{"id":183250,"date":"2021-02-14T09:16:50","date_gmt":"2021-02-14T08:16:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brundisium.net\/?p=183250"},"modified":"2021-02-14T10:53:36","modified_gmt":"2021-02-14T09:53:36","slug":"consorzi-asi-left-chiede-il-ritiro-della-riforma-proposta-da-delli-noci","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/consorzi-asi-left-chiede-il-ritiro-della-riforma-proposta-da-delli-noci\/","title":{"rendered":"Consorzi Asi: Left chiede il ritiro della riforma proposta da Delli Noci"},"content":{"rendered":"<p>Come associazione abbiamo sollecitato da tempo un dibattito sulla utilit\u00e0 e sull\u2019attualit\u00e0 del consorzio ASI e di come fosse necessario che il controllo delle aree industriali passasse nelle mani dei Comuni piuttosto che attraverso questo ente ormai diventato solo poltronificio di scarsa efficacia e funzionalit\u00e0.<\/p>\n<p>Gli ultimi fatti che hanno gettato delle ombre sul bilancio e sulla gestione del carrozzone, invece che provocare un dibattito serio sul tema della gestione delle aree industriali come occasione di sviluppo e di autodeterminazione della citt\u00e0, sono stati l\u2019ennesima occasione di una polemica sterile sfociata nel nulla, prassi a cui da tempo ci ha abituato la politica brindisina e questa amministrazione.<\/p>\n<p>Ebbene \u00e8 arrivata la soluzione! Ci tolgono la gestione del carrozzone creandone uno ancora pi\u00f9 grande di gestione diretta della regione. Emiliano, con la complicit\u00e0 di amministratori compiacenti o assenti fa di Brindisi quello che vuole ormai.<\/p>\n<p>Nel silenzio generale sta per approdare in consiglio regionale una proposta di legge che accorper\u00e0 le ASI di Brindisi, Lecce, Taranto, Foggia, mentre manterr\u00e0 in vita quello di Bari con la scusa dell\u2019area metropolitana.<\/p>\n<p>\u00c8 in discussione una legge regionale di riforma dei consorzi inaccettabile. La logica di centralizzazione regionale e di accorpamento dei consorzi \u00e8 lesiva della autonomia dei comuni e anacronistica dal punto di vista di politiche industriali innovative. Se fosse approvata sarebbe un altro colpo innanzitutto alla stessa citt\u00e0 di Brindisi , alle sue potenzialit\u00e0 industriali e infrastrutturali e un altro \u201ccontributo\u201d al suo impoverimento.<\/p>\n<p>Su questa proposta di legge si sono gi\u00e0 avviate le audizioni a cui hanno partecipato associazioni di interesse, province, comuni. Sarebbe opportuno conoscerne il parere. Soprattutto sapere qual \u00e8 il giudizio e le eventuali proposte del comune di Brindisi, sede di una importante area industriale, nonch\u00e9 quello dei sindaci e dei consiglieri regionali dei comuni interessati.<\/p>\n<p>Lo sviluppo industriale delle citt\u00e0 non pu\u00f2 essere delegato n\u00e9 all\u2019attuale consorzio e n\u00e9 a questo carrozzone che ha in testa la regione Puglia per la sua riforma.<br \/>\nMa possibile che nessuno dei sindaci del territorio batta un colpo? Possibile che assistiamo a questo ennesimo scippo senza dare battaglia?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 un modo e ci facciamo per l\u2019ennesima volta portatori della proposta della soppressione dei consorzi.<br \/>\nOccorre una legge regionale per superare i consorzi, non per accorparli. Devono essere i Comuni a gestire le loro aree industriali ed i loro piani di insediamenti produttivi. I comuni sede di Agglomerato industriale possono recedere e revocare la partecipazione al Consorzio ASI, in quanto costituitisi volontariamente. In questo caso basterebbe una delibera del Consiglio Comunale per rivendicare la propriet\u00e0 delle infrastrutture realizzate come strade, acquedotti, reti idriche e fognanti, impianti di illuminazione e soprattutto per riacquisire il titolo per applicare le procedure espropriative attualmente prerogativa dell\u2019ASI. Perch\u00e9 i comuni di Francavilla, Fasano e Ostuni dove oltre alle aree di nuclei industriali gestiti dall\u2019Asi, insistono altre aree industriali da loro gestite direttamente, non reagiscono e chiedono il superamento di questa situazione ? Con una delibera di consiglio si pu\u00f2 passare all\u2019autogoverno, riappropriandosi dei poteri e delle funzioni nell\u2019uso dei suoli. Politiche insediative con un doppio regime (ASI, Comuni) non hanno pi\u00f9 alcun senso.<\/p>\n<p>Occorre che la citt\u00e0 capoluogo si prenda le sue responsabilit\u00e0 e si gestisca direttamente quello che le appartiene e che con fondi pubblici si \u00e8 fatto sul proprio territorio. Inoltre nell\u2019area industriale vi sono tante multinazionali insediate che gestiscono in proprio e in consorzio dei servizi importanti per le imprese. Basterebbe trovare un accordo affinch\u00e8 di questi servizi possano beneficiare anche le piccole aziende che hanno sede nella stessa area. Vi sarebbero economie di scala e sarebbe una grande occasione di scambio tra grosse e piccole aziende a beneficio della competitivit\u00e0 di queste ultime. Questo s\u00ec che sarebbe un tavolo serio per lo sviluppo e non occorrerebbe pi\u00f9 di un regolamento di condominio.<\/p>\n<p>Left Brindisi chiede pertanto ai Sindaci e ai consiglieri regionali che si agisca e lo si faccia presto chiedendo il ritiro della legge regionale proposta dall\u2019assessore Dellinoci e proponendo una legge di superamento dei consorzi con il passaggio delle loro attuali funzioni ai rispettivi comuni. Nei prossimi giorni la nostra associazione formuler\u00e0 alcune linee per una proposta di legge alternativa a quella predisposta dalla regione e che metter\u00e0 a disposizione di coloro che intendono difendere e salvaguardare i propri territori.<br \/>\nLe citt\u00e0 devono poter decidere del loro futuro, le zone industriali rappresentano il motore dello sviluppo e non possono essere ne\u2019 sottoposte ad un doppio regime(vedi i comuni di Fasano,di Francavilla,di Ostuni) e ne\u2019 essere espropriate del governo del proprio territorio (vedi Brindisi).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>Il coordinamento cittadino<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong>Brindisi Left<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come associazione abbiamo sollecitato da tempo un dibattito sulla utilit\u00e0 e sull\u2019attualit\u00e0 del consorzio ASI e di come fosse necessario che il controllo delle aree industriali passasse nelle mani dei Comuni piuttosto che attraverso questo ente ormai diventato solo poltronificio di scarsa efficacia e funzionalit\u00e0. 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