniente dargli credito, perch\u00e9 pu\u00f2 rappresentare la scorciatoia facile per liberarsi dalla tensione, per alleggerirsi psicologicamente dal disagio e dall\u2019ansia della competizione. Anche se hai la consapevolezza, che dei tuoi problemi, delle tue frustrazioni, delle tue insicurezze non pu\u00f2 essere responsabile il diverso.<\/p>\n<p>Diventa naturale a quel punto dividere la gente fra noi e loro. Noi, i nostri vicini di casa, il nostro quartiere, la nostra citt\u00e0, la nostra nazione: tutti con la stessa identit\u00e0 di appartenenza, gli stessi stili di vita, le stesse abitudini, gli stessi pensieri. Gli altri sono i diversi, quelli verso i quali si deve nutrire diffidenza e che fanno istintivamente paura. Sono i nemici, perch\u00e9 possono mettere in crisi e sconvolgere la nostra identit\u00e0 di appartenenza.<\/p>\n<p>E\u2019 sufficiente osservare i nostri giovani, ma anche gli ultras, le stesse scarpe, le stesse magliette, gli stessi jeans, gli stessi occhiali, le stesse abitudini, gli stessi ragionamenti e modi di vivere; sono tutti codici di riconoscimento, di identit\u00e0, che li fanno sentire sicuri dentro il loro piccolo gruppo, che in qualche modo costituisce la loro corazza, ma che pu\u00f2 essere anche una barriera nei confronti del mondo.<\/p>\n<p>E su questi meccanismi che si \u00e8 sviluppato e si pu\u00f2 sviluppare il germe dell\u2019intolleranza, ma anche quelli del disimpegno e della cieca obbedienza alle regole dell\u2019autorit\u00e0 e dell\u2019appartenenza.<\/p>\n<p>Allora pensare che con la sola celebrazione della giornata della memoria possa da sola servire ad evitare che possano accadere in futuro fatti del genere, non credo che abbia una qualche validit\u00e0 o efficacia. Non funziona. Perch\u00e9 se fosse vero molte cose non accadrebbero nel presente e che invece si ripresentano ogni giorno nella loro valenza di malvagit\u00e0 e di sofferenza.<\/p>\n<p>Da qui si dovrebbe partire per intraprendere un percorso di cambiamento culturale, per imparare a vivere senza sentire la necessit\u00e0 di dover essere uguale agli altri, per imparare a sentirsi pi\u00f9 forti, affrontando il mondo con curiosit\u00e0, accettando il diverso come occasione di confronto e arricchimento, rifiutando di inseguire illusioni e scorciatoie pericolose. Ma vivere cos\u00ec purtroppo non e\u2019 facile.<\/p>\n<p>L&#8217;amministrazione comunale di Brindisi dovrebbe prendere lo spunto dalle tragedie del passato ragionare insieme ai ragazzi, per confrontarsi con loro, per riflettere e far riflettere sulle conseguenze dell&#8217;intolleranza, per riflettere sulla guerra, sulle sue conseguenze. Non solo riferendosi esclusivamente al passato, ma anche al presente. Alle migliaia e migliaia di morti, che avvengono in moltissime parti del mondo e a tutti gli episodi terribili connaturati con la guerra che stanno comportando il sacrifico di tanti ragazzi, di tanti giovani. Nella indifferenza di moltissimi cittadini.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>Vincenzo Albano<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong>Brindisi<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong>dal 25 gennaio 1945 al 25 gennaio 2021<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 27 gennaio 1945, qualche mese prima della fine della II guerra mondiale, le truppe sovietiche aprirono i cancelli del campo di stermino di Auschwitz. Una guerra spaventosa che provoc\u00f2 la morte di circa cinquanta milioni di persone in tutto il mondo. 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